Corso Yoga
a cura di E.N.
Preparazione al Kriya yoga
Parte seconda: Il Manthra
In questa seconda lezione parleremo del Mantrha, ossia del valore del puro suono pronunciato a voce alta oppure mentalmente nello Yoga.
Apprenderai questa pratica che è abbastanza semplice, poi cercherai di percepirne gli effetti.Nella terza lezione ci sarà il passo successivo, cioè la fusione del Mantrha con il respiro.
Cominceremo ora con le vocali, questo è un esercizio che ti sembrerà anche troppo semplice ma, come ti ho detto prima devi cercare di percepirne gli effetti, per renderti conto come anche una cosa così semplice veramente può dare un risultato così chiaro.
Ti chiedo di trovare durante la giornata cinque minuti di tempo per fare queste vocali, anche se è corretto farle prima della meditazione. Durante il giorno però, siamo più liberi, abbiamo uno stato d'animo migliore per farle.
Queste vocali sono anche l'introduzione in generale ai Mantrha. Si comincia qui con un suono semplicissimo, un suono a cui siamo abituati sin da piccoli, ossia il suono delle vocali. Questi non sono Mantrha strani. Questo metodo fu sviluppato in occidente da secoli ma, le sue origini potrebbero addirittura risalire al tempo degli Egizi. Recentemente un austriaco, Leser Lasariu, morto quasi un secolo fa, scrisse un libro che conteneva tutti i segreti di queste vocali. La cosa strana è che questo libro non esiste più in quanto gli eredi dell'autore rifiutarono di pubblicarlo, perchè se ne vergognavano giudicandolo una cosa poco seria. Quindi oggi noi lo abbiamo imparato da coloro che ne avevano sentito dire e da discepoli che lo avevano imparato da lui ma, non c'è sui libri. Questo Leser Lasario era una persona che ebbe delle malattie e, riuscì a curare le sue malattie proprio con queste vocali. Lui indirizzava questi suoni verso le parti del corpo malate.
Noi useremo questo metodo solo per risvegliare in maniera equilibrata le sei parti in cui divideremo la spina dorsale. Questo sarà estremamente importante per arrivare ad una condizione di equilibrio, di cui ti ho già parlato nella prima parte.
Sarebbe opportuno munirsi di una catenina con cento oppure centotto grani, quella che in India si chiama Mala. La si può trovare su qualche bancarella di cose orientali. E' anche possibile fare la catenina per conto proprio, si prendono due rosari, si tolgono le palline e si fa un unico rosario, stando attendi di fare un nodo tra un grano e l'altro.Si può fare di cento, se si hanno delle simpatie per l'Islam, oppure centotto se si hanno delle simpatie per l'India.
Quindi tu per cento oppure centotto volte dici la vocale i,/ i,/ i,/ i,/ i,/ i,/ i,/ i,/
Ad ogni i,/ si va avanti di un grano. Questo suono è in realtà un'azione volta a stimolare il centro della testa che inizierà a vibrare. Il centro, ma quale centro? Dal punto di vista anatomico si tratta della ghiandola ipofisi, del terzo ventricolo del cervello oppure di un'altra parte. No, non pensare così, non preoccuparti.
Il sesto centro, il sesto Chakra ( Ajna Chakra ) lo senti internamente, non serve che tu dal punto di vista anatomico sappia esattamente quale punto deve vibrare. preoccupati solo di fare questa i,/ i,/ i,/ e di sentire che la parte centrale della testa vibra.
Questo può essere fatto anche in piedi e con gli occhi aperti, guardando magari un bel paesaggio.
Ti ho parlato di un centro, di un Chakra ma, tu sai cosa sono i Chakra?
Non c'è libro di Yoga che non parli dei Chakra, io approfitto di queste vocali anche per introdurti ai Chakra nel caso tu non ne sappia niente.
Tu fai una catenina con la vocale i,/ i,/ i,/ i,/ ,/ i,/ e fai vibrare il sesto centro.
