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SCHEDA ARTICOLO N. «01650»

CLASSIFICAZIONE: 4
TIPOLOGIA: CONGENERE
AUTORE: ANNIE BESANT E C.W. LERADBEATER
TITOLO: CENNI SULLA MORTE
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TESTO ARTICOLO

Cenni sulla morte

- di Annie besant e C.W. Leradbeater -

-

Il cielo è un luogo dove noi accoglieremo ciò che seminiamo quaggiù, e la
messe
è proporzionata alla ricchezza ed alla natura dei semi che piantiamo.

Se vogliamo, dunque, avere una vita celeste ricca e feconda, se vogliamo
progredire più rapidamente, dobbiamo pensare nobilmente ed in modo elevato,
dobbiamo amare con purezza e con forza.

Allora, tutte le nostre esperienze terrene si trasformeranno in cielo in
facoltà
ed in nuove attitudini.

Ecco come la conoscenza della vita d'oltre tomba aiuta a vivere quaggiù.
Non si tratta solo di gradevoli, ma vane inutili immaginazioni.

Si semina quaggiù ciò di cui godremo e di cui ci serviremo negli altri
mondi.
Quando si comprende questo, o lo si comincia a comprendere, si cambia la
vita di
quaggiù e la si utilizza come una preparazione ad una lunga vita celeste.

Bisogna ricordarsi che la vita quaggiù è come il tuffo di un uccello, che
lascia
per un momento l'aria libera del cielo per l'oceano: esso si tuffa un attimo
per
prendere il nutrimento di cui ha bisogno.

In modo analogo, ciascuno di noi, nato in cielo e non sulla terra, si
immerge
nella vita terrestre e riporta poi, nel soggiorno celeste, l'esperienza che
ha
acquisita quaggiù.

Ed è appunto a questo che serve la vita terrestre: a procurarsi l'esperienza
che
in cielo sarà trasmutata in carattere e facoltà, a seminare i semi della
messe
che si raccoglierà lassù, a rendere possibile una vita celeste feconda,
lunga e
gloriosa.

Quando si sa questo non si fa passare giorno senza seminare qualche cosa per
il
grande raccolto celeste.

La lettura di bei libri vi mette in contatto con i grandi spiriti
dell'umanità,
in comunione con coloro che ci hanno lasciato quella bella letteratura del
passato: ecco i legami che riceverete in cielo!

Quaggiù è rara l'occasione di frequentare i grandi uomini, i nobili
pensatori:
però possiamo scegliere qui il gruppo di quelli che vorremmo incontrare
lassù.
Studiando in terra le opere di un Platone, gli scritti dei grandi pensatori
dell'antichità, o dei grandi autori moderni, come per esempio quelli di un
Emerson o di un Ruskin, voi create dei legami che si consolideranno in
cielo; ed
allora avrete per Maestri proprio le grandi anime delle quali avrete quaggiù
studiato con amore le opere.

Ecco come cielo e terra sono reciprocamente connessi ecco come la conoscenza
dell'avvenire ci permette di fare di questo avvenire ciò che vogliamo che
esso
sia.

Essendo gli artefici del nostro destino, noi possiamo farne ciò che
vogliamo.
Ma lassù non si può cominciare nulla; è qui che bisogna iniziare quello che
si
continuerà dall'altro lato.

Man mano che i fatti diventano più reali e che grazie alle ripetute ricerche
e
ad uno studio costante andiamo scoprendo che questi mondi sono tutti
collegati
fra loro (non essendo che frammenti di una sola vita, che si continua senza
interruzione), l'esistenza quaggiù si illumina della luce dell'altra vita
più
bella, la terra si rischiara alla luminosità del cielo.

In realtà, voi siete sempre in cielo, grazie alla vostra natura superiore; e
soltanto i rumori della terra vi rendono sordi alla soave armonia dei mondi
celesti.

Ma tutto ciò vi circonda senza posa; gli abitanti del cielo prendono parte
alla
vostra vita terrestre, la musica del cielo vi circonda, la luce celeste
brilla
intorno a voi; siete cittadini del cielo! Il cielo è la vostra patria,
benchè
voi non la vediate e rimaniate sordi ai messaggi che essa invia alla vostra
anima continuamente.

La vostra vita sarebbe assai più piena, più ricca, più felice, se soltanto
voi
voleste non attaccarvi tanto appassionatamente alle forme della terra; ma
fissare, invece, le forme superiori che appartengono al vostro luogo di
nascita,
alla vera vostra dimora.

Un Istruttore rispose una volta ai suoi Amici che, nel cielo, gli
domandavano
che cosa egli pensasse della terra:

"E' un paese felice per colui che può dimenticare la propria patria! Ma è un
paese più felice ancora per coloro che si ricordano della loro patria; e
coloro
che conoscono più di una sola vita godono di una felicità assai più grande,
assai più elevata".

Tutti i profeti che hanno conosciuto il cielo e vissuto sulla terra, tutti i
divini Rivelatori, che hanno sollevato un piccolo lembo del velo ed hanno
insegnato a i loro discepoli le realtà di questa vita più vasta, recano
testimonianza della vita d'oltre tomba e del fatto che essa continua quella
di
quaggiù.

Se voi studiate la vostra vita quaggiù, se fate attenzione alle vostre
facoltà,
ai vostri piaceri, alle vostre occupazioni, potete prevedere ciò che sarà la
vostra vita dall'altro lato.

Fatene, dunque, ciò che essa deve essere: una vita tutta penetrata dalla
forza
dell'evoluzione, dalla certezza del progresso, dallo splendore delle
potenzialità divine che sono in voi.

Allora, anche la terra diverrà cielo, ed i due si uniranno nella vostra
vita; e
coloro che, ancora accecati dalla terra, non conoscono questa gloria,
cominceranno ad intravedere-grazie alla bellezza della vostra vita-una parte
delle promesse della vita eterna; e voi farete giungere alle loro orecchie,
rese
sorde dalla terra, qualcuna di quelle melodie del cielo, che saranno
diventate
per voi la musica della vostra vita.

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