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SCHEDA ARTICOLO N. «01628»

CLASSIFICAZIONE: 5
TIPOLOGIA: AFFINE
AUTORE: MADRE TERESA DI CALCUTTA
TITOLO: SULLA PREGHIERA... (MONOGRAFIA LUNGA)
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TESTO ARTICOLO

Tratto da:

MADRE TERESA

NON C'E' AMORE PIU' GRANDE
Pensieri di una vita

RIZZOLI



- Sulla preghiera -

'La preghiera è in ogni cosa e in ogni gesto' MADRE TERESA

'Perché dormite? Alzatevi e pregate...' GESU', LUCA 22,46

--

Non credo ci sia qualcuno che più di me abbia bisogno dell'aiuto e della
grazia di Dio. A volte mi sento molto debole e impotente e forse è per
questo che Dio si serve di me. Poiché non posso contare sulle mie forze
faccio affidamento su di Lui ventiquattr'ore su ventiquattro. Se le giornate
avessero più ore avrei bisogno del Suo aiuto e della Sua grazia anche in
quei momenti. Tutti noi dobbiamo aggrapparci a Dio mediante la preghiera.

Il mio segreto è molto semplice: prego. Attraverso la preghiera mi innamoro
di Cristo. Ho capito infatti che pregarLo significa amarLo.

In realtà esiste una sola vera preghiera, una sola preghiera concreta:
Cristo stesso. Esiste una sola voce che si leva al di sopra della superficie
terrestre: la voce di Cristo. La preghiera perfetta non consiste nell'
impegno di molte parole bensì nel fervore del desiderio che innalza il cuore
verso Gesù.

Dedicatevi alla preghiera, sforzatevi di sentire il bisogno di pregare più
volte al giorno. La preghiera allarga il cuore fino a renderlo in grado di
contenere il dono che Dio ci fa di Se stesso. Chiedete, cercate e il vostro
cuore sarà abbastanza grande da riceverLo e conservarLo come vostro.

Desideriamo pregare in modo giusto, ma poiché non ci riusciamo ci
scoraggiamo e ci diamo per vinti. Se volete pregare meglio dovete pregare di
più. Dio perdona il fallimento, ma non ammette lo sconforto. Ci vuole più
simili ai bambini, più umili, più pieni di gratitudine affinché non
dimentichiamo di essere tutti parte del Corpo Mistico di Cristo, il quale è
eterna preghiera.

Nella preghiera dobbiamo sostenerci a vicenda. Liberiamo la mente. Non
ricorriamo a orazioni lunghe e prolisse, usiamo invece formule brevi e
ricche di amore. Preghiamo anche per coloro che non lo fanno. Ricordiamo che
per essere capaci di amare dobbiamo essere capaci di pregare!

La preghiera che sgorga dalla mente e dal cuore si chiama preghiera mentale.
Non dobbiamo mai scordare che siamo destinati alla costante ricerca della
perfezione, obiettivo che per essere raggiunto richiede la pratica
quotidiana della preghiera mentale. Poiché quest'ultima rappresenta per l'
anima l'alito della vita la santità è impossibile in sua assenza.

Possiamo coltivare il dono della preghiera solo mediante la preghiera
mentale e la lettura spirituale. La prima è in gran parte figlia della
semplicità, vale a dire l'abitudine di trascurare l'Io sia attraverso la
mortificazione del corpo e dei sensi, sia attraverso aspirazioni frequenti
che alimentino la preghiera. San Giovanni Vianney consiglia di «chiudere gli
occhi, chiudere la bocca e aprire il cuore». Nella preghiera orale noi
parliamo con Dio, nella preghiera mentale è Lui a parlare con noi. E' in
quei momenti che Dio si riversa dentro di noi.

Le preghiere dovrebbero essere composte di parole incandescenti che giungono
dalla fornace di un cuore ricolmo di amore. Quando pregate rivolgetevi a Dio
con grande rispetto e fiducia. Non andate troppo piano, o troppo in fretta,
non gridate e rimanete in silenzio ma, pieni di devozione, offrite a Dio la
vostra lode con tutto il cuore e con tutta l'anima, con grande dolcezza, con
naturale semplicità e senza affettazione.

