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SCHEDA ARTICOLO N. «01590»

CLASSIFICAZIONE: 4
TIPOLOGIA: CONGENERE
AUTORE: GUIDO DA TODI
TITOLO: LA PAURA: ULTIMO GUARDIANO DELLA SOGLIA
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TESTO ARTICOLO

LA PAURA: ULTIMO

(di Guido Da Todi)

Dal piu' grande al piu' piccolo, dal bimbo all'adulto, dal quasi
allo spiritualista medio, la paura ne ritma, nelle sue
multiformi sinuosita', ogni espressione esistenziale.

Non e' giunto il momento di parlarne, tra di noi?

E, pero', prima, tratteggiamo un po' la fisionomia di questo tentacolo
urticante che abbiamo appena evidenziato. Riempiamo la informativa
che ne delinea, sufficientemente e genericamente, le caratteristiche.

Per farlo, bisogna partire da molto lontano. Addirittura - visto che tutti
noi rappresentiamo un nutrito campione di persone - dal
riconoscimento della reincarnazione, quale metodo espressivo, assorbitore e
conservatore per eccellenza di ogni esperienza umana.

Sarebbe fuori luogo, oggi, intendere come paura, essenziale e semplice, gli
stati di paralisi generale, di terrore e di annichilimento che accompagnano
delle esperienze, in verita', molto rare, nella quotidianita' di ogni
individuo.

No, la paura - genere - non costituisce l'argomento dell'articolo.

Di questo tipo di sensazioni specifiche la media umanita' puo' averne
sperimentate, si' e no, una decina, in tutta la sua esistenza (e, forse,
esageriamo nella statistica..)

Una media umanita' che non faccia, evidentemente, parte di quella frangia
sociale, che vive e si manifesta nel mondo violento della delinquenza e del
crimine; e dove le grandi sensazioni elementari e istintuali costituiscono
la prima e nutrita leva a qualunque sua motivazione d'essere.

Noi parliamo di qualcosa che e' molto piu' concreto e pertinente alla realta
' vissuta, giorno per giorno, da ogni uomo e donna, di medio-alta cultura e
spiritualita'.

Esistono due aspetti di quanto e' stato chiamato Soglia>: lo statico e il dinamico.

Esaminiamoli.

Ognuno di noi nasce con delle spore radicali, che costituiscono il
delle sue emozioni, del suo pensiero e della sua fisicita'. Si tratta di
tendenze, istinti, atteggiamenti ereditati dalle - cosi' ampiamente citate,
ovunque - sue vite passate.

Certi ad avanzare in alcune direzioni, piuttosto che in altre;
certi a gestire un determinato tipo di esperienze, piuttosto che
altre rivelano delle dinamiche precise, o dei nodi prestabiliti, che fanno
parte della nostra genetica.

Insomma, ogni individuo si ritrova con le sue belle paure e con le sue doti
creative, gia' confezionate e impaccate, ad uso e consumo degli itinerari
che seguira' nella presente reincarnazione.

La moderna psicologia potra' assurgere a vette ora incomprensibili quando
accettera' l'assunto che gran parte dei complessi e delle qualita' dell'uomo
e della donna risiedono in un loro lontano passato.

Si tratta proprio di quelle tendenze e di quelle funzioni - spesso torbide -
dell'inconscio, che, in tutta evidenza, divergono dall'educazione ambientale
e di nascita di chi le possiede; e che, proprio per tale contrasto, indicano
le loro radici in un passato remoto, quando il singolo viveva immerso nei
piu' diretti istinti ed egoismi evolutivi.

Una , quindi, di strutture emozionali e mentali, oltre che
fisiche, posseduta gia' da tutti noi; e che dovremo riconoscere quale
principale radice delle nostre paure.

Viene ritenuto che gran parte delle stratificazioni emozionali successive e
della creazione di nuovi timori umani nasca e si sviluppi da questo
di base, di antica preconfigurazione.

Era, quindi, necessario che - in una monografia sulla paura - si toccassero
le sue origini piu' vere e sostanziali, prima di proseguire nello sviluppo
ulteriore dell'argomento.

I timori .

Sono semplicemente il sobbollire di quelli antichi, nello scontro che essi
hanno, in tutte le loro svariate situazioni esistenziali.

La tendenza dell'uomo e della donna e' di conservare a lungo ,
in se', le radiazioni che risultano dalle loro costanti esperienze, nel
mondo tridimensionale.

