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SCHEDA ARTICOLO N. «01559»

CLASSIFICAZIONE: 2
TIPOLOGIA: BUDDISMO
AUTORE: STEFANO CARNAZZI
TITOLO: IL DALAI LAMA, COSA FA?
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TESTO ARTICOLO

Il Dalai Lama. Cosa fa?

(di Stefano Carnazzi)

La Cina dal 1951 ha avviato un'opera di cinesizzazione del Tibet. Prima
coi bombardamenti. Poi spianando i monasteri. Ora, facendo affluire milioni
di emigranti cinesi. E cosa fa, il Dalai Lama?

- Nei primi anni dell'esilio, gli appelli alle Nazioni Unite -

L'assemblea Generale ONU nel '59, '61 e '65 adotta tre risoluzioni che
esortano la Cina a rispettare i diritti umani dei tibetani e la loro
aspirazione all'autodeterminazione.

- Difende la cultura -

Nasce il "Governo Tibetano in esilio" - primo obbiettivo:
conservare/preservare la comunità tibetana e la sua cultura.

Come? Come con le riserve naturali. Riserve "culturali". I rifugiati
tibetani vanno a vivere in terreni agricoli. Si organizza un sistema
scolastico che perpetua la cultura tibetana, così, i figli dei rifugiati
possono conoscere la loro lingua, la loro storia, la loro religione.

Nel 1959 nasce l'Istituto Tibetano delle Arti e lo Spettacolo e anche
un'università
per i tibetani in India. Vengono rifondati oltre 200 monasteri.

Il Dalai Lama ha ricreato le quattro più importanti università monastiche
nel sud dell'India; tra gli anni sessanta e settanta ognuno di questi
monasteri ospitava circa 400 monaci, oggi ognuna ne ha 5.000. Il Ghe Pel
Lingh promosse anche in Italia l'iniziativa "adotta un monaco".

Nel 1963 promulga una costituzione democratica, (chissà) per un futuro Tibet
libero; da allora c'è tutto un sistema di elezioni per eleggere un Kalon
Tripa, premier del governo tibetano, che sceglie i suoi ministri.

- Dialoga con le religioni -

Il Dalai Lama ha incontrato Papa Paolo VI in Vaticano nel 1973. Poi a Roma,
nel 1980, alla vigilia dell'incontro con Giovanni Paolo II dice "Viviamo in
un periodo di grande crisi, un periodo in cui il mondo è scosso da
turbolenti sviluppi. Non è possibile trovare la pace dell'anima senza la
sicurezza e l'armonia fra le genti. Per questo aspetto con fede e speranza
di incontrare il Santo Padre, per avere uno scambio di idee e sentimenti e
per aprire la strada a una progressiva pacificazione fra i popoli". Il Dalai
Lama incontrerà 5 volte Papa Giovanni Paolo II, incontrerà una volta nell'81
a Londra l'Arcivescovo di Canterbury (capo della chiesa anglicana).

A un discorso al Congresso Mondiale delle religioni, dice: "Credo sempre che
sia molto meglio avere una varietà di religioni e filosofie piuttosto che
una singola religione o una singola filosofia. Ogni religione ha le sue idee
e pratiche: imparare a conoscerle può solo arricchirci".

- Propone piani di pace concreti, realistici -

Nel 1987 a Washington il Dalai Lama propone un Piano di Pace in Cinque
Punti: Tibet trasformato in una zona di pace - fine dei trasferimenti di
popolazione di etnia cinese in Tibet - ripristino delle libertà
democratiche - abbandono da parte della Cina dell'utilizzo del territorio
tibetano per armi nucleari e scarico di rifiuti radioattivi - e, infine,
l'auspicio:
"seri negoziati" sul futuro del Tibet.

A Strasburgo, in Francia, il 15 giugno 1988, il Dalai Lama propone la
creazione di un Tibet democratico, autonomo. "all'interno della Repubblica
Popolare Cinese". La via di mezzo. (Anche se poi nel 2001 il Governo in
esilio constata amaramente che il Piano di Strasburgo è invalidato a causa
dell'atteggiamento negativo della leadership cinese).

"Io ho un sogno".

Il 9 ottobre 1991, durante un discorso alla Yale University negli Stati
Uniti, il Dalai Lama dice. di voler visitare il Tibet personalmente.

Con queste parole: "Il mio viaggio dovrebbe costituire una nuova opportunità
per promuovere la comprensione e creare le basi per una soluzione
negoziale."

Subito dopo ci sono dieci anni di assenza di ogni contatto formale tra Cina
e Governo Tibetano in Esilio. Poi, nel settembre 2002 e nel giugno 2003, due
delegazioni tibetane possono andare in Cina e in Tibet. Preludio di un
viaggio del Dalai Lama in Tibet? Di un ritorno?

"Un sogno?"

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