Poi una catenina con la vocale e,/ e,/ e,/ e,/ e,/ e,/ per far vibrare il quinto centro che è un punto nella spina dorsale che corrisponde alle vertebre cervicali all'altezza del pomo di Adamo.
Farai poi un'altra catenina facendo vibrare la vocale a,/ a,/ a, a,/ a,/ a,/ e la farai vibrare in un punto che si trova all'altezza del cuore nella spina dorsale, quarto Chakra
Poi ancora un'altra catenina di o,/ o,/ o,/ o,/ o,/ o,/ o,/ una o,/ che sia di tono elevato, all'altezza dell'ombelico sempre nella spina dorsale, questo è il terzo Chakra.
Di seguito farai vibrare un'altra o,/ ma questa volta di tono basso, quasi una u,/, in un punto che si trova nella zona dell'osso sacro. Però, un punto che si trovi a metà strada tra il terzo ed il primo Chakra di cui parlerò tra poco e che si trova alla base della spina dorsale, vicino alla zona anale. A metà strada fra questi due c'è la zona sacrale e lì tu devi cercare di sentire il secondo Chakra facendo vibrare questa o,/, di tono basso.
L'ultima vocale da far vibrare è la u,/, destinata per il Chakra numero uno, ossia il Muladara, il centro che è proprio la radice, la base del nostro essere. Certamente tu avrai sentito che i Chakra sono sette ma, in realtà quelli che contano sono sei. Il settimo Chakra non è un punto ma uno stato che descriverà nella prossima parte e che corrisponde all'assenza di respiro. E' uno stato che non è situato nel corpo, per questo si chiama il loto dai mille petali( mille nel senso di infinito. Non è corretto dire che è situato sopra la testa.
L'esercizio consiste dunque in sei catenine, una per ogni centro si tratta di cantare queste vocali chiaramente non con una sola espirazione, ci si può interrompere tutte le volte che si vuole per prendere fiato.
Dopo aver fatto questo esercizio avrai fatto vibrare l'energia, la tua coscienza dal sesto già fino al primo Chakra, distribuendo questa energia, questa coscienza in modo uniforme nella spina dorsale.
Se tu hai tempo e se ti piace, potresti fare una risalita, rifare cioè una catenina per il primo Chakra, poi per il secondo e così via.
La serenità che questo esercizio ti da la puoi percepire già con questi cinque minuti di pratica. Alcune volte lo stato di serenità si fa percepire dopo due ore. Perchè questo esercizio funziona? Funziona perchè l'energia è stata distribuita in maniera equilibrata lungo tutta la spina dorsale, questo corrisponde ad un qualcosa di sottile, ad un riequilibrio dell'intero cervello. Queste sei parti della spina dorsale infatti, sono collegate con il cervello, sono come degli interruttori di zone del cervello. Lavorando su queste zone, si fa un'azione sul cervello stesso.
Su ogni libro di Yoga sono spiegati i Chakra, ma lì vi sono molte cose che non hanno base scientifica.
Non ti invito infatti a studiare tutte le cose fantastiche che sono dette sui chakra, gli autori hanno l'abitudine di copiare un libro dall'altro e, tutti quanti si basano sui testi antichi. Testi complicatissimi in cui in ogni Chakra vi sono dentro varie divinità, vari mantrha , ogni chakra ha dei poteri, tutte cose queste che intanto non puoi sperimentare e poi anche la pura conoscenza intellettuale non ha alcun valore, non ti serve perdere tempo su queste cose.
Quello che io ti ho detto, ossia che l'energia si distribuisce uniformemente nella spina dorsale e che ciò corrisponde anche a qualcosa che avviene nel cervello, credo che possa bastare.