Per una volta permettete all'amore per Dio di impossessarsi in maniera
completa e assoluta del vostro cuore; lasciate che questo sentimento diventi
un'abitudine; fate sì che il vostro cuore chiuda fuori tutto il resto; fate
in modo che si impegni senza sosta affinchè l'amore per Dio cresca cercando
di accontentarLo in tutto e senza rifiutarGli nulla; insegnategli ad
accettare quel che gli accade come se fosse opera della mano di Dio;
inculcategli una ferma determinazione a non commettere mai errori volontari
o consapevoli e, se sbaglierà, ditegli che deve sentirsi umiliato e
rialzarsi subito... un cuore simile sarà capace di pregare senza sosta.

Gli uomini sono assetati della parola di Dio, che dà pace, unità e gioia.
Non si può dare quel che non si ha: ecco perchè occorre perfezionare la vita
di preghiera.

Quando pregate siate sinceri, perchè essere sinceri significa essere umili e
l'umiltà si acquisisce solo accettando le mortificazioni. Quanto è stato
detto finora non è sufficiente ad insegnarvi l'umiltà. Quanto è stato
scritto finora non è sufficiente ad insegnarvi l'umiltà. Per imparare ad
essere umili è necessario imparare ad accettera le mortificazioni, che
saranno una costante dell'esistenza. La mortificazione maggiore è la
consapevolezza di non essere nulla, insegnamento che si trae ponendosi di
fronte a Dio nella preghiera.

Spesso il modo migliore di pregare è quello di rivolgere uno sguardo intenso
a Cristo: io guardo Lui e Lui guarda me. Quando, ci si trova faccia a faccia
con Dio è inevitabile avvertire che non siamo nulla, che non abbiamo nulla.

E' difficile pregare se non si sa come pregare, ma dobbiamo sforzarci di
farlo. Il primo metodo da usare è il silenzio. Non possiamo infatti
presentarci direttamente davanti a Dio se non pratichiamo il silenzio
interiore ed esteriore.

Sebbene il primo non sia affatto facile da imparare dobbiamo superare questo
scoglio. Nel silenzio troveremo nuove energie e la vera unità. L'energia di
Dio ci aiuterà a fare tutto per il meglio, come l'unità dei nostri pensieri
con i Suoi, delle nostre preghiere con le Sue, dei nostri gesti con i Suoi e
della nostra vita con la Sua. L'unità è frutto della preghiera, dell'umiltà
e dell'amore.

Dio ci parla nel silenzio del cuore. Se vi porrete di fronte a Lui nella
preghiera e nel silenzio Lo sentirete parlare e saprete di non valere nulla.
Solo quando capirete quanto siete inutili e vuoti Dio potrà riempirvi di Se.
Le anime della preghiera sono le anime del grande silenzio.

Il silenzio ci dona una nuova visione di quanto ci circonda, ci aiuta a
toccare le anime degli altri. Non è quello che diciamo noi ad essere
importante bensì quello che Dio dice a noi e attraverso di noi. Nel silenzio
Lui ci ascolterà, parlerà alla nostra anima e noi udremo la Sua voce.

Ascoltate in silenzio, perché se avete il cuore distratto da altre cose non
riuscirete a sentire la voce di Dio. Se invece le presterete attenzione
nella pace del cuore quest'ultimo verrà colmato da Lui. Ciò richiede un
grande sacrificio; ma, se vogliamo davvero pregare dobbiamo essere pronti ad
affrontare questa rinuncia fin d'ora. Questi sono solo i primi passi verso
la preghiera però se non compiamo il primo passo con decisione non
arriveremo mai a quello finale: la presenza di Dio.

Ecco che cosa dobbiamo imparare fin dall'inizio: ascoltare la voce di Dio
nel nostro cuore perché nel silenzio del cuore Lui ci parlerà. Spinta dalla
pienezza del cuore, sarà poi la bocca a perlare. E' qui che troviamo il
collegamento: Dio ci parla nel silenzio del cuore e noi dobbiamo prestare
attenzione; poi, nella pienezza del cuore, ricolmo di Dio, di amore, di
compassione e di fede, la bocca comincia a parlare.

Ricordate che prima di parlare bisogna ascoltare; perché solo allora le
vostre parole deriveranno dalla pienezza del cuore e Dio le ascolterà.

Gli asceti e i contemplativi di tutti i tempi e di tutte le fedi hanno
cercato Dio nel silenzio e nella solitudine dei monti, dei deserti e delle
foreste. Persino Gesù ha trascorso quaranta giorni nel deserto e tra le
montagne, entrando per ore in comunione con il Padre nella quiete notturna.

Di tanto in tanto anche noi siamo chiamati a ritirarci in un profondo
silenzio e a rimanere soli con Dio; sia tutti insieme come membri di una
comunità, sia uno per uno. Siamo chiamati a rimanere soli con Lui, spogliati
di tutto, senza libri, pensieri o ricordi, e a fermarci con amore davanti a
Lui... zitti, vuoti, speranzosi e immobili.

