Corso yoga

A CURA DI E. N.

 

Preparazione al kriya yoga

Parte prima

 

 

   Questo è un corso di base allo Yoga. Generalmente lo Yoga viene insegnato nelle palestre, e viene presentato come un insieme di esercizi fisici, le famose posizioni. Ma, qui c'è altro, le posizioni qui non vengono insegnate, lo Yoga è qualcosa di più.

   Cos'è lo Yoga? E' difficile dare adesso una definizione teorica lo Yoga conviene provarlo. La definizione si capisce un pò alla volta mentre si sperimenta lo Yoga e mentre si sente che funziona. Ma cosa vuol dire funziona? Tu che leggi potrai realizzarlo per conto tuo. In parole povere tu sentirai che questi esercizi fanno bene.

   Nella prima parte parleremo del Pranhajama ossia dell'utilizzo del respiro nello Yoga , nella seconda parleremo del Mantrha ossia delle parole delle vibrazioni, del canto, nella terza parte avremo la fusione delle prime due.

   Nella quarta parte avremo un perfezionamento, in cui vengono aggiunte alcune cose che non vanno ad aumentare il tempo da dedicare alla pratica, ma solamente a renderla più profonda, sottile. Nella quarta parte non ci saranno delle tecniche in più, anche se così all'inizio potrà sembrare, ma verrà perfezionato quello già imparato nelle precedenti tre parti.

   Ogni esercizio che ti insegnerò è stato già sperimentato da me e da tante altre persone che ne hanno riscontrato gli effetti benefici. Queste lezioni non sono nate dal prendere un pò qua ed un pò là da vari libri e tecniche e messe poi assieme ma, dallo sperimentare e dall'andare a cogliere ciò che è essenziale. Qui non c'è niente di superfluo, qui ci sono cose semplici, dirette e che funzionano. Funzionano vuol dire che danno serenità, danno chiarezza alla mente e ti permettono di sperimentare qualcosa di più profondo che si chiama gioia.

   Naturalmente ci sono molti tipi di persone, a ciascuno possono bastare le prime tre parti, per altri non basteranno nemmeno tutte le quattro parti, ci vorrà qualcosa di più. Per me questo qualcosa di più si chiama Kriya Yoga di cui queste tecniche sono una preparazione.

   Ti invito fin da ora ad osservarti durante il giorno, a vedere, come io sostengo, se la tua esistenza assumerà un tono diverso, cioè se riuscirai a pensare in modo più limpido. Questo perchè se le cose che fai, anche dopo giorni o settimane, non ti danno nessun risultato, è chiaro che potrai dire che lo Yoga non serve a niente. Ma vedrai invece che i risultati ci sono, però devi osservarti e non devi pensare di ottenere cose stranissime come vedere delle luci, avere visioni di maestri ecc. . . No, io ti dico solamente che constaterai che qualche cosa nella tua mente cambia , cambia nel senso che la tua mente diventa più limpida, c'è più serenità.

   Oggi impareremo tre esercizi :

   i piegamenti, che è un esercizio fisico ma che va vissuto internamente, ossia ha un immediato effetto sulla psiche.

   Il secondo esercizio si chiama Nadi Sodana, ossia pulizia delle Nadi attraverso la respirazione a narici alternate.

   Il terzo si chiama Uggiai, e consiste in una respirazione molto semplice.

   I primi due esercizi porteranno un equilibrio nei due emisferi del cervello. E' noto che l'emisfero sinistro de cervello è in relazione con la parte destra del corpo ed è quella parte che si occupa della sfera razionale, del riconoscimento, dei concetti espressi attraverso le parole, in generale lo chiameremo la parte maschile del cervello. Il lobo destro è collegato con la parte sinistra del corpo ed legato alla sensibilità, alle emozioni, ai sogni, che noi chiameremo la parte femminile.

   I primi due esercizi andranno a stimolare entrambi queste due parti e di seguito a creare un equilibrio tra di loro.

   Il terzo esercizio potrà funzionare nel senso di portare profondità.

   Il Pranhajama è quella parte dello Yoga che si occupa del respiro. Usare il respiro per fare un lavoro su di noi, è indubbiamente il più grande segreto dello Yoga.

   Subito dopo come importanza dei segreti c'è il Mantrha.