Mentre fai le vocali però, falle con rispetto , non solo per far passare il tempo. Capisci che tu vuoi che con ogni vocale una certa zona della spina dorsale vibri, venga attivata, vuoi sentire quella parte. Questo è importante, perchè avviene un risveglio anche dei plessi nervosi che sono vicini a quelle zone , anche le ghiandole endocrine ne vengono stimolate in tal modo.
Lo Yoga infatti si potrebbe anche dimostrare tutto quanto su di una base medica, ossia quello che avviene nello Yoga avviene sì nella mente, in un'azione che tu fai sulla mente ma, di riflesso, qualcosa avviene anche nel corpo. Il lavoro che tu fai è un lavoro fatto con la tua coscienza ma, a un risultato anche fisico, questo è possibile se ogni vocale viene fatta con un certo rispetto ed usando quella attenzione che deve avere.
Non ti parlo di concentrazione precisa su di un punto, il fatto che tu faccia cento volte la i, i, i, i, i, non può essere una concentrazione puntiforme, altrimenti ti avrei detto di fare una i,/ unica e prolungata, ma in tal caso la mente si annoia e scappa. C'è qualche persona a cui in passato è venuta un'idea folle, quella di fare le vocali solo dei Chakra elevati, per elevarsi lui stesso. La persona idiota che fa questo ragionamento è fuori con la testa e farà quelle cose che possono coltivare la sua malattia, chi è fuori con la testa ha dei Chakra elevati che già funzionano molto di più di quello che dovrebbero funzionare. Quella persona ha bisogno di radicarsi al suolo, di porre le radici, di trovare la possibilità per una vita sana e quindi deve, semmai lavorare con i Chakra bassi.
La migliore soluzione è sempre però quella di lavorare con tutti i Chakra in maniera equilibrata. Fare l'esercizio delle vocali all'aperto è il massimo, perchè succede che mentre lo fai cominci a guardare le cose e le vedi che ti cambiano, le vedi in modo diverso, ti sembrano attorno le cose più belle, anche se è una giornata di pioggia ti sembra più bella. Cerca di stare più che puoi a contatto con la natura, essa è equilibrio e ti spiega, se riesci a capire.E' la vita frenetica di ogni giorno che ci porta lontano dalla natura, dalla naturalezza, ci porta nelle complicazioni. E' anche possibile una variante all'esercizio. Dopo aver fatto vibrare i sei punti di cui ti ho parlato e limitarti ad essi, puoi estendere il campo ossia la tua sensazione a ciò che circonda quei punti, in questo modo.
Mentre fai le vocali i,/ i,/ i,/ i,/ cerca di sentire come un movimento a spirale che parte da questo punto e che poi da lì si allarga prendendo poi ad esempio dentro tutta la testa.
Quando farai la e, e, e, e, e, senti che prende dentro tutto il collo. Con la a, a, a, a, a, tutto il torace, ma ciò solo quando avrai imparato bene l'esercizio.
Questo serve a tante cose. Si è scoperto per esempio che esistono dei centri spirituali sottili che sono vicino ai Chakra d cui abbiamo parlato, facendo l'esercizio spiegato prima potrai farli vibrare. Inoltre l'energia che c'è nella spina dorsale si distribuisce uniformemente in queste zone. Quindi questo esercizio ha uno scopo mentale ed uno fisico.
Avendo capito bene questo esercizio, i piegamenti spiegati nella prima parte si possono ora modificare, dedicando ciascun piegamento ad un Chakra diverso. Questo significa fare sei piegamenti, magari un pò più veloci, ognuno che và ad attivare una parte diversa della spina dorsale. Ogni piegamento và iniziato con una inalazione, durante questa inalazione quindi, prova ad essere consapevole del sesto centro ed immagina che si sollevi in alto, che si sposti in alto con l'inalazione e che vada fin sopra la testa. E' l'immaginazione ma, non dovrebbe essere troppo difficile sentire che cosa avviene.
