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SCHEDA ARTICOLO N. «01660»

CLASSIFICAZIONE: 5
TIPOLOGIA: AFFINE
AUTORE: ANTHONY DE MELLO
TITOLO: COSA AVETE IN TESTA?
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TESTO ARTICOLO

(Tratto da "Messaggio di un aquila che si crede un pollo" -

- di Anthony De Mello -)

-



La vita è un banchetto, e la tragedia è che la maggior parte della
gente sta morendo di fame. É proprio di questo che sto parlando, in
realtà. C'è una bella storiella che racconta di alcune persone a bordo
di una zattera al largo della costa brasiliana, che stavano per morire
di sete. Non avevano idea che l'l'acqua su cui galleggiavano era
dolce. Il fiume si riversava in mare con una forza tale da coprire un
paio di miglia, e quindi, nel punto in cui si trovavano, l'acqua era
dolce. Solo che non lo sapevano. Allo stesso modo, noi siamo
circondati di gioia, di felicità, di amore. La maggior parte della
gente non ne ha la più pallida idea. Il motivo? É stata sottoposta a
un lavaggio del cervello.

Il motivo? É ipnotizzata, addormentata. Immaginatevi, sul
palcoscenico, un mago che ipnotizza qualcuno in modo da fargli vedere
cose che non ci sono e non fargli vedere quelle che ci sono. É tutto
qui. Pentitevi e accogliete la buona novella. Pentitevi! Svegliatevi!
Non piangete sui vostri peccati. Perché piangere per dei peccati che
avete commesso nel sonno? Volete forse piangere per quel che avete
fatto in stato d'ipnosi? Perché volete identificarvi con una persona
del genere? Svegliatevi! Svegliatevi! Pentitevi! Cambiate
atteggiamento. Provate a guardare le cose da un punto di vista nuovo!
Perché «il regno è qui»! É il vero cristiano che prende sul serio
tutto ciò. Vi ho detto che la prima cosa da fare è svegliarsi,
ammettere che non vi piace essere svegliati.

Preferireste avere tutte le cose che, attraverso l'ipnosi, siete stati
portati a credere siano tanto preziose e importanti per voi, per la
vostra vita e la vostra sopravvivenza. La seconda cosa è capire.
Capire che forse avete delle idee sbagliate e che sono queste idee che
stanno influenzando la vostra vita rendendola caotica, e che vi
tengono addormentati. Le idee riguardo all'amore, alla libertà, alla
felicità e così via. E non è facile ascoltare uno che mette in
discussione queste vostre idee che sono per voi diventate tanto
preziose.

Sono stati svolti studi piuttosto interessanti sul lavaggio del
cervello. É stato dimostrato che si subisce un lavaggio del cervello
nel momento in cui si assimila, per «introiezione», un'idea estranea,
che appartiene a qualcun altro. E la cosa buffa è che si è pronti a
morire per quest'idea. Non è forse strano? Il momento in cui è dato
stabilire se si è subìto un lavaggio del cervello e se si sono
assimilate convinzioni e idee non proprie è quello in cui queste
subiscono un attacco. Si rimane sbigottiti, si reagisce in modo
emotivo. É un segno piuttosto attendibile - non infallibile, ma
alquanto sicuro - del fatto che ci si trova di fronte a un lavaggio
del cervello. Si è pronti a morire per un'idea che non ci è mai
appartenuta.

I terroristi e i cosiddetti santi assimilano un'idea, la mandano giù
senza masticarla, e sono pronti a morire per quest'idea. Non è facile
ascoltare, soprattutto quando c'è un coinvolgimento emotivo. E anche
quando questo è assente, non è comunque facile ascoltare; si ascolta
sempre dal proprio stato programmato, condizionato e ipnotico. Spesso
s'interpreta tutto ciò che viene detto alla luce del proprio stato
d'ipnosi, del proprio condizionamento, della propria programmazione.
Come quella ragazza che, ascoltando una conferenza sull'agricoltura,
disse: «Mi scusi, signore, lei sa che sono completamente d'accordo sul
fatto che il miglior concime è quello dei cavalli di una certa età. Ci
potrebbe dire quale dovrebbe essere l'età ottimale del cavallo?».
Capite qual è il suo punto di partenza? Tutti noi abbiamo le nostre
posizioni, no? E ascoltiamo a partire da quelle posizioni.

