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SCHEDA ARTICOLO N. «00020»

CLASSIFICAZIONE: 3
TIPOLOGIA: YOGA
AUTORE: KAUSALYARANI RHAGAVAN
TITOLO: GUIDA ALLA CULTURA ED ALLA SPIRITUALITÀ INDIANA, SECONDO SAI BABA
SPAZIATORE bianco

TESTO ARTICOLO

GUIDA ALLA CULTURA E ALLA SPIRITUALITA' INDIANA BASATA SUGLI INSEGNAMENTI DI
SRI SATHYA SAI BABA

(compilata da smt. Kausalyarani Rhagavan - 1980)

INDICE

I. I testi sacri dell'induismo
II. I sistemi della filosofia indiana
III. Gli insegnamenti Divini del Bhagavan Baba
riguardanti la Spiritualita' e la Cultura indiana
IV. Le varie grandi religioni del mondo e la loro unita'
V. Rappresentazioni alfabetiche
VI. Rappresentazioni numeriche
VII. 108 Massime morali


I. I TESTI SACRI DELL'INDUISMO

1. Come si chiama il nostro paese?
Il nome del nostro paese e' " Bharat".

2. Perche' si chiama Bharat?
Perche' la gente del nostro paese sente attaccamento
per il Bhagavan; " Bha" vuol dire Bhagavan, e " Rathi"
significa attaccamento. Questo e' il significato
spirituale del termine " Bharat".

3. Dimmi quali sono i due grandi poemi epici del
nostro paese.
Sono il Ramayana e il Mahabharata. Il primo e' la
storia di Sri Rama, e il Mahabharata e'la storia di
Sri Krsna.

4. Chi li scrisse?
Il Ramayama fu scritto dal saggio Valmiki, e il
Mahabharata lo scrisse il grande saggio Vyasa.

5. Che cosa sono i " Veda " ? Definiscili.
La parola " Veda" significa conoscenza di tutto".
Questa parola deriva dalla radice "vit" che significa
conoscenza. Dio, nella Sua grazia, ci ha dato questi
Veda affinche' sappiamo di questo mondo, capiamo il
significato della nascita umana e lo spirito del
Divino. Sicche' "Veda" sgnifica " parola di Dio ".

6. Come furono originati i Veda ?
Dio ha dato i Veda. Essi sono come il respiro stesso
di Dio. I sacri Rsi, i veggenti di questo paese, con
le loro penitenze e le ricerche nella Natura di Dio
percepirono i Veda per mezzo di tanti Suoni Divini che
giunsero loro. Per una cosa quale e' l'udire i suoni
Divini non esiste altra Pramana, altra Autorita' che il
fatto stesso. Cosi' i Veda sono la Parola di Dio, e
'Svara' , o 'Vani' il Suono e' l'origine dei Veda.
L''Aksara" AUM e' l'origine dei Veda e del Creato.

7. Perche' i Veda sono chiamati " Sruti " ?
" Sruti " significa una nota musicale. Questi Veda
sono il prodotto solamente dell'audizione da parte di
Veggenti dei vari suoni Divini, e si chimano Sruti
perche' sono stati ricevuti per mezzo dell'azione
uditiva.

8. Quanti Veda ci sono ? Fammene il nome.
Quando per la prima volta furono emanati ce n'era un
numero interminabile, ma oggi, dopo il corso dei
secoli, ne sono rimasti solo quattro:
1. il Rg Veda. 2. il Yajur Veda 3. il Sama Veda, e
4. l'Atharva Veda.

9. Che cos'e' il Rg Veda ?
E' un insieme di piccole stanze, o Mantra, da cui il
nome Rg. Il Rg Veda inoltre contiene sentenze
importanti, come " Sathyyam vada" (di' il vero ); "
Dharmam ciara" ( segui il Dharma, la via della
rettitudine ). Contiene anche vari riti e procedure
giovevoli a mantenere intatta la societa'.

10. Che cos' il Yajur Veda ?
Esso ci insegna come compiere i nostri doveri ( sia
rispetto a Dio: quindi i rituali da seguire in ogni
atto sacrificale; sia rispetto al mondo ed alla
societa' ), oltre che occuparsi della sicurezza della
societa'.

11. Che cos'e' il Sama Veda ?
Le parole del Sama Veda sono musicate, e il loro
testo contiene l'essenza del Rg e del Sama Veda.

12. E l'Atharva Veda, che cos'e' ?
Questo Veda ci insegna come allevare i bambini, come
aver cura della famiglia e dei vecchi, e come vivere
contenti. Contiene anche discipline speciali e
tecniche curative.

13. Perche' i Veda sono chiamati " Nitya" e " Apauruseya"?
I Veda sono " nitya " perche' sono eterni; e sono
" apauruseya " perche' non sono stati inventati
dall'uomo. La loro origine e' divina. Sono il respiro
stesso di Dio.

14. Quale sono le quattro divisioni dei Veda?
Sono: Samhita, o raccolta di Mantra in lode di Dio;
Brahmana, istruzioni dettagliate sui riti e sul
cerimoniale;
Aranyaka, indagini sulla Verita' Suprema; e
Upanisad, trattati filosofici che formano la
base dei grandi sistemi della filosofia
indiana.

15. Com'e' stato conservato l'insegnamento dei Veda ?
Per mezzo della trasmissione tradizionale dalla bocca
del maestro all'orecchio de discepolo. Percio' e' stato
chiamato "Sruti".

16. Chi e' il " Mantra-Drasta " ?
Sono i Rsi che hanno ricevuto la rivelazione Vedica e
la trasmissione dei Mantra direttamente dall'Essere
Supremo; essi sono detti " Mantra-Drasta".

17. Chi e' la " Brahmavadini " ?
Le donne veggenti, che ebbero la visione dei Mantra e
delle verita' Vediche sono chiamate Brahmavadini.

18. Quanti sono coloro che ebbero la visione dei Mantra
Vedici ?
Si dice che le persone che ebbero la visione dei
Mantra Vedici siano 300.

19. E tra essi, quante furono le donne ?
Si contano 32 donne veggenti.

20. Dimmi il nome di qualche Brahmavadini.
1) Vagambhrani, 2) Sarparajni, 3) Uma Haimavathi,
4) Maitreyi ( moglie di Yajnavalka), 5) Garghi ( una
veggente della corte di re Janaka )

21. Che cos'e' il Vedanta ?
Letteralmente significa " fine dei Veda "; esso
comprende il sistema filosofico che fa da sottofondo
alle Upanishad. Queste formano l'essenza dei Veda e
sono percio' chiamate " Sruti sira", la testa della
"Sruti". Esse vogliono portare l'uomo a quella
scienza, a quella saggezza che vede se stessa come
reale, e tutto il resto come irreale.

22. Quanti Mantra e quanti Sukta ci sono nei Veda ? Ci
sono altre tradizioni basate sui Veda, dalle quali
possiamo trarre beneficio ?
Contengono 10.581 Mantra e 1.000 Sukta. Dai Veda
hanno origine lo Ayurveda, il Dhanurveda, il
Gandharvaveda e il Natyaveda; cio' che non c'e' nei
Veda non c'e' da nessuna altra parte.

23. Quante sono le Upanisad ?
Oggi ce ne sono 108 conosciute, ma in origine erano
1.180.

24. Dimmi il titolo delle dieci Upanisad piu' note.
La Isavasya, la Kena, la Katha, la Mandukya, la
Taitriya, la Prasna, la Candogya, la Brihadaranyaka,
la Mundaka e la Aithareya.

25. Che significato ha il termine " Upanisad " ?
1) cio' che ci porta alla conoscenza del Brahman;
2) cio' che scaccia il timore del Samsara; 3) cio' che
distrugge il dolore; e 4) cio' che il Maestro insegna
al discepolo seduto accanto e sotto di lui.
Le Upanisad contengono il segreto dei Veda.

26. Chi fu il traduttore delle Upanisad in Persiano ?
Jagannata Panditaraja insegno' le Upanisad al
principe Darashikon, figlio dell'iperatore Shajahan.
Dara le tradusse in Persiano. Ci sono traduzioni
delle Upanisad in latino, in inglese, in tedesco e in
molte altre lingue.

27. In quale lingua sono scritti i Veda ?
I Veda sono scritti in sanscrito.

28. Qual'e' la conoscenza che impartiscono le Upanisad?
Le Upanisad impartiscono la Conoscenza della
Brahmavidya.

29. Che significa " Upasana " ?
Significa ricevere la " Diksa " ( l'iniziazione,
l'assunzione dell'impegno spirutale ) e fare
Sadhana sotto la guida del Guru, per finire a
raggiungere il potere Divino.

30. Quanti tipi di Diksa ci sono ?
Ce ne sono 32.

31. Quali sono i passi piu' importanti nell' " Upasana"?
Il passo piu' importante e' " Anunyasa ", ossia
l'intraprendere " japa" ( preghiera, adorazione ) e
sentire la presenza del Divino nel proprio corpo.

32.33. Chi e' l' " Adikavi ", ossia il Primo Poeta, il
sommo Vate nella letteratura Sanscrita ?
L'Adikavi della letteratura sanscrita e' ritenuto
essere Valmiki, l'autore del grande poema epico
" Srimad Ramayana ", pieno di grandezza morale e
di sublime poesia. Gli inni Vedici e le Upanisad
sono anteriori al Ramayama, ma non sono di facile
comprensione per l'uomo comune perche' sono scritti
in sanscrito " vedico". Invece Valmiki scrisse il
suo Ramayama in sanscrito " laukika", piu' facile
da capire; ma cio' non gli toglie il suo fascino e
la sua dignita'. La sua stessa semplicita' lo fa
dolce e sublime a un tempo.

34. Qual'e' la base del Ramayana?
La base del Ramayana e' il Mantra della Gayatry; esso
e' incluso nel poema.

35. Qual'e' il poema piu' lungo nella letteratura di tutto
il mondo ?
E' il Mahbharata con i suoi 18 "parva" , o canti.
Esso contiene molti " upakhyana" ( episodi ).

36. Che cos'e' il " pancama Veda " ( il 5o. Veda ) ?
Il Mahabharata e' detto il " Quinto Veda ".

37. Che cos'e' la Bhagavad Gita ?
E' una parte del Mahabharata. E' la gemma piu'
preziosa di tutte le scritture Indu'. Contiene
l'essenza della filosofia Vedanta sotto forma degli
insegnamenti di Sri Krsna in persona ad Arjuna sul
Kuruksetra, ed e' ritenuto l'insegnamento del Signore
a tutto l'universo. Nel vocabolo " gita" , "gi" sta
per "sacrificio", e "ta" vuol dire spiritualita';
ossia la Gita insegna tanto il sacrificio quanto la
reale natura dell'anima.

38. Quanti sono i capitoli del santo libro della Bhagavad
Gita ?
Sono diciotto.

39. E quante "kanda" (parti) la compongono? Dimmele.
I primi sei capitoli formano la Karma Kanda. I
successivi sei costituiscono la Bhakti Kanda, gli
ultimi sei la Jana Kanda. Cosicche' le Kanda della
Gita sono tre, e rispettivamente trattano
dell'attivita' (karma), della devozione e
dell'abbandono di se stessi a Dio, e della
Conoscenza.

40. Qual'e' la forma piu' alta di Bhakti, che insegna la
Bhagavad Gita ?
La forma piu' elevata di Bhakti, la Prapatti e'
l'abbandono di tutto nella resa di se stessi a Dio.
Il " Niskama Karma", cioe' il "Karma Phala Thyaga"
( rinuncia ai frutti dell'azione ) e' considerato la
pi-u'alta forma di Bhakti.

41. Che cos'e' il Niskama Karma o Karma Phala Thyaga ?
E' il " Niskama Karma" compiere qualunque azione in
pieno abbandono di se' a Dio senza aspirare a nulla di
proprio, ossia non avendo nessuno desiderio egoistico
per i risultati dell'azione.
" Karmaphala Thyaga" significa abbandonare a Dio i
risultati di ogni azione.

42. Che cosa sono i Purana ?
Sono racconti relativi a Dio ed ai Suoi Atti con gli
uomini. Il loro fine e' la divulgazione e la
propagazione dei significati e dei contenuti dei
Veda.

43. Quando furono scritti i Purana ?
Dopo i Veda; anche se i racconti dei Purana possono
essere antecedenti ai Veda, non per questo sono i piu'
antichi dei Veda.

44. Quanti sono i Purana ?
Ci sono diciotto Purana, diciotto Upapurana e altri
diciotto Upa-upapurana.

45. Come si intitolano i XVIII Purana ?
1) Brahma Prurana; 2) Padma Purana; 3) Visnu purana;
4) Siva Purana; 5) Bhagavata Purana; 6) Narada
Purana; 7) Markandeya Purana; 8) Agni Purana;
9) Bhavisya Purana; 10) Brahma Vaivarta Purana;
11) Linga Purana; 12) Varaha Purana; 13) Skanta
Purana; 14) Vamana Purana; 15) Kurma Purana;
16) Macya Purana; 17) Garuda Purana; e 18) Brahamanda
Purana.

46. Quali sono le cinque caratteristiche dei Purana ?
Sono: 1. Sarga ( Creazione ); 2. Prati Sarga
( Riassorbimento ); 3. Vamsa ( Genealogia );
4. Manvantara ( Epoche di un Manu); e 5. Vamsacarita
( Storia ).

47. Qual'e' il contenuto dei Purana ?
In verita' sono dei racconti con una grande componente
miracolosa, che dimostrano la potenza del Divino
nelle Sue molte manifestazioni e la Sua missione
Divina di proteggere il Dharma e di distruggere
l'Adharma.

48. Che cosa sono le Upakyana ?
Nei vari Purana le Upakyana sono le fonti di molti
poemi posteriori.

49. Perche' sono importanti i purana nella nostra vita?
Perche' sono documenti storici validi del nostro
paese. I Purana mantennero viva la religione tra le
masse a causa del loro interesse narrativo e della
natura drammatica dei loro episodi.

