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SCHEDA ARTICOLO N. «01587»

CLASSIFICAZIONE: 4
TIPOLOGIA: CONGENERE
AUTORE: SWAMI KRIYANANDA
TITOLO: CRISTIANESIMO MISTICO
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TESTO ARTICOLO



(di Swami Kriyananda)



- L'atteggiamento giusto -



Oggi viviamo in un periodo della storia basato in modo particolare sugli
atteggiamenti-molte persone vanno dagli psichiatri e pensano di poter
correggere le cose superficialmente, con la mente. Con un bell'atteggiamento
puoi superare una sconfitta, un dolore, una prova. La verità è che sì, puoi
cambiare te stesso, però non é tutta la storia. La parte negativa di
quest'atteggiamento
è il pensiero che sei tu a dover fare tutto. È vero che dobbiamo fare tanto
quanto possiamo, ma c'è anche la grazia di Dio. È molto meglio non dire
soltanto: "Io voglio avere e tenere un bell'atteggiamento", ma: "Io dò
questo atteggiamento a Te". Invece di pregare:

"Quando verrai a me, quando verrai Signore", dici: "Io mi dono a Te, io sono
Tuo". Quello che tu dai, riceverai; quello che tu cerchi, non sempre lo
riceverai totalmente e non così velocemente. Quando tu soffri, pensa di
donare anche di più a Dio. C'è un bel brano nella Bhagavad Gita dove Dio
dice: "Se tu, in tutto ciò che cerchi di fare per conoscerMi, fallisci,
allora damMi il tuo fallimento". Quando lo faremo, vedremo che non esiste
realmente un fallimento.

- Sono sempre con voi -

Gesù ha detto alla fine della sua vita: "Io sono sempre con voi", e lo è
veramente. Quell' 'Io' che Lui ha menzionato in quei tre giorni tra venerdì
e domenica è un simbolo. Maria Maddalena Lo ha visto nel giardino e Lui le
ha detto: "Non Mi toccare ancora, perchè non sono ancora risorto. Cosa
voleva dire? È un simbolo; in tutte le storie divine ci sono sempre dei
simboli. Il simbolo in questo caso è che Lui, come pure ogni anima, ha tre
livelli da superare per arrivare alla libertà perfetta in Dio. Noi abbiamo
tanti veli intorno a noi. Questi veli sono soprattutto a livello materiale.

Dobbiamo togliere questi veli che circondano la nostra mente: i pensieri di
"me", i pensieri delle cose che vogliamo, i desideri, la coscienza di aver
fatto male a qualcuno. Tutto questo ci circonda e ci rende come un bozzolo
di seta, che tu devi a poco a poco togliere. Ma fare questo da solo è un
lavoro veramente impossibile, nessuno potrebbe farlo da solo. Yogananda
diceva che solo il 25% del sentiero dipende dal tuo sforzo personale, il 25%
è quello che fa il Guru per te, il 50% è la grazia di Dio. Tutti e tre sono
essenziali per arrivare a Lui. Tu non puoi fare tanto, ma questo poco che
puoi fare é molto per la tua volontà. Non pensare allora che Lui farà tutto.

Se osservi l'esempio dei santi, vedrai soprattutto un esempio d'amore eroico
e di forza di volontà eroica. Tu devi veramente mettercela tutta, ma persino
questo è poco rispetto a quello che devi capire alla fine. Se tu metti tutta
la tua volontà per superare una prova, puoi arrivare alla resurrezione -
però non una resurrezione come quella di Gesù. Ti senti meglio, ti senti più
vicino a Dio, ti senti più gioioso; però c'è qualcos'altro che non può
venire. Gesù ha dimostrato questo nella sua resurrezione: era la grazia di
Dio che è venuta sulla terra tramite la sua vita, ma specialmente tramite la
resurrezione. C'è un bel canto che Yogananda cantava alla Madre Divina, le
cui parole sono: "O figlio mio, chiedimi la salvezza ma non chiedere il mio
amore, perché se tu mi chiedi l'amore, io devo darti tutto e sarò povera".
Vuole dire, chiedimi il mio amore, perché l'amore di Dio è tutto.

- Il mondo astrale -

Ci sono diversi livelli di salvezza. Un livello di salvezza viene con la
libertà dal bisogno di ritornare nel corpo umano. Si può vivere nel cielo e
non dover tornare qui sulla terra. Questo è uno stato beato, e nei cieli più
alti c'è una tale bellezza! Sei circondato da angeli, da altre anime libere.
Non devi più mischiarti con gente sgradevole, cattiva, egoista. Dopo la
morte fisica i devoti vanno in quel regno, ma non tutti sono abbastanza
liberi per svilupparsi spiritualmente. Non hanno l'opportunità per avanzare
perché è tutto troppo bello e non c'è l'incentivo a crescere. Qui, in questo
mondo, tu hai l'incentivo. Tu vedi la vanità e la cattiveria, e tu pensi
"Non voglio questo". Hai un incentivo per cercare una vita migliore. Nel
cielo, tu pensi che l'hai già, quindi ti riposi un pò. Però a poco a poco i
desideri che hai nel subconscio cominciano a risalire, e pensi "Ah, com'era
bello avere una moglie, com'era bello avere dei bambini, com'era bello agire
con un corpo che può fare tante cose".

