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SCHEDA ARTICOLO N. «01571»

CLASSIFICAZIONE: 3
TIPOLOGIA: YOGA
AUTORE: FONTE: WEB
TITOLO: LA TRADIZIONE DI LAHIRI: IL KRIYA YOGA AUTENTICO
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TESTO ARTICOLO

LA TRADIZIONE DI LAHIRI

- Il Kriya Yoga autentico -

Nonostante le affermazioni insistenti, fatte da altri, forse nessun'altra
persona è cosi propriamente autorizzato come Shibendu Lahiri, 63 anni,
pronipote del famoso capofamiglia Yogi Lahiri Mahasaya (1828-1895), a
diffondere oggi nel mondo gli insegnamenti e le tecniche originali del Kriya
Yoga.

Tuttavia, in sincera umiltà, egli afferma che nessun saggio ha mai
esercitato il diritto della propria "autorità" e che coloro che affermano
una pretesa "autorità" non sono saggi! Le Organizzazioni danno enfasi alla
propria "autorità" eppure può darsi che in esse non ci sia alcunché di
autentico. Il loro modo di agire può persino creare una mafia pur tuttavia
non riuscendo ad attingere a ciò che è autenticamente sacro. Gli -ismi non
hanno posto quando si vuol trattare di sottili e profonde realtà spirituale.

Lahiri Mahasaya (il cui nome per intero è Shyama Charan Lahiri) divenne noto
ai ricercatori di verità di tutto il mondo per mezzo del famoso libro di
Paramahansa Yogananda "Autobiografia di uno Yogi" che fu tradotto in molte
lingue.

Shibendu ebbe la peculiare grazia di poter ricevere il processo originale
del Kriya nella tradizione indiana antica dei Rishi, trasmessa da padre a
figlio cioè generazione dopo generazione. Cosi questo processo si trasferì
(non solo attraverso la conoscenza ma anche attraverso lo stesso patrimonio
genetico) da Shyama Charan a Tincori a Satya Charan a Shibendu che venne
iniziato nel 1960 dal padre (ora scomparso) Satya Charan nel tempio di
famiglia "Satyalok" D22/3, Chousatti Ghat, Varanasi - 221 001 (India).

Kriya Yoga: Kriya significa azione e Yoga significa integrazione. Il Kriya
Yoga pone tutta la sua enfasi sul processo di integrazione della coscienza
separata dell'Io (generata dall'incessante movimento del pensiero) con la
coscienza pienamente risvegliata (e quindi al di fuori dai limiti stabiliti
dalle incessanti trame della mente) attraverso una qualche azione che
comporti una percezione diretta e non attraverso processi mentali di
concettualizzazione.

Il Kriya libera dai condizionamenti e dal Karma passato. Esso trasforma
radicalmente il grossolano centro dell'Ego in una sottile unità che è si
individuale ma che include anche l'universalità . Esso conduce all'armonia
con l'intera esistenza riuscendo a perforare il velo di ignoranza che separa
la coscienza umana dalla comprensione del Sé. Kriya Yoga è una combinazione
unica nel suo genere di Hatha-Raja-Laya Yoga. Esso riesce a ripristinare il
ricercatore nel suo stato naturale che è quello in cui il corpo riceve
ordini soltanto dalle ghiandole endocrine e dai Chakra.

Il pensiero non si intromette più in questo meccanismo e non crea problemi
psicosomatici, desideri e ambizioni. Nel Kriya Yoga autentico non c'è
l'abitudine di raccontare storie oppure di spacciare notizie di miracoli
onde fornire ai ricercatori qualche misera consolazione che paralizzi la
loro capacità di seria ricerca. Le Organizzazioni che incoraggiano
congetture e invenzioni sono deviazioni lungo il sentiero della verità. Il
Kriya Yoga incoraggia i ricercatori a scoprire se nella loro vita, colui che
ricerca e l'oggetto stesso della ricerca, possono diventare un unico
movimento senza più alcuna dicotomia.

Cosi come i suoi avi Shibendu Lahiri è un capofamiglia che è passato
attraverso tutti gli aspetti della vita umana: in questo il ricercatore non
avrà alcun motivo per ritenere che il percorso spirituale sia troppo arduo.
Egli ha ricevuto una educazione universitaria e ha badato pienamente alle
esigenze della sua famiglia attraverso un lavoro ben remunerato. Le sue due
figlie cosi come i loro mariti sono medici specialisti mentre il suo unico
figlio maschio, anche lui sposato, è un esperto ingegnere.

