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SCHEDA ARTICOLO N. «01709»

CLASSIFICAZIONE: 4
TIPOLOGIA: CONGENERE
AUTORE: DR MARIO RIZZI
TITOLO: ALLA SCOPERTA DI ANTICHE VERITA' (3)
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TESTO ARTICOLO

Viviamo in un'epoca di estremismi e di contrasti impressionanti in cui
le più straordinarie scoperte scientifiche nel Regno Materiale
coincidono con quelle ancora più sorprendenti del futuro della
Coscienza. Ma se le prime sembrano reali scoperte, le seconde non sono
altro che riscoperte della Conoscenza degli Antichi.
Infatti realizziamo poco alla volta che gran parte di questa
conoscenza scartata dai razionalisti come semplice superstizione, non
può essere ignorata o negletta in modo così sistematico e che i
fenomeni supernormali (paranormali), prima attribuiti all'intervento
sporadico della divinità, erano solo manife-stazioni di forze
naturali, in mano a coloro che le sapevano manipolare o facoltà
percettive ancora so-pite nella maggior parte degli uomini.

Così, quello che una volta era chiamato con devozione "miracolo", è
oggi considerato più freddamente come un caso di chiaroveggenza,
chiarudienza, mesmerismo ipnotico, guarigione metafisica o magne¬tica,
secondo le circostanze.

L'uomo ha scoperto che queste facoltà sono in lui e possono essere, in
parte, sia ereditate sia scientificamente sviluppate grazie agli
insegnamenti di un maestro qualificato. In tal caso è possibile
provare a se stesso con le sue proprie percezioni l'esistenza dei
piani superfisici, stati superiori di co-scienza, delle molteplici
entità disincarnate e dei numerosi poteri e potenzialità di cui aveva,
fino ad allora, ignorato l'esistenza. Attendendo di possedere queste
facoltà, fa dipendere la sua conoscenza dalla testimonianza di coloro
che le hanno acquisite, nello stesso modo in cui accetta come vere le
testimonianze scientifiche degli scienziati sull'astronomia, o altri
fenomeni scientifici che non ha il desiderio o la possibilità
materiale di scoprire da solo.
In una parola la scienza occulta è, nel minimo dettaglio, altrettanto
scientifica di quella della materia ed il fatto che ci siano
occultisti mediocri, indifferenti o fraudolenti non può rimettere in
ogni modo in causa la Verità stessa.

La Verità è unica (4)

... esiste una unità di fondo di tutte le religioni; non vi è
differenza fra le verità professate dalle varie fedi che il mondo si
evolve, sia esteriormente sia inte¬riormente, secondo il medesimo
procedimento e che tutte le Scritture riconoscono una sola Meta.
Eppure questa verità fondamentale non è facilmente compresa. Il
disaccordo esistente tra le diverse religioni, e l'ignoranza umana,
rendono quasi impossibile sollevare il velo e intravedere questa
grande verità. Le varie confessioni religiose alimentano l'ostilità e
le divergenze, mentre l'ignoranza accentua il divario che separa una
fede dall'altra. Solo pochi esseri particolarmente dotati riescono a
sottrarsi all'influenza del proprio credo e a scorgere l'identità
perfetta delle verità sostenute da tutte le grandi religioni.

Definizione della "spiritualità" (5)

Noi diamo al vocabolo "spirituale" un significato ampio. Non parlo qui
di verità religiose; le varie formulazioni che ci provengono da
teologi ed ecclesiastici appartenenti alle grandi organizzazioni
reli¬giose, sia orientali che occidentali, possono essere vere o meno.
Usiamo la parola "spirituale" per intendere quel mondo di luce e di
bellezza, di ordine e di proposito, del quale parlano le sacre
Scritture, quel mondo che è oggetto di attenta ricerca da parte degli
scienziati e in cui sono sempre penetrati i pionieri della famiglia
umana, per tornare poi a narrarci le loro esp¬rienze.
Consideriamo spirituali tutte le manifestazioni della vita, ed
estendiamo così il significato usuale di questa parola, in modo che
includa le ener¬gie e le potenze che sono alla base di ogni forma
della natura e conferiscono loro le qualità e le caratteristiche
essenziali.

