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SCHEDA ARTICOLO N. «01558»

CLASSIFICAZIONE: 4
TIPOLOGIA: CONGENERE
AUTORE: VINCENZO DI MARCO E EDUARDO SALBITANO
TITOLO: GLI STATI DI COSCIENZA ALTERATI
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TESTO ARTICOLO

Gli stati di coscienza alterati

Vincenzo Di Marco e Eduardo Salbitano

Ci sono varie definizioni a seconda del punto di riferimento che assumiamo.
È l'avvertire la presenza di qualche cosa allo spirito" ci dice un
dizionario enciclopedico. È un'istanza sensoriale, discriminativa di qualità
psichiche" ci suggerisce un manuale di psicologia dinamica. È il correlato
soggettivo di certe attività encefaliche" ci propone un testo di neurologia.
In verità, essere coscienti di qualche cosa è un esperienza che tutti
conosciamo, ma di cui non è possibile dare una definizione riduttiva.
Possiamo ammettere l'esistenza di un inconscio o di un preconscio, ossia di
atti psichici non coscienti: ma non possiamo pensarli o menzionarli o
descriverli se non in termini di coscienza. Ma per coscienza normale che
cosa dobbiamo intendere? Per un occidentale non troppo nevrotico o pazzo,
essa è lo stato psichico in cui ci troviamo abitualmente quando siamo
svegli. Essa, inoltre, nel corso della giornata, può subire sensibili
oscillazioni di intensità pur rimanendo sempre una coscienza di veglia.
Sappiamo che presso certe popolazioni primitive la possibilità di
sperimentare stati diversi di coscienza (come ad esempio essere posseduti da
un dio o da uno spirito) è considerata del tutto normale, mentre appare
abnorme la nostra posizione al riguardo. Dal momento della nascita ogni uomo
trova davanti a sé una gamma vastissima di potenzialità da sviluppare. Ad
esempio, la capacità di poter correre i 100 m. in 10 sec. di imparare la
matematica e le lingue straniere. Tuttavia, ogni individuo nel corso della
sua esistenza svilupperà solo una piccola frazione di ciò che potenzialmente
è in grado di fare. Ciò dipende dal fatto di essere nato entro una certa
cultura, in un determinato periodo storico, in un luogo piuttosto che in un
altro, di avere determinati genitori, insegnanti ed amici, ed anche da una
vasta serie di fattori casuali. All'interno di ogni contesto umano si forma
un atteggiamento comune secondo il quale è bene sviluppare certe
potenzialità e soffocarne invece altre. Un bambino in età scolare avrà già
prefissate, entro certi limiti, molte delle sue future mete e aspettative.
Chi diverge da questi binari, tacitamente riconosciuti da tutti come
invalicabili, verrà emarginato, condannato o curato come un pazzo. Anche le
potenzialità della nostra coscienza sono numerosissime, ma soltanto alcune
di esse sono favorite ed impiegate, mentre di tante altre non ne fa uso o
perché sono inibite, o perché non si sa della loro esistenza, o perché si
sono atrofizzate per il disuso. Alcune di esse però sono solo latenti ed
aspettano gli stimoli appropriati per emergere. Si usano diversi sinonimi
per indicare gli stati alterati di coscienza (ASC, dall'inglese "Altered
States of Consciousness"). Alcuni preferiscono parlare di stati modificati
di coscienza perché il termine alterati può dare l'impressione che si tratti
di stati patologici. Altri studiosi suggeriscono di parlare di altri stati o
di stati attentivi interni. Poiché la definizione più impiegata è quella di
stati alterati di coscienza (d'ora in poi ASC) senza implicare, con questo
termine, necessariamente alcuna patologia, a questa definizione mi atterrò
nella presente trattazione. Anzi, cercherò di evitare di parlare di quelle
situazioni che sono chiaramente o prevalentemente patologiche. Tutti gli ASC
hanno avuto un ruolo fondamentale nell'influenzare la nascita e l'affermarsi
di movimenti religiosi, filosofici e culturali. Il sogno e tutte quelle
esperienze un po' misteriose come l'estasi, la trance, l'ipnosi, l'uso di
sostanze psicotrope, etc., sono conosciuti in tutte le epoche e in tutte le
parti del mondo come porta d'accesso verso dimensioni diverse
dall'ordinario. Uno ASC per una certa persona è quello in cui essa sente
chiaramente uno spostamento qualitativo nel modo di funzionare della sua
mente. Ci si accorge che essa opera diversamente dal solito. "In una visione
generale della psiche si possono considerare gli ASC come momenti
comportamentali dell'attività mentale di tipo temporaneo, non stabili, più o
meno volontari. Il tutto senza dovere necessariamente implicare il concetto
di patologia. Anzi, taluni ASC sembrano esprimere momenti di massima
armonia". È possibile che una persona che sia in uno ASC possa fare
scaturire particolari capacità che non sono presenti nel suo normale stato
di coscienza. Sebbene gli ASC abbiano tutti molti punti in comune, le loro
caratteristiche possono variare a seconda della presenza di vari fattori:

- background culturale

- motivazioni ed attese culturali

- particolare procedura adottata

- ambiente, etc.

Tra le caratteristiche che più frequentemente vediamo essere comuni ai
diversi ASC ricordiamo:

- alterazione nel modo di pensare

- alterazione del senso del tempo

- perdita di controllo

- diverso modo di apparire delle emozioni

- diversa percezione del proprio corpo

- distorsioni percettive (sinestesia, etc.)

- modificazione del significato delle cose

- senso dell'ineffabile

- ipersuggestionabilità

Gli ASC possono essere provocati da una grande varietà di agenti e di
tecniche che interferiscono con il normale flusso degli stimoli sensoriali,
con la normale reazione motoria, con il normale stato emotivo e con la
normale organizzazione dei processi cognitivi. Le principali modalità di
induzione degli ASC sono:

- Riduzione della stimolazione esterocettiva e/o dell'attività
motoria

- Aumento della stimolazione esterocettiva e/o dell'attività motoria
e/o dell'emozione

- Aumentato stato di allerta o di coinvolgimento mentale

- Diminuita allerta o rilassamento delle facoltà critiche

- Presenza di fattori somatopsicologici

Alcuni esempi. Si è parlato, all'inizio, del nostro normale stato di veglia.
A questo si oppone il sonno, il secondo più comune stato di coscienza
caratterizzato da vari correlati neurofisiologici tra cui la comparsa
nell'EEG, all'inizio, delle cosiddette onde alfa e poi, nel sonno profondo,
delle onde delta. Tutti ormai sanno del sonno REM e del suo rapporto con i
sogni. Ciò che interessa particolarmente menzionare è che, contrariamente a
quanto prima si pensava, anche negli stati di sonno profondo e senza sogni,
esiste una sia pur limitata attività psichica, e pertanto di coscienza.
Accenno pertanto agli stati di coscienza lievemente alterata che precedono,
o seguono il sonno: sono le fasi di sonno ipnagogico e sonno ipnopompico. In
entrambi si osserva un rapidissimo alternarsi di immagini, parole, frasi,
melodie, di un caleidoscopio di percezioni con una apparente vita autonoma,
e sono possibili eccezionali illuminazioni creative. In definitiva, si
riesce a parlare con l'inconscio. Le voci parlano forte o piano, sempre però
a grandissima velocità. In genere la loro velocità, come anche quella delle
visioni, non ci permette di poterle ricordare, tuttavia è possibile
esercitarsi ad osservare con maggiore attenzione e a trattenere nella
memoria questi fuggevoli fenomeni. Avere un sogno lucido significa vivere
attivamente all'interno del mondo del sogno, avendo la consapevolezza di
sognare e avendo un certo grado di controllo volontario sul corso successivo
del sogno. Esso si manifesta di preferenza nel primo sonno o prima del
risveglio. Nel sogno lucido si possono fare cose che nella vita reale sono
impossibili. Gli sciamani da sempre hanno praticato il sogno lucid. Il mondo
del sogno lucido è un laboratorio interno dove è possibile programmare
esperimenti, soluzioni di problemi, costruzioni non ancora tentate. Ci sono
varie tecniche per indurre e manipolare i sogni lucidi a nostro piacimento.
Chi si è allenato in questa tecnica del sogno lucido giura che i risultati
sono entusiasmanti. Si tratta di controllare un proprio stato di coscienza
alterato facendone un uso consapevole e, magari, finalizzato. Nell'ipnosi si
provano particolari fenomeni, come percezioni illusorie, amnesie,
ipermnesie, e soprattutto uno stato di notevole suggestionabilità rispetto a
ciò che viene detto o indicato dall'ipnotizzatore. L'ipnosi differisce,
anche dal punto di vista neurofisiologico, dal sonno (diverso EEG) e si
presta favorevolmente all'induzione di fenomeni extrasensoriali. Può essere
auto o etero-indotta. La creatività si accompagna ad uno ASC che sembra
invece dipendere da qualità innate di alcune persone. Essa consta in uno
modo di vedere, pensare, o agire con il mondo che non solo è nuovo, ma anche
migliore di quelli a noi soliti. Quando questi processi inconsci sono
creativi possono portare a soluzione difficilissimi problemi che una persona
in stato di veglia non riuscirebbe a risolvere. La creazione artistica e
letteraria spesso si esprime attraverso intuizioni, visioni ed esperienze
che si sviluppano in uno stato modificato di coscienza, oltre che nel sonno
e nel sogno. In ogni modo, sembra necessario possedere in modo innato una
notevole capacità immaginativa. Anche famosi scienziati hanno fatto notevoli
scoperte in uno di questi stati. Quando un medium si prepara ad una seduta
con un cliente, in genere comincia con il chiudere gli occhi standosene