   L'uomo in passato si è accorto che respirando in un modo particolare si può indurre un particolare stato della mente che per definirlo noi usiamo le parole calma, serenità. Da questa semplice osservazione è stata sviluppata un'arte, quella del respiro e della quale ora ti comunico le cose più efficaci, sul Pranhajama infatti si potrebbero insegnare almeno una ventina di esercizi di respirazione ognuno dei quali avrebbe uno scopo ed un senso.

   Ma qual'é la realtà? Se tu impari venti esercizi li farai solo alcune volte e poi non li farai più, non possiamo infatti portarci avanti nella vita la croce di dover fare ogni giorno venti esercizi diversi, bisogna essere obbiettivi. Quindi impareremo i più importanti, quelli che funzionano subito e di cui si vede l'effetto , poi li perfezioneremo con il Mantrha .

ESERCIZIO: I PIEGAMENTI

   Per questo esercizio non è necessario essere capaci di fare la posizione a gambe incrociate, l'importante è tenere la schiena diritta, si può anche essere seduti su di una sedia.

   La descrizione che farò di questo esercizio deve essere logicamente diversa per chi lo fa sul pavimento e per chi lo fa sulla sedia. Lo spiegherò come se tu fossi sul pavimento ossia sul tappeto poichè questa è la forma tipica dell'esercizio, tuttavia tu potrai adattare queste istruzioni anche se lo fai sulla sedia in quanto il concetto è sempre quello. Questo esercizio riesce anche bene se si è accovacciati nella posizione che i Musulmani usano per pregare, cioè seduti sui talloni.

   Tu inali, poi ti pieghi con la fronte fino a toccare il pavimento, a questo punto respirerai normalmente, le mani saranno appoggiate dove più ti è comodo.

Se lo si sta facendo seduti si cercherà di arrivare con la fronte al livello delle ginocchia o quasi. Possibilmente tra le ginocchia ci deve essere molto spazio. In questa posizione mentre stai respirando normalmente già qualcosa avviene, già comincia una trasformazione, tu senti la forza, il sangue che circola in più nella zona frontale del cervello.

   A questo punto, lasciando ferme le gambe, spostarsi con la testa e quindi anche con la schiena verso il ginocchio destro e cercando di arrivare con l'orecchio destro il più vicino possibile al ginocchio destro, mentre la faccia sarà rivolta verso il centro ossia con l'orecchio sinistro in alto .

   Come già detto in questo esercizio le mani sono dove più ti è comodo, anzi dove più ti sono utili , quindi se sei sulla sedia userai le mani per reggerti in modo tale da non perdere l'equilibrio.

   La pressione che prima sentivi sulla fronte ora dovresti sentirla sul lato destro , sia del cervello che della faccia. Mentre la faccia è vicina al ginocchio la respirazione dovrà essere normale, cerca di sentire questa sensazione di forza, di pressione. Rimani alcuni secondi in tale posizione poi ritorna nella posizione di partenza, quella centrale, di nuovo con la fronte sul pavimento, ed effettuare l'esercizio sull'altro lato, ossia portati con l'orecchio sinistro verso il ginocchio sinistro mentre la faccia guarda verso destra.

   Ritorna ora nella posizione di partenza e vieni su inalando e, quando sei con la schiena diritta fai una bella esalazione, indifferentemente con il naso o con la bocca.Ora non ti chiedo di concentrarti in qualche punto particolare ma, solamente di sentire il cambiamento. Cosa vuol dire cambiamento? Vuol dire che se tu hai iniziato a fare l'esercizio in uno stato di stanchezza, pieno di pensieri di preoccupazioni, leggermente agitato, adesso noti che queste cose se ne sono andate, adesso sei più calmo.Rimani alcuni secondi così e poi ripeti l'esercizio ancora due volte, quindi complessivamente l'esercizio va fatto tre volte.

Quando lo perfezioneremo lo faremo un pò più rapidamente e lo faremo quindi sei volte.

   La maggior parte delle persone hanno detto che questo esercizio rimarrà sempre il più bello ed il più efficace di tutti, per cui è giusto che tu gli dedichi alcuni minuti e che tu lo faccia lentamente per sentirne gli effetti.