50. Che cos'e' il Bhagavata ?
E' uno dei Purana maggiori; descrive i vari
Manvantara e la parte che vi presero i vari Avatar
del Signore. Racconta in breve le storie delle
incarnazioni di Sri Visnu.



GUIDA ALLA CULTURA ED ALLA SPIRITUALITA’ INDIANA BASATA SUGLI INSEGNAMENTI DI SRI SATHYA SAI BABA

(parte seconda)

(compilata da smt. Kausalyarani Rhagavan - 1980


51. Quanti sono gli Avatara menzionati nel Maha
Bhagavata?
Sono ventidue, ma i più importanti sono dieci.

52. Che cosa simboleggiano questi Avatara?
I diversi Avatar simboleggiano l'evoluzione graduale
della coscienza dal pesce all'animale e finalmente
all'uomo dotato di consapevolezza.

53. Perchè si presentano gli Avatara ?
Iddio si manifesta al fine di distruggere il male e
di ristabilire il Dharma. L'universo dev'essere
ripulito e rimaneggiato spesso affinchè sia un
" ksetra " degno di Dio. E così vengono gli Avatara.

54. Quale degli Avatar è detto " Purna Avatar" ?
( Avatar Totale)
Sri Krisna è detto Purna Avatar.

55. Qual'è la specie di Bhakti che le Gopi avevano per
Sri Krsna?
La Bhakti delle Gopi è detta " Madhura Bhakti"
(" dolce Bahkti "). Non è amore ordinario
solamente, ma il profondo anelito dell'anima per
unirsi con Dio per mezzo dell'abbandono di se
stesse e di Prema.

56. Che cosa simbolizza la nota " Brahamar Gita" ?
E' il simbolo del perenne anelito dell'Amore Divino,
che è la Bhakti delle Gopi. Esse non riescono a
sopportare neppure per un attimo la separazione dal
loro Signore. Esse riversavano i loro aneliti alla
Bhramara ( l'ape ) perchè li portasse al loro,
Signore, a Krsna.

57. Quali sono le Upakhyana, le storie del Bhagavata ?
Sono le seguenti: 1. Il sacrificio di Daksa; 2. La
storia di Dhruva; 3. La storia di Ajamila; 4. La
Suyagnopakhyana e la storia del cacciatore e
dell'uccello Kulianga; 5. La Gajendra Moksa; 6. Le
storie di Yayathi e Ranti e 7. di Citraketu; e
inoltre, 8. Il Bhagavata parla di Sriman Narayana
Kavaca che protegge gli uomini dal peccato e dal
dolore.

58. Che intendiamo dire con " Yaga"?
Si chiamano Yaga i sacrifici eseguiti in conformità
ai Veda.

59. Che cosa significa " Yaga" ?
Significa abbandono di ciò che è materiale per ciò
che è Divino. Ciò facendo fiorisce il potere
interiore dell'uomo.

60. Quale specie di Yaga è quella di ordine più alto ?
La Gita suggerisce molte specie di sacrifici. Il più
alto è il Sathya Yajna. Dio elargisce la grazia a chi
compie Yaga, se chi lo compie non ha mire egoiche, il
sacrificio gioverà a tutto il mondo.

61. Che cos'è Yagna?
E' lo scopo del Yaga; di far fiorire l'umanità
nell'uomo e aiutarlo a raggiungere il Divino.

62. Che cosa rivela il Yaga?
Il Yaga rivela il Yagjnesvara. Il Supremo Signore del
sacrificio. Per suo mezzo la Gayatri Dvei protegge il
mondo.

63. Che cos'è lo Yoga ?
E' l'unione di Jivi con l'Atman.

64. Quali sono le diverse branche dello Yoga ?
Ci sono diverse branche di Yoga, come l'Hatha, il
Mantra, il Laya, il Raja, e il Sabda. Lo Yoga
fisico, quello della recitazione di un mantra, o
della dissoluzione ( della mente ), della
meditazione e del Suono ).

65. Chi scrisse " Yoga Darsan " ?
Fu Patanjali.

66. Come si deve praticare lo Yoga ?
Le cinque regole esterne da praticare sono Yama,
Niyama, Asana, Pranayama, Prathyahara. Le discipline
interne sonno Dharana, Dhyana e Samadhi. Il
procedimento dello Yoga implica il ritiro della mente
dagli oggetti esterni, e occorre arrestare certe
'vrtti', agitazioni mentali antagoniste della
meditazione. Per controllarle c'è anche l'Abhyasa
( costanza della pratica ) e Vairagya ( distacco ).
E' anche importante la purificazione delle Nadi ( dei
nervi sottili ).

67. Come s'è sviluppato il Mimansa ?
I Veda insegnano il Dharma fondamentale per le
quattro ' Purusarta ' ( Dharma, Arta, Kama, Moksa ).
Il Mimansa è nato allo scopo di chiarire il Dharma; è
un'indagine nella natura del Dharma. Spiega che il
Dharma è il mezzo per avere gioia in questo e
nell'altro mondo. L'azione dev'essere accompagnata
dalla saggezza.

68. Chi scrisse le Mimansa Sutra ?
Le scrisse Jaimini.

69. Che cos'è il Purva Mimansa ?
E' un testo che insegna come procedere per eliminare
le divergenze e stabilire l'unità.

70. Quali sono le azioni previste dai Veda ?
Le azioni che prevedono i Veda sono di tre tipi. Sono
Nitya, Kamya e Visuddha: obbligatorie, finalizzate o
pure.

71. Che cos' Moksa ?
E' il 'moha ksaya', cioè distacco totale dai
desideri e dagli interessi terreni.

72. Che cosa sono le ' Mahavakya '?
Le Mahavakya sono le grandi sentenze delle Upanisad.
Contengono l'essenza dei Vedanta e la Verità Ultima.

73. Qual'è la Mahavakya del Rg Veda, e che significa ?
La Mahavakya del Rg Veda è " Prajnanam Brahma ", e
significa che la Realtà Suprema è la Consapevolezza
Divina, il Parabrahman.

74. Qual'è la Mahavakya del Yajur Veda, e che significa ?
La Mahavakya del Yajur Veda è " Aham Brahmasmi", e
significa " Io sono il Brahman ". Ossia, ognuno,
ogni Io è il Brahman.

75. Qual'è la Mahavakya del Sama Veda e che significa ?
La Mahavakya del Sama Veda è " Tat tvam asi ", e
significa " Tu sei Quello ".

76. Qual'è la Mahavakya dell'Atharvana Veda, e che
significa ?
La Mahavakya dell'Atharvana Veda è " Ayam Atma
Brahma" e significa " l'Atman è Brahman".

77. Quali sono i tre Mantra dell'Isavasya Upanisad?
Spiegami in dettaglio il loro significato.
In tre Mantra dell'Isavasyopanisad è contenuta
l'essenza di tutte le Upanisad. Il primo Mantra
dice." Isavasyam Idam Sarvam Yat Kincya Jagatyam
Jagat" che significa:" tutto in questo mondo è
ravvolto da Dio ", e ci insegna che la gioia più
grande si raggiunge col Thyaga, sacrificandoci per il
bene altrui.
Il secondo Mantra ci dice di operare nel mondo e di
compiere i nostri doveri in ispirito di rinuncia. Il
terzo Mantra dice che chi vede Dio dovunque e in
tutto e dentro di sè non conosce tristezza.

78. Qual'è il significato della Kena Upanisad ? Che dice,
in sostanza ?
Il vocabolo " kena " sta per " da che cosa ?", " per
effetto di che cosa?", ossia, per quale potere tutti
ci muove nell'universo? La risposta è " Dio", o "
Brahman".
.i.b1:;
79. Qual'è la storia che racconta la Katopanisad ?
La Katha narra la storia del piccolo principe
Naciketas, che chiese a Yama, Dio della Morte, il
solo dono dell'Atma Vidya.

80. Che cos'è " Sreyas" e che cos'è " Preyas " ?
" Sreyas " significa il Bene Eterno, e " Preyas"
significa "piacevole ". Il Naciketas della
Katoupanisad credeva fermamente che il "bene eterno"
sia meglio del "piacevole", e preferì Sreyas a
Preyas.

81. Che cosa significa la frase " Avastha Traiya Vicara"?
La Mandukya Upanisad è un'analisi dettagliata della
natura dell'Atman e della sua manifestazione
nell'Omkar ( o Pranava) . Quest'analisi è detta nella
Upanisad " Avastha Traiya Vicara ".

82. Quali sono i tre stati di esperienza che generalmente
si conoscono ?
I tre stati di esperienza della vita comune sono:
1. Jagrat; 2. Svapna e 3. Susupti.

83. Che cosa significa il termine " Jagrat"?
E' lo stato che si sperimenta da svegli, e di tutte
le cose che accadono nel periodo di veglia. Nello
stato Jagrat l'osservatore funziona tanto con la mente
quanto con i sensi; ci troviamo perciò in contatto
immediato con mondo che ci circonda, con altre persone
e con le qualità degli oggetti esterni.

84. Spiegami i termini " Visva" e " Sthula Bhuk".
( Bhukti godimento, possesso )
Nello stato di veglia o Jagrat, l'individuo è detto
'Visva', ossia colui il quale sperimenta oggetti
materiali, grossolani, dotati di peso e di
dimensioni. Ciò che fa di noi dei fruitori di entità
materiali, e l'individuo detto essere uno " Sthula
Bhuk " ( fruitore grossolano )

85. Che cos'è lo stato di " Svapna" ? Spiegamelo in
dettaglio.
E' lo stato di chi sta sognando. Nello stato di
Svapna, nel sonno con sogni gli organi di senso
cessano di funzionare. Non abbiamo contatto con gli
oggetti del mondo esterno, ma solo con le idee
sottili e gli impulsi della mente.

86. Spiegami i termini " Tejasa " e " Pradiviktha Bhuk "
che appaiono nella Mandukya Upanisad.
Lo stato di Svapna è altrettanto ricco, reale e
concreto quanto il mondo delle esperienze di veglia.
Qui è attiva solo la mente, e perciò quest'esperienza
è chiamata " Tejasa" , la parola che in sanscrito
significa " luce". Sicchè nel sogno la mente dipende
solo dalla propria sola luce; è una luce Atmica
autogenerantesi che mostra gli oggetti sottili, e tale
esperienza vien detta " Pradiviktha Bhuk ".

87. Parlami in dettaglio dello stato di " Susupti ".
Lo stato del sonno profondo, senza sogni, di
" Asvapna Nidra " è chiamato Susupti. Qui non
funziona neanche la mente, oltre ai sensi. Funziona
solo l'Atman, che assiste a questo stato di Ananda;
perciò diciamo che solo l'Atman, l'Anima è
onnipresente.

88. Spiega i termini " Prajna" e " Ananda Bhuk ".
L'esperienza dello stato di profondo sonno senza
sogni è detta " Prajna "; ma, benchè abbiamo cessato
di funzionare la mente e i sensi, la persona continua
a sperimentare lo stato di Ananda, ed è perciò detta
Ananda Bhuk.

89. A che cosa si riferisce con il termine " Saksi " la
Mandukya Upanisad?
Quel testimone tacito che è il Sè, che osserva
imparzialmente sia la presenza, sia l'assenza di
oggetti esterni ed è presente in tutti e tre gli
stati d'esperienza - Jagrat, Svapna, e Susupti,-
nella Mandukya Upanisad è chiamato " Saksi " ossia
Testimone.

90. Che cosa c'è di reale e di permanente ?
Mentre la mente e i sensi variano e cambiano
attività, solo la luce del Sè rimane costante e
immutabile. Essa è la Realtà, il " Sat", l'Atman ed è
l'unico punto di immobilità, lampada passiva e
illuminatrice. Poichè tutti gli altri tre stati di
esperienza sono temporanei e irreali, l'Atman il
Testimone è la sola forza reale in noi, il Saksi.

91. Che cos'è ciò che ha nome " Visvavirat " ?
La Visva obiettiva ( l'esperienza del mondo
materiale ) corrisponde obiettivamente al mondo
della materia chiamato " Virat ", e quindi lo stato
Jagrat si chiama " Visvavirat ".

92. Che cos'è il " Taijasa Hiranya Garbha?
Il Taijasa corrisponde alla mente del mondo. Lo
Hiranya Garbha è noto come Taijasa Hiranya Garbha
( stato di sogno, " svapna " )

93. A che individuo corrisponde il termine " Prajna " ?
L'individuo " prajna "( che è sonno profondo senza
sogni ) corrisponde a Isvara, a Dio, da cui procede e
in cui deve tornare.

94. Chi è Brahman ?
L'Atman è Brahman. L'Atman soggettivo, o Turya
corrisponde al Brahman in cui si fondono l'oggettivo
e il soggettivo.

95. Che significa " Om Iti Ek Aksaram " ? ( Aksara=
sillaba, unità indivisibile )
L'Aksaram " Om " è il Brahman Stesso e contiene la
Verità ultima. E' presente in tutti e tre gli stati
d'esperienza come Atman o Brahman. Quindi è l'eterno
testimone.

96. Qual'è la Verità proclamata dalla Taitirya Upanisad ?
La Taitirya Upanisad insegna che nell'essere esistono
cinque involucri che possono essere raggruppati in
tre corpi.

97. Quali sono questi cinque involucri che la Taitirya
Upanisad dice che ci siano in ogni essere ?
Sono: 1. Annamaya Kosa; 2. il Pranamaya Kosa; 3. Il
Manomaya Kosa; 4. Il Vijnanamaya Kosa; 5.
l'Anandamaya Kosa.

98. Che è lo " Stula Sarira " ?
Lo " Stula Sarira ", o 'corpo grossolano', è
l'Annamaya Kosa, ossia il corpo fisico denso, che
subisce cambiamenti ed è soggetto alla morte fisica.

