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SCHEDA ARTICOLO N. «01606»

CLASSIFICAZIONE: 4
TIPOLOGIA: CONGENERE
AUTORE: ANIELA PRATESI
TITOLO: SCOPRI LA TUA PERSONALITÀ CON L'ENNEAGRAMMA
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TESTO ARTICOLO

(dalla Lista risveglio@yahoogroups.com)



(di Aniela Pratesi)

Da alcuni anni si sente parlare sempre più spesso dell’Enneagramma, ma
di cosa si tratta? L’Enneagramma è una dottrina dei tipi psicologici
molto antica. Ha in comune con molte altre tipologie la schematica
riduzione del comportamento umano a un numero limitato di tipi di
carattere. L’astrologia descrive dodici tipi di uomo secondo il segno
zodiacale, mentre l’Enneagramma, altrettanto antico, ne descrive nove,
classificate secondo lo schema planetario classico, che comprende,
oltre ai sette pianeti, i due nodi lunari, ascendente e discendente
(Caput e Cauda Draconis).

Il nome stesso dell’Enneagramma evoca argomenti esoterici e un po’
misteriosi. In effetti è in questo ambito che esso nasce, benché non
si possa dire con certezza quali siano le sue origini. Si dice sia
nato a Babilonia venticinque secoli or sono. Alcuni dicono che fosse
conosciuto dagli antichi Zoroastriani, forse anche dai Pitagorici.
Ennéa, in greco, significa “nove” e “gramma” punto. L’Enneagramma è
infatti rappresentato da una stella a nove punte, ciascuna delle quali
rappresenta un tipo psicologico. Circa 900 anni fa, i sufi (mistici
musulmani) incorporarono l’Enneagramma nella loro cultura, che era già
molto avanzata. Forse l’adattarono per integrarlo nel loro sistema di
credenze, oppure, proprio grazie a loro, questo sistema ci è stato
tramandato nella sua originaria purezza.

George Ivanovic Gurdjeff, il controverso maestro di conoscenza vissuto
nella prima metà del nostro secolo, lo introdusse nella cerchia dei
suoi discepoli in Francia negli anni ‘20. E, comunque, Gurdjeff stesso
era un tipo molto misterioso, che nessuno, nemmeno quelli che gli
furono più vicini, può dire di aver conosciuto bene. Aveva una
profonda conoscenza delle religioni orientali e delle tradizioni
mistiche, ed è quindi possibile che abbia conosciuto l’Enneagramma
durante la sua formazione. Oscar Ichazo fu il primo a svelare
l’Enneagramma al pubblico, prima in Cile, poi negli Stati Uniti,
richiamando l’attenzione di alcuni membri dell’Esalen Institute of Big
Sur, in California; tra coloro che lo frequentavano c’era lo
psichiatra Claudio Naranjo, al quale, soprattutto, si deve la
diffusione di questo sistema.

- A cosa serve? -

E’ un potente strumento per la conoscenza e la crescita personale; in
pratica divide il genere umano in 9 tipi di personalità, definite con
il numero di appartenenza. Conoscerli significa sapere in anticipo
qual è la struttura caratteriale di una persona e quali sono i suoi
punti deboli.

Le nostre personalità sono l’effetto della combinazione delle nostre
tendenze emotive e comportamentali, ossia di come ci sentiamo e di
come ci comportiamo. I tratti, gli atteggiamenti e le abitudini che
formano il nostro carattere ci distinguono dalle altre persone e,
nello stesso tempo ci identificano come una delle nove personalità
dell’Enneagramma.

L’Enneagramma sufi è un viaggio alla scoperta del proprio Io. In
effetti, anche se è possibile riconoscere nei vari tipi di personalità
dell’Enneagramma amici, conoscenti e persino personaggi storici (o
politici, di attualità ecc.), il suo scopo principale è di permettere
a ognuno di noi di scoprire il proprio tipo di personalità. Il
risultato può essere molto gratificante e può condurre a una nuova e
completa comprensione di sé stessi valida per il resto della vita.

