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SCHEDA ARTICOLO N. «01782»

CLASSIFICAZIONE: 5
TIPOLOGIA: AFFINE
AUTORE: MARCELLA DANON
TITOLO: LIBERI DI CAMBIARE!
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TESTO ARTICOLO

Liberi di cambiare!

di Marcella Danon

Del cervello utilizziamo la parte più meccanica, che collega
esperienze ed emozioni e in situazioni simili ripropone lo stesso
disco. Ma possiamo riconoscere gli automatismi e mettere in atto la
nostra libertà.

Siamo vittime del destino, della società, della nostra educazione,
della nostra pigrizia, o siamo persone dalle molteplici risorse in
grado di decidere come affrontare la vita?

C'è chi pensa che esiste un destino ineluttabile che ha deciso, a
priori, tutto per noi, e non si chiede neppure se la sua vita gli
piace io meno, dando per scontato che non potrebbe essere che così.
C'è chi pensa, altrettanto deterministicamente, che è il risultato
delle nostre azioni passate, anche compiute in supposti passati
remoti, a influire sulla qualità del nostro destino, coltivando una
concezione che nella tradizione indiana si chiama karma e che, secondo
la legge causa-effetto prevede che ogni nostro operato si ripercuota
direttamente o indirettamente su di noi, in questa o in altre vite,
per chi crede nella reincarnazione naturalmente.

Entrambe le posizioni anche se apparentemente opposte - in una è
responsabile della nostra vita un impersonale destino, nell'altra, pur
se inconsapevolmente, siamo responsabili noi - finiscono col
trasformarsi in un atteggiamento fatalista e passivo, in cui non c'è
molto spazio per un reale cambiamento. Forse esiste ancora un gruppo
tra i fatalisti, quelli che si accontentano di lasciare che la loro
vita prenda direzioni casuali e sono convinti che tutto ciò che
succede sia comunque casuale, accontentandosene.

Il libero arbitrio è più impegnativo. Presuppone che sia il presente e
non il passato, il momento determinante per la qualità del futuro.
Presuppone un atteggiamento più elastico e responsabile in cui si
riconosca che, simbolicamente parlando, il 50% degli eventi che ci
troviamo a dover affrontare, non dipendono da noi, ma dalla vita
stessa (senza entrare poi in merito a presunti passati remoti, che
sono comunque al di fuori della nostra portata), ma l'altro 50%
dipende da noi, dalla modalità con cui affrontiamo il presente, dal
tipo di pensieri che coltiviamo, che a loro volta si riflettono nel
modo in cui ci comportiamo e quindi sulle risposte che gli altri ci
danno e sulle situazioni che di fatto si creano.

La nostra mente è uno strumento elaboratissimo che a seconda di come
lo utilizziamo ci fornisce risultati di diversa qualità. Una delle sue
funzioni, necessarie alla sopravvivenza, è quella di immagazzinare gli
apprendimenti relativi a determinate situazioni, in modo da saper
riproporre ogni volta lo stimolo adeguato alla situazione
corrispondente. Automatizziamo così lo stimolo a fermarci quando il
semaforo è rosso, a cambiare la marcia della nostra auto quando il
motore sale di giri, ma automatizziamo anche l'abitudine, appresa
nell'infanzia, ad assumere atteggiamenti seduttivi per ottenere ciò
che vogliamo, a nascondere la rabbia e a

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