99. E il " Suksma Sarira " ?
E' il corpo sottile, formato dal Pranamaya, dal
Manomaya e dal Vijnanamaya, corpo energetico, corpo
mentale e corpo di saggezza. Esso è il corpo sottile
che costituisce il personaggio " jivi ".

100. Dove risiede l'Atman, o il Brahman, in un essere ?
Risiede nel " Karana Sarira o " corpo causale " ,
che è anche il corpo d'ignoranza, in quanto non è
conscio di se stesso. A causa di questa " Avidya ",
o " ignoranza " è soggetto a rinascere.

101. Che cos'è " l'Atmavidya " ?
E' la Conoscenza ( " vidya " ) dell'Atman, della
Realtà Assoluta. L'individuo si fa assoluto e libero
solo quando riconosce il Sè come propria realtà. E'
anche Brahmavidya.

102. Che significano " Purusa " e " Prakrti " ?
L'universo intero consta di due entità fondamentali,
Purusa e Prakrti. La Prakrti è la materia
primordiale, il materiale dell'universo, a dirla
breve. Il Purusa è la consapevolezza individuale,
l'intelligenza, sempre a dirla breve.

103. Come si evolve l'universo ?
Per effetto dell'interazione fra Purusa e Prakrti
( v. Samkhya Darsana di Kapila )

104. Quali sono i tre Guna, le tre Qualità di Prakrti ?
Le tre qualità fondamentali della Prakrti sono
" Sattva", " Rajas " e " Tamas ". Sattva è la
qualità della luminosità, Rajas quella dell'attività
e Tamas è la qualità dell'inerzia.

105. Come fu messa in moto l'evoluzione cosmica nel
creato ?
Sul principio le tre qualità di Sattva, Rajas e
Tamas sono in equilibrio. Se questo equilibrio viene
rotto dalla strumentalità del Purusa, si mette in
marcia l'evoluzione cosmica. " Mahat " e
" Ahamakara" sono due prodotti dell'evoluzione, di
" Parinama ".

106. Che significano " Mahat" e " Ahamakara " ?
" Mahat " può essere definito come " Buddhi ",
l'intelligenza cosmica, la mente universale.
" Ahamakara " si differenzia tra Ahamkara Sattvico,
l'Ahamakara Rajasico e l'Ahamakara Tamasico, a
seconda del Guna che predomina. L'Ahamakara Sattvico
va verso un'evoluzione psichica dalla quale risulta
l'emergere di Manas ( delle Mente ), dei 5 sensi di
percezione e dei 5 sensi d'azione. L'Ahamkara
Rajasico si evolve nel mondo della materia percepito
dai 5 elementi sottili Sabda, Sparsa, Rupa, Rasa, e
Gandha ( suono-udito, tatto, vista, sapore e odore),
le cui controparti sul piano rajasico ( materiale )
sono Cielo ( " akasa" = spazio ), Aria ( stato
gassoso) Fuoco ( " Agni ", stato igneo ) Acqua
( "Ap" o "Jala", stato liquido ) e Terra
( " Prittivi ", stato solido);

107.a Che differenza c'è tra mente e materia ?
La mente è Prakrti sottile, e la materia e Prakrti
grossolana.

107.b Che differenza c'è tra Purusa e Prakrti ?
Purusa è passivo, prakrti è attiva. Il purusa è
l'intelligenza conscia; la Prakrti è attività
materiale.

108. Chi è il vero Purusa ?
Il solo vero Purusa è Dio, il Brahman. Ciò che è
limpido, puro, indistruttibile e splendente di luce
propria è solo Uno, ed è lo Spirito, il Purusa.

* * *

CAPITOLO SECONDO
I SISTEMI DELLA FILOSOFIA INDIANA

109. Che significa il vocabolo " Darsana" ?
Significa Visione Suprema vista dall'occhio
interiore.

110. Che cosa sono gli " Astika " e i " Nastika " ?
Gli Astika sono coloro che credono nell'esistenza
di Dio, nel Karma e nella Reincarnazione.
I Nastika non credono nell'esistenza di Dio, del
Cielo, dell'Inferno e nella reincarnazione.

111. Quanti sistemi filosofici esistono in India ?
Ce ne sono sei, e cadono in due grandi categorie;
gli Advatistici e i Dvaitistici. Tra i sistemi
Dvaitistici si trovano veri Darsana Asthika come
pure una corrente Nastika.

112. Spiegami in breve la filosofia del " Carvaka
Darsana ".
La filosofia Carvaka non ammette l'esistenza di Dio,
e ritiene perituri tanto il corpo quanto l'anima.
Non crede in un Paradiso e in un Inferno, e ritiene
che lo scopo della vita sia solo ilgodimento
materiale.
Secondo questa filosofia la causa della creazione è
solo il caso e la natura delle cose. Non ammette che
esista altra entità oltre il corpo, e per essi la
coscienza è una facoltà fisica del corpo.
Appartengono ai Nastika e non hanno il concetto di
Dio.

113. Mi puoi spiegare il sistema filosofico Samkhya ?
I Samkhya credono che la materia, la Prakrti e lo
spirito, il Purusa coesistano. La creazione e
l'evoluzione camminano quando il Purusa viene in
contatto con la Prakrti. Il Sè consiste nella
combinazione di " Caitanya " e di " Antahkarana " .
Il sistema di evoluzione è scientifico, ma non
ammette Dio.

114. Illustra ora il sistema " Yoga " dell'India antica.
Nel sistema Yoga Dio è riconosciuto perchè Egli E'
il " Purusa " o " Cetana ".Lo Yoga è teistico
( Asthika).
Nello Yoga la disciplina fondamentale è il giusto
controllo della mente. Patanjali definisce
correttamente lo Yoga come " Citta Vrtti Nirodhah ".
La purezza della mente e del corpo sono i requisiti
essenziali perchè lo Yoghi possa meditare su Dio.
per praticarlo è assolutamente necessario avere un
Guru competente. Il sistema Yoga accetta pienamente
l'esistenza di Dio che è L'Essere di suprema
eccellenza e perfezione.

115. Qual'è la fonte principale riguardante il sistema
della filosofia Yoga ?
Sono gli " Yoga Sutra " di Patanjali.

116. Quante Pada o parti ci sono negli Yoga Sutra di
Patanjali e quali sono ?
Consistono di quattro Pada: Samadhi Pada, Sadhana
Pada, Vibhuti Pada, e Kaivalya Pada.
Il Samadhi Pada tratta della pura consapevolezza, il
Sadhana Pada tratta dei metodi e delle tecniche
Yoga; il Vibhuti Pada tratta del risveglio dei
poteri spirituali e il Kaivalya Pada riguarda Moksa
che è la liberazione spirituale.

117. Quali sono i cinque difetti che ha l'individuo
secondo gli Yoga Sutra ?
Essi sono: 1. Avidya ( ignoranza ), 2. Asmiti
( egoismo ), 3. Raga ( ira ), 4. Dvesa ( odio ),
e 5. Abhinivesa.

118. Che cosa significa la frase " Astanga Yoga " ?
Gli Yoga Sutra descrivono otto passi importanti
nella pratica della disciplina volta alla
realizzazione di Dio e sono:
1. Yama ( divieti, buona condotta ); 2. Niyama
( precetti, purezza d'animo ); 3. Asana
( posizioni ); 4. Pranayama ( controllo del
respiro); 5. Prathyahara ( controllo della mente );
6. Dharana ( concentrazione focalizzata ); 7. Dhyana
( contemplazione ininterrotta dell'oggetto );
8. Samadhi ( Dhyana senza coscienza di se stessi ).
L'Astanga ( composto di otto anga o membra ) Yoga è
composto di queste otto pratiche; le prime cinque
sono esterne e le ultime tre sono interiori.

119. Come si pratica il primo passo chiamato " Yama " ?
Yama si compone di cinque ' divieti ', che sono:
1. Ahimsa ( non-violenza); 2. Satya ( veracità,
non-menzogna ); 3. Astheya ( non esser rubare );
4. Brahmacarya ( non fornicare ); 5. Aparigraha
( non esser malcontento ).

120. Com'è il secondo passo, chiamato " Niyama " ?
Niyama si compone cinque pratiche:
1. Saucha ( pulizia interiore ed esteriore );
2. Santosa ( letizia ); 3. Tapas ( penitenza,
austerità ); 4. Svadhyaya ( studio dei testi sacri);
e 5. Isvara Pranidhana ( arrendersi a Dio ).

121. Qual'è l'aspetto più importante dello Yoga ?
La cosa più importante è la " citta vritti
Nirodha ". Il completo controllo della mente e dei
sensi, e la purezza della mente e del corpo sono
molto importanti. Lo Yoga risveglia la " Kundalini
Sakti " che si trova appena dietro ai nervi e passa
attraverso i sei centri spirituali, dal Muladhara
fino all'Ajina, e giunge al Sahasrara, il Loto dai
Mille Petali, e gode la Beatitudine dell'unione con
Dio.

122. Mi vuoi spiegare i sistemi della filosofia Nyaya e
del Vaisesika ?
I sistemi Nyaya e Vaisesika si studiano assieme a
causa delle loro somiglianze sotto molti aspetti.
Entrambi affermano che il Sè o Atman è una sostanza
indipendente dal corpo; è eterno e onnipervadente.
La conoscenza, la volontà e la gioia, sono solo
proprietà esteriori del Sè e non quello stesso. Il
Nyaya Vaisesika crede nella creazione e non
nell'evoluzione. L'agente è Isvara. I due sistemi,
il Nyaya e il Vaisesika si basano sulla ragione.

123. Quali sono le quattro vie che indica il Nyaya
Vaisesika al fine di conoscere il vero ?
I modi di ottenere conoscenza, sia spirituale o
mondana, sono quattro:
1. l'esperienza diretta; 2. il ragionamento e
l'inferenza; 3. l'analogia; 4. e i Veda.

124. Spiegami i Purva Mimansa.
Esso è un'indagine sui Mantra Vedici, o una loro
interpretazione. Si basa sull'eternità del Suono,
identificato col Brahman. Il Purva Mimansa
differisce in qualche aspetto importante dal Nyaya e
dal Vaisesika. Per i seguaci del Purva Mimansa il
" Sè " è una sostanza, ma la conoscenza non gli è
esterna. E' un modo, o un " Kriya " ( atto )
dell'Atman o Sè. Il Sè non è del tutto inerte
( Jada ) e neppure è " caitanya " ( coscienza).

125. Che cos'è l'Uttara Mimansa e che cosa contiene ?
E' la corrente di pensiero più recente, e contiene
il Vedanta. Si è divisa in tre scuole, che sono
l'Advaita, il Visista Advaita e il Dvaita.

126. Che cosa afferma l'Advaita Dharsana ?
L'Advaita è il non dualismo; afferma che il Brahman
è Uno, e non due. Dei sei Darsana l'Advaita è il
solo sistema filosofico che ritiene che l'Atman e il
Paramatman sono come una sola cosa, e come la stessa
Realtà Suprema. L'Advaita è basato sull'esperienza
diretta; e per esso il mondo percepito dai sensi è
" mihtya " ossia nè " sathya " nè " asathya "; è
illusorio, e l'unica sola Realtà è l'Atman
invisibile. Gli Advaitisti ritengono che l' "io" sia
una combinazione di " Suddha Caitanya" ( pura
coscienza ) e di " Antahkarana" ( l'ego ) che
comprende " Buddhi " ( l'intelletto intuitivo ),
Manas ( mente), Citta ( Coscienza ) e l'Ahamkara
( il senso di essere un'entità staccata ). Qui il
Caintanya sottostà tanto al lato soggettivo quanto a
quello oggettivo. In questo Darsana sono esaminati i
concetti dei " Panca Kosa ", dei tre stati
d'esperienza ( Jagrat, Svapna, Susupti ), dei tre
corpi Sthua, Suksma e Karana. Il Brahman ( o Brahma)
è una combinazione di Suddha Caitanya ( di coscienza
pura ) e di Maya; quest'ultima, coi suoi poteri di
" Avarana" ( illimitatezza ) e di " Viksepa "
( espansività ) può proiettare l'universo, il
" Jagat ". " Brahma Sathya, Jagat Mithya" ( Brahma è
reale, e il mondo è irreale ) dice l'Advaita.

127. Quali sono i tre principi essenziali della filosofia
Advaita ?
I tre principi essenziali sono:
1. " Solo il Brahman è reale "; 2. " Il mondo è
illusorio "; 3. " L'anima non è null'altro che
Brahman ".

128. Spiegami che cosa vuol dire " Mithya ".
Mithya vuol dire illusione; qualcosa che non è nè
reale nè irreale. Nella sua " Filosofia Advaita "
Adi Sankaracarya dice che il mondo è " mithya ".
Noi, quando diciamo Realtà, intendiamo riferirci a
ciò che non è soggetto a cambiamento nè a
contraddizione. Questo mondo sempre cangiante non
può essere accettato come reale, ma al tempo stesso
non è 'irreale', vuoto. Non è nè reale nè irreale
( ma ha lo stesso grado di realtà di colui che si
pone questa domanda, dice Bhagavan Ramana Maharsi )
Perciò è indefinibile; è solo apparenza, come la si
vede in " Vivarta " o trasfigurazione.

129. Parlami del termine Maya.
Maya è la causa della percezione del mondo come lo
vediamo, in molte forme. Maya opera con due
poteri: uno di essi è quello di nascondere il Vero,
e l'altro è proteggere l'immagine illusoria. La Maya
non può ingannare il Brahman ma causa nell'uomo
l' " Avidya " ( la nescienza, l'ignoranza ).

130. Quali sono i tre livelli di realtà riconosciuti
nell'Advaita Darsana ?
1. La Realtà Pura, superiore, Unica che è Brahman;
2. La verità relativa, o " Vyavaharika Sathya "; e
3. l'apparenza, o " Pratibhasika Sathya "; ma a dire
il vero la Realtà è una sola, il Brahman.