Appena finita l'inalazione tu fai il piegamento come già spiegato nella prima parte, ed, al termine quando dovrai esalare, immagina che ciò che sta sopra la testa venga già rientrando nel sesto centro. Con l'inalazione tu hai portato il centro sopra la testa, con l'esalazione invece, riporti il centro nella sua sede. Questo con il primo piegamento. Durante l'inalazione del secondo piegamento, immaginerai di prendere il quinto centro e di portarlo al di sopra della testa, esiste ora solo il quinto centro da portare sopra la testa, gli altri centri in questo momento non devono esistere. Con l'esalazione il quinto centro viene riportato nella sua sede
E così continuando sarà la volta del quarto centro, poi del terzo e così via.
Ogni piegamento ti dà una possibilità, quella di diventare consapevole di un centro ma, non è solo questo.
C'è anche una cosa nuova, sei consapevole del centro ma, dovresti riuscire a sentire che come collegato col respiro c'è la possibilità di creare un movimento di energia e che durante l'inspirazione questa energia sale per discendere poi durante l'espirazione. Vedrai che con il tempo ciò diventerà una reale esperienza.
Con l'inalazione tu vuoi andare sopra il tuo corpo, cioè questo è anche un simbolo di voler andare oltre la mente. Con l'esalazione invece, tu inviti ciò che sta sopra di te, cioè oltre la mente, il regno della pura intuizione, della pura coscienza, lo inviti quasi a venire giù, a prendere possesso di una parte del tuo corpo, giù giù fino a portarlo con l'ultimo piegamento attraverso la spina dorsale fino al Muladara, il centro numero uno. Questo è il significato sottile di questi piegamenti, ed ecco perchè diventano un esercizio veramente bello ed anche il motivo per cui dopo averli fatti, si sente il risultato.
Imparando i piegamenti in questo modo, puoi decidere se fare le vocali prima dei piegamenti, può essere possibile, in quanto con le vocali si risvegliano i punti e con i piegamenti si risvegliano ancora di più.
Se tu fai le vocali prima dei piegamenti, vuol dire che sei già sceso fino all'ultimo Chakra e, da lì, puoi inìziare i piegamenti partendo dal primo Chakra Muladare fino a salire al sesto Chakra. L'importante è che ogni centro sia stato portato sù , che ogni centro sia stato toccato, quindi in un perfetto equilibrio.
Dopo i piegamenti puoi fare il Nadi Sodana, l'uggiai e ti accorgerai come diventeranno più belli.
ESERCIZIO GIAPA: LA PRATICA DEL MANTRHA INSEGNATA IN INDIA
Si tratta di una pratica che tu potrai fare durante il giorno, anche quando vai a lavorare. Se infatti fai un lavoro abbastanza calmo, abbastanza meccanico, puoi anche farlo. Così facendo potresti arrivare a casa la sera con la mente già riposata, e poi se fai un Pranhayama allora vedrai gli effetti di questa tecnica.
Ti propongo questo mantrha :
sri ram, gey ram, gey gey ram, om
La parola Om, può anche essere non pronunciata.
Nel Mantrha ciò che conta è la vibrazione, il suono , questo sri ram, gey ram, gey gey ram, om, crea un senso di forza e gioia, è un qualcosa che ti dà forza ed anche coraggio per realizzare quello che ti proponi di realizzare, cioè riuscire ad andare oltre i pensieri.
sri ram, gey ram , gey gey ram, om,
In passato ho insegnato vari Mantrha a varie persone ma, tutti mi hanno detto che questo era il migliore.
Se tu hai già un tuo mantrha puoi usare benissimo quello. Questo mantrha è come un'arma con la quale puoi veramente creare lo stato di silenzio mentale, questo mantrha è dolce e forte nello stesso tempo.
sri ram, gey ram, gey gey ram, om,
non c'è problema di concentrarsi su qualcosa, nè di tenere lontani i pensieri no, il mantrha pensa lui a fare questo. Mentre vai avanti nel mantrha tu noterai che ti viene la tendenza a mettere a posto gli oggetti che sono nella stanza. E' normale, è irresistibile, ciò perchè questo mantrha crea ordine dentro di te e lo stesso ordine tu vorrai vederlo anche fuori di te.
