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SEZIONE: ź DIZIONARIO ESOTERICO ╗

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DIZIONARIO ESOTERICO SCHEDA N. ź01035╗

TERMINE: INDUISMO
DEFINIZIONE:

Rappresenta l'aspetto pi¨ recente della religione dell'India, strettamente collegato al brahmanesimo (v.) ed alla pi¨ remota etÓ vedica. L'I. rappresenta sia la fase moderna di una dottrina non solo religiosa in senso stretto, sia il complesso di credenze in cui si riconosce la grande maggioranza degli ind¨, anche se con motivazioni diverse. Riallanciandosi all'ortodossia vedica, si contrappone alle religioni "eretiche" del buddhismo e del jainismo. La sua nascita risale alla fine del VII secolo, quando si diffusero le correnti del culto di Visn¨ e di Siva, principi della conservazione e del dissolvimento. La crescita dell'I. venne molto influenzata dalla penetrazione dell'islamismo in India. Visnuismo e sivaismo rappresentarono la risposta della cultura autoctona al monoteismo dell'invasore. L'I., nel tentativo di contrastare l'avanzata islamica, istituý una minuziosa casistica dei rapporti intercorrenti tra il fedele ed il Dio personale (istadeva), appoggiandosi anche ai miti ed ai riti naturalistici degli antichi Munda (v.) e Dravidi (v.), oltre che al brahmanesimo. Strumenti principali della formazione dell'I. furono l'orientamento devozionale (bhakti) e la dottrina secondo cui gli dei superiori potevano "discendere" in figure divine pi¨ vicine all'uomo, od incarnarsi direttamente come uomini (avatara). Krsna (v.) venne considerato la manifestazione principale di Visn¨ e, presso alcune comunitÓ, finý con l'assumere un'importanza maggiore della propria matrice, dando origine alle forme pi¨ popolari della moderna societÓ indiana. Altro elemento recuperato e portato al pi¨ estremo sviluppo fu la componente ritualistica e liturgica, che domina ogni giornata dell'ind¨, specie se appartenente alle caste superiori. A fianco di Brahma, Siva e Visn¨, componenti la trimurti, godono di larga popolaritÓ il dio della saggezza Ganesa, raffigurato con testa d'elefante, il dio dell'amore Kama, in groppa ad un pappagallo, il dio solare Surya, il sovrano dell'oltretomba Yama, ed il protettore dell'universo Indra. Oltre alle sette visnuite e sivaite, hanno rilievo anche le comunitÓ saktiche, che pongono l'accento devozionale sull'aspetto energetico o trasformatore della divinitÓ, rappresentato dalla dea Durga o Kalý, sposa di Siva. I seguaci del saktismo si suddividono in due filoni: quello della mano destra, i cui assiomi danno vita a pratiche cultuali spesso di livello elevato e di autentico carattere ascetico, e quello della mano sinistra, incentrato su rituali d'ispirazione sessuale talvolta degenerati a livello orgiastico (v. Tantrismo). Rientrano nell'orbita induista anche la comunitÓ dell'Arua-Samaj, propugnatrice di un ritorno ai Veda, e parzialmente il Brahma-Samaj che, per il suo carattere ecclesiale, risulta estraneo alla mentalitÓ indiana. Il fedele ind¨ partecipa sia a cerimonie visnuite sia sivaite o saktiche sia ad altre ancora, non per ignoranza, superficialitÓ od indifferenza, ma per convinzione che ogni divinitÓ, contemporaneamente illusoria e reale, Ŕ l'approdo ed il punto di riferimento per chi desidera liberarsi dal vortice dell'esistenza (v. Samsara). Le forme rituali indiane sono essenzialmente tre: il culto pubblico, quale si svolge nei templi; la liturgia privata, che scandisce le tappe fondamentali dell'esistenza (nascita, matrimonio, iniziazione ai doveri ed ai diritti della casta, morte) oltre che i momenti salienti della giornata (preghiera del mattino, offerte agli dei ed agli spiriti degli antenati prima del pasto principale, preghiere della sera); i rituali segreti, limitati alle cerchie pi¨ interne delle diverse sette. Al primo accudiscono i brahmani (v.) per la parte liturgica, ed i sacerdoti non brahmani per i compiti di preparazione materiale ed assistenza; al secondo i brahmani od i capi famiglia; all'ultimo i sannyasin od i guru, o talvolta i sadhu, figure di religiosi che non sempre si identificano con gli yogin (v. Yoga).

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