131. Qual'è il modo di realizzare il Vero, indicato
dall'Advaita ?
Questo modo è la " Jnana ". Nessuna somma di azione
o di preghiera può servire a dissipare l'ignoranza.
Il Karma ( azione) e la Bhakti ( devozione ) giovano
a purificare la mente, ma solo la " Jnana"
( Conoscenza diretta ) dà la presa di coscienza
della Verità, dice la filosofia Advaita.

132. Quali sono i modi per acquisire " Jnana " ?
I modi sono quattro: lo studio delle scritture, la
riflessione su ciò che si studia, la contemplazione
e, finalemente l'esperienza diretta, la visione
( Sravana, Manana, Nididyasana e Saksatkara ).

133. Quali sono le credenze degli Advaisti sulla
' Liberazione' ?
Essi ritengono che la liberazione si può avere in
questa vita o per subita rivelazione, o con uno
sviluppo graduale, con le buone azioni e la
preghiera. Parlano anche di salvezza individuale e
della salvazione di tutti perchè finchè tutte le
anime non saranno liberate nessuna sarà salvata del
tutto. L'anima deve tornare al luogo donde è
venuta.

134. Chi fu il propagatore della filosofia Advaita ?
L'essenza dell'Advaita Darsana è quella dei Veda; fu
dapprima sistematizzata da Gaudapada e più tardi da
Adi Shankara, che la fece conoscere al mondo.

135. Quali sono le fonti dell'Advaita Darsana ?
Sono: 1. la " Sruti "; 2. " Yukti " e 3." Anubhava "
( la Tradizione , la Comunione con il Maestro , e
l'esperienza personale ) Samkara pone al primo posto
l'Anubhava, e ritiene che la Sruti sia solo una
guida.

136. Spiegami che cos'è la filosofia " Dvaita " ?
Essa crede nel dualismo, e che il Sè sia differente
dal Brahman. I Sè sarebbero dei prototipi del
Brahman, ma non uguali. E' una filosofia suppergiù
simile alla Samkhya ed alla Nyaya Vaisesika. Per i
" dvaitisti " ( dualisti ) la causa materiale è la
Prakrti, mentre il " Karta ", il Creatore è il
Purusa. Essi dicono che il " Jivi " la Prakrti sono
sempre esistiti, ma che non divengono mai Uno.

137. Chi fu il propugnatore della filosofia Dvaita ?
Fu Sri Madhvacarya.

138. Chi propugnò la filosofia Visistadvaita ? com'è tale
filosofia ?
Il campione di questa filosofia fu Sri Ramanuja.
Essa ammette che i fenomeni sono apparenze,
illusioni, e parla di " cit" e di " acit " nel mondo
fenomenico, ed afferma che sono ambedue validi. Il
Visistadvaita ha anche affermato l'unità del Jagat
che è " jada " o inerte, e di " jivi " che è pieno
di consapevolezza. Il Visistadvaita dice anche che
Jada e Caitanya, ossia l'inerzia e la coscienza sono
entrambe manifestazioni del Divino e perciò
ugualmente valide. Jagat, l'universo, Jivi, la
coscienza ( individuale ) e il Purusa, il Supremo,
non sono tre, entità, ma una sola dal punto di vista
ultimo. Benchè in apparenza possano differire, lo
spirito unificante è lo stesso. Per esempio, benchè
i gioielli siano diversi, l'oro è lo stesso. Così le
forme sono differenti, ma c'è solo un Purusa, che è
l'unità nella diversità e nella molteplicità.

139. Quali sono i due aspetti dell'illusione, Maya ?
Uno è l'evoluzione, " Parinama ", e l'altro è
" Vivarta ".

140. Spiega in dettaglio che cosa sono Parinama e
Vivarta.
" Vivarta" è quella proprietà che ci fa credere che
ci sia un cambiamento benchè la sostanza rimanga la
stessa, come l'illusione che ci fa scambiare una
fune per un serpente. Nè è sparita la fune, nè è
arrivato il serpente. Questo è Vivarta, o illusione.
E' quella proprietà di Maya che ci fa dimenticare la
cosa vera e ci sovrappone qualcosa che non c'era.
" Parinama " è la proprietà di evolvere, di
cambiare, come il latte ch si trasforma in cagliata.
Se non c'è latte non c'è cagliata. Ciò che cambia è
Parinama. Maya è presente tanto in Vivarta quanto
in Parinama.

141. Noi siamo sotto l'influenza di Vivarta. Spiegaci
quest'affermazione e dicci " come".
Benchè noi siamo " Atmasvarupa" , dimentichiamo la
Realtà Suprema e viviamo nella " Dehabhranti ",
nell'illusione di essere corpo. Non ci spaventa la
fune, ma ci spaventa il serpente. Allo stesso modo
non ci spaventa l'" Atman ", ma ci fa paura la
" Vita".
Benchè noi siamo " Atmasvarupa " e dovremmo esser
esenti dalla paura, siamo purtroppo sperduti
nell'illusione e nei timori. Questo è effetto di
Vivarata e quindi è giusto dire che viviamo sotto
l'influenza di Vivarta.

142. " Advaita, Visistadvaista e Dvaita ". Benchè siano
sistemi filosofici diversi, in essi c'è unità di
fondo. Qual'è ?
Nonstante le loro differenze, questi tre sistemi
parlano tutti dell'" Atamatattva ". Questo
" Tattva", o elemento, è l'unica cosa
permanente, immutabile ed eterna. Nel Dvaita
rimane sempre la dualità. Il Visistadvaita insegna
che possono esistere diffrenze di Nama e Rupa, ma
che Purusa sta dietro a tutto è Unico; ammette la
permanenza tanto di Jada quanto di Caitanya, e
l'uno è vero, quanto l'altro. Siccome abbiamo un
punto di vista unilaterale, non ci è dato di vedere
l'altra faccia del quadro. Quando poi siamo in
grado di vederli entrambi potremo finalmente
renderci conto dell'Unità. Dobbiamo cercare di
raggiungere l'unità attraverso la dualità.
Se vogliamo raggiungere lo stato di Advaita
dobbiamo passare per lo stato di Dvaita.

(GIUNTO QUI, IL 28/01/1000)

III. Gli INSEGNAMENTI DIVINI DI BHAGAVAN BABA
RIGUARDO ALLA SPIRITUALITA'
ED ALLA CULTURA INDIANA

durante il corso estivo 1972

143. Si dice che 'Jana' ( " Sgana ", Vera Conoscenza ) è
l'Advaita Darsana; perchè ?
L'Advaiata lo si può paragonare al latte, il
" Visistadvaiata " al burro e il " Dvaiat " al
siero. Il burro e il siero si ricavano dal latte. Il
latte è la sostanza unificante degli altri due,
com'è l'Advaita, dalla quale derivano gli altri due
Darsana.

144. Spiega il detto " Sathyam Jnanam Anantam Brahman "
( letteralemente " vera Sapienza Eterno Brahman" ).
L'Atmattatva ( l'elemento Atman, identico col
Brahman ), che è Jnana, è permanente. Anche se non
lo vogliamo riconoscere, esiste. E' al di sopra di
ogni sentimento di perdita e di guadagno; nulla lo
può turbare. E' la personificazione della Verità, ed
anche della gioia. : è " Ananda Svarupa ". Nella
Gita Sri Krsna dice ad Arjuna :" Io, che sono
Isvara; tu il Jivi, e il mondo, che è Jagat, siamo
esistiti, in tutti i tempi. " Esistevano ancor prima
della creazione continueranno ad esserci. Benchè i
corpi fisici subiscano trasformazioni, quest'
Atmatattva rimane eterno e immutabile. Così questo
Brahman è il vero ( Sathya), l'Eterno ( Anantman) e
l'Onniscente ( Jnanam ): tutto è Brahman.

145. Che cosa significa il vocabolo " Brahaman " ?
Deriva dalla radice " brhvast " che significa
l'immutabilità. E' detto il Brahmatattva perchè non
cambia ed è eterno ( Altrove il Bhagavan ha anche
detto che deriva da una radice "brh" che corrisponde
al concetto di " immensità " )

146. Come si può giungere a questo " Brahamattatva " ?
A questo scopo ci dobbiamo rifare alla teoria di
" Rasovai Saha " . Tutto l'universo è nato da
" Rasa ", e Dio stesso è " Rasasvarupa " ( " Rasa" =
amore, sentimento, passione ) Ciò che è nato da Rasa
non può essere " nirasa ", ossia privo di Rasa,
privo di emozione.

147. Quante categorie di Rasa si annoverano ?
Si contano nove categorie di Rasa, stando ai Pandit,
ma secondo Sai Baba non occorre tale classificazione
in Navarasa. Lo Swami dice che ci sono solo due
Rasa: Karuna Rasa e Sringara Rasa. ( " karuna "=
misericordia, benevolenza).
Le condizioni di Daya Rasa Prema e Anugraha si
fondono tutte in Karuna Rasa. In Sringara Rasa
invece si fondono le emozioni di Kama, Krodha e
Loba; Sringara ci porta all'errore mentre invece
Karuna ci guida al vero.
Solo Karuna Rasa ci fa vedere il nostro dovere e ci
porta vicino al Signore. Questa è la vera letizia, e
Karuna Rasa ci offre amore puro e privo di egoismo.
Invece l'amore egoistico ci porta a Moha ( errore )
Invece l'amore senza egoismo ci porta a Moksa, che
è Moha-Kasma, distruzione dell'errore, di Moha, e
quindi è Liberazione.

148. A che servono tutte le gioie e i dolori ?
Si devono ad " abhiamana " e " Mamakara " ( ego e
attaccamenti ); e tutto ciò che è il risultato
dell'illusione, di Maya.

149. Che cos'è il Samadhi ?
E' il raggiungimento della perfetta serenità della
mente; di quella imperturbabilità che ci permette di
non essere esultanti o per la gioia o abbattuti dal
dolore. Questa imperturbabilità è al di sopra
dell'esperienza della gioia e del dolore. La parola
Samadhi è spesso interpretata male. Il suo vero
significato è dato dalle due sillabe che la
compomngono : " sama" e " dhi" . " Sama" significa
uguale, e " dhi" viene da " Bhuddi", coscinenza.
Così, essere inattaccabile dalla gioia e dal dolore,
prendere entrambi allo stesso modo è Samadhi.

150. Dammi due esempi per spiegare che cos'è il Samadhi.
Sri Rama e Sri Krsna, quali Avatar, hanno dimostrato
lo stato di Samadhi in questi due casi:
Sri Rama, che alle 7 del mattino era pronto per la
cerimonia dell'incoronazione quale Principe
ereditario, poco dopo prese la decisione opposta e
se ne andò nella foresta. Nè lo faceva gioire il
pensiero di essere il futuro re, nè lo depresse o
lo disilluse l'ordine che ricevette di andare in
esilio.
Sri Krsna sorrideva allo stesso modo, sia che si
trovasse sul " Rudrabhumi" ( il luogo delle
cerimonie sacrificali ) o sul " Yuddhabhumi ", sul
campo di battaglia. Egli diede la Sua Gita ( il Suo
Canto ) sul campo di battaglia. Ciò dimostra che
Egli può cantare anche nel mezzo della mischia e che
la vera natura degli Avatara è che essi sono sempre
traboccanti di gioia e di ananda.

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GUIDA ALLA CULTURA E ALLA SPIRITUALITA' INDIANA: BASATA SUGLI INSEGNAMENTI DI SRI SATHYA SAI BABA

BASATA SUGLI INSEGNAMENTI DI SRI SATHYA SAI BABA

(parte terza)



(compilata da smt. Kausalyarani Rhagavan - 1980

-

151. Che significa il termine " Svabhava " ?
" Sva " è il Brahmatattva, non si riferisce
all'individuo, ma a Brahman, " svicca " è la
volontà del Signore, e " Svabhava " significa la
Natura del Signore: in realtà la nostra natura è
Ananda.

152. Quali sono le quattro Purusarta ? Dimmi i loro
nomi.
Esse sono: 1. Dharma ; 2. Arta; 3. Kama; 4. Moksa.

153. Descrivimele in dettaglio e dimmi come devono essere
perseguite secondo il consiglio di Sri Sathya Sai
Baba.
Esse sono come pioli di una scala, che, col Dharma,
è fermamente appoggiato al suolo ed ha come punto di
arrivo Moksa. Se non c'è il fondamento del Dharma e
l'arrivo in Moksa, Arta e Kama poste in mezzo non
avrebbero senso.

Una volta che abbiamo capito la natura di ognuna di
esse vedremo che le quattro Purusarta formano
un'unità. Dharma e Arta si possono raggruppare
insieme. Il Bhagavan Baba dice: " adottate Arta per
il Dharma, e fatevi nascere Kama per Moksa "; i
nostri Kama, o desideri, devono essere orientati
verso Moksa, e le Arta che accumuliamo ( averi,
ricchezze ) devono essere impiegate per stabilire il
Dharma. Se diamo preminenza a queste due cose, al
Dharma ed a Moksa ( al Dovere ed alla Liberazione )
vengono santificate anche Kama e Arta.

154. Che cos'è il Dharma ?
E' il modo di una vita superiore, più alta,
diretta dagli ideali più sacri, a seconda del
livello che si è raggiunto, dello stato della
persona nella società e dalla consapevolezza di sè
e del proprio stato che ha ciascuno.

155. Perchè il corpo ha ricevuto il nome di Deha ?
Questo non si riferisce a qualcosa che verrà arso o
distrutto un giorno; è un nome che indica la natura
transitoria del corpo.

156. Che cos'è l'" anima " o spirito umano ?
E' la scintilla divina indistruttibile che è venuta
in questo corpo. Poichè il corpo contiene questo
Spirito Divino indistruttibile, il corpo vivente è
stato chiamato " Manava " ( inglese " man ", tedesco
" Mann " ).