tranquillo sulla sua sedia. Poco dopo comincia a respirare profondamente, a
russare leggermente e a dimenarsi, e in generale a comportarsi come una
persona addormentata in un sonno profondo ma agitato e turbata da un sogno
alquanto angoscioso. Nel giro di pochi minuti, di norma, diventa più calmo e
spesso si sente una specie di bisbiglio continuo, come se stesse parlando
con se stesso. Poco dopo comincia a parlare in modo udibile, spesso con una
voce e una forma diversi, e a volte anche con un vocabolario differente da
quelli che sono caratteristici della sua normale conversazione da sveglio.
Manifestamente la personalità normale del medium ha smesso di controllare i
suoi organi vocali, e una nuova personalità ne ha assunto il controllo. La
nuova personalità può portare avanti una conversazione di un'ora e anche più
con il cliente. Alla fine dice che deve andare e dà l' arrivederci. Il
processo con cui la seduta era iniziata viene allora ripetuto in ordine
inverso. In qualche minuto, dopo una certa dose di contorcimenti, di gemiti
e di bisbigli, gli occhi sono di nuovo aperti e il medium riassume la sua
voce e i suoi modi normali. In genere ignora ciò che è accaduto durante la
seduta, come una persona che ha parlato nel sonno ignora quello che ha fatto
e detto. Da uno studio di Nelson (1970), durante lo stato di trance 9 medium
su 12 mostrarono all'EEG alterazioni focali del lobo temporale del cervello.
Tali alterazioni, di solito, sono comuni negli attacchi epilettici e nella
schizofrenia, ma questo non implica che i medium ne siano affetti. La
meditazione. Per svolgere le nostre normali attività quotidiane abbiamo
bisogno di un costante e determinato corredo di stimoli sensoriali. Se
veniamo privati di questa soglia minima percettiva, allora possiamo fare
esperienza di ASC. È come se la mente creasse la sua realtà nel momento in
cui la realtà esterna viene esclusa. Gli asceti, e coloro che si vengono a
trovare, volontariamente e non, per un certo tempo in condizioni di basso
livello di stimolazione sensoriale, possono sperimentare il processo della
meditazione. La meditazione è il tentativo di sospendere temporaneamente
l'attività concettuale, di escludere ogni elaborazione delle varie
informazioni che arrivano al cervello, di evadere dal mondo esterno. Il
risultato di questo processo è che quando ritorniamo al nostro stato normale
vediamo le cose in modo diverso, rinnovato rispetto a prima . La maggior
parte delle tecniche meditative comporta una stimolazione monotona favorita
da una posizione fissa e da un pensiero reiterato (su una parola o un
mantra, un'immagine visiva, la concentrazione sul proprio respiro, etc.). Lo
stato meditativo può essere raggiunto anche assumendo un atteggiamento
passivo e recettivo, cercando di svuotare la mente da ogni pensiero.
Qualunque cosa accada, non bisogna lasciarsi coinvolgere da niente ma
occorre mantenere un atteggiamento distaccato e lontano. Si entra così in
uno stato di attenzione conscia non legata ad alcun pensiero che ci porta a
vedere ciò che succede fuori da noi come se fossimo solo degli spettatori
distanti. Con entrambe le tecniche si ottiene, dopo un certo allenamento, un
isolamento sensoriale che può indurre visioni allucinatorie o una percezione
del nostro corpo del tutto anomala.. Al punto estremo viene a mancare la
distinzione tra io e non io Perdita del senso di identità). Questa
situazione può comportare una identificazione con l'oggetto della
meditazione. Lo psichiatra Abraham Maslow condusse uno studio su individui
che avevano avuto esperienze mistiche che lui indicò come "peak experiences"
(esperienze di picco). Nella psichiatria tradizionale le esperienze mistiche
di ogni genere sono solitamente trattate nel contesto di una psicopatologia
grave. Nel suo studio, Maslow dimostrò che le persone che avevano avuto
"peak experiences" di solito ne traevano vantaggio e dimostravano una netta
tendenza ad autorealizzarsi. Esse erano in grado di affrontare le avversità
in modo molto più creativo e costruttivo, si mostravano maggiormente
distaccati dagli aspetti più materiali della vita (guadagno, carriera,
gelosie, invidie) e più aperti verso i valori fondamentali. Anche la morte
perdeva buona parte della sua carica di paura. Egli suggerì che tali
esperienze potevano essere supernormali, invece che anormali, e su queste
considerazioni gettò le basi di una nuova psicologia (la psicologia
transpersonale). Tra i fattori che possono indurre l'esperienza mistica
importanti sono:

