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SCHEDA ARTICOLO N. «01869»

CLASSIFICAZIONE: 2
TIPOLOGIA: BUDDISMO
AUTORE: LORENZO ROSSELLO (LOBSANG THARCIN)
TITOLO: CREARE BUONE RELAZIONI CON IL MONDO
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TESTO ARTICOLO

Creare buone relazioni col mondo
del Ven. Lorenzo Rossello (Lobsang Tharcin)

Una meditazione buddhista semplice ma efficace per riflettere sulle
innumerevoli relazioni e interdipendenze che intrecciamo in ogni
istante con ogni essere e con ogni aspetto della vita. Viviamo immersi
in un oceano di relazioni.

Buddha Shakyamuni ha insegnato che la pace non può nascere sino a
quando non ne sviluppiamo personalmente le cause. Le vere cause della
pace vanno ricercate dentro di noi, non all'esterno dell'individuo.
Fuori si possono stabilire le condizioni favorevoli ma non le cause
sostanziali, che sono direttamente connesse con la mente e i fattori
mentali che l'accompagnano.

Sino a quando non riusciremo a eliminare completamente le emozioni
afflittive - l'ignoranza, l'attaccamento, l'odio... - e a generare
qualità virtuose quali l'amore, la compassione, la pazienza, la
saggezza, la nostra mente non potrà mai dimorare in uno stato duraturo
di pace e felicità.

Il sentiero interiore che Buddha Shakyamuni ha insegnato per
trasformare positivamente la mente degli individui va sviluppato
combinando due aspetti della pratica, chiamati metodo e saggezza.
Questi devono diventare uno il sostegno dell'altro.
Il metodo è la non-violenza (ahimsa) o compassione, mentre la
saggezza, la visione che sostiene tale metodo, è la comprensione
dell'interrelazione tra le cose, del loro sorgere dipendente.

Sorgere dipendente significa che ogni cosa si sviluppa e nasce in
relazione ad altre. Il significato pratico che va attribuito a tale
combinazione è che le nostre azioni di corpo, parola e mente non
devono manifestare violenza perché siamo interdipendenti. In breve,
non bisogna essere violenti perché la nostra felicità dipende dagli
altri, deriva dalle relazioni con altri esseri.

Dovremmo sederci in posizione di meditazione e considerare questa
realtà, riflettere e meditare su questo aspetto evidente del sorgere
dipendente, finché la sua verità non ci tocca il cuore e ci fa sorgere
un senso di gratitudine verso gli altri, unita alla consapevolezza che
tutti quanti siamo costantemente e profondamente interdipendenti.

Proviamo a riflettere, meditare e contemplare i seguenti pensieri, uno
dopo l'altro:

1. Siamo nati grazie a un padre e a una madre che ci hanno procreati.
Appena nati eravamo completamente indifesi e privi di autosufficienza:
grazie alle loro cure siamo potuti sopravvivere e crescere.

2. La nostra educazione è il risultato della gentilezza e della
pazienza di un maestro o di una maestra, dei professori con i quali ci
siamo relazionati nel corso dei nostri studi scolastici. Anche la
nostra conoscenza è un risultato del sorgere dipendente, in quanto
deriva dai libri, dagli insegnanti e dalle relazioni con i compagni di
scuola: è con loro che giornalmente ci siamo confrontati per
verificare la validità dei nostri punti di vista e per mettere in
discussione le nostre certezze.

3. Ogni momento di felicità, ogni esperienza positiva, ha comportato
sempre una relazione interpersonale. Pensiamo alle amicizie, al
rapporto di coppia, a un nucleo familiare, alla relazione
maestro-discepolo...

4. Ogni cosa o bene che utilizziamo è il risultato di una qualche
forma di gentilezza da parte di altri esseri. La carne che mangiamo e
il latte che beviamo derivano dalla generosità delle mucche. Le scarpe
di pelle che usiamo, le maglie di lana che indossiamo, sono state
prodotte grazie agli animali che hanno fornito la loro pelle e la loro
lana. Gli ortaggi, la frutta e i cereali e sono il frutto del duro
lavoro dei contadini. Ogni tipo di macchinario e utensile che
utilizziamo è il risultato di ore e ore di lavoro di operai,
impiegati, dirigenti, manager e industriali. Le case in cui viviamo e
che proteggono il nostro corpo dal caldo, dal freddo e dall'azione
disturbante degli elementi, sono anch'esse il risultato del lavoro di
altri esseri umani: muratori, falegnami, ingegneri, architetti e così
via.

5. Lo stesso ambiente nei suoi molteplici aspetti, che molte volte
consideriamo solo panoramici - i laghi, le montagne, i boschi, il mare
- impegna tutti gli esseri in una relazione di sorgere dipendente,
poiché è il sostegno della nostra esistenza. A chi non piacerebbe
vivere in ambienti puliti, armoniosi e incontaminati, che anche il
solo osservarli calma e apre la mente? Per tali ragioni la loro
salvaguardia è necessariamente una responsabilità dell'individuo e
della collettività.

Questa riflessione analitica, coltivata considerando gli innumerevoli
aspetti positivi del rapporto di interdipendenza, ci porta a
comprendere a fondo l'importanza di sviluppare un'azione non-violenta
nei confronti di tutti gli esseri e verso lo stesso ambiente, unita a
un senso di amore e compassione.

Ven. Lorenzo Rossello (Lobsang Tharcin)

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