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SCHEDA ARTICOLO N. «01702»

CLASSIFICAZIONE: 2
TIPOLOGIA: BUDDISMO
AUTORE: FONTE: LISTA SADHANA
TITOLO: DALAI LAMA: VITA E OPERE
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TESTO ARTICOLO

Nato il sei luglio 1935, in un piccolo villaggio del nord-est del
Tibet, Tenzin Ghiatso viene riconosciuto, prima ancora di aver
compiuto tre anni, come la reincarnazione dei suoi tredici
predecessori, manifestazioni terrestri di Cenresig, bodhisattva della
compassione.

A quattro anni Tenzin Ghiatso viene posto sul trono di Lhasa, capitale
del Tibet, con lo scopo di assumere, all’età consentita, la direzione
del suo popolo. A sei anni diviene monaco e riceve un’educazione
estremamente qualificata, per essere formato spiritualmente e
preparato a dirigere il paese.

Nel 1949 la Cina invade il Tibet e il popolo tibetano reclama
l’assunzione dei pieni poteri da parte del Dalai Lama che è ancora
adolescente. Molto presto, a dispetto di tutti gli sforzi compiuti per
un dialogo aperto, egli comprende che un’intesa fra la Cina e il Tibet
si rende più che mai difficile. Rifiuta tuttavia ogni lotta armata,
certo che le conseguenze potrebbero essere catastrofiche e rimane
fedele all’intento del Buddha, facendosi portavoce di un’assoluta non
violenza. Sorge comunque una resistenza organizzata e si moltiplicano
gli attacchi dei combattenti per la libertà, presto seguiti da
repressioni senza pietà da parte della Cina.

E’ in questo clima particolarmente teso che Tenzin Ghiatso supera
brillantemente il suo dottorato in studi buddhisti e riceve il titolo
universitario più elevato: ghesce larampa.

Qualche giorno più tardi i cinesi gli tendono una trappola: temendo
per la vita del suo Capo, il popolo tibetano si raggruppa davanti al
Palazzo d’estate del Dalai Lama, il Norbulinka. I cinesi si preparano
ad attaccare la folla e a bombardare la città. Il Dalai Lama deve
rassegnarsi a fuggire sperando così di evitare un massacro…che ha
luogo nonostante tutto. Pandit Nerhu lo accoglie calorosamente e gli
offre asilo politico in India, così come lo offre agli ottantamila
tibetani in fuga dalle persecuzioni cinesi.

Oggi il Dalai Lama risiede in Dharamsala, un villaggio situato
nell’Himalaya indiana, da dove dirige il governo in esilio, continua a
insegnare il buddismo e si sforza di responsabilizzare gli altri paesi
e l’ONU alla causa del Tibet e della pace. Egli non tornerà nel suo
paese sino a quando non sarà in grado di garantire la felicità dei
tibetani. Nel dicembre 1989 Sua Santità ha ricevuto il Premio Nobel
per la pace in omaggio alla sua battaglia non violenta per la libertà
della sua terra.

Ha dichiarato pubblicamente che non assumerà alcuna posizione
ufficiale in un futuro Tibet libero, al fine di facilitare
l’instaurazione e lo sviluppo di una sana democrazia. Lungi
dall’essere un idealista dai dolci sogni (n’è una prova la sua
attitudine realistica e pratica) il Dalai Lama crede all’edificazione
di un mondo più pacifico, più umano e più bello.

Dice di lui Robert Thurman, professore della Cattedra Je Tzong Khapa
di studi indo-tibetani alla Columbia University: Sua Santità Tenzin
Gyatso, 14° Dalai Lama del Tibet, possiede varie identità principali.
E' un monaco buddhista nell'ordine religioso fondato da Buddha
Shakyamuni intorno al 525 a.C. e riportato alla sua integrità, in
Tibet, da Lama Tzong Khapa nel 1400. E' una reincarnazione del Buddha
Avalokiteshvara, una manifestazione illuminata della compassione
universale. E' il re del Tibet, tragicamente in esilio dal 1959,
quindi il difensore dei diritti e delle libertà del suo popolo. E'
anche un maestro vajra dei mandala esoterici del tantra dello yoga
supremo, specialmente del Kalachakra (la ruota del tempo), quindi
profondamente e forse profeticamente coinvolto nell'evoluzione
positiva di tutta la vita intelligente, nel nostro sacro ambiente su
questo pianeta.

Per le sue doti d’intelligenza disarmante, profonda comprensione e
convinto pacifismo, il Dalai Lama è uno dei più rispettati leader
spirituali viventi. Nel corso dei suoi viaggi, ovunque egli si trovi,
supera ogni barriera religiosa, nazionale e politica, toccando il
cuore degli uomini con l'autenticità dei suoi sentimenti di pace e di
amore, di cui si fa instancabile messaggero.