- le droghe

- il digiuno

- la febbre elevata

- l'eccitazione

- la fatica

- l'alterazione della respirazione

- intense emozioni, etc.

Si producono anche quando il normale stato di attenzione conscia viene
sostituito da:

- sogno ad occhi aperti

- fantasticherie

- meditazione

- sonnolenza

- sogni onirici

- preghiera intenza

Differenze con la trance da possessione (Rouget G.)

ESTASI TRANCE immobilità
movimentosilenzio rumoresolitudine
compresenzasenza crisi con crisiprivazione sensoriale
sovrastimolazione sensorialericordo
amnesiaallucinazione assenza di allucinazione
Nell'estasi si sperimenta un rapporto molto intimo e nuovo con tutto. Si
sente che tutte le cose sono tra loro collegate, si scoprono nuovi
significati nel mondo attorno a noi. Perdono valore i fatti che fino a quel
momento ci erano sembrati importanti. Si prova un estremo senso di euforia e
di gioia incontenibile sino a farci piangere copiosamente. Spesso sparisce
la paura della morte. Si percepisce il mondo come attraverso nuovi organi di
senso. I colori, i suoni, etc, sembrano più vividi e penetranti, con nuove
caratteristiche mai prima sperimentate. Nel corso delle loro pratiche
ascetiche, i cultori dello yoga possono sospendere i battiti del loro cuore,
contrastare la peristalsi intestinale ed altri movimenti involontari, e
ridurre quasi a zero il loro metabolismo, sino a giungere a stati comatosi.
Anche gli stati mistici, in passato considerati come espressione di grave
patologia mentale, iniziarono ad essere guardati con occhio più benevolo
dagli uomini di scienza. Le sostanze come l'LSD, la psilocibina e la
mescalina sono chiamate in America psicolitiche (che liberano la mente) e,
in Europa, psichedeliche (che aprono o dilatano la mente). Esse non sono
narcotici, sedativi o stimolanti, ma hanno l'unico effetto sulla psiche
umana di renderla consapevole di forme di coscienza e di contenuti che di
solito sono nascosti o inconsci. Secondo lo psichiatra cecoslovacco S. Grof,
i contenuti dei viaggi psichedelici da droghe (in particolare da LSD) sono
di 4 tipi:

1. estetici, costituiti in genere da visioni di tipo geometrico o
paesaggistico;

2. biografici, in quanto ci riportano alla coscienza avvenimenti, spesso
angosciosi e dimenticati, del nostro passato;

3. perinatali, che ci ripropongono in forma simbolica le fasi e i traumi
della nostra nascita;

4. transpersonali, che sono quelli a contenuto più ricco e sconvolgente
perché sembrano portarci in una nuova dimensione esistenziale.