157. Che cosa significa la parola " Manava ". Spiegamelo
in dettaglio.
Questa precisa parola, che significa " uomo " ,
significa che nell'uomo è presente Dio. Delle tre
sillabe in cui può essere decomposta, la prima,
" Ma" sta per Ajnana, o assenza di conoscenza. "na"
sta per indicare ( è una negativa) il desiderio che
questa ignoranza scompaia, e la terza, " Va "
contiene l'ingiunzione a condursi in modo che tale
ignoranza venga eliminata.

158. Come avviene la creazione ?
Così come del sogno è causa il sonno, la causa della
creazione è Maya. La Maya non ha nè principio nè
fine; essa ama sempre il Purusa, ama lo spirito;
desidera essere con il Purusa e raggiungere Dio; e
anche tutto il creato desidera raggiungere Dio. E'
per la coesistenza e le combinazioni dell'anima - il
Purusa - e di Pakrti - la materia Prima - che la
creazione procede.

159. Si dice che " il Purusa è uno solo, e non può essere
molteplice. " Come si spiega ?
Usualmente il vocabolo " purusa " vuol dire 'uomo' e
si applica a un numero indefinito di individui, e il
nome " Prakrti " a un numero indefinito di cose
materiali. Ma in realtà il Purusa è uno solo; il
Purusa nell'umo è solo la manifestazione del Divino.
D'altro lato la manifestazione della materia che è
Prakrti è il mondo, pieno dei suoi cinque elementi.
Esso è indistruttibile e impermanente, mentre ciò
che è chiaro, indistruttibile e splendenrte di luce
sua è solo uno, ed è L'Atman, il Purusa . La "Sruti"
dice che il Purusa non ha attributi, è Superno e
Imperituro. Nel mondo materiale fatto di tante
forme e di tanti nomi, Nama e Rupa, distinguiamo tra
uomini ( " purusa " ) e donne ( " Stri ") ma in
realtà quelli sono tutti aspetti illusori, della
prakrti, mentre per ciò che si riferisce al Purusa
non esistono differenze. Il vero Purusa è solo
l'ATMAN.

160. Che cos'è il " Dehatman " e che cos'è il Paramatman?
Come viene in esistenza il corpo umano ?
Il corpo, che possiamo chiamare " Pot ", viene ad
esistere a causa dei nostri desideri, dell'azione
dei genitori e per il " Sankalpa " , la volontà di
Dio. La vita, " Jivi " , può essere comparata al
fango, e il corpo è il " Dehatama " e sarà
distrutto.
Il fango, ossia il costituenete di base del corpo
umano è " Paramatman ". Tutti codesti corpi umani, a
loro tempo, saranno distrutti e torneranno ad
essere elementi fisici. Quando si muore tutti
torniamo al luogo originario da cui siamo stati
emanati.

161. Che cosa intendi dire con " Io sono nato " ?
Ciò che è nato è il corpo. Il vero " Io " è
l'Atmatattva, ed è eterno; è sempre esistito, e non
nasce nè muore. Esisteva prima che nascessino ed
esisterà dopo che saremo morti. Ciò che viene e va è
il nostro corpo. Sicchè il Paramatma è eterno e solo
il Dehatma cambia e poi muore. Ciò che muore può
rinascere; poichè il vero " IO ", l'anima o Atman
non può nascere, ma che nasce è solo il nostro
corpo, in realtà.

162. Come rispondereste a domande quali " c'è Dio ? " e
" dov'è Dio, e lo si può vedere " ?
La questione è: " C'è o non c'è Dio ? " Il fatto che
nella domanda appare la parola di Dio dimostra che
Dio c'è. Se non ci fosse, da dove sarebbe venuta
fuori la parola di " Dio "? Non sarebbe esistita
neppure; si può dare un nome a ciò che non esiste ?
Ciò che non ha nome non può esistere. Frasi come
" fiore di cielo " indicano, è vero, cose che non
esistono, ma sono formate da elementi, come quel
" fiore " e " cielo " che esistono, uno per uno,
come l'altro famoso esempio della " lepre con le
corna", che non esiste ma esistono lepri da un lato
e corna dall'altro. La frase citata più sopra è
" gagana puspa ".
Dio è ovunque e in tutto. Tutto il creato procede da
Lui ed Egli è in tutto il creato; Onnipresente.

163. Come potresti giustificare l'affermazione che Dio è
Onnipresente? Dammi ragioni scientifiche e
spirituali per spiegare questo asserto.
I cinque sensi Sabda, Sparsa, Rupa, Rasa e Gandha
( suono, tatto, forrma, sapore e colore ) si trovano
nella Terra, la quale è perciò solida e stabile;
ossia l'elemento 'Terra' ( " Pritivi " ) possiede
tutte e cinque queste proprietà. Il secondo
elemento, l'acqua ( " ap, jala " ) non ha odore
( " gandha ") ma ha gli altri quattro soltanto:
Sabda, Rupa, Sparsa e Rasa ( suono, forma
tangibilità e sapore), e perciò si può muovere un
po' più della terra. Il fuoco possiede da solo
suono, forma e tangibilità, ma non gandha nè Rasa; è
perciò è più lieve della terra e dell'acqua e perciò
tende a salire più libero. Il quarto elemento è
l'aria; ha solo Sabda e Sparsa, ossia suono e tatto,
è leggerissima a va dove vuole.
Lo spazio, o Akasa ha soltanto una qualità, il Sabda
o suono. Perciò lo troviamo dappertutto. Dio è al di
là e al di sopra di questi cinque sensi di
percezione, e non ha alcuno degli attributi della
materia. Perciò Egli è più lieve di questi elementi,
ed presente dappertutto; perciò Dio è Onnipresente.

164. Che significa l'affermazione " Dio è Anurasniyan,
Mahato Mahiyan " ?
Che Dio è infinitamente più piccolo
dell'infinitamente piccolo, e che è più vasto
dell'infinitamente grande.

165. Perchè diciamo che il suono AUM è identico col
Brahman ?
Perchè il suono AUM è la combinazione di tre
sillabe: " Aa, Oo, M. " Aa, si riferisce alla
consapevolezza, "Visva"; Oo è il sottile e si
riferisce alla mente, ai sogni; lo si può
considerare come " tajaisa ".
'M' è causale , e si riferisce al sonno profondo, a
Prajnana.
Così quando si pronuncia tutto l'AUM il Visva si
fonde con Tajasisa e il Tajaisa con il prajna, e
abbiamo il Darsana dell'Atman. Allo stesso modo
quando riusciamo a combinare i tre stati di veglia,
sogno e sonno profondo, che significa combinare in
uno degli aspetti grossolano sottile e causale,
abbiamo la possibilità di dare uno sguardo all'Anima
Divina.
Sicchè il Pranava, l'Aum rappresenta l'intero
contenuto del Brahman.

166. Che cosa significa la frase " Ekam Eva Advitiyam " ?
Questa frase dice che il Brahman è Uno, e l'Uno
solo, che non ha secondo. Il Brahman è in tutto e
dovunque; dacchè è Onnipresente e Onniscente, è la
Realtà Assoluta, e l'Assoluto non può avere secondo,
perchè sarebbe un assoluto anche quello, e due
assoluti non sono pensabili, perchè nessuno dei due
sarebbe più assoluto.

167. Perchè diciamo che il " jivi ", l'" Anima " è
indistruttibile mentre tutte le altre cose del mondo
sono distruttibili ?
Tutto ciò che è soggetto a cambiare, tutto ciò che
di tempo in tempo si trasforma è cosa distruttibile,
mentre è indistruttibile ciò che è permanente ed
eterno. Il corpo umano è soggetto ai sei stadi di
trasformazione della nascita, crescita, cambiamento,
evoluzione e declino, morte e distruzione. A Causa
di ciò, e dell'impermanenza del corpo diciamo che
tutto nel mondo è distruttibile. Solo il " jivi " o
Anima non subisce cambiamenti ed è permanente.
Questo JIvi indistruttibile risiede in questo corpo
perituro, che è il solo ad esser distrutto, mentre
l'anima è indistruttibile.

168. La realizzazione del Sè, dell'Anima, è il risultato
supremo ?
La risposta è "no". La presa di coscienza del Sè, o
anima, giova solo a comprendere ciò che nell'uomo è
la parte distruttibile e quella che è
indistruttibile. C'è qualcosa che non è nè corpo nè
anima, ed è il " Purusottama ", che eccede queste
due cose. Raggiungeremo la meta della nostra
realizzazione solo, quando avremo potuto realizzare
questo " Purusottama ", cioè Dio, il Brahman.

169. C'è un detto secondo cui " la mente è lo specchio
del nostro essere interiore ". Spiegamelo.
Nella vita spirituale dobbiamo scoprire l'esistenza
di quattro aspetti:
1. l'anima; 2. l'intelletto; 3. La mente; 4. gli
organi dei sensi.
Degli organi dei sensi la padrona è la mente; della
mente è padrone l'intelletto; dell'intelletto è
padrona l'anima.
Quindi i quattro aspetti sono tutti in correlazione
vicendevole e alla fine questi quattro aspetti non
sono che uno, che è l'Atman o anima. Quindi ciò che
vien fuori da noi stessi, che emana dall'essere
interiore è la mente. Non ci può essere nulla, o
per mezzo della mente, o dell'intelletto o delle
nostre azioni che venga dall'esterno. Tutto viene
dal nostro interno, è, infine, dall'Anima, e quindi
la mente è lo specchio del nostro essere interiore.

170. Che vuol dire " Vairagya ", e come lo si ottiene ?
La mente è come un tessuto, i cui fili sono i
desideri. Se vogliamo far sparire la mente dobbiamo
togliere i fili, ad uno ad uno. Diminuendo i
desideri, che sono il nostro pesante bagaglio nel
nostro viaggio della vita, ci facciamo più leggeri.
La liberazione dai desideri è detta, in termine
Vedantico, " Vairagya " ( pron. ' vairaghia ': la
'g' in sanscrito è sempre dura; " Gita " si
pronuncia 'ghita', ecc) Vairagya non significa
abbandonare la famiglia ed andare a vivere da
anacoreta, ma rimanere nel mondo, compiere tutti i
propri doveri ma avendo sempre la mente libera da
desideri e da attaccamenti.

171. Che cosa ci dà di buono il Vairagya ?
" Viaggiar leggeri permette di fare del viaggio un
piacere". La mente, che è fatta di tanti desideri,
può darci solo un sacco di guai. Il Vairagya vuol
dire compiere i doveri che ci sono assegnati per
far piacere a Dio, e non per il nostro. Ciò elimina
difficoltà e problemi dalla nostra vita. Così
la vera Vairagya rende più agevole, sicuro, sano e
piacevole il viaggio della nostra vita.

172. Perchè Dio lo chiamiamo " Madhava " ?
La parola " Madhava" contiene due parti: " Ma " ,
che può esser interpretata come Maya, o illusione;
e anche 'Prakrti', o Natura, per Laksmi, la Dea
dell'abbondanza. " Dhaya " significa 'padrone'
Colui che è il padrone di Maya e dell'Abbondanza è
il " Madhaya", il Paratman.

173. Che differenza c'è tra Jivatman e Paramatman ?
Il Paramatman è indipendente. E' libero, mentre il
Jivatman o 'Jiva' dipende da qualcos'altro. E' tanto
subordinato alla Prakrti, alla Natura, da non
potersi identificare con l'ananda, con la letizia
Divina. Se vogliamo godere la Beatitudine Divina
dobbiamo giungere a identificarci col Madhava, con
Dio.

174. Da dove sono venute le Upanisad, e qual'è il bene
che possono fare all'uomo ?
Esse indicano la via per la quale possiamo
raggiungere il " Kaivalya", l'Unità con Dio. Sono
l'essenza dei Veda - e la base di tutte le Upanisad
è la Isavasya Upanisad, che viene dal Yaiur Veda.
La Kenopanisad viene dal Sama Veda. Come dei Veda,
anche nelle Upanisad si possono ravvisare tre
parti, che sono: 1. Upasana Kanda; 2. Jnana Kanda;
3. Karma Kanda.
Esse dicono all'uomo ciò che deve e non deve fare,
quali sono le vie che lo conducono al bene e quali
sono quelle cattive. Il solo scopo delle Upanisad è
condurre l'uomo a Dio.

175. Qual'è la classificazione delle Upanisad secondo il
Kavi Vyasa ?
Vyasa assegnò le varie Upanisad a iscuno dei 4 Veda.
Il Rgveda si compone di 21 branche, ed ognuna di
esse ha una corrispondente Upanisad. Alle 109
branche del Yajurveda corrispondono 109 Upanisad, ed
alle 1.000 del Sama veda corrispondono 1.000
Upanisad. L'Atharvaveda poi ha 50 branche e perciò
50 Upanisad. Con ciò le Upanisad assommerebbero a
1.180 secondo il calcolo di Vyasa, ma a noi ne son
pervenute solo 108. Sri Sankaracarya arricchì dieci
di esse coi suoi commenti, e queste divennero perciò
le più apprezzate, e sono quelle citate al n° 24.

