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SEZIONE: « DIZIONARIO ESOTERICO »

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DIZIONARIO ESOTERICO SCHEDA N. «02136»

TERMINE: UMANESIMO
DEFINIZIONE:

Movimento culturale svoltosi tra il XIV ed il XV secolo, caratterizzato dallo studio appassionato delle lingue e delle letterature greca e latina, e quindi di tutta la civiltà classica, considerata fondamento di ogni progresso civile e spirituale dell’essere umano. L’U. storico raggiunge la sua compiutezza nel corso del XV secolo, ed il suo rigoglioso approdo nel Rinascimento, Il disprezzo per la cultura medievale e la necessità di un rinnovamento, sono tratti caratterizzanti dell’intellettuale umanista, che si distingue da quello del XIII secolo perché sente il bisogno di sottoporre a critica le nozioni tradizionali, di verificarle per mezzo di un’analisi razionale. Il tratto distintivo profondo del nuovo intellettuale è dunque lo spirito critico. Esso significa rivalutazione dell’uomo e della sua possibilità di comprendere e trasformare il mondo. L’U. nacque in Italia e si diffuse rapidamente in tutta l’Europa. I principali centri umanistici italiani furono a Firenze, a Roma ed a Napoli, dove operarono anche importantissime accademie. Precursore dell’U. fu il Petrarca, e fondatore del primo cenacolo umanistico fiorentino fu il suo seguace C. Salutati, che nel 1397 fece chiamare a Firenze il Crisolora per insegnarvi il greco. Di qui prese l’avvio la diffusione della conoscenza del greco, facilitata prima dalla scoperta di antichi testi greci ad opera dell’Aurispa, successivamente dal concilio di Ferrara e di Firenze (1438-39) per ricongiungere le due Chiese greca e latina. Questo che favorì la venuta in Italia di insigni grecisti, come il cardinale Bessarionr e G. Gemisto detto Pietone, ed infine dall’occupazione turca (1453), che costrinse ad emigrare in Italia altri illustri maestri come l’Argiroupulo, il Calcondila ed il Lascaris. Accanto al Salutati occorre ricordare N. Niccoli, L. Bruni, Pico della Mirandola e. soprattutto, il Ficino. Fondatore dell’accademia romana fu Pomponio Leto, ed a Roma risiedettero a lungo il Biondo ed il Valla, la personalità più inquieta dell’intero periodo. L’accademia napoletana, fondata da A. Beccadelli detto il Panormita, prese poi il nome di Pontaniana, in onore del suo socio più illustre, G. Pontano, che, con il Marullo, con il Poliziano e con il Sannazzaro, nell’ambito della produzione in latino è tra le voci poetiche più autentiche del secolo. Nella seconda metà del XV secolo si afferma l’U. volgare, che tende a conferire dignità classica alla lingua italiana. Si giunge così alla rinascita della poesia con il Poliziano, Lorenzo de’ Medici e Matteo M. Boiardo, mentre la prosa umanistica tocca il suo vertice con le opere del Sannazzaro e di Leon Battista Alberti. In posizione isolata e polemica rimase invece l’U. scientifico di Leonardo da Vinci. Tra gli studiosi stranieri basti ricordare il Budé, J. De Montreuil, N. de Clémanges e gli Estienne; gli inglesi W. Grocyn,e theodor Linacre, i tedeschi N. Cusano, g. reuchlin, F. Melantone, il catalano A. March; e soprattutto l’olandese Erasmo da Rotterdam (v.).

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