A quel punto senti tristezza, e poi alla fine ritorni di nuovo sulla terra
per finire questa storia. Non è che i genitori creano o invitano il neonato.
Una madre che conosco, una volta rimproverò il suo piccolo. E lui era così
dispiaciuto, che dopo aver pianto un po', le disse: "E tu non eri neanche la
mia prima scelta!" Lei chiese: "Ma chi era la tua prima scelta?" Il bambino
rispose: "Una donna nelle Filippine". Così noi ritorniamo qui, fino al punto
dove abbiamo finito questo karma che ci porta giù. La mente umana trova
difficile immaginare un' eternità nel cielo. Prova ad immaginare milioni di
anni, tanti miliardi di anni sempre nello stesso giardino, sempre con questo
benedetto ego, con questo corpo anche se astrale. Non posso immaginare una
definizione migliore per l'inferno. Sarebbe certamente un inferno essere
sempre legato, sempre imprigionato in un'ego.

Oltre questo mondo astrale c'è il mondo causale, cioè la causa di tutto, un
mondo di idee. Lì, il corpo non ha molta importanza, non c'è più un ego; sei
quasi come Dio, con un potere enorme e solo una piccola limitazione di
desideri. Gli esseri di quel livello creano altri universi, altrettanto
grandi come questo. Sembra una cosa impossibile, ma tu non sei quello che
pensi, sei molto di più!

- L'esempio di Gesù -

Gesù è tornato per farci capire non soltanto che Lui ci ama: vuole anche
farci capire che da dove viene Lui, anche noi possiamo arrivare. Tante volte
egli ha visto cose che sarebbero avvenute nel futuro, dicendo per esempio:
"Quando due o più persone si riuniscono nel mio nome, io sono lì, in mezzo a
loro". Diceva "sono" perché non pensava nel tempo futuro: tutto è presente.
Tutto ciò che è passato migliaia di anni fa, tutto ciò che avverrà tra
migliaia di anni nel futuro - tutto sta succedendo adesso, nell'Eterno
Presente.

È per questo che Lui non ha detto: "ci sarò", ma: "ci sono". Ogni Domenica,
in tutto il mondo, i cristiani celebrano la messa (anche in India, molti
celebrano le funzioni cristiane, perché vedono che Dio si è manifestato in
tutte le religioni). Ma come può Gesù essere contemporaneamente in ogni
chiesa? Egli non parlava del corpo; il corpo era soltanto una sua
manifestazione. Lui è già onnipresente. Noi non possiamo immaginare quello
stato di esistenza, così diverso da quello che abbiamo; noi non siamo
onnipresenti neanche in questo corpo! L'onnipresenza in questo corpo
significherebbe essere centrato in ogni atomo del corpo, ti sentiresti in
ogni atomo. Questo è uno stato che non possiamo capire. Noi siamo centrati
nell'ego, che è minuscolo come un'atomo. Però quando tu puoi uscire
dall'ego,
realizzi che ogni atomo è il tuo centro. Yogananda ha detto che la visione
di Dio è "centro ovunque, e mai circonferenza". Quello è lo stato che ti
attende. Non pensare soltanto che devi mantenere un bell'atteggiamento, così
Dio ti benedirà; è importante vedere anche dall'infinito la verità di chi
siamo noi: siamo venuti dall'infinito, e lì dobbiamo ritornare.

- Simboli cristiani -

Ci sono all'inizio e alla fine della vita di Gesù due simboli molto
importanti. Il primo fu la stella. L'ultimo era la crocifissione e la
resurrezione. I re Magi, che erano in realtà maestri, erano capaci di vedere
che Gesù era nato in questo corpo; la coscienza cristica infinita era
incarnata sulla terra. Quando tu vedi l'occhio spirituale, al suo centro
vedi una stella che simboleggia la coscienza cosmica di Dio. Vedendo quella
stella su una persona significa che quella stella era nata in lui. Quindi
Gesù è venuto come incarnazione di Dio - non come un santo, ma molto di più.
Dio, tramite la coscienza di Gesù, si è incarnato sulla terra. Gesù non era
l'unico; Dio fa questo con ogni maestro che è liberato e torna sulla terra
con questa libertà. Sarebbe un peccato se noi non potessimo arrivare lì.
Nell'Apocalisse, Gesù ha detto:

"Io sto fuori dalla porta e busso. Chi mi apre la porta e mi lascia entrare,
mi siederò e mangerò con lui". C'è una verità nascosta in queste parole, che
la gente non era pronta ancora per capire. Noi dobbiamo fare quello che ha
fatto Lui, diventare quello che Lui è stato e che è adesso. Egli vuole
soprattutto questo da noi, e non lo avremo soltanto con metodi psicologici
per cambiarci. Non è possibile. Con quel tipo di lavoro psicologico puoi
correggere qualche problema nella vita, forse un dolore che ti ha causato
qualcuno, o che tu hai causato a qualcun'altro. Puoi lasciare una stanza di
questa casa e pensarti libero, però è solo una stanza: sei ancora
imprigionato nella casa dell'ego, quindi non sei libero. Questa libertà non
può venire per metodi psicologici: può soltanto venire per la grazia del
Guru e di Dio.

- La resurrezione di Cristo nei nostri cuori -

Per questo è venuto Gesù, per questo sono venuti i grandi Maestri, per
questo è venuto Yogananda - per darci la forza di ascendere. Quando preghi,
non pregare "aiutami"; è molto meglio dire: "io vengo da Te, io voglio Te,
io mi dono a Te". Pensa in un modo generoso, non in un modo egoista. La
resurrezione è un bel simbolo su tanti livelli della verità. Più vivi quella
realtà in ogni momento della vita, più vedrai che Lui veramente risorge nel
tuo cuore, e tu risorgi sempre di più in Lui.

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