Una catenina di questo mantrha ( 100 oppure 108 ) può durare da tre a sei, sette minuti, dipende naturalmente dalla lentezza e dalla dolcezza con la quale lo canti.
Qui è importante gioire subito di questa vibrazione, il mantrha diventa quasi una sostanza che ti circonda, che prende dentro la stanza e poi si dirada sempre di più. Se tu farai questo mantrha mentalmente ad esempio mentre alcune persone stanno baruffando, noterai che dopo un pò esse si calmeranno, non è un miracolo, è una cosa spiegabilissima.
Questo mantrha fu praticato da Swami Ramdas , c'è un bellissimo libro intitolato "In cerca di Dio" pubblicato dalla casa editrice Vidiananda un pò difficile da trovare ma esiste nel catalogo Ananda Assisi. Altro libro molto interessante è: "I racconti di un pellegrino russo" di un autore anonimo, pubblicato dalla Rusconi o anche dalla casa editrice il Punto D'Incontro.
Tornando al mantrha, io ti consiglio di fare una catenina, poi di continuare magari ancora un pò mentalmente.Una cosa meravigliosa è poter fare il mantrha durante una passeggiata, mentre cammini tu cominci a sentire come se tu fossi circondato da una corazza di pace che nulla può turbare, e cominci a vedere le cose che ti stanno intorno, le vedi più belle.
Prima tu non vedevi tante cose perchè c'era l'ossessione dei pensieri, ora nella mente invece c'è un suono, un suono puro. E' solo in questo modo che si inizia a percepire la calma.
Molte persone praticano questo mantrha ed hanno detto che esso riesce a calmare la mente perchè ha in se una forza enorme per mettere in ordine le cose della tua vita e darti la forza di distruggere alla base quelle cose complicate, dannose che l'educazione, la civiltà, la stessa tua volontà ha posto nella mente e che ti stanno rovinando la stessa vita. Questo mantrha mette a posto le cose, può farlo.
Mentre fai il mantra ti verranno su anche ricordi di cose passate, ti verranno su in un modo molto dolce, come se tu per la prima volta riuscissi a capirle, a comprendere che valore avevano a quel tempo.Questo mantrha ha in sè una forza positiva che scende come un martello pneumatico nell'inconscio, e può mettere a posto delle cose, purchè poi tu non faccia nella vita gli stessi errori. Questo mantrha ha la forza di proteggere la mente da sè stessa, una forza di risanare la mente. Esso è un'azione lenta ed inesorabile che riesce a spezzare i condizionamenti, eppure sembra un'attività banale, quasi stupida. Però sin dai primi giorni in cui lo farai, tu vedrai che quando siedi a meditare alla fine dell'Uggiai, il respiro si calmerà molto molto di più.
Se tu passi una giornata intera studiando libri spirituali, avrai lo stesso effetto che se passi una giornata facendo GiapaE' molto più importante fare che leggere, e per quanto riguarda il giapa non vi sono scuse, puoi farlo infatti, in autobus, in treno, mentre lavori (chiaramente intendo mentalmente). Se tu lo fai a voce alta, ti si imprime molto di più nella mente, tanto che poi senza nessuna fatica può continuare ad andare avanti automaticamente anche per delle ore, ed è come se tu lo facessi consapevolmente. L'effetto è garantito, ecco perchè ti consiglio sempre di iniziarlo a voce alta e, mentre lo fai, tu vedrai che i pensieri certamente ci sono, vengono avanti, però, tutto quanto avviene in un modo più calmo. La mente non si stanca come prima.
Nel silenzio mentale perfetto, che ti insegnerà come raggiungere, la mente veramente troverà riposo completo, la mente si ricaricherà. Ma qui, già durante la giornata la mente non si consuma come fa di solito, questo suono:
sri ram, gey ram gey gey ram, om
porta calma nella tua mente, in una mente che durante il giorno riceve continui stimoli positivi e negativi, questo mantrha mette a posto le cose.
