Corso yoga
A cura di E. N.
PREPARAZIONE AL KRIHIA YOGA
QUARTA PARTE
ESERCIZIO: BANDA E SVINIMUDRA
Questa settima tecnica ti chiederò di praticarla come tecnica a se stante, solo per il primo mese, dopo diventerà una parte integrante del Nadi Sodana, dell'Uggiai e dello stesso Agiapa Giapa.
Le Banda importanti sono quattro, si chiamano:
Giarandarabanda, mulabanda,Uddialabanda, Mahabanda.
Giarandarabanda è quella che riguarda il collo.
Mulabanda riguarda la base della spina dorsale, il perineo.
L'Uddialabanda riguarda l'ombelico.
Il mahalabanda prevede una pratica combinata di tutti e tre.
Fatto ciò, impareremo la Svinimudra.
ESERCIZIO: GIARANDALABANDA
Tu sei seduto con la schiena diritta nella posizione di meditazione, abbassi il mento cercando di avvicinarlo sempre di più al petto mantenendo la perpendicolarità della spina dorsale. Senza piegarti in avanti, senza piegare la schiena. E normale e naturale che anche il petto venga un pò in sù quasi per venire incontro, per facilitare questo mudra. Mentre tieni la testa rivolta in basso, cerca di sentire lo stiramento, la tensione nella spina dorsale anzi, una sensazione all'interno, come se questo Banda potesse portare la tua coscienza nella spina dorsale, quasi liberarla. Dopo venti secondi torna nella posizione normale, cerca ancora di sentire la trasformazione che è avvenuta in te, stai un pò di secondi fermo così, poi rifai l'esercizio. Quello che devi capire che questo non è un esercizio puramente fisico, devi sentire proprio qualcosa all'interno della spina dorsale. Ti consiglio di fare l'esercizio senza sforzi eccessivi e per almeno sei volte per ogni Banda che ora ti spiegherò.
La Svinimudra invece, và fatta almeno cento volte.
ESERCIZIO MULABANDA
Questo Banda prende il nome dal fatto che Mul vuol dire radice. Si ritiene che nella zona del Perineo, che è la zona fra l'ano ed i genitali, ci sia la radice, l'inizio di tantissime Nadi, si parla addirittura di settantaduemila.Per eseguire l'esercizio devi contrarre il Perineo e mantenere la contrazione per circa venti secondi, poi rilassarti. Qui l'effetto interiore sarà ancora più percettibile, soprattutto se prima hai fatto Giarandalabanda. All'inizio ti accorgerai che è alquanto difficile contrarre solo i muscoli del Perineo, verrà spontaneo contrarre tutti i muscoli che stanno intorno, molte volte perfino le coscie o addirittura la faccia e tutto il corpo. Con il tempo e con la pratica riuscirai a contrarre solo i muscoli del perineo.Anche qui, mantieni la contrazione per venti secondi, poi ti rilassi, poi senti l'effetto. Quando contrai cerca quasi di far vibrare quella zona, crea come un tremito. Non far caso alla posizione della testa, viene infatti spontaneo abbassarla quasi per andare a guidare questa contrazione. Mentre lo fai cerca di sentire un senso di sollievo, come se un pò di serenità entrasse nella tua mente. Anche questo esercizio va fatto sei volte.
Dato che questa Banda è estremamente importante, voglio farti presente una cosa. Se tu fai Yoga, io ti auguro in futuro di riuscire sermpre a controllare i tuoi nervi ed a non entrare in uno stato di estrema agitazione,a non cadere quindi in una crisi di nervi.Può capitare che questa crisi di nervi sia seguita anche da uno stato di depressione, quasi di vergogna per quello che uno ha manifestato. Può accadere anche che una crisi di nervi o di depressione, venga ad una persona vicino a te. Cosa fare allora? Qui si può ricorrere al Mulabanda, però è necessario farlo dieci volte di più, quindi almeno sessanta volte. Non puoi immaginare in mezz'ora che trasformazione, sperimenterai il potere incredibile di questa pratica. Lo Yoga spiega che questo Mulabanda và a sbloccare l'energia non solo nel perineo ma, in tutto il corpo. Ciò perchè l'azione viene fatta proprio nel punto in cui le Nadi hanno origine e quindi è un effetto sù tutta l'energia del corpo che viene messa in moto, viene equilibrata. Ecco perchè può essere di aiuto in un problema di crisi nervosa, anche se non và a risolvere il problema, non và a cambiare quello che è capitato. Certamente è di grande aiuto molto più che il classico calmante o la classica serie di caffè per tirarsi sù.
