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SCHEDA ARTICOLO N. «01695»

CLASSIFICAZIONE: 4
TIPOLOGIA: CONGENERE
AUTORE: AMADIO BIANCHI
TITOLO: IL LEGAME CON LA VIBRAZIONE
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TESTO ARTICOLO

Il legame con la vibrazione
di Amadio Bianchi

Moto uguale vibrazione, vibrazione uguale suono. Ho letto questa
affermazione in un libro di fisica. Se nel nostro universo, dunque,
tutto si muove, ne consegue che tutto vibra. E se tutto vibra,
l’universo ha un suo suono che consegue dalla somma dei suoni dei
corpi celesti.La fisica, perciò, concorda con le interpretazioni
filosofiche religiose che affermano il suono come principio primo.

Basti pensare all’induismo e al suono della Om oppure a “in principio
era il verbo” della nostra cultura religiosa.I più autorevoli
movimenti filosofici indiani affermano che l’uomo (microcosmo) è della
stessa sostanza di Dio (macrocosmo), per conseguenza, si possono
studiare le componenti e reazioni umane per comprendere quelle
universali.Se sottoponiamo un soggetto a elettroencefalogramma,
notiamo le sguenti reazioni : in presenza di attività cerebrale si
manifestano vibrazioni che, per farla breve, l’ago dello strumento
trasforma in segni grafici visibili.

A noi interessa in questo articolo di esaminare un aspetto di questo
fenomeno. Se poniamo un soggetto in condizioni ideali di riduzione
dell’attività cerebrale, a digiuno, magari in una stanza silenziosa,
incolore a occhi chiusi e poi appoggiamo una mela davanti a lui e lo
esortiamo ad aprire gli occhi, notiamo che, non appena il soggetto
vede la mela ed inizia una primordiale attività cerebrale comparabile
al suo primo desiderio di mangiarla, l’ago si muove. Voglio arrivare a
dimostrare che il desiderio di mangiare la mela che precede l’azione
stessa dell’afferrarla è già una relatà vibrazionale.

La cultura indiana afferma che il desiderio di dare vita alla
manifestazione da parte del trascendente è già una realtà
assolutamente concreta, una prima vibrazione espressa dallo stesso
trascendente, come il desiderio nella mente dell’uomo che vede la
mela. Tale vibrazione sarebbe la Om. La Om precederebbe l’espressione
della manifestazione. E’ come dire che questa vibrazione si trova tra
l’idea e la sua materializzazione o messa in pratica.Ecco perché nelle
lezioni di yoga si inizia cantando la Om. Per mettere gli allievi
nella condizione di suggerire a se stessi di trovarsi come minimo tra
il materiale e il trascendente, tra la tangibile manifestazione e Dio
ed iniziare a prendere in esame i fenomeni da quel punto di vista.

Lo Yoga infatti mira all’esperienza del trascendente e con la Om è
come se scegliessimo di collocarci su una piattaforma spaziale
intermedia tra l’uomo e Dio, tra il materiale e lo spirituale. Da
questa piattaforma si può azzardare l’ipotesi di un viaggio verso
l’esperienza sovrumana.Vediamo ora altri aspetti della Om. Essa
rappresenta la somma di tutti i suoni presenti nella manifestazione.
La lingua sanscrita ha creduto di raggruppare in 50 suoni la tipologia
delle vibrazioni universali dando vita ad altrettanti segni grafici
che corrispondono alle lettere dell’alfabeto.

Tra queste ce ne sono tre, che poi diventano due, e vedremo come, le
quali praticamente li comprendono tutti.Questi suoni sono
corrispondenti alle lettere A U M. Da un punto di vista pratico la
lettera A, quando si pronuncia, e provate a farlo, ha una collocazione
fisica bassa nella gola, la lettera U al centro sul palato e la
lettera M sulle labbra. Tutti gli altri suoni si collocano nella
cavità orale all’interno di queste tre posizioni, e per questo le
comprendono tutte, assumendo quel giusto valore di sintesi universale.

Ecco cosa la Om rappresenta : la sintesi universale della vibrazione
materiale divina espressa. Si parte sempre dalla presa di coscienza
del molteplice, poi si procede all’identificazione di espressioni che
possono essere raggruppate, nel tentativo, semplificando, di fare
l’esperienza dell’Uno. E’ così anche in questo caso, dove l’infinita
molteplicità dei suoni presenti nell’Universo viene organizzata in
cinquanta lettere-suoni per poi identificarne tre che li rappresentano
tutti ed infine scoprire che la A e la U se pronunciate insieme
possono essere benissimo contratte nol suono O.

In tal modo prende corpo la sillaba sacra Om che esprime la vibrazione
universale, principio della manifestazione. Per lo stesso presupposto
una Om di base risulterebbe dalla somma di tutti i suoni che le
particelle, in noi attive, emetterebbero. Una specie di suono
personale per ogni essere o oggetto animato, una sua caratteristica,
una sua tendenza e sensibilità vibrazionale. Si ha ragione di ritenere
che, questo suono, può essere modificato. Da lì la scienza del mantra
che mira ha innestare processi di cambiamento, determinanti nuove
caratteristiche.

La parola Mantra, letteralmente significa strumento per la mente, ed è
qualcosa in grado di indurre una diversa natura vibrazionale. Come
dicevamo all’inizio, la mente emette diversi tipi di vibrazione. Vi
sarà capitato di entrare in certi luoghi dove la presenza dei pensieri
di qualità bassa dei presenti non vi faceva sentire a vostro agio.
Diverso è il tipo di vibrazioni emesso dalla mente di un assassino
rispetto a quello della mente di una madre che si rivolge a un
neonato. Potete constatarlo anche in pratica : la voce della madre
assume toni sottili, alti ed acuti, sicuramente di natura superiore.

Di diversa qualità sono le onde cerebrali, infatti, che lei
emette.Proprio partendo da questo presupposto il mantra stabilisce che
si possono praticare, volontariamente, diversi tipi di onde cerebrali
fino, attraverso la ripetizione ossessiva, a modificare quelle
naturali. L’obbiettivo è di indurne di migliori, abituando la mente a
esercitare pensieri della stessa natura.Questo è ciò che il mantra si
prefigge, in qualche caso, ha la pretesa di portare la mente a vibrare
all’unisono con Dio.

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