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SCHEDA ARTICOLO N. «01631»

CLASSIFICAZIONE: 3
TIPOLOGIA: YOGA
AUTORE: SAI BABA: FONTE SADHANA
TITOLO: QUANDO SAI BABA INVIÒ UN ASPIRANTE AL NIPOTE DI LAHIRI MASAHAYA
SPAZIATORE bianco

TESTO ARTICOLO

Tratto da:
ROY EUGENE DAVIS
LA SCIENZA DEL KRIYA YOGA
EDIZIONI VIDYANANDA

- Un'altra modificazione del pranayama è quella di neutralizzare inalazione
ed esalazione -

Secondo la tradizione del Kriya Yoga questo sutra è un riferimento diretto
al pranayama del
Kriya Yoga. Tirando su la corrente attraverso la sushumna durante
l'inalazione, e facendola
discendere durante l'esalazione, il meditante è in grado di neutralizzare il
flusso del prana e
sperimentare una calma durevole e il samadhi. Questa tecnica risveglia
kundalini, rilassa il
corpo, libera il sistema nervoso dallo stress e il sangue dal carbonio.
L'ossigeno che si
prende con l'inalazione viene trasmutato in pura energia, che viene diretta
ai chakra.

Paramahansaji insegnava le tecniche di meditazione del Kriya Yoga in varie
fasi. Ai discepoli
appena arrivati insegnava il mantra, e, poi, la contemplazione del suono e
della luce interiore.

In seguito, veniva insegnato il pranayama del Kriya Yoga, durante una
speciale cerimonia
d'iniziazione. Nel corso del tempo venivano date altre tre tecniche di
meditazione kriya, man
mano che il discepolo diventava esperto nella pratica delle tecniche
iniziali. È un errore
presumere che uno sia pronto per i metodi di meditazione avanzata prima di
avere acquisito la
padronanza su quelli datigli durante le fasi iniziali dell'istruzione. La
legge interiore della
mente e della coscienza è che uno riceva l'istruzione nelle procedure più
avanzate quando sarà
pronto a riceverle. Il guru stesso inviterà il discepolo a fare l'esperienza
della meditazione
avanzata, oppure l'istruzione verrà data sui piani Interiori.

Durante gli stadi avanzati della meditazione, il discepolo può vedere il
guru nella luce
dell'occhio spirituale, e ricevere istruzioni da lui. Le limitazioni di
spazio e tempo non
vincolano il meditante che ha trasceso i mondi fenomenici.

Mi è stata raccontata la storia di come un sincero devoto ricevette
l'iniziazione al Kriya Yoga
in circostanze particolari. All'inizio egli era andato nell'ashram di Sri
Satya Sai Baba, nel
sud dell'India, con l'intenzione di dedicarsi pienamente all'ideale di
vivere là, sotto la
supervisione personale di Sai Baba. Un giorno Baba gli disse: "In questa
vita io sono un
maestro. Non accetto discepoli in un ambiente ashramitico come vuoi tu. Non
temere; ti manderò
il tuo guru ed egli ti inizierà a casa tua. Vedrò anche che tu abbia un
lavoro".

L'uomo seguì le istruzioni di Baba e partì per ritornare a casa sua, nel
nord dell'India. Sulla
via del ritorno, si fermò nella città santa di Benares, dove per caso
incontrò il nipote di
Lahiri Mahasaya, che aveva la volontà di istruirlo. Egli diede all'uomo
l'istruzione
preliminare e gli disse di ritornare più in là, dopo avere praticato la
meditazione secondo le
istruzioni ricevute. L'uomo fece ritorno a casa, trovò un lavoro, e cominciò
a praticare la
meditazione con zelo.

Passò del tempo, e un giorno sentì d'essere pronto per l'iniziazione al
Kriya Yoga. Tuttavia vi
era un problema, poiché il suo nuovo datore di lavoro non gli dava il
permesso d'allontanarsi
per un po' di tempo. Scrisse al suo guru e gli spiegò la situazione. Il guru
gli mandò una
lettera per informarlo che non usciva mai da Benares, e quindi il discepolo
doveva solo
aspettare che si presentasse qualche occasione futura. Ma, improvvisamente,
ricevette un'altra
lettera dal suo guru, che diceva: "È veramente insolito, ma devo venire
nella tua città per un
affare personale. Verrò a casa tua e ti inizierò là".

- Con la padronanza del pranayama, viene rimossa l'oscurità che vela La luce
dell'anima -

La luce dell'anima viene filtrata dalle impressioni che si trovano nel campo
mentale. Quando
uno pratica correttamente il pranayama, le modificazioni mentali sono
acquietate e le
impressioni vengono trascese. Come risultato della pratica del pranayama,
kundalini si desta e
uno ascolta il suono interiore di OM.

- Quando la mente è purificata, è resa idonea alla meditazione sulla Realtà
Suprema -

Quando il campo mentale è purificato, allora è possibile concentrarsi
effettivamente e la
meditazione può procedere senza problemi. Finché il campo mentale non è
purificato, le
modificazioni mentali tenderanno ad essere una continua fonte di disturbo.

- L'interiorizzazione durante la meditazione si realizza quando l'attenzione
e le forze
vitali dei sensi sono ritirate e stabilite nel campo della mente -

Lahiri Mahasaya scrisse: "La meditazione su Dio è di vitale importanza per
il benessere
interiore dell'uomo. La meditazione aumenta il flusso della grazia e
dell'energia divina
all'interno dell'essere e del sistema nervoso. Chiarisce la visione mentale,
stabilisce
l'equilibrio emotivo e suscita la percezione spirituale".