ESERCIZIO UDDIALABANDA
Esso riguarda l'ombelico, l'addome.
L'Uddialabanda viene fatto con il respiro fuori.Tu devi esalare, meglio una doppia esalazione, e con il respiro fuori prova a tirare in dentro la pancia. Questa è l'istruzione più banale che posso dare. Certamente i libri di Yoga non dicono così. Lì potrai leggere: contrai i muscoli attorno all'ombelico, tirali indietro verso la spina dorsale ecc.. Io sono realista, so che le persone hanno la pancia e che per qualcuno addirittura questo esercizio resta un ideale, un sogno da raggiungere. Tirando un pò la pancia in dentro e tenendo il respiro fuori, certamente qualcosa si mette in moto. Sicuramente tu riesci a fare un'azione sull'ombelico, sul plesso solare, sul centro del sistema nervoso automatico che controlla le emozioni. Per questo motivo questo Banda và a rendere più completo l'effetto degli altri. Si unisce in maniera meravigliosa al Giarandalabanda il quale apre la spina dorsale, al Mulabanda che sblocca l'energia alla base della spina dorsale, poi tutto il corpo e lì tu agisci sul plesso solare.Questo Banda ha l'effetto di rendere meno patologica la paura, l'ansia. Attenzione, questo Banda non è che ha il potere di sollevarti da uno stato di depressione (per questo caso occorre il Mulabanda) ma, aiuta in quei casi di ansia o depressioni lunghe e snervanti.
ESERCIZIO MAHABANDA
Vuol dire grande Banda, ossia tutti e tre insieme.
Tutti e tre insieme si può fare solo dopo che i tre Banda che ti ho spiegato fin qui, sono stati eseguiti singolarmente. Non tentare di farlo all'inizio, perchè così facendo uno o due di essi li trascuri, diventa uno predominante, ed in realtà fai solo quello.
Vediamo in che modo puoi farli tutti e tre insieme: butta fuori il respiro, abbassa il mento sul petto sentendo la tensione della spina dorsale e, contemporaneamente, contrai i muscoli alla base della spina dorsale e tira in dentro la pancia. Resta poi in questa posizione più o meno per venti secondi o, per il tempo che ci riesci. Anche questo esercizio và fatto per sei volte. La cosa più bella è il suo effetto, riuscire a sentire proprio il potere che esso ha. E' quasi impossibile che una persona non riesca a sentire un qualcosa di particolare nella spina dorsale. Può essere una sensazione di gioia, come un solletico, un vento elettrico che sale. Questo lo provi durante la pratica, durante la giornata invece, ti verrà una gioia improvvisa senza un motivo, senza un perchè. Addirittura dopo questa pratica e dopo la tua meditazione, vedrai le cose intorno a te con altri colori, come se tutto fosse diventato più bello. Quindi c'è un effetto fisico che si sente al momento della pratica, ed un'azione psichica che è la cosa più importante di tutto.
Questo rende veramente questi esercizi preziosi.
ESERCIZIO SVINIMUDRA
Questo esercizio consiste nel contrarre solo i muscoli anali velocemente, circa una contrazione al secondo o anche due al secondo.Assomiglia al Mulabanda, perchè riguarda la stessa zona, però questa volta non è tanto il perineo ma, un pò più indietro, ossia i muscoli anali. Ti consiglio di fare un'intera catenina quindi cento oppure centotto, contrazioni. Anche questo và a portare serenità, gioia interiore, ad aumentare questo bell'effetto nella spina dorsale. Qui valgono tutte le cose che ho detto per il Mulabanda o per il Manhabanda, però il grande effetto di questo verrà visto solo quando parleremo del perfezionamento dell'ultima tecnica, ossia dell'Agiapa Giapa.Solo lì diventerà prezioso, diventerà la cosa più bella di tutte, perchè lì sarà qualcosa di interiorizzato, ci sarà pochissimo, movimento fisico, ma sarà una cosa interiore. E' logico che per riuscire a provare la cosa interiore, devi fare un sacrificio, quello di allenarti in maniera fisica, come se facessi esercizi fisici, per la durata minima di un mese. Questo mese in cui tu farai queste Bannda regolarmente, sarà importante, rimarrà nel ricordo. Ti capiteranno delle cose particolari nella vita, non solo questi momenti di gioia ma, anche dei momenti in cui hai il coraggio di essere te stesso di fronte alle altre persone. Avrai il coraggio di manifestare la tua volontà, le tue idee, anche di fronte a persone che prima ti consideravano una persona che sta sulle sue, prudente e con la quale non è possibile litigare. Addirittura potrebbe capitare anche qualche baruffa. Ciò non perchè facendo questi esercizi tu diventi più cattivo, ma il fatto è che essi ti danno una svegliata, tu ti svegli. Tu ti risvegli ma le altre persone non lo sanno, magari continuano a trattarti nella stessa maniera e, chiaramente, rimangono meravigliate dalle tue reazioni.