Avrai la sensazione che puoi farcela a sollevarti al di sopra della mente, cosa che senza mantrha non è impossibile ma, è veramente difficile.
Mantrha è un termine Sanscrito, formato da man e tra. Man vuol dire mente e tra vuol dire proteggere. Mantrha quindi è colui che protegge la mente, che guarisce la mente.
Alcuni traducono tra, come in senso di espansione ossia che espande la mente ma, è più corretto dire che protegge la mente.Proprio per questo in India usano il mantrha in tutti quei momenti in cui la mente non serve, se ad esempio devo risolvere un problema di matematica, è chiaro che devo concentrarmi al massimo sul problema, e che quindi non posso fare il mantrha.Immaginiamo che una persona venga a trovarti e che sia molto agitata,tu parli con quella persona ma, tra un tuo intervento e l'altro, possono passare dei minuti, in quel momento tu puoi fare mantra, senza che quella persona se ne accorga. Vedrai come quella persona si calma sempre di più, esprimendosi in modo da mostrarti veramente qual'è il problema.
Questa è un'applicazione ma, di sicuro, la più bella sorpresa sarà cosa avviene in te dopo la pratica dell'Uggiai. Ossia, se tu durante il giorno fai il mantrha, quando poi vai a meditare alla fine di essa, in quel momento capirai che cosa di meraviglioso ha creato il Giapa. La spiegazione di ciò è molto semplice. Il fatto è che nella vita noi abbiamo delle ferite nella nostra mente, (come già accennato precedentemente) e, quando queste ferite vengono curate, restano però le cicatrici. Cioè se per esempio c'è stata una cosa che ci ha fatto arrabbiare, quando questa rabbia sarà passata, lascerà comunque un effetto sottilissimo, che io chiamo cicatrice.
Quindi anche se tutta la rabbia ti è passata, o la preoccupazione è sparita, comunque quando vai a meditare, quando cerchi di andare in profondità, ad un certo punto c'è un limite che non riesci a valicare. Perchè questo? Perchè c'è qualcosa che rimane, come un residuo, come una specie di rumore di fondo, ossia le cicatrici . Il mantrha ha il valore di curare di lenire queste cicatrici.
Qualche persona che ha voluto nella vita fare solo pranhayama, non è mai riuscita ad andare in progondità perchè c'era questo ostacolo. Quando, per curiosità, per fortuna o non so per quale altro motivo, ha deciso di fare anche il mantrha, solo allora facendo il Pranhayama ha scoperto che poteva raggiungere una profondità mai immaginata prima. E' possibile che questo mantrha ti faccia raccogliere i frutti che tu in queste settimane hai seminato, con l'esercizio che ti ho insegnato.
sri ram, gey ram, gey gey ram, om,
ed ad un certo punto la calma, la calma, la calma profonda, la calma perfetta, la tua mente diventa come un cielo limpido senza nuvole, questa è l'immagine del silenzio mentale come l'ha data Sri Aurobindo.
Lui diceva, immaginate un cielo limpido senza nubi ed uno stormo di uccelli che passa (ossia i pensieri). Loro passano, non turbano l'aria, l'aria rimane lì, tutto rimane come prima.
Così è la mente di chi ha realizzato il silenzio mentale.Cosa significa?
Significa che, se adesso in questo momento viene un pensiero, ad esempio cosa farò domani? Tale pensiero viene, c'è la presa di coscienza, c'è l'idea di cosa farai domani, quindi una risposta, poi il pensiero se ne va e nulla cambia, non avviene il minimo mutamento, non c'è la minima agitazione.Con la pratica del Giapa, il silenzio mentale, la calma diventa stabile.