****************

- Estratto da un insegnamento di S.S. il Dalai Lama -

(Mongolia - Agosto 1995)


"E' in particolare coltivando l'altruismo che si possono creare le
cause della felicità. Se al mattino rinnovo i voti del Bodhisattva e
coltivo un profondo altruismo, allora mi sento più coraggioso durante
tutto il giorno nell'affrontare le varie e diverse situazioni
quotidiane; mi sento più felice e più pacifico. La coltivazione
dell'altruismo è di grandissimo beneficio.

Poiché i benefici dell'altruismo si possono effettivamente
sperimentare nella vita quotidiana, cerco di utilizzare tutte le
opportunità per spingere anche le altre persone a coltivare una tale
aspirazione Lo sviluppo della mente altruistica è causa di molti
effetti positivi, quindi io stesso mi impegno e sprono le persone a
coltivare quest’attitudine interiore.

Se avete preso i voti del bodhisattva, dovete impegnarvi in questo
pensiero verso tutti quanti gli esseri senzienti, cercare di coltivare
quella mente che desidera aiutare tutti gli esseri.

Mai nutrire sentimenti di malevolenza nei confronti degli altri,
aiutare le persone che hanno bisogno, cercare di vivere una vita in
armonia con le altre persone: questi sono gli addestramenti più
importanti."

*****************

- Dichiarazione di Sua Santità il Dalai Lama sul Panchen Lama,
(rilasciata a Dharamsala, India) 29 novembre 1995 -

La ricerca e il riconoscimento della reincarnazione del Panchen Lama è
un affare religioso.

A causa della storica e tradizionale relazione, unica tra i Dalai Lama
e i Panchen Lama, ho condotto tutte le necessarie procedure religiose
con grande cura e stabilito Gedhun Choekyi Nyima quale reincarnazione
del precedente Panchen Lama. Pertanto il mio riconoscimento di questa
reincarnazione non può essere cambiato.

In diverse occasioni negli anni passati ho contattato il governo
cinese su questo tema senza successo. Il mese scorso ancora una volta
ho rivolto un appello diretto al presidente cinese, Jiang Zemin,
affinché il suo governo estendesse il suo riconoscimento al giovane
Panchen Lama. Ho sperato che un mio appello personale potesse
facilitare un gesto di buona cooperazione da parte del governo cinese.

Sfortunatamente il governo cinese ha scelto di politicizzare questo
argomento e ha designato un Panchen Lama rivale. Per stendere un velo
di legittimazione religiosa hanno obbligato degli anziani Lama
tibetani e dei monaci a partecipare alla conferenza tenuta a Beijing
sotto stretta sorveglianza e segretezza. È triste per me ancora una
volta vedere che i sentimenti religiosi del mio popolo sono stati
profondamente colpiti e offesi.

In questo momento la vita di Gedhun Choekyi Nyima e il suo specifico
addestramento religioso è di particolare preoccupazione per me. Non è
stato visto da mesi in pubblico e sembra che sia detenuto da qualche
parte in Beijing.

Pertanto mi appello a tutti i governi e le organizzazioni religiose e
dei diritti umani affinché il loro intervento assicuri la salvezza e
la libertà del giovane Panchen Lama.estremamente qualificata, per essere formato spiritualmente e
preparato a dirigere il paese.

Nel 1949 la Cina invade il Tibet e il popolo tibetano reclama
l’assunzione dei pieni poteri da parte del Dalai Lama che è ancora
adolescente. Molto presto, a dispetto di tutti gli sforzi compiuti per
un dialogo aperto, egli comprende che un’intesa fra la Cina e il Tibet
si rende più che mai difficile. Rifiuta tuttavia ogni lotta armata,
certo che le conseguenze potrebbero essere catastrofiche e rimane
fedele all’intento del Buddha, facendosi portavoce di un’assoluta non
violenza. Sorge comunque una resistenza organizzata e si moltiplicano
gli attacchi dei combattenti per la libertà, presto seguiti da
repressioni senza pietà da parte della Cina.

E’ in questo clima particolarmente teso che Tenzin Ghiatso supera
brillantemente il suo dottorato in studi buddhisti e riceve il titolo
universitario più elevato: ghesce larampa.

Qualche giorno più tardi i cinesi gli tendono una trappola: temendo
per la vita del suo Capo, il popolo tibetano si raggruppa davanti al
Palazzo d’estate del Dalai Lama, il Norbulinka. I cinesi si preparano
ad attaccare la folla e a bombardare la città. Il Dalai Lama deve
rassegnarsi a fuggire sperando così di evitare un massacro…che ha
luogo nonostante tutto. Pandit Nerhu lo accoglie calorosamente e gli
offre asilo politico in India, così come lo offre agli ottantamila
tibetani in fuga dalle persecuzioni cinesi.

Oggi il Dalai Lama risiede in Dharamsala, un villaggio situato
nell’Himalaya indiana, da dove dirige il governo in esilio, continua a
insegnare il buddismo e si sforza di responsabilizzare gli altri paesi
e l’ONU alla causa del Tibet e della pace. Egli non tornerà nel suo
paese sino a quando non sarà in grado di garantire la felicità dei
tibetani. Nel dicembre 1989 Sua Santità ha ricevuto il Premio Nobel
per la pace in omaggio alla sua battaglia non violenta per la libertà
della sua terra.