ESERCIZIO PERFEZIONAMENTO DEL NADISODANA CON I BANDA
Quando puoi iniziare a perfezionare il Nadi Sodana? Potresti iniziare anche subito, invece di fare tutte le respirazioni con i Banda, potresti farne solo alcune. Chiaramente ti riuscirà bene dopo aver passato quel mese in cui c'è la pratica isolata dei banda. Il perfezionamento del Nadi Sodana è semplicissimo, c'è ben poco da dire.
I Banda vanno introdotti nel trattenimento che si crea dopo l'inalazione, ed anche in quello che si crea dopo l'esalazione.
Cosa significa?
Significa che quando tu inali od esali, lì non cambia niente. Dopo l'inalazione trattieni e quando trattieni fai il Gialandara ed il Mulabanda insieme, solo per pochi secondi. Si comincia con tre secondi, poi si aumenta a sei, fino ad arrivare a dieci secondi, non è consigliabile andare oltre. Avrai notato che non ho parlato di Uddialabanda poichè questo si fa con il respiro fuori. Ricapitolando, fai il Nadi Sodana, quindi inali attraverso la narice sinistra, finita l'inalazione abbassi il mento e contrai il perineo. Stai lì sei secondi, poi ti sollevi ed esali. A questo punto dovresti riuscire a tenere il respiro fuori, abbassare il mento sul petto, contrarre il perineo, tirare in dentro la pancia e stare così fermo sei secondi. Di seguito rilassi tutti i Banda, inali attraverso la narice destra, e nel trattenimeto fai solo mento e perineo, poi esali, e qui di nuovo tutti e tre i Banda, mento, perineo e pancia, e così via. Effettivamente è un pò complicato, quindi secondo il buon senso potresti iniziare con il Nadi Sodana normale. Inali attraverso la narice sinistra ed esali attraverso la destra. Poi cominci a fare il trattenimento solo dopo l'inalazione. Quindi quando hai inalato tu abbassi il mento sul petto e contrai il perineo alla base della spina dorsale. Ti verrà spontaneo e naturale e crea un effetto bello. Di seguito esali, poi inali subito e vai avanti per un pò solo facendo il trattenimento dopo l'inalazione.Questo può durare alcuni Nadi Sodana, oppure alcune settimane prima di fare l'esercizio completo. Dopo che hai imparato bene a fare solo i due Banda dopo l'inalazione, puoi con calma provare a fare i tre Banda insieme dopo l'esalazione. Questo esercizio va fatto da un minimo di 12 volte ad un massimo di 24.
Il Nadi Soddana comincia semplice, poi diventa complicato. Questo perchè va sottolineato che il Nadi Sodana diventa forte, diventa potente. Esso ti equilibra le due nadi, quando le due nadi, Ida e Pingala sono equilibrate, succede che l'energia và nel canale centrale detto Susciunna. Ma come si fa a portarla nel canale centrale?
E' semplice, con i Banda, nel trattenimento, questo è il segreto per portare l'energia nel Susciunna. Quando l'energia và nel Susciunna vuol dire che noi portiamo serenità, felicità ossia gioia nel nostro essere. Quando sarai padrone di questa tecnica, allora imparerai anche l'Uggiai con la Svinimudra.
ESERCIZIO PERFEZIONAMENTO UGGIAI
Come ricorderai io ti ho spiegato l'Uggiai che è un respiro fatto attraverso le narici ed è un respiro lungo e lento. Ti ho anche insegnato a percepire in questo respiro il mantrha so, ham.