 

ESERCIZIO NADI SODANA PRANHAJAMA

   Vuol dire pulizia delle Nadi che sono dei canali di energia. Qui ci occuperemo solo di due Nadi che sono alla sinistra e alla destra della spina dorsale. Questi due canali verranno puliti perchè noi respireremo in un modo particolare attraverso il naso e, siccome queste Nadi sono collegate con le narici, noi veramente andremo a pulire queste Nadi provocando un enorme effetto di equilibrio sulla nostra coscienza.

   Usando le mani chiuderemo una narice e respireremo con l'altra e così alternativamente.

Inaliamo attraverso la narice sinistra ed esaliamo attraverso quella destra poi, inaliamo attraverso la destra ed esaliamo attraverso la sinistra. Questo è un giro completo e quando lo facciamo diremo che abbiamo fatto un Nadi Sodana.

Questo esercizio va fatto dodici volte.Chiaramente le mani devono servire per tappare la narice che in quel momento non sta inalando.

   Bisogna fare anche una premessa, le narici devono essere libere o abbastanza libere. Se si è affetti da un fortissimo raffreddore è chiaro che questo esercizio non va fatto ma, si deve attendere che il raffreddore passi. La situazione più comune è che le narici mai sono completamente libere, sono una abbastanza libera mentre l'altra è quasi chiusa. Questa è la realtà con la quale facciamo i conti, quindi è anche vero che se vuoi aspettare di avere le due narici completamente libere, questo esercizio non potrai mai farlo.

   Se tu insisterai nel fare l'esercizio, anche pur non essendo nelle condizioni ideali, comunque avverrà in te un mutamento in cui le narici saranno sempre pi— aperte ma, la grande cosa è che questo avrà un effetto sulla psiche, ossia sarai sempre più equilibrato.

   Se per caso si ha per casa un pò di Vix, prenderne appena un pò e allargando le narici respirare profondamente inalando questa essenza che è a base di eucalipto. Con il pollice della mano destra prova a chiudere la narice destra inalando attraverso la narice sinistra, se non riesci prova ad allargarla. Poi cambiare la posizione delle mani chiudendo questa volta la narice sinistra con il pollice della mano sinistra ed inalando con la narice destra. Poi ancora inalare subito con la narice destra esalando poi con la sinistra.

   L'esercizio non dovrebbe essere per niente difficile ed è questo lo schema da usare sempre.

Questo esercizio va ripetuto per dodici volte.Mentre lo fai dovresti riuscire a sentire un senso di rilassamento, il piacere di sentire il fresco dell'aria che entra dentro, il tepore dell'aria che esce. Cerca di rendere il respiro il più possibile tranquillo, cioè fai delle inalazioni e delle esalazioni tranquille, lunghe, l'esercizio è dolce non va fatto in fretta e furia, non ti devi sforzare troppo, deve diventare qualcosa di bello.

   Questo Pranhajama va fatto dodici volte al giorno, se te la senti, aumenti di uno al giorno fino ad arrivare a ventiquattro, non ha nessun senso andare oltre, infatti quando sei equilibrato basta e devi passare all'altro esercizio che vedremo in seguito.

   Se hai del tempo in più, quello devi usarlo dopo gli esercizi di respirazione per quella che noi chiameremo la meditazione.

   Sul Nadi Sodana penso di averti detto tutto. Troverai comunque delle descrizioni un pò diverse sui vari libri, ad esempio sui vari libri insegnano a trattenere (di questo parleremo nella quarta parte dedicata all'approfondimento), a tenere il respiro per dei tempi particolari.

   Qui ti insegno a tenere inalazioni ed esalazioni grosso modo uguali, sui libri potrai trovare che usano le mani e precisamente quella destra in un particolare Mudrha, cioè tengono l'indice ed il medio della mano destra piegati sul palmo della mano, e quindi, usano solamente il pollice, l'anulare ed il mignolo per lavorare sulle narici. Con un pò di abilità riuscirai anche tu a farlo.

   Questo è un Mutrha ma, se si è capita la meccanica dell'esercizio, non è importante avere padronanza di questo Mudrha, per perfezionare l'esercizio bisogna semplicemente far si che diventi bello, che diventi gradevole e ciò, per esperienza, viene quando tu senti il fresco, il tepore del respiro ed anche un pò il suono.Sul suono avremo modo di parlare con la spiegazione del prossimo esercizio: l'Uggiai dove il suono acquisisce un ruolo fondamentale.