176. Oltre le 10 già enumerate, quali sono le altre 98 ?
Sono:
1. Brahma
2. Kaivralya
3. Svethasva
4. Fabali
5. Hamsa
6. Garbha
7. Aruni
8. Maramahansa
9. Amrithanda
10. Narayani
11. Amrttabindu
12. Atarvasikha
13. Atarvavasiva
14. Kasithara
15. Maitrayani
16. Narsimhatapani
17. Brahmajabala
18. Maitreya
19. Kalagnidura
20. Sulabha
21. Mantrika
22. Ksiti
23. Niralamba
24. Sarvahara
25. Vajrasucika
26. Subharahasya
27. Tejobindu
28. Nadabindu
29. Dhyanabindu
30. Brahamavidya
31. Atmabodhaka
32. Yoga
33. Tattva
34. Naradaparivrajaka
35. Brahmana
36. Sita
37. Yogacudhamani
38. Nirvana
39. Mandala
40. Daksinamurti
41. Skanda
42. Sarabha
43. Advaita
44. Tharaka
45. Mahanarayana
46. Sovbhagyalaksmi
47. Sarasvatiahasya
48. Mukkthika
49. Bhavarica
50. Ramathapana
51. Ramarahasya
52. Mudgali
53. Vasudeva
54. Pimgala
55. Sandilya
56. Mahabhiksuka
57. Yogasiksa
58. Samnyasa
59. Turyasvatita
60. Paramaparivrajaka
61. Narasimi
62. Aksamalalika
63. Amnumurnha
64. Ekasara
65. Aksaka
66. Adhumavya
67. Surya
68. Kundhisakhya
69. Atma
70. Savitri
71. Parabrahma
72. Pasupata
73. Thripurathapana
74. Avadhuta
75. Tripura
76. Devi
77. Bhavana
78. Katha
79. Yogakundali
80. Rudrahrdaya
81. Rudraksa
82. Bhasona
83. Darsana
84. Ganapati
85. Thaha Sata
86. Mahavakya
87. Pancabrahma
88. Gopalathapam
89. Pranagnihotra
90. Garuda
91. Krsna
92. Dattatreya
93. Varaha
94. Vajanavalkya
95. Satyayana
96. Avyakta
97. Hayagriva
98. Kalisantharana

177. Qual'è il significato esoterico della Ghita Upadesa?
La Gita insegna che il Campo è il corpo; il Jivi è
Arjuna e Krsna è l'Atman. La mente sono le redini, e
i cavalli sono i sensi. Il quadro d'insieme deve
essere interpretato nel senso che Krsna, che
rappresenta l'Atman, guida il carro, che rappresenta
il corpo, nel campo di battaglia. Gli eserciti
opposti sono " Thag " e " Para ", ossia questo mondo
e l'altro, il male e il bene, oppure Atman e
Anatman, oppure quello che è temporale e quello che
indistruttibile. I Kaurava rappresentano le cattive
qualità, e i Pandava le buone. La battaglia in
Hastinapura è quella che si svolge ogni giorno in
ogni cuore, col nostro controllo dei cavalli dei
sensi con l'aiuto delle redini della mente, sotto la
guida di Krsna. L'Atmanjnana, nella battaglia
dovremmo sconfiggere in noi le cattive qualità per
far vincere quelle buone, ristabilendo così il
Dharma.

178. Qual'è il 'leit-motiv ' della Bhagavad Gita ?
Questo nome significa la 'Divina Canzone',e consiste
essenzialmente di tre parti, che sono la Karma
Kanda, l'Upasana Kanda, e la Jnana Kanda.
In più la Gita ci ha veramente dato quel gran detto
che è 'Tat Tvam Asi': ' Tu sei Quello '.
I primi sei capitoli ci parlano della natura e del
contenuto di ciò che hiamiamo 'jivi', o il 'tvam',
che risiede nel corpo per cui mezzo si manifesta la
natura del 'jivi '.
I sei successivi riguardano la natura e il contenuto
di ciò che chiamiamo ' Tat ' ( la via della Bhakti) .
Gli ultimi sei capitoli ci parlano del contenuto e
del significato di 'Asi' ( 'sei') e ci insegnano
come realizzare l'identità del Sè o del 'Jivatma'
con ' Tat' col Paramatman. Ci insegna come dobbiamo
staccarci dalle cose, come sacrificare e raggiungere
" Moksa", la liberazione.

179. Qual'è il vero significato della parola
' Saranagati ' ?
Con questa parola intendiamo di solito
significare che mettiamo a disposizione di Dio il
nostro corpo, la nostra mente, tute le nostre forze
e quanto abbiamo. Invece non è un significato
corretto, perchè il nostro corpo non è affatto di
nostra proprietà, e la mente non la controlliamo.
Nulla ci appartiene veramente, e perciò non
abbiamo diritto di dire " abbandono a Dio pensiero,
mente e corpo," in quanto nulla appartiene a noi, ma
bensì a Dio. Solo quando ammetteremo e crederemo che
Dio è presente in ogni cosa capiremo che cosa
significa arrendersi a Dio in pensiero, parola a
azione. Il vero Saranagati è divenire uno con Dio.
non c'è abbandono finchè nella mente c'è distinzione
tra "io" e Dio. Non è arrendersi pensare che chi dà
ordini è Dio e chi li esegue è l'uomo; la
beatitudine sta nella unità e non nella dualità.
Quindi il vero significato della parola
" Saranagati " è il sentirsi uno con Dio.

180. Qual'è il merito che rese Arjuna degno di ricevere
l'insegnamento della Ghita ?
E' la domanda che fece anche lui, e Sri Krsna
rispose:
" Dharamaja ha molte migliori qualità di Arjuna, ma
ci pensa " dopo ". Si sente colpevole di aver fatto
il guaio, e quindi non meritava di ricevere
l'insegnamento della Gita. Poi ci sarebbe stato,
Bishma il grande dotto e prode figlio di Ganga, che
aveva pur capito che la ragione e il diritto stavano
dalla parte dei Pandava. Cionostante aveva accettato
il comando supremo dell'armata dei Kaurava. Le sue
azioni non erano coerenti con ciò che pensava; agiva
in contraddizione con le sue opinioni, e non era
degno di ricevere l'insegnamento di Krsna. Nel caso
di Arjuna, egli presentiva tutte le sofferenze che
avrebbe causato la guerra. Era pronto a sacrificare
tutti i piaceri di questo mondo e dell'altro per il
bene degli altri; si affidò al Signore pronto a
seguire tutte le indicazioni che gli avesse dato.
Dobbiamo quindi ammettere che egli era l'uomo che
meritava l'insegnamento della Ghita.

181. A quali condizioni Dio protegge il nostro benessere
e il nostro futuro ?
La parola di Dio è che egli si occupa del tuo bene
semprechè tu abbia devozione per Lui. Nella Ghita
dice che ciò avverrà purchè il devoto passi tutto il
tempo pensando a Dio, accetti Dio come
onnipervadente e presente in ogni essere; sia sempre
attaccato a Lui come fa il piccolo della scimmia,
sempre avvinghiato al pelo della madre. Dobbiamo
attaccarci a Dio in ogni circostanza e condizione;
dobbiamo avere questa fede implicita; se noi non
l'abbiamo, e ci abbandoniamo totalmente a Dio, Egli,
come la gatta fa con i suoi micini, si occuperà del
nostro bene ovunque noi siamo.

182. Quali sono i due modi mediante i quali ci possiamo
liberare delle catene degli affetti e degli
attaccamenti e guadagnarci la Liberazione?
Un modo è quello di ottenere la forza con cui
spezzare la catena. L'altro è quello di farci così
piccoli, che la catena ci sia molto larga e ci
scivoli d'addosso. Sono, il primo 'jnana', la via
della Conoscenza, e il secondo 'Bhakti', la via
della Devozione. Quest'ultima ci insegna
l'atteggiamento di " Dasoham ", ossia della
condotta per cui dici: " io sono il tuo servo "
('das').
Quando ti senti legato da una catena, se puoi
ripetere " Dasoham, Dasoham" ti fai umile, il tuo
ego diventa più tenue, e divieni tanto piccino che
puoi scivolare fuori dalla catena.
L'altra via quella della Jnana, ti fa spezzare la
catena perchè ripeti " Sivoham, Sivoham " - Io Sono
Siva.... - e con questa sensazione ti fai sempre
più grande; tanto grande che la catena si spezza e
non ti tiene più.
Ecco le due vie per arrivare a " Moksa ", alla
Liberazione.

183. Che cos'è " Kama " ? Che differenza c'è fra "Kama"
e " Prema " ?
L'avere dei desideri e mantenerli è " Kama ". La
parola " Bhakti " è anche scambiata con " Prema ",
ossia Amore. Benchè Prema e Kama possano parere
sinonimi, in realtà differiscono molto. Kama si
lega a persone o a cose; è ristretto e limitato. I
desideri terreni son Kama e il desiderio per
l'universale, per Dio Eterno è Prema.

184. Spiegami la frase " Jantunam Narajanma Durlabham ".
Si chiama " jantu " tutto ciò che è nato da una
matrice.
Poichè anche l'Uomo è nato da madre, è detto "jantu"
anch'esso. La sola differenza tra uomo e animale è
la sua intelligenza. La frase citata dice che la
'narayama', ossia la nascita come 'nara' (uomo) è
una grande fortuna.
Perciò devi badare attentamente a tenere una buona
condotta nella vita.

185. Che cosa ci insegna il Ramayana ?
Ci insegna che i due sentimenti di " kama " e
" Krodha " sono la causa di tutte le tristi
esperienze che abbiamo nella vita.
Quella strega di Manthara ebbe la colpa dell'esilio
di Rama nella foresta, e del ratto di Sita da parte
di Ravana, di cui ebbe la colpa anche Surpanaka.
'Manthara' significa ira, cioè Krodha; e Surpanaka
significa desiderio, ossia Kama. Kama e Krodha,
concupiscenza e ira, hanno la colpa di tutti i
dolori che prviamo. Anche nel caso di Sita, ella
poteva stare con Rama solo qando aveea sacrificato
tutti i suoi Kama; quando nella sua mente venne il
desiderio del cerbiatto d'oro, Rama le fu lontano.
Il Ramayana ci insegna anche che dove c'è Rama non
c'è più Kama; e quando subentra Kama, Rama è lontano
da noi.

186. Che cos'è " Visnu Maya " ?
La base eterna, il Brahman, è come uno schermo
cinematografico. Quando gli si proietta sopra
l'immagine del mondo cangiante, con la gente che va
e viene, avete il quadro del mondo, come il film nel
salone del cine. Questo processo per il quale lo
schermo permanente e la pellicola irreale e
transitoria si combinano e ci danno un'impressione
di realtà può essere chiamato la " Visnu Maya "
dell'Universo, del Jagat. La parola " Visnu " non
deve qui esser reinterpretata come una Persona che
riveste le insegne della Buccina (" Sanka") e del
Disco ( " cakra "), ma significa 'onnipresenza'; e
a questa miscela di vero e di falso Samkara diede il
nome di "Mitya", e disse " Brahman Satya, Jagat
Mitya ".

187. " Maya è l'ombra inseparabile di Dio "; spiegami
questa frase con riferimento al Ramayana.
Sappiamo che, mentre viaggiavamo nella foresta,
Rama faceva da guida e camminava in testa alla
comitiva; subito dietro a lui veniva Sita, e per
ultimo camminava Laksama. Rama Rappresenta Dio, il
Paratma; Sita rappresenta Maya, e Laksama
rappresenta il Jivi. Se Laksama ( l'anima umana,
il Jivi ) desidera avere la vista di Dio, del
Paratman, Sita che gli si frappone si deve
allontanare; oppure si deve spostare Laksama.
Se cerchiamo d spinger via Maya, o di cacciarla
con odio, essa si adira. Non solo: neanche Dio
permetterebbe una tal cosa, e non avremo la grazia
del suo Darsan. Il solo modo per un jivi di vedere
Dio e di ottenere la Sua Grazia è di capire che
la Maya è l'ombra inseparabile di Dio Stesso e o
pregare in tutta umiltà di avere l'opportunità di
vedere il Signore. Allora la stessa Maya si farà
gentilmente da un lato ed aiuterà il Jivi ad avere
il Darsan del Signore Iddio.

188. Chi sono io ?
Per rispondere dobbiamo farci molte domande quali:
" Io sono il corpo ? Sono la mente ? sono
l'anthakarana ? " e così via. Se credi di essere il
corpo che senso ha dire, come fan tutti, " il mio
corpo" ? Chi è che dice "mio", e chi è il corpo ? Se
tu dici " il mio corpo" sottintendi che tu sei
qualcos'altro staccato e diverso dal corpo. Se dici
" la mia mente " è evidente che separi la tua mente
dal tuo possessore, il tuo "io". Noi sperimentiamo
tutto, tutto separando tra "mio" e "non mio". La
cultura indiana e gli insegnamenti del Vedanta ti
fanno attraversare, per mezzo della constatazione
" questo non è l'"io" tutto finchè arrivi a capire
che cos'è l'Io; e il vero Io è l'Atman.

189. Chi è i nostro vero Congiunto o parente?
Quando muore un congiunto, la madre per esempio,
ella mi ha lasciato e se n'è andata. Ma chi mi ha
lasciato in realtà ? Il suo corpo è ancora qui, ed è
andata via. La vera madre è solo la sua vita. Sicchè
quando la vita, è fuggita, ci rendiamo conto che il
rapporto di cui abbiamo goduto era solo un rapporto
fisico, che non ha valore. Tutto ciò che era
permamente e lo era solo in rispetto all'Anima
Divina che era contenuta nel corpo, e non era il
corpo stesso.
Perciò il vero parente, il vero amico, la vera guida
può essere solo Dio e nessun altro.

190. Quando ci accorgeremo della nostra vera forma ?
Nel pensiero che ci fa credere nell'Onnipresenza di
Dio, che Dio è presente davanti a te e fuori di te
non occorre che tu dia speciale importanza a ciò che
viene dal di fuori. Devi credere che tutto è
contenuto da te. Tutta la essenza dei Veda viene
dall'interno dell'uomo, e non dal di fuori. A causa
dell'ignoranza, di certe illusioni e dalle nostre
azioni in vite anteriori crediamo che ci venga
qualcosa dall'esterno, da qualcosa di sacro. Non è
esatto, è illusione. Solo se sappiamo liberarci da
codesta illusione, di superare l'ignoranza e di
capire che tutto è dentro di noi potremo conoscere
la nostra vera forma.