«Henry, come sei cambiato! Eri tanto alto, e adesso sei così basso!
Eri così robusto, e ora sei magrissimo! Eri tanto biondo, e ora sei
castano. Cosa ti è successo, Henry?». Ed Henry risponde: «Non sono
Henry, sono John». «Oh, hai cambiato anche nome!».

Come si fa costringere persone così ad ascoltare? La cosa più
difficile del mondo è ascoltare, vedere. Noi non vogliamo vedere.
Pensate che un capitalista voglia capire cosa c'è di buono nel sistema
comunista? Credete che un comunista voglia capire cosa c'è di buono e
sano nel sistema capitalista? Pensate che un uomo ricco voglia
guardare la gente povera? Non vogliamo guardare, perché se lo facciamo
potremmo cambiare. Non vogliamo guardare. Se si guarda, si perde il
controllo di quella vita che riusciamo a tenere insieme in modo tanto
precario. E dunque, per potervi svegliare, la cosa di cui avete più
bisogno non è l'energia, la forza, la giovinezza, e nemmeno una grande
intelligenza. La cosa di cui avete più bisogno in assoluto è la
disponibilità a imparare qualcosa di nuovo. Le possibilità di
svegliarvi sono direttamente proporzionali alla qualità di verità che
saprete accogliere senza scappare. Fino a che punto siete disposti a
farlo? Quanto, di ciò che avete più caro, siete pronti a far crollare,
senza fuggire? Fino a che punto siete disposti a pensare a qualcosa
che non vi è familiare? La prima reazione è di paura. Non che temiamo
l'ignoto. Non si può temere qualcosa che non si conosce. Nessuno ha
paura dell'ignoto. Quel che si teme davvero è la perdita di ciò che è
noto. Ecco di cosa si ha paura.

Tanto per fare un esempio, io ho sostenuto che ogni cosa che facciamo
è contaminata dall'egoismi. Non è facile sentirselo dire. Ma
riflettiamoci sopra un minuto, cerchiamo di approfondire. Se tutto ciò
che si fa deriva dall'interesse personale illuminato o meno che sia -
che sensazione vi dà pensare alla vostra carità e alle vostre buone
azioni sotto questa nuova luce? Che cosa ne è delle vostre buone
azioni? Eccovi un piccolo esercizio. Pensate a tutte le buone azioni
che avete fatto, o almeno ad alcune di esse perché vi concedo solo
pochi secondi. Ora cercate di capire che in realtà erano mosse
dall'interesse personale, che voi ve ne rendereste conto o meno. Cosa
ne è del vostro orgoglio?

Cosa ne è della vostra vanità? Cosa ne è di quella sensazione
appagante che provate, di quella pacca sulla spalla che vi
autoattribuivate ogni volta che facevate qualcosa che ritenevate
altamente caritatevole? Non ne rimane un bel niente, vero? Cosa rimane
di quella sensazione di superiorità che provavate nei confronti del
vostro vicino, che vi appariva tanto egoista? Cambia tutto, no? «Be'»,
direte, «il mio vicino ha gusti meno raffinati dei miei». Ebbene,
siete il tipo di persona più pericoloso. Sembra che Gesù Cristo abbia
avuto meno problemi con l'altro tipo che con il vostro. Davvero, non
c'è confronto. Aveva le maggiori difficoltà con le persone convinte di
essere buone. Altre persone sembravano non causargli nessun problema:
erano quelle apertamente egoiste, che sapevano di esserlo. Riuscite a
capire quanto è liberatorio? Ehi, svegliatevi! E liberatorio! É
meraviglioso! Vi sentite depressi? Forse lo siete. Non è meraviglioso
capire che non siete migliori di chiunque altro sulla terra? Non è
meraviglioso capire che non siete migliori di chiunque altro sulla
terra? Non è meraviglioso? Siete delusi? Guardate cosa abbiamo portato
alla luce! Cosa ne è della vostra vanità? Vi piacerebbe concedervi la
sensazione di essere migliori di altri. Ma guardate come abbiamo
portato alla luce un inganno!

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