L’Ennegramma ci fa rendere conto di qualcosa che già sappiamo, ovvero
la potenza degli automatismi psichici. Benché noi crediamo di essere
gli artefici del nostro destino e di fare scelte libere in pratica non
è sempre così, ma dobbiamo fare i conti con certe reazioni, appunto
automatiche, che scattano in noi nel momento della decisione. Crediamo
che le nostre reazioni siano dettate dalla nostra volontà, ma nella
personalità ci sono meccanismi, dei quali siamo poco coscienti, che ci
dirigono nell’una o nell’altra direzione.

E’ un sistema che aiuta a vedere se stessi nello specchio e, in
particolar modo, a vedere quali siano i nostri comportamenti tipici.
Riconoscere il segreto predominio di queste pulsioni è il primo passo
verso la libertà interiore. Tutti possediamo qualche lato oscuro che
ci condiziona negativamente e che, in un certo senso, è una strategia
di autodifesa scelta inconsciamente per ottenere sicurezza.
L’Enneagramma, dottrina antichissima oggi riscoperta e apprezzata da
teologi e psicologi, può rappresentare un mezzo efficace per acquisire
la necessaria capacità di autocritica.

I più esperti evitano accuratamente di “confessare” quale sia il loro
tipo, proprio per non mettere un’arma pericolosa nelle mani degli
altri. La segretezza con la quale ci viene proposto ogni insegnamento
esoterico deriva da questo timore, circa l’uso che ne può essere
fatto; immaginiamo quale potere acquisiamo su una persona quando
conosciamo il suo punto debole, la cosa di cui ha più timore e quella
che desidera di più. Perciò è bene essere prudenti nell’avvicinarci a
questo argomento, cercando di farne un uso corretto. La cosa migliore
è usarlo su noi stessi per cercare di comprendere i meccanismi
automatici della nostra psiche.
-
GLI ENNEATIPI -

Ogni tipo può essere associato ad un pianeta.

UNO

I tipi UNO evitano la COLLERA. Pur avendo, come tutti, ragioni per
essere afflitti o contrariati, per loro è molto importante non
arrabbiarsi e non sfogare la propria collera sugli altri. Vedono la
collera come un’imperfezione, invece loro tengono molto ad essere
perfetti e a fare ogni cosa in modo inappuntabile. A questo fine sono
disposti a lavorare molto, preparando i loro compiti, pulendo la casa
ecc. Se le cose non vengono fatte nel modo giusto, sia da loro stessi,
sia dagli altri, si infastidiscono.

Il tipo UNO chiede energia per i propri progetti. Ne dà dispensando
approvazione e/o disapprovazione. L’UNO è tentato dal perfezionismo.
Il desiderio di perfezione domina la sua vita. Può essere un
inguaribile brontolone: niente gli va mai bene. Il suo vizio capitale
è l’IRA (Marte), di cui tuttavia si vergogna, perché la considera
un’imperfezione. Per questo si controlla molto. Si difende
controllando le proprie reazioni, per non mostrare la sua rabbia.
Il tipo UNO si chiude e reprime i propri sentimenti. Per redimersi
dovrebbe imparare a essere più indulgente con se stesso.

DUE

I tipi DUE evitano di riconoscere I PROPRI BISOGNI. Sono però pronti a
vedere i bisogni degli altri; sono, anzi, interessatissimi a scoprire
quali bisogni hanno gli altri. Si vantano di essere di grande aiuto,
specialmente per le persone cui tengono. Per quanto riguarda loro,
però, non ammettono assolutamente di aver bisogno dell’aiuto di
chicchessia o di avere, comunque, dei bisogni da soddisfare.

Il DUE non chiede mai niente. Ma se si gli chiede qualcosa si rianima,
si accende e si dà da fare per soddisfare la richiesta. Infatti la sua
strategia per catturare l’attenzione è quella del salvatore: “ti aiuto
io”. Il DUE è tentato continuamente di aiutare gli altri, ma, nello
stesso tempo, di fuggire da se stesso. Si sente realizzato se porta a
compimento i desideri altrui; da solo non sa che cosa fare. Cedendo
alla tentazione può arrivare a sedurre gli altri. Il suo vizio
capitale è l’ORGOGLIO (Sole): un Io ipertrofico. Per orgoglio non
vuole ammettere di avere bisogni. Si difende reprimendo i propri
sentimenti. Nega se stesso per compiacere gli altri, perché crede che
i suoi bisogni contino meno di quelli degli altri. Il tipo DUE invade
gli altri “per il loro bene”. Per redimersi dovrebbe entrare in
contatto con i propri bisogni.