191. Nella nostra miotlogia si racconta che una vita
l'Oceano fu sbattuto ( come si fa con il latte per
fare il burro) con il " Mahatahara Parvatha ".
Qual'è il senso occulto di questo segreto ?
Si racconta che c'era un monte di questo nome, e che
con esso l'oceano fu sbattutto, dai deva che
tiravano da un parte e gli Asura dall'altra il
serpente che, attorcigliato al monte, lo faceva
girare ( in India invece dalla nostra zagola il
latte si agita in un recipente cilindrico, in cui è
immerso un bastone che fa da agitatore, attorno al
cui estremo superiore si avvolge una funicella che,
tirata da un capo all'altro, lo fa girare
alternativamente. I Deva, o devata rappresentano le
buone qualità, e gli Asura, o Demoni le cattive.
Dall'Oceano uscirono cose buone, gemme, il
Kalpavriksa, albero che soddisfa i desideri, la
Kamadhenu, vacca che vi dà tutto ciò che volete.
L'Amrita nettare dell'immortalità, ed anche veleni
mortali. Questo è il senso allegorico della storia;
il, senso occulto, 'anagogico' come direbbe Dante è
che è la nostra vita stessa ad essere " zangolata ".
La fonte " Viveka", la sapienza; il corpo è il
recipiente dove avviene la sbattitura e il monte
sbattendo è l'essenza del Vedanta; e i due capi
della fune che muove il monte sono le due Nudi Ida e
Pingala, i nostri due condotti sottile attraverso
i quali si muove la nostra energia interiore.
L'operazione della sbattitura è il Sadhana che noi
dobbiamo praticare ( per sceverare ciò che c'è di
noi di buono da ciò che c'è di male ).
Allora sorgerà il Nettare Divino.

192. Il Bhagavan ha comparato la nostra vita ad una
partita di foot-ball. Perchè ?
Il nostro cuore spirituale è il campo da gioco; da
una parte c'è la squdra delle " Asarida Varga ",
delle cattive qualità, che sono: 1. Kama,
( concupiscenza) ; Krodha ( ira ): 3. Lobha
( avidità, possessività ) 4. Moha ( attaccamento,
illusione ); 5. Mada ( arroganza, superbia);
6. Matsarya ( invidia). I giocatori dell'altra
squadra sono:
1. Satya ( verità); 2. Dharma ( rettitudine);
3. Santi ( pace, imperturbabile); 4. Prema
( amore ); 5.Ahimsa ( non -violenza );6. Purnave
( senso di pienezza).
La " Dharma Vidya " ( l'istruzione che si riferisce
a questo mondo), e la Brahma Vidya ( quella che
riguarda l'Altro Mondo) sono i limiti del campo. La
gente buona e la cattiva stanno calciando la palla
della vita. I cattivi hanno la forza fisica, i buoni
quella Divina, e si vedrà come e quando vinceremo,
o se manderemo il pallone in porta. Questo è il
confronto che fa il Bhagavan fra la vita e una
partita di foot-ball.

193. Quale è il significato occulto del rumore del nostro
respiro ?
E' il " Soham "; "so" è il suono del respiro che
entra, e " Ham " quello del respiro in uscita. La
sillaba " so " sta per " Tat ", che significa Dio,
il Brahman; e " Ham " sta per " io " o me. Ad ogni
respiro diciamo " io sono Dio ", " Io sono Dio ".

194. Si sentono vari suoni. Da dove vengono questi suoni?
Tra i suoni ce n'è uno che è il più importante, ed è
il pranava AUM. Da essi emanano tutti i diversi
suoni, uno e tutti. I Vari suoni sono solo
trasfromazioni dell'" Ekoham Bahusyam "( La Volontà
Divina " Io sono l'Uno e sarò i molti " ).

195. Spiega come l'AUM è " Ekaksaram Brahma " e Rama è
null'altro che l'Omkara ).
L'Omkara è formato da tre suoni principali: A, U, M.
Rama, che è l'incarnazione del Dharma anche lui ha
tre personaggi che lo aiutano, e che sono Laksmana,
Bharata, e Satrughna ( i suoi tre fratelli). Il
suno A può esser comparato a Laksmana, l'U a Bharata
e l'M a Satrughna. La combinazione di questi tre è
l'Omkar, e Laksmana Bharata e Satrughna insieme
fanno Rama. I Veda e le Upanisad ci insegnano che
l'Om (AUM) è l'" Ekaksara Brahman "; cioè l'OM è
Leakam Advitiyam Brahman, ossia Brahman è l'Uno è
solo Uno ". Rama che non è altro che l'Omkara, ebbe
nascita sulla terra per ristabilire il Dharma, la
rettitudine sulla faccia del pianeta. Rama è Dio.

196. Il Ramayama ha altri due nomi. Quali sono ?
Sono " Morte di Ravana " e " Sitacarita ", ossia
" Storia di Sita "; il Ramayama è chiamato " Srimad
Ramayama " perchè descrive tutte le grandi virtù di
Rama. Il titolo di " Storia di Sita " gli spetta
perchè Ella è la donna ideale, ricca di tutte le
qualità che deve avere la Donna Indiana; castità,
purezza, gentilezza, eccc. Ed ella insegna perfino
il Dharma e Rama. A sua volta Ravana è un
personaggio potentissimo e di grande sapere, e
compie molte grandi imprese. Ciononostante egli non
seppe seguire la retta via, e per questa ragione
dovette essere ammazzato da Rama. Ravana non era
sorretto dal Dharma. Poichè il ramauyma cui insegna
che non dobbiamo lasciare spazio alle cattive
azioni, e che la vera forza è quella del Dharma,
questo poema è anche chiamato " L'Uccisone di
Ravana ".

197. Che cosa significa " Saguna Brahman ", e " Nirguna
Brahman " ?
Per spiegarlo prendiamo per esempio ciò che
Uddalaka, il grande Guru disse al figlio per
spiegargli queste cose. " Prendi un vaso pieno
d'acqua, mettici dello zucchero e rimescola bene "
Prima di sciogliere lo zucchero lo abbiamo visto.
Adesso che l'abbiamo sciolto nell'acqua sapremo dire
in che parte del vaso si trova ?
Lo zucchero si trova in ogni goccioletta del
liquido.
Così il Brahman, che è " nirguna ", ossia senza
" guna " attributi, ed è " nirvikara", senza forma
nè limiti di spazio o di tempo, questo è il concetto
di " nirguna Brahman ". Questo Brahman assume gli
aspetti di " saguna ", di chi ha attributi o "guna"
e appare in questo mondo e risiede in ogni essere,
in tutto ciò che vediamo intorno al mondo. Non è
possibile vederLo separatamente coi nostri occhi, nè
afferrarlo con le mani, ma è solo possibile averNe
l'esperienza nel Suo Sgtato Manifesto. Ciò è tutto
ciò che possiamo fare con la grossolanità del nostro
corpo, salvo sperimentarlo in istati più elevati.

198. Dio è presente ovunque e sempre. Perchè si dovrebbe
andare in qualche posto speciale o in
pellegrinaggio per cercare Dio in qualche santuario
particolare ?
Qui c'è una vacca; dal suo corpo si può estrarre
latte. Vogliamo dedurre che il latte scorra per
tutta la vacca ? Provate a mungerla da un orecchio:
avrete un bel torvcere; di latte non ne esce.
Occorre mandarlo a cercare in qualche posto
speciale. Il latte viene dal sangue dell'animale,
ma non è detto che dove c'è sangue ci sia il latte.
Allo stesso modo, benchè Dio sia onnipresente e sia
dappertutto, se Lo si vuole vedere, per realizzarlo
dovete scegliere un momento e il luogo giusto. Se
cominciamo la nosta vita prefiggendoci una certa
ora di preghiera ( di pregare, contemplazione o
meditazione) e ci scegliamo una certa forma; a poco
a poco nella nostra pratica giungeremo a un punto
quando, da quest'adorazione passeremo a realizzare
l'aspetto nirguna del Brahman. Tutto ci apparirà
allora come una sola cosa infinita. Quando
raggiungiamo quaesto stato di Advaiata e
trasformiamo in esperienza le nostre convinzioni
filosofiche non avremo più bisogno di recarci in
qualche posto speciale. Vedremo Dio dappertutto,
senza vincoli di tempo, e LO troveremo dentro di
noi. Questa è la vera realizzazione di Dio.

199. Che cos'è la meditazione ?
Dobbiamo accettare il concetto " Saguna " e
" sakara " perchè col suo aiuto possiamo raggiungere
la meta di " Nirguna " e di " Nirakara ". Questo
procedimento è chiamato Meditazione, o Dhyana ( ma
pare che in altri testi, come Dhyana Vahini non si
legga proprio così. Sta di fatto che Patanjali
enumera Prathyaara, Dharana e Dhyana prima di
Samadhi; ossia introversione dei sensi,
concentrazione, contemplazione e poi Samadhi; e di
quello che si dice " meditazione " specificamente
non parla. Se essa non è ancora Samadhi, sarebbe
lecito identificarla con " Dhyana ", contemplazione;
ma pare che in Dhyana Vah. Baba la ponga un gradino
più su, con Samadhi: siccome di Samadhi, prima di
giungere all'Unità totale, ce ne sono vari livelli,
potremo supporre che Baba intenda per istato
meditativo i primi ivelli di Samadhi.

200. Che cos'è Dhyana?
Se non c'è un oggetto su cui meditare, non si può
farlo. Il processo nel quale si medita
( si " contempla " un oggetto ) si chiama Dhyana.
Colui che fa Dhyana si dice Dhyata. Il Dhyata, per
mezzo di Dhyana, deve raggiungere l'esperienza
dell'oggetto della meditazione, del Dhyeya. Quando
si compie il processo della meditazione, le tre
componenti si fondono in una unità; colui il quale
dà Prema, il Prema stesso, e chi riceve il Prema
diventano una sola cosa; se manca uno di questi tre
elementi non è possibile raggiungere la completezza.
In tutti e tre è presente Prema nello stesso
grado. A ciò si riferisce il detto " L'amore è Dio;
vivi in amore ".

201. Come si può fare Dhyana?
Pr farlo è molto importante l'ora. Dovete meditare
ogni giorno, sempre alla setssa ora, nel periodo che
va dalle tre alle sei del mattino; sono le 3 ore del
" Brahman Muhurta ". Mettetevi a sedere su una
tavola di legno, in " padmasana 2 ( posizione del
loto).

Mettetevi davanti una piccola " jyoti ", una
fiammella di una lucernina ad olio e una candela;
guardate la fiamma ad occhi aperti. Chiudete gli
occhi dopo un minuto; sentitevi la fiamma nel mezzo
delle sopracciglia; portatela pian piano fin dentro
al cuore. Sentite che nel vostro cuore, che si
apre come un loto alla luce della vostra fiamma,
questa si va soffermando. Se non ve la potete
raffigurare, riaprite gli occhi e tornate a fissare
la jyoti. Quando ve la vedrete nel mezzo del vostro
cuore, portate la sua luce ad ogni parte del vostro
corpo; nel collo, poi dal collo alla bocca, e poi
alle mani, e ai piedi, poi agli ochi, e dagli
occhi alle orecchie e al capo, e di lì tutt'attorno
a voi.

Mandatela a coloro coi quali avete relazioni,
a chi vi vuol bene ed anche a chi vi vuol male. Poi
mandatela a tutto: agli uccelli, alle altre bestie,
a tutto. Quando averete finito la vostra Dhyana
recitate la preghiera " Asato Ma Sat gamaya; Tamaso
ma Jyotir gamaya; Mrtyor ma Amrtam gamaya, " che
significa : " (O Signore) conducimi dall'irreale al
reale; conducimi dalle tenebre alla luce, conducimi
dalla Morte all'Immortalità ".

202. A che serve codesta Dhyana ?
Ovunque sarà stata portata questa Jyoti ( fiamma,
luce ) durante la Dhyana non ci saranno più tenebre.
dacchè Jyoti avrà raggiunto i vostri occhi non
avrete più cattive visioni o vista cattiva.
Siccome essa ha raggiunto le vostre orecchie, non
udrete più cose malvagie; poichè è giunta alla
vostra bocca, non proferirete più parole cattive;
ed essendo giunta al vostro capo, non avrete più
brutti pensieri. E'arrivata nel vostro cuore, e non
avrete più sentimenti negativi; è corsa alle vostre
mani ed ai vostri piedi, e non commetterete più
cattive azioni nè andrete più in luoghi cattivi.
Sentirete che con questa meditazione non si sono
solo eliminati i lati brutti del vostro carattere,
ma al loro posto sopravvengono idee sacre e nobili,
e le vostre azioni sacre e nobili saranno. Non solo,
ma potrete arrivare al glorioso Darsan Isvara,
oppure avrete l'esperienza dell'Advaita, dell'UNO,
perchè la luce che è in voi c'è in tutti gli esseri
umani ( e non ), in tutto e dovunque.

203. Non ci è lecito meditare su una delle Forme di Dio ?
Una forma non è cosa duratura. Non è giusto porre la
vostra concentrazione su qualcosa che cambierà, che
non è durevole. Meditate su qualcosa che non cambi
mai. Avendo nella vostra meditazione la Jyoti
( = luce ) che non cambia, vedrete certamente in
essa " Rupa ", la Forma che gradite e che pregate.
Da una Jyoti potete accendere quantità di altre
Jyoti, ma la prima non cambia per questo, nè si
spegne. La prima Jyoti è una " akhanda jyoti ", le
altre sono delle " Jivan Jyoti " ( la prima è come
Paramatman, le altre sono raffigurate come il
Jivatman). Il risultato della meditazione sarà che
ogni singola Jivi Jyoti si fondono con l'Akhanda
Jyoti, e ciò insegna l'Unità di tutto il creato.
Ecco perchè si tiene davanti una luce nella
meditazione.