Dal 14 Gennaio 1988 Shibendu si sta dedicando al Kriya Yoga a tempo pieno.
Anno dopo anno ha viaggiato in tutto il mondo ovunque devoti e discepoli lo
invitano. Finora ha visitato gli USA (includendo Hawaii e Puerto Rico),
Canada, Australia, Spagna, Portogallo, Italia, Francia, Svizzera, Austria,
Germania, Bulgaria, Russia, Sudafrica, Sudamerica, Nepal, Singapore,
Malesia, Svezia, Olanda, Inghilterra e naturalmente molti luoghi della sua
nazione.

Shibendu Lahiri non ha fondato organizzazioni, istituzioni, sette o culti.
Egli non desidera esercitare influenza su alcuno. Quello che fa è invitare i
ricercatori a condividere la profonda comprensione che è fiorita,
generazione dopo generazione nella dinastia Lahiri attraverso il processo
del Kriya. La sua missione è di renderci accessibile, proprio come fecero i
suoi avi, la profonda spiritualità dell'India. Il suo desiderio è vedere
l'umanità vivere in pace e amicizia senza dolore, angoscia o animosità,
senza la mostruosa cultura di uccidere e venire uccisi nel nome di qualche
bandiera o di qualche strampalata idea portata avanti da fanatici.


--

- Messaggio di Sri Shibendu Lahiri -

Verona, 1 Agosto 1997

II Kriya è la collaborazione con il disegno divino. Le religioni
tradizionali ci forniscono solo le stampelle, mentre il Kriya rende forti le
nostre gambe.

II Kriya ci mette in grado di sperimentare la Verità, il Divino attraverso
una diretta percezione da e per noi stessi, mentre le religioni tradizionali
ci impongono Dio come un mero credo ed ecco perché, per la maggior parte di
noi, Dio è diventato il piacere estremo e la stupida gratificazione della
mente.

II Comunismo è ancora un'altra religione che è il coltivato-opposto delle
religioni tradizionali. Tutti gli opposti contengono gli elementi dei loro
stessi contrari e il pensiero finisce cosi col vagare nel corridoio degli
opposti. La propagazione dell'incredulità in Dio risulta (cosi) essere sullo
stesso piano della propagazione del credo in Dio da parte delle religioni
tradizionali. Le menti profondamente religiose non hanno credenze o mancanze
di credo, qualunque esse siano.

Le buffonate dei falsi maestri religiosi, le loro mezze verità, i loro santi
concetti, le loro frasi altisonanti hanno fatto della religione l'ultima
vanità del ricco e l'ultima brama del povero. Questa è la tragedia della
nostra incarcerazione nel meccanismo auto-protettivo del pensiero. La
rivoluzione del Comunismo non è una rivoluzione, è semplicemente una
rivalutazione dello status-quo.

E' la continuità modificata dell'antico sistema. Il Comunismo parla di
cancellare la proprietà. II Kriya annulla l'istinto di possessività,
liberandoci cosi dagli impulsi di accumulazione e di acquisizione. La
possessività non concerne solo la terra, il denaro, e le proprietà ma si
estende anche al guru, ad un ideale, ad un "ismo", ad un essere umano,
ecc... Noi abbiamo raggiunto il limite estremo della consapevolezza di
separazione creata dalle malizie e dalle macchinazioni del pensiero. La
mente ha compiuto il suo lavoro, è arrivata ad eccellere nel campo tecnico
dandoci così il controllo sulle vicissitudini e sui capricci della natura
permettendoci cosi una vita confortevole.

II pensiero ha permesso eccellenti progressi in campo tecnico ma ha anche
creato il difetto neurologico, il centro dell''ego, con tutta la sua
arroganza ed aggressività, animosità ed antagonismo. Tutte le guerre sono
l'esagerazione finale dell'ego e il pianeta si trova ora sotto la minaccia
di un olocausto nucleare. Nonostante i progressi la psiche più profonda è
ancora alla "mentalità delle caverne" e le caverne sono ora chiamate
nazioni. E la più antica arma, L'osso mascellare di un asino è ora diventato
la moderna bomba atomica.

La malizia della mente ci sta guidando verso il totale annientamento. E'
perciò venuto il tempo di ascendere dalla mente alla "Non-mente". Solo cosi
la vita su questo pianeta potrà essere salvata. Questa percezione dell'
"Altro" è possibile tramite il Kriya ed è per questo che il Kriya è cosi
sacro ed essenziale, poiché ci permette di collaborare con il Divino Disegno
di transizione dalla mente alla "Non-mente".

Jai Babaji Jai Lahiri Mahashay

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