Non riusciremo mai a trovare Dio tra il rumore e il trambusto. In natura gli
alberi, i fiori e l'erba crescono in silenzio, così come il sole, la luna e
le stelle si muovono in silenzio. Non è importante quello che diciamo, ma
quello che Dio dice a noi e agli altri attraverso di noi. Nel silenzio ci
ascolta, nel silenzio parla alla nostra anima e sempre nel silenzio ci viene
concesso il privilegio di ascoltare la Sua voce.

Silenzio degli occhi.

Silenzio delle orecchie.

Silenzio della bocca.

Silenzio della mente.

... Nel silenzio del cuore

Dio parlerà.

Il silenzio del cuore è indispensabile per sentire Dio in tutte le cose: in
una porta che si chiude, nella persona bisognosa, nei fiori, negli animali e
nel cinguettio degli uccelli.

Con il silenzio sarà facile pregare. La nostra vita di preghiera risente di
tutte le parole, le ripetizioni e le storie scritte e raccontate che ci
circondano perché il cuore non rimane in silenzio.

Conserverò con la massima cura il silenzio del cuore, perché in esso
riuscirò a sentire le Sue parole di conforto e grazie alla pienezza del
cuore potrò assistere Gesù nelle sembianze disperate del povero.

La vera preghiera è l'unione con Dio, un'unione vitale quanto quella del
tralcio alla vite, l'esempio che Gesù cita nel Vangelo di Giovanni. Abbiamo
bisogno della preghiera, abbiamo bisogno di quell'unione per dare buoni
frutti. Il frutto è quello che produciamo con le nostre mani e può essere
rappresentato da cibo, abiti, denaro o da qulsiasi altra cosa.

Tutto questo è il frutto della nostra fusione con Dio.

Per farlo con amore dobbiamo condurre una vita di preghiera, povertà e
sacrificio.

Il sacrificio e la preghiera si completano a vicenda. Non vi è preghiera
senza sacrificio e non vi è sacrificio senza preghiera. Durante la
permanenza in questo mondo Gesù visse in intima unione con il Padre e noi
dobbiamo seguire il Suo modello. Dobbiamo camminare al Suo fianco, dare a
Cristo la possibilità di farci diventare Suoi strumenti, essere la Sua
parola e la Sua opera, mangiare il Suo cibo e coprirci con i Suoi abiti nel
mondo di oggi.

Se non diffondiamo intorno a noi la luce di Cristo le tenebre che avvolgono
il mondo continueranno a infittirsi.

Siamo chiamati ad amare il mondo. Dio, infatti, lo ha amato tanto da
donargli Gesù. Oggi ama il mondo al punto da donargli voi e me, affinché ci
trasformiamo nel Suo amore, nella Sua compassione e nella Sua presenza
mediante una vita di preghiera, sacrificio e abbandono totale a Lui. La
risposta che pretende da voi è che diventiate dei contemplativi.

Se crediamo alle parole di Gesù ciascuno di noi è un contemplativo nel cuore
del mondo, perché, se abbiamo fede ci troviamo in Sua presenza in ogni
momento. Mediante la contemplazione l'anima trae direttamente dal cuore di
Dio le grazie che la vita attiva ha il compito di distribuire. La nostra
esistenza deve essere legata al Cristo che vive dentro di noi. Se non
viviamo in presenza di Dio non possiamo andare avanti.

Che cosa vuol dire «contemplazione»? Significa vivere la vita di Gesù. Ecco
che cosa intendo: amare Gesù, vivere la Sua vita nella nostra e la nostra
nella Sua. Questa è la contemplazione. Per riuscire a vedere dobbiamo avere
un cuore limpido: privo di gelosia , rabbia, invidia e soprattutto durezza.
Secondo me la contemplazione non deve essere chiusa a chiave in una stanza
buia, ma deve permettere a Gesù di vivere il Suo amore, la Sua umiltà e la
Sua passione in noi, pregando con noi, rimanendo con noi e santificando
attraverso di noi.

La contemplazione è la vita: non riguarda tanto quel che si fa ma quel che
si è. E' il possesso del nostro spirito da parte dello Spirito Santo, che
soffia in noi la pienezza di Dio e che ci diffonde nell'intera creazione
come un Suo messaggio d'amore.

Anziché perdere tempo a cercare esperienze straordinarie nella vita
contemplativa dobbiamo vivere di pura fede, sempre vigili e pronti per la
Sua venuta sbrigando i doveri quotidiani con amore e devozione immutabili.