ESERCIZIO UGGIAI PRANHAJAMA

 

   Questo si fa respirando liberamente attraverso il naso. Quindi avendo fatto l'esercizio numero due in cui le narici sono state entrambe pulite, aperte, adesso il respiro fluirà liberamente attraverso entrambe, e quindi potrai veramente goderti questo terzo esercizio.

   L 'unica cosa che devi imparare è a produrre un certo suono nella gola. Questo suono non ha nulla d misterioso, è semplicemente l'attrito dell'aria che passa attraverso la gola producendo un rumore, ciò perchè la gola viene leggermente contratta. Esiste anche un trucco per produrlo, e consiste nel tenere la lingua rivolta indietro, questo può chiamarsi Bebi Kechari Mudrha (da non confondersi con il Kechari Mudrha che è una cosa molto più sottile, molto più difficile e complicata).

   Tenere la lingua indietro dilata la gola e quindi questo suono viene fuori molto più facilmente. Se non riesci a fare il rumore, comunque ti verrà spontaneo dopo qualche giorno, addirittura se io non dessi questa istruzione, dopo qualche giorno il rumore viene da solo istintivamente. Fare una respirazione completa. Quindi inizia ad inalare dilatando la parte bassa dei polmoni cioè buttando in fuori la pancia, poi allargando il torace e poi cerchi di respirare anche nella parte alta dei polmoni.      Praticare l'esercizio senza contrarre eccessivamente il collo, senza che si formino queste vene nel collo come quando uno fa proprio uno sforzo fisico. Deve essere bello e confortevole. Quando espiri, svuoti la parte alta , poi la parte media ed infine la parte bassa.Una inalazione ed una esalazione formano un respiro completo. Questo esercizio si può farlo da dodici a ventiquattro volte già da subito, poi si può aumentare fino ad un massimo di trentasei volte. Mentre lo si fa la mente prova una sensazione di pace, di leggerezza, l'esercizio diventa veramente piacevole tanto da voler continuare a farlo. Tuttavia io ti insegnerò quanto è ancor più bello stare un pò di minuti a gioire dell'effetto.

   E' sconsigliabile, invece, appena averlo finito alzarsi ed andare, è bene che questi esercizi servano a qualcosa, ed allora bisogna alla fine gioire. Cosa vuol dire gioire, cosa vuol dire meditazione, cercherò pian piano di fartelo capire.

   Meditazione significa andare oltre la mente, non usare la mente. Non adopererò mai il termine concentrazione, molti sono convinti che lo Yoga è concentrazione. No, non è importante avere concentrazione non è un prerequisito, nè è una cosa che si sviluppa un pò al giorno. Negli stati finali dello Yoga la concentrazione viene automaticamente. Questo non perchè la mente viene incatenata in un punto ma, perchè la mente si rilassa.

   Lahiri Mahasay infatti, colui che ha insegnato il Kriya Yoga nel mondo, non usava il termine concentrazione, lui parlava di tranquillità. Diceva che si arriva alla tranquillità, che cosa sia questa tranquillità, quanto sia diversa da quello che noi intendiamo in senso comune, te ne accorgerai, spero, facendo questa pratica.        Durante la giornata la mente sarà più calma, i pensieri non avranno più quel dominio, quel carattere ossessivo che potevano avere prima.

   Dopo aver fatto dodici, ventiquattro o trentasei di questi Uggiai, tu rimani fermo e cerchi solamente di pensare il meno possibile. Ciò però senza creare una nuova tecnica, come ad esempio quella di allontanare i pensieri.

   Dopo aver fatto questi esercizi automaticamente i pensieri saranno più calmi. Ora sei in uno stato particolare, devi gioire di questo, non ti importa di pensare a questa cosa o a quell'altra, di visualizzare questo o quello. Rimani solo sentendo che c'è qualcosa di nuovo, c'è qualcosa di bello nel tuo essere che non conoscevi e che non avevi mai sperimentato prima, una calma, una serenità, oserei dire quasi una gioia pura e ciò, senza una ragione, senza un motivo e che non ha niente a che vedere con i piaceri a cui noi siamo abituati. Noi siamo abituati a passare da un piacere all'altro e coltivarlo con il pensiero. Qui, è tutta un'altra cosa, è si' una gioia ma una gioia tranquilla.