TRE

I tipi TRE evitano l’INSUCCESSO. Sono spinti a darsi da fare per il
successo. La loro personalità si identifica coi successi che
ottengono. Non ammettono i propri sbagli. Cercano di evitare ogni
tipo di insuccesso anche a costo di mentire a sé stessi e agli altri
riguardo all’esito dei loro sforzi. Per evitare il fallimento sono
disposti a pagare un prezzo molto alto.

Il tipo TRE è abilissimo nell’usare l’energia altrui. E’ un maestro
nell’arte del chiedere; sa manipolare gli altri in modo che siano
felici di darsi da fare per lui. La tentazione del TRE è l’efficienza.
E’ il tipo perfettamente integrato nel sistema capitalista moderno. Il
suo motto è:

“Se ti impegni puoi arrivare in alto”. Si difende con
l’IDENTIFICAZIONE: col suo ruolo, coi suoi progetti. Non riesce ad
accettare critiche e suggerimenti. Non ammette i propri sbagli, anche
se sottolinea sempre quelli degli altri. Per questo evita tutto ciò
che è fallimento; se le cose non gli riescono o ristruttura la
sconfitta come una “vittoria parziale”, o scarica la colpa sugli
altri, o rimuove il fatto avvenuto, o abbandona tutto per buttarsi a
capofitto in un nuovo progetto. Si sopravvaluta al punto di credere
che tutto quello che fa sia giusto. Il suo vizio capitale è pertanto
la MENZOGNA (Caput Draconis), con la quale abbellisce la realtà. Il
TRE rischia di ingannare inconsapevolmente sé stesso e gli altri.

Il tipo TRE non ammette le proprie responsabilità. Per redimersi
dovrebbe diventare più collaborativo.

QUATTRO

I tipi QUATTRO evitano l’ORDINARIETÀ. E’ molto importante per loro
risultare sempre speciali. Si considerano persone raffinate e
sensibili e in nessun caso persone ordinarie. Per coltivare la
propria immagine si paragonano in continuazione agli altri. Sono
inclini a pensare di essere incompresi a causa dell’unicità dei
sentimenti che provano, in particolare la tristezza e la tragicità che
hanno marcato le loro vite.

Il tipo QUATTRO chiede l’energia altrui interpretando il personaggio
dell’incompreso triste, sconsolato e bisognoso di tutte le attenzioni.
Dà attenzione solo a chi riconosce la sua originalità. Il tipo QUATTRO
si trova esposto alla tentazione di sforzarsi di essere autentico; più
si sforza di essere se stesso più risulta artefatto. Si difende con la
sublimazione artistica, con la ricerca del bello in ogni campo. Così
si convince di essere davvero speciale. La sua fuga dall’ordinarietà
implica che si paragoni in continuazione con gli altri (si è speciali
solo se DIVERSI dagli altri). Pertanto il suo vizio capitale è
L’INVIDIA (Mercurio). L’apparente complesso di superiorità del QUATTRO
è un complesso di inferiorità compensato. Il tipo QUATTRO cerca la
comprensione degli altri. Per redimersi dovrebbe darsi una disciplina.

CINQUE

I tipi CINQUE evitano il VUOTO. Pensano costantemente ad accrescere il
loro bagaglio di conoscenze, che cercano di acquisire solo mediante i
propri sforzi. Sentono un profondo bisogno di sapere di più di quanto
comunicano agli altri, come se il condividere li privasse di qualcosa.
E’ importante per loro non farsi coinvolgere in attività sociali, che
considerano noiose, inutili per il loro processo di accumulazione e,
anzi, sotto quest’aspetto, molto dispendiose.