Esse nascono - lo abbiamo visto - con una matrice motivazionale antica; e, a
questa, mano a mano, aggiungono il peso dei risultati di ogni loro
esperienza reincarnativa.

Ogni impatto che avranno con le decine di frammentari contesti espressivi,
in cui porteranno la loro esperienza di anima, ingravidera' questa matrice
di nuova forza potenziale.

Un buon potrebbe indicarvi - in questo esatto momento -
quelle zone d'ombra paralizzanti, che soggiacciono al vostro energetico> personale, e mostrarvene il peso e l'importanza prioritaria che
hanno, a riguardo della vostra serenita' e del vostro equilibrio.

La paura , in effetti, addizionandosi alla paura
accresce sproporzionatamente i valori delle nostre reazioni singole, di
fronte ad ogni esperienza, si' da mostrare un potere che, in ultima analisi,
risiede soltanto nella nostra volonta' subconscia e patogena.

Potremmo, quindi, fare due flashback - o due foto distinte - delle paure,
nell'individuo. Una, mentre si trova, tranquillo, al di fuori di ogni
situazione aggredente. In tal caso - ed a seconda delle caratteristiche
soggettive di ognuno - egli vive l'esperienza dell'; quasi
serena.

Pero', proviamo a sollecitargli un ricordo, una sensazione precisa, ed ecco
che, dal serbatoio in equilibrio instabile del suo subconscio, si
estrofletterano, immediatamente, i suoi timori, e le sue angosce latenti.

Cio' che risulta prioritario, nel far leva ad ogni nostro intimo buon senso,
e' la consolidata realizzazione che, in effetti, questa idra invisibile,
dalle mille teste sinuose - questa sommatoria di ogni nostra precedente
paura, stratificata nell'inconscio profondo - ipotizza i suoi valori su di
un nulla di fatto; su esperienze passate, e che ora non esistono piu'!

Vi fu chi affermo' - con un mirabile senso delle proporzioni:" Solamente l'1
per cento di ogni nostro timore istintivo ha dimostrato, alla fine, di
possedere una sua valida ragion d'essere.Solamente l'1 per cento delle
cose immaginarie temute, in effetti e per esperienza consolidata, si
avvera."

Come uscire da queste soggettive, e celate nel nostro
profondo subconscio; da questa morsa invisibile; a volte, sicuramente nemica
della serenita' piena di ognuno di noi, ed a volte solo infastidente?

Sarebbe, a dir poco, leggero e senza alcun senso volere dare un decalogo
rapido e secco, in proposito.

Noi crediamo che aver evidenziato il fenomeno delle due paure - la statica e
la dinamica - ed il peso che esse hanno sulla nostra vita, sovrapponendosi
comunque e sempre una all'altra, possa risultare essenziale per molti
lettori.

Vogliamo solo dar cenno ad un fattore positivo delle nostre capacita'
subconsce. Un fattore che potrebbe mostrarsi, alla lunga, rivelatore di
grandi liberazioni soggettive.

Non esiste un solo pensiero - fugace, o prolungato negli anni -la cui
sopravvivenza non dipenda strettamente dall'uomo che lo abbia creato, e che
lo stia mantenendo in vita.

All'interno del nostro ampio campo energetico, e' possibile - all'occhio
investigatore spirituale - scoprire e portare alla luce un grande numero di
sue . Esse sono il nodo di volonta' inconscia e
personale che noi tutti creiamo, nell'originare qualunque manifestazione,
concetto, espressione e pensiero nostri.

Non solo siamo i soli responsabili delle nostre paure, ma addirittura -
senza rendercene conto - le amiamo, stentiamo a liberarcene, e le manteniamo
costantemente in vita, reggendole , nel nostro subconscio.

Se solo percepissimo l'esatto punto del nostro mondo energetico in cui -
giorno dopo giorno, notte dopo notte - la nostra volonta' istintiva e
inconsapevole crea la morsa che sorregge quella data paura, per la sua
intera durata, e la allentassimo, all'improvviso, ebbene, all'improvviso
codesta angoscia cesserebbe di esistere, e di riflettersi sui nostri stati
d'animo e sull'intera nostra esistenza.

Questa e' una realta' di fatto. Siamo noi, e solo noi, i creatori di ogni
nostro incubo e di ogni nostra felicita'

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