La vita spirituale non consiste... (6)

La vita spirituale non consiste nell'andare in chiesa, accendere ceri,
confessarsi, dare qualche spicciolo ai poveri e mormorare qualche
preghie¬ra. No, la vera spiritualità è una qualità della vita e
sottin¬tende un contatto con la vita celeste, pura, armoniosa,
perfetta. Infatti "spirituale" significa che lo spirito si manifesta,
che la Divinità si manifesta.

Ora, spesso sono le forme che occupano il primo posto senza che il
contatto con lo spirito sia stabilito. Si incontrano dei sedicenti
spiritualisti che hanno tutto tranne lo spirito. In questi casi
vedrete delle commedie, delle messe in scena, ma lo spirito sarà
assente. Quando lo spirito si manifesta, apporta la nuova vita, una
vita che fluisce, che purifica, che risuscita. Quando un essere umano
è animato dallo spirito, anche se non fa' nulla, anche se non dice
nulla, si sente che in lui lo spirito è presente.

Lo scopo finale (7)

... lo scopo di tutte le autentiche discipline religiose, o dello
Yoga, è condurre l'individuo al punto in cui egli vedrà, e saprà, di
per se stesso la realtà delle cose. Non è costringere la gente a ciò
che si considera essere una buona condotta, anche se la condotta
stessa, con la crescita della conoscenza interiore, deve
inevitabilmente diventare "buona" e sociale.
Molti metodi sono stati usati per addestrare la gente, ogni religione
accentuando un qualche aspetto particolare delle direttive, e ognuna
avendo, anche nel proprio ambito, variazioni senza fine di tali
aspetti. In tutte, però, e in qualsiasi modo ciò venga espresso,
l'essenziale è che l'essere individuale deve essere cambiato in modo
che l'identità personale, così come la messa a fuoco della sua
coscienza, vengano sostituite da qualcosa che va oltre l'ego
separatista intorno al quale, di norma, sono accentrate le nostre
vite.
In taluni casi viene richiesta l'osservanza di un rituale e di azioni
esteriori, anche in misura esagerata. In altri si dice che la verità
esiste e può essere trovata soltanto mediante la meditazione e una
elabora¬zione inte¬riore. In alcuni il tema centrale è la devozione a
un dio o a un Maestro; in altri è detto che l'igno¬ranza, o la
conoscenza parziale, sono la causa del nostro "estraniamento" dalla
realtà ultima.
Comunque per tutte il punto culminante è il principio che fino a
quando viviamo focalizzati sul nostro sé personale, identificandoci a
ciò che chiamiamo l'Io e che consideriamo come scisso da una
qualun¬que "esistenzialità" universale, restiamo nel buio, meglio,
rimaniamo ciechi alla Luce che è sempre presente intorno a noi.

Lo spiritualista può essere ricco quanto il Signore (8)

Se lo spiritualista ha una coscienza vasta e illuminata, è ricco
quanto il Signore, poiché si sente figlio Suo e Suo erede. Mentre il
materialista che non si riconosce erede di Dio, si crede soltanto
erede di suo padre, del nonno o dello zio, ed è ben poca cosa. Lo
spiritualista è colui che si considera un erede di Dio, sapendo che la
ric¬chezza si trova nella sua coscienza. Fino a che non penserete in
questo modo, sarete poveri e miserandi.

Se amate la vita spirituale... (6)

Se amate la vita spirituale, se non l'abbandonate mai, qualsiasi
vostra difficoltà si trasformerà in suc-cesso, in vittoria. Ma se, per
sfortuna, decideste di lasciare la vita spirituale perché vi impedisce
di realizzare nel mondo qualcosa di più interessante, siete
naturalmente liberi di agire come più vi piace; presto però vedrete
l'enormità del vostro errore e di che cosa vi siete privati.

La vita spirituale è un contatto coi mondi superiori, un rapporto
grazie al quale imparate a progredire anche a vostra insaputa. Se
interrompete questo legame siete perduti, perché vi ponete fuori dalla
luce.

Se finora non avete ottenuto grandi vittorie, ciò è dovuto al fatto
che ancora non avete veramente spe¬rimentato la potenza dello spirito.
Incominciate a credere in questo potere, e scoprirete quanto è reale.
Più tempo passerà e più lo vedrete manifestarsi in tutto il suo
splendore.

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