   Fai un progetto per riuscire a far si che ogni giorno ci sia questo momento, che tu possa avere il tempo per riuscire a fare questi esercizi, di farli regolarmente. Non serve farli una volta a lungo e poi niente, oppure solo due o tre giorni per settimana. Così facendo vuol dire che la finestra che tu hai aperto, ritornerà a chiudersi.      Questo deve essere fatto ogni giorno ma, se un giorno non hai tempo di farlo non è una tragedia. Se non sei disposto a fare questo piccolo sacrificio, perlomeno per un certo periodo di tempo, non potrai dire di aver conosciuto che cos'è lo Yoga.

   Facendolo ogni giorno c'è una trasformazione nel senso che il lavoro che tu hai fatto ieri ti prepara al lavoro di oggi ed il lavoro di oggi farà si che domani riuscirai ad andare ancora più in profondità, sempre più in profondità. Tra un giorno e l'altro il lavoro continua cercando di vivere in un modo diverso, come ti spiegherò, ecco allora che questa diventa una grande azione che tu fai, un'azione risanante che tu fai sulla tua vita e non diventa una curiosità o una moda.

   La routine, cioè lo schema in cui tu fai le tecniche, può essere quella che fin qui ti ho spiegato. Per esempio al mattino se hai tempo fai i piegamenti, Nadi Sodana Uggiai poi 5 minuti di meditazione.

   Oppure puoi riuscire a farli la sera o, farne un pò al mattino ed un pò alla sera. Si può anche così, purchè ci sia anche un periodo di ripresa, per esempio se al mattino tu fai i piegamenti ed il Nadi Sodana , la sera fai magari un solo piegamento e magari due o tre Nadi Sodana prima di fare l'Uggiai .

Farli al mattino è diverso che farli la sera. Per esempio se lo fai al mattino tu avrai l'effetto benefico di questo Pranhajama per tutta la giornata. Chi non riesce ad alzarsi volentieri al mattino potrà farlo la sera prima di dormire e comunque il giorno dopo avrà un certo effetto, anche se un po’ meno, in ogni caso lo aiuterà a dormire meglio.

   Quello che vorrei dirti è che quando fai l'Uggiai e la meditazione, se puoi, fa in modo che nessuno ti disturbi, perchè se ciò avverrà ti produrrà un pò di nervosismo infatti sarà come ferire il proprio sistema nervoso. Inoltre, se tu hai una stanzetta dove poter fare questi esercizi cerca di renderla gradevole, di circondarla di cose belle, di una luce che sia nè troppo forte nè il buio totale. Anche se tieni gli occhi chiusi fa che ci sia intorno a te un pò di luce, altrimenti rischi di addormentarti.

   Questi esercizi non hanno controindicazioni, non creano problemi, hanno effetti benefici.

   Il fatto che siano benefici ti potrebbe far venire un pensiero e cioè: chissà che facendo semplicemente gli esercizi e basta, tutta la mia vita non si metta a posto, ossia che io non riesca ad eliminare, nevrosi, cose represse, complessi ecc..

   No, questi esercizi ti danno la base, la forza di cambiare ma, se nella vita ci devono essere delle cose che vanno risolte, devi essere tu con la tua volontà a risolverle.

   Quindi le cose avvengono automaticamente fino ad un certo punto, ci vuole anche volontà.

   Durante il giorno bisogna anche imparare ad usare l'intelligenza, lo Yoga crea l'ambiente ideale.

   Volendo fare un paragone, fare Yoga e poi affrontare il lavoro con se stessi, è come quando si ha un grosso problema che ci sta tormentando e decidere di andare a fare una passeggiata, essere in un bel posto in mezzo alla natura e far si che questa tranquillità ci aiuti a trovare la soluzione. Chiaramente non è la natura che ci ha dato la soluzione ma, siamo noi che siamo riusciti a pensare in modo più calmo.

   Ecco che cos'è lo Yoga.