Ricordiamo, però, che gli esiti di queste esperienze psichedeliche non sono
mai costanti e prevedibili, ma risentono moltissimo dei condizionamenti
psicologici, culturali e ambientali a cui è sottoposto il soggetto che
assume la droga. Gli effetti sperimentati dipenderanno pertanto da:

- la sua cultura di base

- la sua personalità

- le sue aspettative

- la sua vulnerabilità fisiologica verso quella determinata droga

- le sue precedenti esperienze

- la sua disponibilità a lasciarsi andare

- come è stata predisposta la seduta

- con chi, etc.

Come già ricordato, le sostanze psichedeliche ci possono portare nei meandri
più nascosti della nostra mente e del nostro inconscio. E quello che laggiù
incontreremo potrà essere di celestiale bellezza o popolato di terrifichi
mostri, e tutto questo dipenderà in gran parte da noi. Lo psichiatra
americano Roland Fischer, in uno splendido articolo comparso sulla rivista
Science nel 1971 dal titolo: "A Cartography of the Ecstatic and Meditative
States", collega gli stati di coscienza a livelli di attivazione del sistema
parasimpatico ed ortosimpatico. L'elemento determinante per il passaggio da
uno stato di coscienza all'altro è espresso dalla velocità di elaborazione
del cervello. In altri termini, cambiare la velocità di lavoro del cervello
significa cambiare stato di coscienza. Per cui, come lo stato ordinario di
coscienza è rappresentato da un equilibrio ottimale tra le informazioni che
il cervello riceve e quelle che elabora, così, se tale equilibrio viene a
mancare, ecco che si possono manifestare stati non ordinari di coscienza. Se
la velocità di elaborazione aumenta, lo stato coscienziale si colloca lungo
un continuum percezione-allucinazione che comprende: lo stato di veglia
normale; lo stato di creatività; l'ansia; uno stato schizofrenico acuto
simile a quello patologico senza essere per niente patologico; la catatonia
(quando tutto il sistema si blocca); l'estasi mistica. L'estasi, nello
schema di Fischer, è lo stato di massima velocità di lavoro del cervello. In
questo stato la coscienza non riceve più dati sensoriali dall'esterno per
cui, non avendo più alcun materiale in arrivo, essa può analizzare, in un
certo senso, se stessa. Se invece la velocità di elaborazione diminuisce, la
gamma degli stati di coscienza si sposta verso un continuum di
percezione-meditazione comprendente: lo stato di veglia rilassata; lo stato
di rilassamento profondo intenzionale e, dopo un ampio intervallo, i vari
gradi della meditazione sino al Satori del buddhismo Zen e al Samadhi dello
Yoga. Questa parte della mappa comprende importanti aspetti della
religiosità orientale. Entrambi i percorsi sono caratterizzati da una
graduale interiorizzazione, passando da una dimensione fisica (immagini
sensoriali in ingresso) ad una mentale o interiore. Dalla rilevazione dei
parametri fisiologici e biochimici si può dire in quale stato si trovi il
soggetto in esame o, almeno, su quale dei due percorsi indicati da Fischer
esso sia localizzato. Dallo schema che compare nell'articolo di Fischer, si
vede come i due percorsi, partendo dal medesimo punto che è lo stato di
veglia, si dividano per seguire due direzioni diametralmente opposte. Alla
fine di ciascun percorso, si arriva comunque alla stessa meta dove ognuno di
noi può, se si realizzano certe condizioni, venire a contatto con il proprio
Sé. Da alcuni gli ASC sono considerati come l'ultima spiaggia per molte e
diverse forme dell'espressività e dell'esperienza umana, siano esse forme di
adattamento che di disadattamento. In alcuni casi la regressione psicologica
riscontrata risulterà dannosa per l'individuo e la società, mentre in altri
casi la stessa regressione sarà al servizio dell'Io e servirà all'uomo per
trascendere i limiti della logica e del formalismo, o per esprimere
necessità e desideri repressi in una maniera socialmente riconosciuta e
costruttiva. Con la dizione forme di disadattamento si intende tutta la
gamma dei comportamenti psiconeurotici e psicopatici.

http://www.psicoterapie.org/124.htm

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