In parole povere, condurre una vita contemplativa significa scoprire la
presenza costante di Dio e del Suo dolce amore per noi nelle cose più
piccole, significa essere sempre disponibili per Lui, amarLo con tutto il
cuore, con tutta la mente, con tutta l 'anima e con tutte le forze a
prescindere dalla forma con cui si presenta a noi. La vostra mente e il
vostro cuore si rivolgono a Gesù appena vi svegliate? Questa è infatti la
preghiera, che consiste nel rivolgere la mente e il cuore a Dio.

La preghiera è la linfa vitale dell'unione con Cristo e per questo è
indispensabile quanto l'aria, il sangue che scorre nelle vene e qualsiasi
cosa che ci tenga vivi nella grazia di Dio. Non è sufficiente pregare con
generosità, occorre pregare con fede, fervore e devozione. Dobbiamo pregare
con perseveranza e grandissimo amore. Se non preghiamo la nostra presenza
non avrà alcun potere, le nostre parole non avranno alcun potere.

Abbiamo bisogno della preghiera per svolgere meglio l'opera di Dio e per
sapere in ogni momento come essere completamente disponibili per Lui.

Dobbiamo sforzarci di camminare davanti a Dio, di vederLo in tutti coloro
che incontriamo, di vivere la preghiera per l'intera giornata.

La conoscenza dell'Io ci induce a inginocchiarci ed è essenziale per
riuscire ad amare. La conoscenza di Dio produce infatti amore, mentre la
conoscenza dell'Io produce umiltà e costituisce un elemento molto importante
dell'esistenza. Lo dice anche Sant'Agostino: «Prima riempite voi stessi,
perché solo allora sarete capaci dare agli altri».

La conoscenza dell'Io ci protegge inoltre dall'orgoglio, soprattutto nei
momenti di tentazione. L'errore più grave è la convinzione di essere troppo
forti per cadere in tentazione. Avvicinate un dito al fuoco e vi scotterete.
Dobbiamo quindi passare in mezzo alle fiamme. Dio ammette le tentazioni, noi
dobbiamo solo rifiutarci di cedere.

Per essere fruttuosa la preghiera deve venire dal cuore e arrivare al cuore
di Dio. Pensate alla preghiera che Gesù ha insegnato agli apostoli. Credo
che ogni volta in cui diciamo «Padre Nostro» Dio si guardi le mani, sulle
quali ci ha disegnati («Ecco, ti ho disegnato sulle palme delle mie mani»,
Isaia 49,16). Si guarda le mani e vede la nostra immagine. Come sono
meravigliosi l'amore e la dolcezza di Dio!

Se recitiamo il «Padre Nostro» e lo mettiamo in pratica saremo santi. Nella
sua formula non manca nulla: Dio. io, gli altri. Riuscire a perdonare è la
via per essere santi e saper pregare. Tutto ciò deriva da un cuore umile e
se lo possediamo sapremo come amare Dio, noi stessi e gli altri. Non è
difficile, eppure complichiamo di continuo la nostra esistenza aggiungendo
tutta una serie di cose. Ve n'è solo una che conta pregare ed essere umili.
Più pregate più riuscirete a pregare.

Il bambino non ha difficoltà a esprimere i pensieri della sua piccola mente
con parole semplici, ma cariche di significato. Gesù ha detto a Nicodemo:
«Sii come un bambino». Se preghiamo come ci insegna il Vangelo permetteremo
a Cristo di crescere in noi. Pregate quindi con lo stesso amore dei bambini,
con un sincero desiserio di amare molto e di dare amore a chi non ne riceve.

Le nostre parole saranno inutili se non verranno da dentro. Le perole che
non trasmettono la luce di Cristo non fanno altro che infittire le tenebre.
Oggi più che mai dobbiamo pregare per vedere la luce che ci mostri la
volontà di Dio, per avere l'amore che ci aiuti ad accettare la volontà di
Dio e per scoprire il modo di fare la volontà di Dio.

'Per me pregare significa avere il cuore proiettato verso Dio; lanciare un
grido di amore pieno di gratitudine dal culmine della gioia o dall'abisso
della disperazione; è una forza immensa e soprannaturale che mi apre il
cuore e mi avvicina a Gesù.' SANTA TERESA DI LISIEUX

'Per questo vi dico: tutto quello che domandate nella preghiera, abbiate
fede di averlo ottenuto e vi sarà accordato.' GESU', MARCO 11,24

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