1) Se questo è riuscito, se hai fatto tutta la pratica dei Banda e della Svinimudra, ora non dovrebbe essere difficile durante la pratica dell'Uggiai, fare contemporaneamente anche la Svinimudra. Quindi, fai un bel respiro lungo per l'inalazione, accompagna tutto con il mantrha so, nell'inalazione, e ham, nell'esalazione. Con l'inalazione avviene che senti un qualcosa di indefinito, è infatti molto importante non definirlo perchè deve essere qualcosa di spontaneo, che viene in sù, che si solleva, che viaggia verso l'alto. Quando esali avverti in maniera indefinita, debole, un qualcosa che và verso il basso. Man mano che vai avanti, la Svinimudra diventa sempre più interiorizzata, per il fatto che è una contrazione unita ad un rilassamento. Diventa poi come un palpito, una pulsazione, diventa quasi come un ritmo.Qualche persona può trovare molto utile sù questo ritmo contare il tempo dell'inalazione e dell'esalazione. La cosa importante è che la Svimimudra diventi un fatto interiore, è come se toccassi, mettessi in tensione, l'intera spina dorsale, sentendo un qualcosa di dolce che viene sù e dopo và giù. Lahiri Masahi consigliava degli esercizi di preparazione al Kriya Yoga, il più importante di questi era proprio il so, ham, nella spina dorsale. Quello che da questo momento ti insegnerò è una mia elaborazione, mi ci sono voluti anni di prove e di ricerche per spiegarti queste cose in modo chiaro. Quello che sto per spiegarti innanzitutto , non è Kriya Yoga puro, in quanto io non posso insegnarlo, lo imparerai quando verrai iniziato al Kriya Yoga. Se qualcuna delle cose che qui io ti dico, qualche altro insegnante, dice che sono Kriya Yoga, è certamente in errore. Tutto quello detto e fatto fin qui, è solo preparazione al Kriya Yoga.
2) Agiapa Giapa, quindi un Giapa so, ham, Agiapa cioè senza sforzo. Il respiro quindi non sarà più Uggiai, ti spiegherò cosa fare dopo, ciò è talmente sottile, delicato, che sarebbe corretto attendere un pò prima di impararlo. Può essere anche conveniente prendere appunti per imparare le cose a memoria. In questo secondo punto il respiro è una via di mezzo fra quello dell'Uggiai, quindi un respiro lungo, ed il respiro che va avanti per conto suo, quindi un respiro calmo.
E' un respiro di transizione.
Adesso noi facciamo intervenire in maniera naturale, dolce, spontanea, la coscienza dei Chakra. Come nei piegamenti, ora dedichi ogni respiro che ti viene spontaneo, ad un Chakra. Dopo aver fatto Uggiai, dimentica l'ossessione di fare il suono nella gola, lascia che il respiro sia un pò più calmo e tranquillo. Farai comunque un'inalazione decisa immaginando di prendere il sesto Chakra, e di spostarlo sopra la testa. Poi con l'esalazione, da lì riportarlo nella sua sede, il tutto accompagnato dal so, ham,. Il respiro seguente sarà dedicato per fare la stessa cosa ma questa volta con il quinto CHakra, e così di seguito per il quarto, terzo, secondo e primo. Se vorrai fare un altro ciclo di respirazioni, ripartirai dal primo Chakra, ciò per avere sempre i giusto equilibrio tra tutti i Chakra. Per quanto tempo devi fare questo esercizio, dipende dal tempo che hai a disposizione e dalla sensazione di calma che vuoi raggiungere. A mio avviso un ciclo completo, ossia dodici respiri, può anche bastare. Il respiro non è nè lungo come nell'Uggiai, nè corto corto, è quel tanto necessario a far sì che l'azione di spostare il Chakra avvenga. Questa è una fase di transizione che ti prepara a quello che viene dopo e che è la cosa importante.
3) Questa parte è proprio il cuore di tutto, è anche la parte che può richiedere più tempo, anzi è la parte oltre la quale una persona molte volte non riuscirà ad andare più in avanti.. Ossia i successivi quarto, quinto, sesto e settimo punto non sono facilmente realizzabili in quanto troppo sottili. Il terzo punto si può fare e riesce a tutti, gli altri riescono solo a chi ha lavorato bene nei mesi precedenti. Il terzo punto è il respiro veramente libero, proprio come ho già spiegato nella terza parte. Restano valide tutte le cose che lì ho già detto. Tu senti l'inalazione con so , e poi se il respiro vuole fermarsi lascia che si fermi. Esalando poi con ham, se il respiro vuole fermarsi, lascia che si fermi. Tutta la questione delle pause, che un fatto delicatissimo, qui rimane. Nulla viene modificato solo che ti sposti nei Chakra mentre fai questa cosa.