Considera che potresti trovare la ripetizione dello stesso mantrha noiosa, addirittura nei prossimi giorni ti può venire l'idea che si tratti di una pratica stupida, una pratica che può intontire una persona, come anch'io pensai a suo tempo. Decisi però, di proseguire lo stesso per andare a vedere cosa si nasconde in questo mantrha tanto decantato in India. Ed ho scoperto che la mente riposa ma appare l'intuizione quindi, non si può dire che sia una pratica che porta all'intontimento. Sarebbe come dire che l'andare a dormire possa intontire la mente, la mente trova riposo.
Ti esorto quindi a superare questi dubbi ed a fare questa pratica per lo meno una settimana, prima di dire che non fa niente. Suppongo e mi auguro che tu un giorno impari delle forme di Yoga più evolute come ad esempio il Kriya Yoga che per sua natura è ciò che di più elevato sia mai stato insegnato all'umanità.
E' una tecnica concepita in modo tale, che ti può portare facilmente nello stato di silenzio mentale perfetto.
Se tu in quei giorni ti ricorderai di ciò che ti sto dicendo oggi, ti ricorderai del mantrha, del Giapa e vorrai così per curiosità vedere cosa succede praticandolo durante la giornata, ti accorgerai di sicuro che, anche il Kriya Yoga che fai, diventerà più facile, più bello, più efficace, porterà degli effetti dei risultati molto più chiari che non prima.
Spero che tu possa fare questa pratica che fin qui ti ho insegnato senza tanta fatica, sentendo che essa porterà serenità nel grigiore delle cose più banali di ogni giorno (per grigiore intendo ad esempio il lavoro in una fabbrica, in officina, fare ogni giorno lo stesso lavoro ripetitivo ecc.)
Parlando del Giapa abbiamo toccato dei punti profondi dello Yoga.
Adesso per te qualcosa è diventata più chiara, spero tu abbia capito un pò di più di che cosa sia lo Yoga.Mi chiedo che valore abbiano le distinzioni che qualcuno fa dello Yoga, come ad esempio Ata Yoga, raja Yoga, Mantrha Yoga, Bacthi Yoga, Karma Yoga ecc...
Il problema è la mente umana, se tu riesci ad andare oltre la mente, quello Yoga, se non riesci tu hai una finzione, una recita.
Spesso sento dire, io faccio Bacthi Yoga. Allora chiedo e cioè? Ossia sviluppo solo la devozione. Ma, io mi chiedo, se la mente è scassata, quando la mente è a pezzi ma, che devozione vuoi sviluppare da te stesso? Ma cosa tiri fuori se non il profumo del tuo delirio.
Qualche altro può dire, io faccio lo Jana Yoga, lo Yoga della saggezza, ossia leggo passando così le giornate e le notti. La mia domanda anche in questo caso è sempre la stessa. Ma se la tua mente è scassata, agitata, ma che saggezza vuoi tirare fuori? Se non la ripetizione di concetti che saprai anche ripetere, ma dei quali non hai capito niente. Altri ancora dicono, io faccio il Karma Yoga, ossia lavoro ma non mi preoccupo dei frutti dell'azione. Ed ancora io mi chiedo, ma se la tua mente è scassata, se la tua mente è la mente di ogni essere umano, quando qualcuno viene a toccare i tuoi interessi, oppure a toccare i confini della tua casa, allora tu reagirai come una belva. Dov'è allora in quel momento il Karma Yoga? Dov'è la tua serenità?
Quante sciocchezze si dicono in nome della cultura, per far vedere che sappiamo pronunciare i termini indiani.
Lo Yoga è una cosa soltanto, è la mente che si calma. E, per arrivare a questo noi usiamo più mezzi e li fondiamo insieme, proprio perchè è difficile arrivare al di sopra della mente e quindi abbiamo bisogno di più cose e le fondiamo insieme.
Preparati dunque, nella terza parte, a fare un deciso passo in avanti perchè lì fonderai in maniera meravigliosa il Pranhayama con il Mantrha.
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