Ha dichiarato pubblicamente che non assumerà alcuna posizione
ufficiale in un futuro Tibet libero, al fine di facilitare
l’instaurazione e lo sviluppo di una sana democrazia. Lungi
dall’essere un idealista dai dolci sogni (n’è una prova la sua
attitudine realistica e pratica) il Dalai Lama crede all’edificazione
di un mondo più pacifico, più umano e più bello.

Dice di lui Robert Thurman, professore della Cattedra Je Tzong Khapa
di studi indo-tibetani alla Columbia University: Sua Santità Tenzin
Gyatso, 14° Dalai Lama del Tibet, possiede varie identità principali.
E' un monaco buddhista nell'ordine religioso fondato da Buddha
Shakyamuni intorno al 525 a.C. e riportato alla sua integrità, in
Tibet, da Lama Tzong Khapa nel 1400. E' una reincarnazione del Buddha
Avalokiteshvara, una manifestazione illuminata della compassione
universale. E' il re del Tibet, tragicamente in esilio dal 1959,
quindi il difensore dei diritti e delle libertà del suo popolo. E'
anche un maestro vajra dei mandala esoterici del tantra dello yoga
supremo, specialmente del Kalachakra (la ruota del tempo), quindi
profondamente e forse profeticamente coinvolto nell'evoluzione
positiva di tutta la vita intelligente, nel nostro sacro ambiente su
questo pianeta.

Per le sue doti d’intelligenza disarmante, profonda comprensione e
convinto pacifismo, il Dalai Lama è uno dei più rispettati leader
spirituali viventi. Nel corso dei suoi viaggi, ovunque egli si trovi,
supera ogni barriera religiosa, nazionale e politica, toccando il
cuore degli uomini con l'autenticità dei suoi sentimenti di pace e di
amore, di cui si fa instancabile messaggero.

****************

- Estratto da un insegnamento di S.S. il Dalai Lama -

(Mongolia - Agosto 1995)


"E' in particolare coltivando l'altruismo che si possono creare le
cause della felicità. Se al mattino rinnovo i voti del Bodhisattva e
coltivo un profondo altruismo, allora mi sento più coraggioso durante
tutto il giorno nell'affrontare le varie e diverse situazioni
quotidiane; mi sento più felice e più pacifico. La coltivazione
dell'altruismo è di grandissimo beneficio.

Poiché i benefici dell'altruismo si possono effettivamente
sperimentare nella vita quotidiana, cerco di utilizzare tutte le
opportunità per spingere anche le altre persone a coltivare una tale
aspirazione Lo sviluppo della mente altruistica è causa di molti
effetti positivi, quindi io stesso mi impegno e sprono le persone a
coltivare quest’attitudine interiore.

Se avete preso i voti del bodhisattva, dovete impegnarvi in questo
pensiero verso tutti quanti gli esseri senzienti, cercare di coltivare
quella mente che desidera aiutare tutti gli esseri.

Mai nutrire sentimenti di malevolenza nei confronti degli altri,
aiutare le persone che hanno bisogno, cercare di vivere una vita in
armonia con le altre persone: questi sono gli addestramenti più
importanti."

*****************

- Dichiarazione di Sua Santità il Dalai Lama sul Panchen Lama,
(rilasciata a Dharamsala, India) 29 novembre 1995 -

La ricerca e il riconoscimento della reincarnazione del Panchen Lama è
un affare religioso.

A causa della storica e tradizionale relazione, unica tra i Dalai Lama
e i Panchen Lama, ho condotto tutte le necessarie procedure religiose
con grande cura e stabilito Gedhun Choekyi Nyima quale reincarnazione
del precedente Panchen Lama. Pertanto il mio riconoscimento di questa
reincarnazione non può essere cambiato.

In diverse occasioni negli anni passati ho contattato il governo
cinese su questo tema senza successo. Il mese scorso ancora una volta
ho rivolto un appello diretto al presidente cinese, Jiang Zemin,
affinché il suo governo estendesse il suo riconoscimento al giovane
Panchen Lama. Ho sperato che un mio appello personale potesse
facilitare un gesto di buona cooperazione da parte del governo cinese.

Sfortunatamente il governo cinese ha scelto di politicizzare questo
argomento e ha designato un Panchen Lama rivale. Per stendere un velo
di legittimazione religiosa hanno obbligato degli anziani Lama
tibetani e dei monaci a partecipare alla conferenza tenuta a Beijing
sotto stretta sorveglianza e segretezza. È triste per me ancora una
volta vedere che i sentimenti religiosi del mio popolo sono stati
profondamente colpiti e offesi.

In questo momento la vita di Gedhun Choekyi Nyima e il suo specifico
addestramento religioso è di particolare preoccupazione per me. Non è
stato visto da mesi in pubblico e sembra che sia detenuto da qualche
parte in Beijing.

Pertanto mi appello a tutti i governi e le organizzazioni religiose e
dei diritti umani affinché il loro intervento assicuri la salvezza e
la libertà del giovane Panchen Lama.

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