   Quando pensi alla tua vita potrai riuscire a pensare in modo più chiaro, in modo più limpido e, delle cose che prima non vedevi adesso le vedi nella giusta luce. Quando avviene questa realizzazione, questa è la base per un vero cambiamento.

   Lo Yoga dunque non è mai una fuga dalla vita, chi fa Yoga combatte la vita con i suoi problemi, non li ignora ma cerca di affrontarli in una situazione di calma, di sicurezza, di salute mentale.

   Vedremo in seguito come è possibile non solo ottenere una mente calma, una mente che ragiona ma anche trascendere lo stesso ragionamento per arrivare alla pura intuizione.

   Naturalmente tutto questo potrai capirlo solo con la pratica.Per qualche persona è necessario praticare questi esercizi per dei mesi prima di riuscire a vedere chiaro in tutti i problemi della propria vita. Il fatto è che noi siamo molto condizionati e tali condizionamenti che abbiamo avuto dall'educazione si sono proprio incisi in noi.

   Molte persone facendo lo Yoga notano che i sogni diventano molto più forti, molto più vivi per cui qualcuno si chiede, è giusto analizzare i propri sogni? Devo interpretare?

   Io dico che è una cosa quasi impossibile. La natura dell'inconscio è quasi della stessa materia del conscio, è sempre il regno del pensiero.

   Il nostro scopo non è districare mille problemi ma arrivare alla calma, alla tranquillità, trascendere la mente. Ed è proprio in questa situazione che appare la vita e, vivere la vita è molto più importante che non passare l'esistenza ad analizzare se stessi. Lo Yoga non è la base per analizzare se stessi, certo ci sono dei momenti in cui devi fare un'analisi di una situazione, di ciò che è avvenuto, ma non iniziare adesso ad analizzare tutto, non è possibile questa è un'altra illusione.

   Ciò che ritengo molto utile è di tanto in tanto soffermarsi a pensare alle cose più contorte più complicate della propria esistenza.

   All'inizio cerca di recuperare un modo di pensare limpido non governato da un pensiero ossessivo e non governato dalle emozioni, dalle forte emozioni che ti accecano. Devi riuscire a distaccarti dal tutto e, lo Yoga ti aiuta.

   Osserva la tua vita.

   Tu hai una mente, riesci a distaccarti dalla mente? Riesci a metterla a riposo? E' un pò difficile. Bene questo è lo Yoga.

   La mente è importante, essa è lo strumento che tu usi quando lavori, la mente è preziosa ma se è preziosa la mente è anche preziosa l'abilità in certi momenti di metterla a tacere. Così potrai accorgerti che oltre la mente c'è pura coscienza, una coscienza calma, tranquilla. L'importante è riuscire a nutrirsi di questo stato, a provarlo ogni giorno, questo è il nettare di cui abbiamo bisogno.

   Come il sonno è importante per il corpo, così è indispensabile riuscire a trovare uno stato che sia come un sonno per la mente. Perchè la mente non dorme nemmeno di notte, la mente produce sogni in continuazione.

   Quando la mente riposa non è che si diventa idioti ma c'è la pura intuizione. Lo Yoga aiuta ad arrivare a questo, gli esercizi spiegati hanno una stretta relazione con questo stato . Com'è possibile?

   C'è un legame strettissimo tra la mente ed il respiro, agendo sul respiro tu sei riuscito ad agire sulla mente.

   Gli esercizi spiegati servono a creare equilibrio tra i due emisferi del cervello, con questo equilibrio hai fatto anche i Nadi sogana in cui l'equilibrio è stato proprio aumentato, ed infine l'Uggiai Pranhajama in cui il respiro è stato lungo e lento e ciò è strettamente legato al modo di pensare ed alla velocità dei pensieri.

   Si scopre che ad ogni respiro c'è un pensiero della mente che si forma e svanisce. Se tu fai Uggiai, in quel momento tu pensi in modo più lento e limpido e, questo modo di pensare si stabilisce poi nella tua mente diventando il tuo modo di pensare usuale.

   Durante il giorno avvengono delle cose che feriscono il nostro sistema nervoso, abbiamo proprio come dei colpi. Ebbene questo esercizio può arrivare anche a curare queste ferite. Quante volte nella giornata capitano degli avvenimenti che sono degli schock, il Pranhajama può curare queste ferite.

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