Il meditante è incoraggiato a ritirare l'attenzione e le forze vitali nel
cervello. Allora la
mente è rivolta su se stessa, perché i sensi, che si protendono all'esterno
quando l'uomo è in
contatto con l'ambiente, hanno le loro radici nella mente. Rivoltando
indietro le forze al loro
punto d'origine, uno raccoglie completamente i suoi poteri e può quindi
dirigerli verso il
processo della meditazione.

- In virtù dell'interiorizzazione cosciente, si ottiene il dominio supremo
sui sensi.

Quando i sensi non sono sotto controllo, gli istinti ci sviano dai nostri
scopi. È possibile
regolare gli istinti dei sensi con la forza della volontà, ma fino a un
certo punto. Il metodo
più efficace consiste nel praticare la meditazione del Kriya Yoga, perché ci
dà la possibilità
di fare coscientemente l'esperienza del Sé, senza che gli istinti dei sensi
siano influenti.

Allora le tendenze dei sensi verso l'esterno sono neutralizzate e uno ne è
padrone.

Una volta un discepolo si lamentò con Paramahansaji, dicendo che per lui era
molto difficile
controllare il proprio comportamento: "Signore, ciò che mi chiedete è facile
per voi, perché
voi siete il maestro". Paramahansaji rispose: "E come pensi che sia arrivato
al mio presente
stato di maestro?".

Il Kriya Yoga è adatto a chiunque desideri percorrere sinceramente il
sentiero spirituale. Non
è in conflitto con il modo di adorazione che uno ha scelto e non richiede
che si faccia una
vita d'estremo ascetismo. La pratica può essere moderata, media o intensa,
in base alle
inclinazioni e alle capacità individuali; e i risultati saranno
proporzionali alla propria
pratica.

Quando nel Kriya Yoga si pratica la tecnica dell'Om, durante la quale si
presta attenzione
all'ascolto del suono interiore, nel corpo causale, si percepiscono
internamente sottilissimi
suoni cosmici. Negli stadi iniziali della pratica uno può ascoltare i suoni
del corpo, poi i
suoni delle forze nervose; quindi i suoni astrali che emanano dai chakra, e
infine i suoni
celesti più sottili. In ultimo, uno ascolta il suono costante di OM e riesce
ad essere assorbito
in esso.

Fondersi in OM permette al meditante di trascendere tutti i rapporti e le
percezioni relative.
L'influenza dell'energia cosmica nel corpo è terapeutica e salutare, poiché
regola tutte le
attività interne.

La levitazione è stata discussa in un sutra precedente. Un altro significato
di questa
affermazione è che uno acquisisce la capacità d'elevarsi in spirito e di
muoversi attraverso
gli spazi interiori. Gli yogi parlano del 'khechan mudra', o mudra dello
spazio, perché un
meditante evoluto può muoversi in spirito attraverso gli spazi. La pratica
fisica consiste nel
rivoltare la lingua all'indietro nella gola finché non si estenda verso
l'alto nella cavità
dietro il palato. Ciò produce dei collegamenti tra i nervi che stanno nella
lingua e i nervi
che si trovano nella parte superiore della testa; e questo contribuisce a
mantenere il prana
stabile durante la pratica del samadhi. Non tutti gli yogi praticano il
khechari mudra fisico;
molte persone illuminate non fanno l'esperienza della pratica fisica.
Tuttavia, alcuni guru lo
insegnano perché aiuta a regolarizzare i prana interni e a migliorare la
concentrazione.

Si sa che alcuni santi si muovevano in spirito attraverso lo spazio e
apparivano in luoghi
distanti da dove rimaneva il corpo fisico. Alcuni santi lo fanno
coscientemente e altri lo
fanno senza esserne consapevoli; vale a dire, uno yogi può 'sentirsi
attirato' in un certo
posto per assistere un discepolo, o un devoto, e il devoto affermerà d'aver
visto realmente la
forma del santo.

Paramahansaji si sintonizzava spesso con discepoli che si trovavano a molte
miglia di distanza
e vedeva interiormente la loro condizione, mentre questi percepivano la sua
presenza. Altre
volte Paramahansaji sedeva in meditazione e lasciava il suo corpo per andare
in aiuto di un
discepolo, di solito quando il discepolo s'apprestava a lasciare il corpo.
Allora egli
introduceva il discepolo nel regno astrale e l'aiutava a fare gli
aggiustamenti necessari per
il nuovo ambiente.

Una volta Paramahansaji chiese a un discepolo di iniziare due persone nel
Kriya Yoga per conto
suo. Una distanza superiore alle mille miglia separava il guru dal discepolo
incaricato di
condurre la cerimonia d'iniziazione. Quando fece la sua richiesta, il
Maestro gli disse: "Sarò
con te in spirito". Quando l'iniziazione ebbe luogo, dopo le istruzioni
preliminari, mentre
l'iniziatore e i due nuovi iniziati stavano meditando, l'iniziatore percepì
un movimento
sottile e aprì gli occhi. Vide la forma luminosa di Paramahansaji. I due
nuovi iniziati non videro
la forma, ma percepirono una corrente d'energia muoversi attraverso i loro
corpi e furono
sopraffatti dalla devozione e dall'amore per Dio e i guru. Quando più tardi
il discepolo fece
ritorno a casa sua, ricevette una telefonata dal suo guru, che gli disse:

"Te l'avevo detto che sarei stato con te!".

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