Ma cosa vuol dire ti sposti nei Chakra?
Può voler dire ad esempio di sentire il respiro come se fosse lì ma può voler dire anche molte altre cose, ed ognuno deve percepire a modo suo. Per esempio fai finta adesso che per alcuni respiri, diciamo tre, questo so, ham, avvenga nel sesto Chakra. Allora attendi di inalare e, quando inali, il respiro viene a te e tu lentamente dici so, ed immagini di sentire che quel chakra venga toccato. Ma in che modo? Puoi immaginare una forza che lo sospinga un pò verso l'alto, poi c'è la pausa del respiro, poi c'è l'esalazione ed il Chakra torna nel suo punto. Ma questa visualizzazione può essere che per te non vada bene e quindi potresti immaginare una qualche altra maniera. Potresti ad esempio immaginare come se il respiro venisse dall'esterno ed andasse a toccare il chakra, come se addirittura lo muovesse imprimendogli un moto circolare. Se una di queste visualizzazioni produce il risultato di portarti sempre più in uno stato di calma, possono andare bene per il tuo scopo, altrimenti puoi elaborarne una che ti aiuti meglio.L'importante è che durante i tre respiri di cui abbiamo parlato, noi restiamo in quel centro. Proseguendo nell'esercizio, vieni giù nel quinto Chakra e rifai la stessa cosa per tre respiri. Poi ancora nel quarto, terzo, secondo e primo, e poi ancora nel primo, secondo, terzo, quarto, quinto e sesto. Ogni respiro che farai sarà dedicato ad un Chakra diverso, questa volta però a differenza del secondo punto, non andrai così veloce facendo un respiro per ogni centro ma, resterai un pò più fermo su ciasscun Chakra.Questo chiaramente perchè andando veloci, non si riesce a percepire niente.Ossia, bisogna sentire come se fossimo entrati in sintonia con quel centro, sentire come una dolcezza particolare, sentire come se qualcosa si sciogliesse. Sciogliesse è proprio il termine più appropriato perchè è la reale sensazione che si percepisce.
4) Ma cosa avviene andando avanti nella pratica?
Se sei in una stanza dove nessuno ti disturba, se non hai il problema che la posizione non è comoda, se riesci ad essere immobile come una statua, avviene che le pause di cui ti ho parlato si allargano sempre di più, tanto che ti sembrerà di non respirare affatto. Avviene che il respiro è così breve, quasi un palpito, tanto da farti passare spontaneamente al quarto punto, ossia quello in cui il mantrha non c'è più, perchè sembra quasi che il respiro stesso non ci sia, o meglio che sia diventato un punto e la pausa sia la realtà. La situazione ora si è capovolta. Nel respiro di solito la realtà dell'inalazione e dell'esalazione, sono quello che contano, mentre le pause sono come due punti. Qui invece, è cambiato inalazione ed esalazione sono come due punti, quasi un palpito. In questo stadio quindi, non esiste nè so, nè ham, c'è solo la pausa e tu sei un pò in un centro, un pò nell'altro, percependo una dolcezza sempre più grande, sempre più chiara, bella, ciò sempre che tu non ti muova e sia calmo.Spero che tu possa avermi capito, tutto sta nel terzo punto, nel far sì che quello che senti in ciascun centro, non sia una cosa complicata, ma spontanea. Quello che conta è ciò che avviene. Dovrebbe infatti avvenire in te un evento, un fenomeno. Cioè che il respiro si calma sempre di più ma in un modo estremamente più facile di quello che ti ho spiegato nella terza lezione. In realtà ora non stiamo imparando una nuova tecnica, è sempre quella della terza lezione ma, molto più perfezionata in quanto ora lo stiamo facendo nella spina dorsale, cercando così di realizzare, di capire le istruzioni di Lahiri Masahi.