Il tipo CINQUE è avaro della propria energia. Non chiede, ma
soprattutto non dà. La sua strategia è il risparmio energetico. Il
CINQUE è tentato dal SAPERE. Crede di potersi difendere accumulando
nozioni. Tuttavia non può mai essere sicuro che le informazioni siano
sufficienti. Si difende con la ritirata, specie di fronte all’impegno
emotivo: fugge i sentimenti, il sesso, le relazioni che producono
dipendenza. Si difende anche con la segmentazione: vive una vita a
compartimenti stagni che non entrano a contatto fra loro, nemmeno
nelle amicizie. Si difende anche con la limitazione: poiché ha paura
del coinvolgimento emotivo vuole sapere tutto prima di muoversi o di
partecipare a qualunque cosa. Il suo vizio capitale è pertanto
l’AVARIZIA (Saturno).

Il cinque è soprattutto avaro di se stesso. Non si dà. E accumula...
se non denaro sicuramente sapere. Il tipo CINQUE indulge
nell’egoismo. Per redimersi dovrebbe decidersi a confrontarsi col
mondo.

SEI

I tipi SEI evitano il COMPORTAMENTO SBAGLIATO. Nella loro ottica la
vita è un intreccio complicato di leggi, norme e regole. Il loro senso
di responsabilità è rivolto al rispetto di tutte le regole,
specialmente quelle dettate da persone che considerano autorevoli o
quelle messe per iscritto. Vedono in questo un segno di fedeltà verso
il gruppo cui sentono di appartenere.

Un sottotipo del SEI (detto controfobico), invece, pur avendo sempre
come referente le leggi, le norme e le regole del gruppo, ma deluso da
queste, vi si ribella e le sfida. Il tipo SEI dà energia in cambio di
sicurezza. E’ motivato dalla fiducia. Ne chiede in cambio di fedeltà.
Lo scambio però non è alla pari. Nella lotta per la conquista
dell’energia il SEI è generalmente un perdente. Allora può scattare il
meccanismo di ricerca dell’attenzione tramite la ribellione.
La tentazione del tipo SEI è volere la SICUREZZA. Ama i sistemi di
regole e ne desidera il rispetto. La ricerca della sicurezza lo porta
alla dipendenza: dalla gerarchia, dal partito, dall’azienda, dal guru,
dal leader, dal terapeuta, dal gruppo, dal branco. Gli piacciono le
situazioni intricate, per le quali ha un sesto senso. Si difende col
meccanismo della PROIEZIONE: ogni minimo sospetto diviene una realtà
ingigantita sulle altre persone, facendo di loro il proprio capro
espiatorio. Il suo vizio capitale è la PAURA (Cauda Draconis). Le
trappole sono per il tipo fobico la CODARDIA, per quello controfobico
la TEMERARIETA’.
Il tipo SEI, per redimersi, dovrebbe evitare il conflitto.

SETTE

I tipi SETTE evitano il DOLORE. Sono percepiti come ottimisti e amanti
del piacere. Per loro la vita non deve risultare in nessun caso
dolorosa. Cercano di non vedere il dolore e l’angoscia nella vita
delle persone che li circondano. Sono compulsivamente portati a
pianificare, a fare progetti che spesso non riescono a portare a
termine per le difficoltà e gli inconvenienti impliciti nella loro
realizzazione.

Il tipo SETTE dà e riceve energia ponendosi al centro dell’attenzione.
Il SETTE è tentato dall’idealismo. Riesce a impegnarsi in una cosa
solo se la ritiene assolutamente buona e giusta. Per questo rimuove
tutti gli aspetti sgradevoli o oscuri e anzi, tende a infiocchettare e
ad abbellire ogni esperienza, presentandola come se fosse il massimo.
Si difende attraverso la razionalizzazione. Si adatta alle situazioni
sottolineandone gli aspetti positivi, anche se ha a che fare con la
morte o con la fame nel mondo. Il dolore non viene provato, ma
trasferito. Il sette pianifica, fugge avanti nel tempo. Non vuole
vedere il dolore proprio come il TRE non vuol vedere il fallimento. E’
avido di sensazioni. Il suo vizio capitale è l’INTEMPERANZA (Giove).
Il suo motto è “di più è sempre meglio”. Il campo in cui è più portato
ad eccedere è il divertimento, il piacere e la gioia (suoi motivi
conduttori). Non è facile attaccare un tipo SETTE. E’ entusiasta e
disarmante e la critica non sembra toccarlo nemmeno. Il tipo SETTE si
crede perfetto . Per redimersi dovrebbe diventare più analitico e
realista.

