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SCHEDA ARTICOLO N. «01633»

CLASSIFICAZIONE: 4
TIPOLOGIA: CONGENERE
AUTORE: GUIDO DA TODI
TITOLO: LA NATURA DEI NOSTRI POTERI MENTALI
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TESTO ARTICOLO

La natura dei nostri poteri mentali

(di Guido Da Todi)

--

Il nostro apparato mentale crea in modo automatico ed illusorio, fino a
quando non decidiamo di governarlo in modo cosciente, ad esempio attraverso
una pratica meditativa. Nella nostra mente e nelle sue forme di pensiero -
intimamente connesse con i processi di abitudine e gli stati emotivi -
risiede quindi sia la fonte dell'illusione, sia la possibilità di andarvi
oltre.

Una delle verità espresse da Gotamo, il Buddha, fu che l'uomo è l'unico
responsabile delle sue catene.

Egli intendeva parlare della natura mentale di ognuno di noi.

Per riuscire a cogliere realisticamente ed obiettivamente l'essenza ed i
significati del concetto occorre sintetizzarne alcuni altri, che ne sono
connessi.

Il primo riguarda la natura elastica dell'esistenza. Ossia, lo scambio
costante che appare tra la modalità energetica dell'essere e quella
sostanziale. In effetti, si tratta di un nodo puramente teorico. Difatti,
non esistono due aspetti della realtà, bensì un costante avvicendarsi
formale di suoi differenti punti di manifestazione.

Nel volume Il Tao della Fisica, di Fritjof Capra, l'autore - descrivendo la
fisica delle particelle - afferma che l'apparente solidità della materia è
dovuta all'estrema velocità con cui si manifesta il muro delle strutture
atomiche soggiacente ad essa. Velocità che dà la sensazione del contrasto, e
della materia, qual è da noi intesa.

Fino a quando, tuttavia, un certo tipo di conoscenza non sarà riuscita a
filtrare nella diretta esperienza quotidiana dell'uomo, questo ultimo
continuerà a vivere in un mondo di sensazioni provocate, in ultima analisi,
dal potere sbalorditivo della sua mente primordiale.

Altro concetto da considerare, nella nostra analisi, è la natura del vuoto
archetipico (sia dal punto di vista della scienza moderna, che da quello
spiritualistico). Il vuoto non è un contenitore privo di elementi
esistenziali; ma, al contrario è la radice energetica che dà fondamento e
continuità alle cose tutte. È quel di cui parlano tutte le filosofie
dell'essere,
come traguardo della ricerca interiore.

Identifichiamo, quindi, questo nulla (Mulaprakriti, nella letteratura
vedica) quale oceano radicale di sostanza prima, su cui e con cui qualunque
forma vitale (dalle più sottili, all'uomo, ed oltre) è plasmata. Anche noi,
di conseguenza, siamo una condensazione di energia, in costante e mirabile
movimento ed espressione.

Il valore di ogni gamma di meditazione (dalla più informale, alle tecniche
squisitamente iniziatiche) risiede nel potenziale di possibilità che l'uomo
ne sviluppa, e che gli offre la rivelazione e la padronanza sempre più
intensa della plasticità universale.

Ognuno di noi, quindi, si confronta, di conseguenza, sempre e solo con la
sua natura mentale, quando decide di cambiare la sua ottica di modulazione
espressiva, in rapporto alla vera natura dell'essere. Una natura mentale che
è intelligenza, progettualità, conoscenza delle geometrie radicali
dell'armonia
innata; e che è, pure e tuttavia, la chiave di entrata in una dimensione
universale di forza genetica pura.

L'individuo, da tale punto di vista, si riconosce come un'onda sonora ed
evidenziata di un mare sottostante e molto più ampio di quanto egli stesso
non possa immaginare in un primo tempo. Sta a lui decidere se dovrà restare
succube delle correnti disordinate di quel mare, oppure, gradualmente ed
operosamente, prendere in mano i remi del proprio destino ed iniziare a
guidarlo.

Ecco, quindi, i valori preziosi della visualizzazione, dell'immaginazione
creativa, del controllo del pensiero. Non si tratta solo di dare un ordine
mentale della propria soggettività, ma, innanzitutto, di decidere se
sopravvivere - in prima istanza - e gestire, poi, quella complicata placenta
invisibile di sostanza vivente primordiale, che circonda tutti noi, a da cui
tutti noi deriviamo.

Quel che bisogna necessariamente aggiungere, qui, è che, secondo i postulati
espressi, l'inizio di ogni nuovo ciclo umano (sia esso una semplice azione,
o un complesso rinnovo della propria vita) si trova sempre coinvolto, nel
bene e nel male, da una pesante ed intricata ragnatela vivente di tutti i
pensieri, i desideri e le rappresentazioni spontanee ed innate che derivano
dai cicli precedenti.

Ogni pensiero è composto da una rudimentale intelaiatura di volontà formale;
da un'emissione radiante caratteristica; da un potere di sintonizzazione e
di attrazione verso una banda armonica planetaria della stessa natura.

La mattina, quando usciamo da casa, qual è il nostro atteggiamento mentale?

L'anfora di quello che ci aspettiamo è mezza vuota, o mezza piena?

Quando ci troviamo di fronte a qualcuno che trattiamo con apparente
cordialità, quali sono le pulsioni reali che la nostra struttura soggettiva
ha nei suoi riguardi?

Siamo sicuri che il suo io occulto non le capti, a sua volta; o che egli non
ne venga influenzato?

Qual è l'approccio generale e globale che abbiamo verso le cose tutte della
vita?

Diamo e ci attendiamo amore (la forza elettromagnetica più potente
dell'universo),
oppure respingiamo, in cuor nostro, l'afflato verso l'esistenza tutta?

Quel che daremo, ci ritornerà; anche se nessuno testimone apparente assiste
al nostro modo di pensare soggettivo.

"L'uomo è l'unico responsabile delle sue catene".

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