5) L'assenza di respiro verso cui ti stai muovendo è uno stato reale che ha delle basi scientifiche. Ossia in questo stato tutte le cellule del corpo, comprese quelle del cervello, vengono sostenute, vengono tenute in vita da un'energia che si scopre esistere all'interno dello stesso corpo. Il fatto meraviglioso dell'assenza di respiro viene aiutato se adesso, in contemporanea a tutto quello che fai, diventi anche cosciente di tutto il tuo corpo, di tutte le cellule del tuo corpo. Chiaramente ciò è un fatto impossibile, è un'immaginazione, quindi devi fare quel poco che ti riesce. Devi sentire tutto il tuo corpo immobile come una statua.
6) Il sesto punto è davvero una cosa meravigliosa.
Qui dovresti riuscire a sentire la libertà dal respiro. Porti la coscienza nel tuo corpo ma, ad un certo punto, scatta come una intuizione che è in realtà una realizzazione, che esiste nel tuo corpo una fonte di sostentamento e che non ha bisogno dell'ossigeno. In quel momento c'è la più grande gioia che si può provare in tutta questa pratica, il senso di libertà dal respiro. E' una cosa che veramente ti auguro di provare.
7) Il settimo punto consiste semplicemente nel fatto che, quando ritorni in te, cioè ad alzarti, a muoverti, a lavorare, ossia quando la meditazione è finita, non devi farlo bruscamente. Ma, quando sei nel sesto punto, lentamente apri gli occhi mantenendo quello stato, cioè ti verrà di guardare quello che sta attorno, però senza guardare. La tua attenzione non si poserà su niente di particolare,in questo modo la gioia "potrebbe" aumentare ancora di pi. Ciò perchè percepirai questo fatto. Molte persone hanno paura dello Yoga perchè pensano che sia un abbandono della vita, che sia una fuga, qui invece, realizzi il suo grande significato.
Quando nel quinto punto ti ho chiesto di pensare al tuo corpo, alle cellule del tuo corpo, ti ho riportato l'attenzione dai Chakra, dalla spina dorsale, al tuo corpo. Questo fatto al contrario di quello che si pensa, invece di farti perdere tutto il bello che avevi, nella mia intenzione era quello di aumentare la libertà dal respiro. Lo Yoga che fai diventa ancora più perfetto. Questo è quello che io mi permetto di chiamare l'unione dei due mondi, quello spirituale e quello fisico.
Cosa vuol dire aver portato la coscienza nel proprio corpo?
Vuol dire essersi resi conto che noi facciamo parte dell'universo, che esiste, che anche in esso c'è la stessa energia che lo sostiene. Quando si realizza questo, scatta la libertà dal respiro. Aprendo gli occhi questo dovrebbe aumentare perchè in te c'è l'universo, lo vedi davanti, sei cosciente del tuo corpo, c'è tutto il mondo della non mente, il mondo dello spirito,cioè che sei libero dal respiro. Questo è un fatto inspiegabile per i fisici, per i medici, non possono spiegare quello che avviene, e tu sei libero dalla vita e poi stai per entrare di nuovo nella vita dopo la meditazione, portando con te questa realizzazione. Questo è il vertice di tutto il perfezionamento, dopo di questo, se vorrai, viene solo il Kriya Yoga. Con il Krya Yoga in un certo senso riparti di nuovo, riponi le basi, perchè ti verrà insegnata qualcosa che sarà una base. Imparerai il Talaviakryia per riuscire un giorno a raggiungere il perfetto Kechari Mudra. Imparerai il Navi Kriya, che ti insegna ad equilibrare Prhana ed Aphana ed ancora lo lo Yoni mudra, il maha mudra, e poi il Kriya Prahanaiama come lo insegnava Lahiri.
Volendo ci sono poi ancora tecniche superiori che servono per liberare i nodi, cioè gli ultimi e più difficili legami che abbiamo e che ci tengono continuamente schiavi della nostra stessa mente. Anche se noi abbiamo realizzzato tutte queste cose, possiamo facilmente perderle, e possono passare anni prima che li ritroviamo, questo perchè ci sono questi nodi dentro di noi che ci riportano alle vecchie abitudini. Il Kriya è una cosa completa che da la sicurezza che quello che hai realizzato diventi la tua vita. Sul Kriya posso aggiungere solo che vi sono molte contraffazioni, io mi occupo solo del Kriya originale come insegnato da Lahiri Masahi. Oggi lo si può imparare dal suo pronipote, Scibendu Lahiri, che passa in Italia ed Europa ogni anno.
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