OTTO

I tipi OTTO evitano la DEBOLEZZA. Si vantano di essere persone forti.
Vedono la vita come una lotta per l’affermazione di ciò che è giusto.
Il fatto che il mondo non sia esattamente come dovrebbe essere
significa, per loro, dover affrontare tutto ciò che è sbagliato e
smascherarne l’ingiustizia e la falsità, al fine di poter conservare
la propria immagine di sé. Amano il confronto, verbale e anche fisico
con gli altri. Stanno attenti a non farsi sfruttare e pongono estrema
cura per non apparire deboli agli occhi degli altri.

Il tipo OTTO dà la propria energia per imporre la sua volontà agli
altri, dai quali ne riceve facendosi temere. L’OTTO è tentato
dall’ARROGANZA. Evitando la debolezza, evitando soprattutto di
ammetterla, si arroga il diritto del GIUSTIZIERE. Disprezza la
codardia e l’arrendevolezza. Ha un suo preciso senso della giustizia,
che è tentato di farsi sempre da solo. Si difende negando le cose.
Nega la propria fragilità e debolezza e pertanto deve negare che le
cose possano essere diverse da come le ha pensate lui. Il suo vizio
capitale è la LUSSURIA (Venere). Egli si arroga il diritto di
sfruttare gli altri, di non considerare il loro pudore, di non
rispettarli nella loro dignità. L’OTTO è vendicativo e violento, ma al
contrario del SEI controfobico non è gregario. Cercare il sostegno
degli altri sarebbe un’ammissione di debolezza.
Un otto perfetto è rappresentato da Charles Bronson nei suoi numerosi film.
Il tipo OTTO nega di aver bisogno degli altri . Per redimersi dovrebbe
invece ammetterlo.

NOVE

I tipi NOVE evitano il CONFLITTO. Si sentono a disagio in situazioni
di tensione e disaccordo tra le persone. Per loro, niente è più
importante della pace e della moderazione. Si preoccupano molto non
solo di conservare la loro tranquillità personale, il che non risulta
loro difficile, ma anche di mantenere la pace tra coloro che li
circondano. Spesso appaiono inerti e privi di iniziativa. Hanno
bisogno di essere spinti ad agire perché da soli non si sentono
incentivati.

Il tipo NOVE dà energia per schivare il conflitto. E’ così poco
abituato a riceverne che è il tipo più facile da manipolare.

La tentazione del nove è lo SCREDITARSI. Dà l’impressione di essere
umile, invece facilmente è solo falsa modestia e paura di mettersi in
luce. Poiché è spesso insicuro, si tiene in disparte e non fa nulla
per risaltare. Cerca uno stimolo esterno perché ha poca autostima e
non si sa stimolare da solo. Il Suo vizio capitale è la PIGRIZIA
(accidia, rappresentata dalla Luna), nelle quale si chiude attendendo
gli eventi. Si lascia intrappolare spesso nell’indolenza. E’ un
passivo aggressivo. Il NOVE evita a tutti i costi il conflitto. Oltre
al “lasciare che le cose passino” ha altre due armi per comunicare il
suo disappunto: “aspettare che finisca” (in una lite, per esempio) e
“allontanarsi”. Se si sente invaso arretra. Il tipo NOVE diventa
dipendente dalle persone che gli danno attenzione. Per redimersi
dovrebbe coltivare la propria autostima.

Tutte le tipologie hanno il difetto di trascurare l’unicità,
l’originalità e la particolarità dell’individuo. Per questo
l’Enneagramma va affrontato con molta cautela e discriminazione,
ricordando che la mappa non è il territorio che descrive. Ma la
scoperta di una regolarità nel comportamento umano contempla anche la
possibilità del cambiamento. Ciò ne fa uno strumento potente e
prezioso per la propria evoluzione interiore. L’Enneagramma non è una
panacea universale ma può condurre alla comprensione di sé sapendo in
anticipo come noi o i nostri partner reagiremo nelle varie situazioni.
E’ un cammino di conoscenza emozionante, che, se percorso onestamente
e lealmente fino in fondo, consentirà di conoscere la verità su sé
stessi e condurre ad una diversa visione del mondo.

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Manina indica Giù Spaziatore Manina indica Giù
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