204. Che cos'è il " Prarabhda Karma"? E il "Sancita" e
" l'Agami Karma ", che sono?
Il Prarabhda Karma è quello in cui ci troviamo al
presente, del quale sentiamo oggi gli effetti. Per
Sancita si intende tutto il Karma passato, e Agami
si riferisce al Karma che seguirà nel futuro. Il
Prarabhda sta in mezzo tra il Sancita e l'Agami, e
noi stiamo subendo questo Prarabhda a causa del
Sancita. Il risultato di quello che facciamo ora
verrà nel futuro. Anche se siete nel Sancita, se
cercate di comportarvi in un modo sattico, pio e
buono, potrete cambiare anche sancita. Se poi
facciamo ogni nostra azione per piacere a Dio e per
la sua Gloria e non c'è Prarabhda che ci possa
turbare ( e l'esempio di Druva e di Markandeya ci
mostra come può essere superato il Karma). Quindi,
la Grazia di Dio può sicuramente vincere i cattivi
effetti di Prarabhda. se possimao avere il
beneficio della Grazia di Dio non dobbiamo temere
nè Prarabhda, nè Sancita nè Agami. Perciò, " siate
buoni, fate il bene e vedete il bene; questa è la
strada verso Dio, " dice Sai Baba.

205. Qual'è il significato spirituale della storia di
Gajendra Moksa ?
Nella sua vita precedente Gajendra era stato un re,
e rinacque come elefante perchè fu maledetto da un
saggio. Qui " re " significa Atman, di cui il
Paramtman è l'imperatore. Questo elefante dimenticò
l'Atmatattva ( il proprio principio spirituale ) e
conduceva una vita di attaccamenti e di illusioni,
nella foresta dell'esistenza. Nel vagare per la
foresta gli venne sete, - il che significa
attaccamento ai sensi -, e vide un lago - il lago
dei desideri materiali, il " samsara "; gli venne
voglia di godere delle sue acque, i piaceri di
" samsara ", ed entrò nel lago. Apparve un
coccodrillo - che simboleggia il " mamakara " o
attaccamento, e l'Ahamkara", o egoità - e gli
azzannò una gamba.
L'elefante non se ne poteva liberare, benchè
impiegasse tutte le sue forze fisiche e mentali.
Finalmente invocò in preghiera l'aiuto di Dio. Lo
stesso accade per noi, che nella vita ci affidiamo
solo alle forze del nostro corpo e della nostra
mente, ma queste non possono darci pace e gioia. Se
dedichiamo a Dio queste due forze, la sua Grazia ci
darà quella Pace e quella Gioia. Alle preghiere
dell'elefante, Dio lanciò il suo " Sudarsana
Cakra " e uccise il coccodrillo salvando l'elefante.
Il nome " Sudarsana" è formato dalla radice " su "
che significa " buono " , mentre " darsan "
significa " visione ": quindi " Sudarsana non è solo
un'arma o uno strumento, ma è la giusta visione di
Dio: quando l'elefante volse a Dio le sue preci, lo
sguardo di Dio si volse verso l'lefante. Ecco perchè
il Bhagavan dice: " Guardate Me, e Io certamente
guarderò voi ".

206. Qual'è la prima cosa che dobbiamo cercare di
conoscere ?
La prima cosa da conoscere è te stesso. La ricerca
della conoscenza di te stesso si chiama
" Sankhyajnana", e " Tarkajnana " è ciò per cui
mezzo si conosce ciò che è l'" io " e da donde è
venuto codesto " io ". Lo stato di chi cerca
costantemente di conoscere la verità dell'" io " si
chiama " Amanaska ". Perciò tutti dovrebbero cercare
di sapere questa verità e di essere sempre nello
stato di Amanaska.

207. Che cos'è il " nostro ", in realtà ?
Abbiamo tutti l'idea errata che una certa cosa è
"nostra", ma non è così. Il corpo non è nostro, nè
lo è la mente e neppure questa vita è nostra, perchè
nulla è sotto il nostro controllo. Il nostro essere
è formato da vari strati: " Annamyakosa" ( corpo
mentale), " Pranamayakosa " ( corpo enegetico),
" Manomayakosa " ( corpo mentale), " Vijnanamyakosa"
( corpo di intelligenza), e " Anandamayakosa"
( corpo di beatitudine). Finchè l'uomo dipende
dall'Annamayakosa non può conoscere ciò che riguarda
il vitale ( il Pranamayakosa) e vive da animale.
Quando dipende dal Pranamayakosa comincia a credere
che esista Dio. Col Manomayakosa si rende conto
delle leggi naturali, e col Vijnanamayakosa conosce
gioia e dolore, e finalmente con l'Anandamayakosa
conosce la beatitudine. Tutto è creato da Dio e Gli
appartiene. Di nostro non c'è che l'esperienza
dell'Unità con Dio.

208. Quali sono i tre tipi di Satya ( verità) comunemente
noti ? Spiega come la verità è Una, in realtà.
Si dice che ci sono tre verità: la " Pratibhasika
Satya ", la " Vyavaharika Satya " e la " Paramatika
Satya ", ma la Verità è una sola, e e non è mai
triplice. Siamo solo noi a credere che ce ne siano
tre.
Per esempio, nella penombra ci può accadere di
credere che una fune per terra sia un serpente; ma
in realtà il serpente è solo nella nostra mente, e
la verità è che non c'è un'altra cosa, che è la
fune.
Questa verità illusoria è la Pratibhasika Satya, che
non ha nè base nè esistenza.
Se ci mettiamo davanti ad uno specchio, ci vediamo
riflessa la nostra immagine; se ci allontaniamo,
l'immagine non c'è più. In questo caso una base c'è,
e siamo noi, che abbiamo prodotto il nostro
riflesso; ma in nostra mancanza il riflesso non c'è
più. Esso e Vyavaharika Satya. Finalmente la
Paramartika Satya è un'entità che è presente sempre
e dovunque; è la vera ed eterna verità. Anche se in
questo mondo vediamo molte forme, molti nomi, tante
cose, varie razze, religioni e caste, dobbiamo
sapere che Dio è presente in tutte esse; l'Essere
Interiore, in realtà, è solo UNO.

209. Che persona è uno " Sthitaprajna " ? Come si può
raggiungere tale stato mentale ?
Si chiama Sthitaprajna chi non è nè giubilante per
il successo nè depresso per la sconfitta, perchè ha
raggiunto l'imperturbabilità dell'animo. Per
raggiungere questo stato occorre avere un dominio
totale sui sensi. Non è affatto facile dominare i
sensi, ma è meno difficile indirizzarli verso Dio
invece che verso le cose terrene. Con questo
procedimento si eliminano tutte le impurità dei
sensi, e il primo passo è far crescere in noi
l'amore per tutte le creature viventi. Chi poi
divien capace di dominare e superare l'ira, l'ego e
gli attaccamenti diventa un grande Yoghi. Dobbiamo
renderci conto che l'ira, la superbia e le altre
passioni riducono l'uomo peggio di un animale.
Cercate in voi Vijnana, Prajnana, e Sujnana che sono
latenti nell'uomo, dirigete i sensi entro il giusto
canale e raggiungerete lo stato perfetto della
suprema gioia.

210. Com'è che l'ira è il peggior nemico e la calma è
invece la miglior protezione ?
Sotto l'effetto dell'ira perde la calma e diventa
ansioso. In realtà la gioia è il paradiso, e il
dolore è l'inferno dell'uomo. Chi è posseduto
dall'ira perde il pieno e corretto esercizio di
tutte le proprie facoltà, e si fa odiare dagli
altri, perchè commette cattive azioni e gravi
peccati. I sentimenti d'ira hanno una grossa
componente egoica, e l'ira è causata dalla
debolezza della mente. Quando siamo adirati i nostri
nervi si indebolisci non e perdiamo più energia di
quanta ce ne darebbero tre mesi di cibo. L'ira non
solo ci debilita e ci porta via i meriti delle
nostre buone azioni, ma ci mette in cattive
condizioni di salute fisica e mentale. Se siamo
capaci di dominare l'ira possiamo farci dei meriti
pronunciando il Nome del Signore. La calma dà la
forza alla mente e ci dà lo stato di Sthitaprajna,
di imperturbalbiltà d'animo. Per arrivarci cercate
di riempirvi la mente di buoni pensieri, di buoni
sentimenti e di buoni concetti. Invece chi è preso
dall'orgoglio, dall'ira e dall'ego vive l'inferno.
Invece la calma è la nostra protezione.

211. Che cos'è il " cibo sattvico " ?
Non è solo mangiare latte e yogurth, vegetali e
olio. E' cibo anche quello che entra in noi da tutti
i sensi, dagli Jnanendriya; è l'aria che respiriamo,
ciò che vedono i nostri occhi, ciò che entra dalle
nostre orecchie, e dagli oggetti che tocchiamo e
palpiamo. Sono oggetto della selezione per una dieta
Sattvica tutte le cose che entrano per le porte dei
nostri sensi, i quali devono essere puri e
immacolati: ecco perchè ne dobbiamo avere il
controllo.

212. Qual'è il significato esoterico della
rappresentazione del Signore ( Visnu ) dormiente sul
'Ksira Sagara ', l'Oceano di Latte ?
L'Oceano di Latte è il nostro Anthakarana, il corpo
causale, e ciò che resta dopo la Dhyana ( la
meditazione), il " sesa " o residuo è l'" Adisesa ",
il gran Serpente. La consapevolezza che si trova tra
i due e Sri Visnu Stesso, mentre colui che adora, il
devoto è la dea Laksmi. Molti grandi ci hanno
insegnato come far addormentare Dio sul nostro
Oceano di Latte, sul nostro Anthakarana o sul nostro
cuore. Il fatto che " sadhakara " sia Laksmi ha il
suo significato occulto. Il Jivi non può essere
chiamato Purusa finchè la natura inerte non sia del
tutto eliminata; è possibile raggiungere il
principio Purusa per mezzo della natura femminile si
" Stri- Tattva " . E' questo il significato
anagogico dello " Sri- Sayana " del Signor Nostro.

213. Che cos'è la " jadattva ", l'inerzia ? Parlamene in
dettaglio.
Ci sono cinque fasi, o aspetti dell'inerzia. Esse
sono: 1. " Ghata-Akasa "; 2. " Jala-ekasa ";
3. " Dehara-ekasa " 4. " Cida- akasa " e
5. " Mahadkasa".
1. Questo nome ( di Ghata Akasa ) si riferisce solo
al corpo e non all'Atman che vi è contenuto. Il
Ghatakasa è quello stato in cui si dice: " questo è
Me" . Anche quando siamo persi nella cosapevolezza
solo del corpo, c'è ancora quel sentimento per
l'Atman che è in noi: è come lo spazio ( " akasa " )
entro il vaso.
2. lo stato di " Jalakasa " è quello in cui si è
pieni di " sankalpa ", di intenzione, e può esser
raffrontato col cielo riflesso nell'acqua. Il
Sankalpa e il Vikalpa ( La Scelta ) in noi sono
come l'acqua nel vaso.
3. Il " Dharakasa " è quello stato in cui si
osservano Sankalpa e Vikalpa e noi, ma siamo consci
che li stiamo osservando; per esempio, se l'immagine
viene ferita fisicamente da qualcuno, la ferita non
viene sentita dall'oggetto, ma se invece viene
offesa e ingiuriata ( moralmente ) da qualcuno,
quest'oggetto, il cui riflesso si trova nell'acqua,
risente dell'insulto. Sicchè c'è unità in " Sabda "
(suono) ma non in "kriya" ( azione); eppure vi è
contenuta, occulta, anche la natura del
" Sabda Brahman ". Così in Jalakasa si trova anche
la natura di Daharakasa ( "dahara"= piccolo, tenue,
sottile).
4. Venendo ora a " Cidakasa", dirò che questo è lo
stato in cui l'uomo non è semplice spettatore. In
esso l'uomo non è per nulla scosso da emozioni, ma
osserva come testimone indifferente tutto quello che
accade al corpo, perchè è occupato in una coscienza
superiore. Questo stato è " Cidakasa ".
(" Ghata "= giara, contenitore, il corpo fisico;
" Akasa " = spazio, 'cielo'; " Jala " = acqua;
" Dahara "= sottile; " cid " = consapevolezza.)
5. Il vaso può essere rotto, lo stagno si può
asciugare, ma la " Akasa " rimane sempre. Lo spazio
immenso è lo stato chiamato " Mahadakasa " è lo
stato ottenuto col controllo dei sensi, nel quale è
possibile realizzare lo stato supremo del
" Nirvikalpa ". Questo stato è ancora chiamato
" Nirvikalpa ". Questo stato è ancora chiamato
" akasa " perchè ha ancora l'elemento d'inerzia, di
"jada". Lo spazio (' cielo ') riceve diversi nomi
oltre l'" akasa " : " gagana ", " sunya "
('vuoto',nulla). Si parla anche di " Hrdakasa " in
riferimento allo spazio ( o 'firmamento') del
'cuore'. La Grazia di Dio può farti andare
direttamente allo stato di Mahadakasa senza dover
passare per tutti i vari stati di Gata, Jala,
Dahara, e Cit.

214. Dove risiede questa " Citasakti " luminosa, che è il
nostro Atman ?
Tutte le figure che troviamo nel mondo non sono che
proiezioni del 'cid-akasa'. L'anima proietta sullo
schermo le varie figure che vediamo muoversi come al
cinema. Se chiudiamo gli occhi non vediamo nessuno,
ma tutta quella gente ci dev'essere. Aperti gli
occhi, vediamo con essi tutte quelle apparenze, ma
non è che esse entrino negli occhi. Gli occhi
proiettano una luce, che non è proiettata dagli
oggetti. Per esempio, il sole illumina tutto il
mondo, ma questo non illumina il sole. La luna è
come uno specchio che riflette la lce del sole, che
viene rimandata fredda e piacevole. I Veda dicono
che la luna è come la mente, che riflette lo
splendore dell'Atman. Di essa parte si riflette
nello specchio di " Buddhi", dell'intelletto, e così
la mente buia può esser illuminata e splendente
della luce riflessa. La mente può permetterci di
ottenere ' Prajnana', anche se siamo allo stato di
Ajnana. Se volgiamo Buddhi verso l'Atman possiamo
disperdere il buio della nostra mente; L'Atman è il
padrone dell'intelletto e ciò che esso afferra
trascende i sensi.

215. Spiegami come il Dharma ha perso i suoi Pada
( piedi, sostegni ) nonostante la comparsa dei
grandi Avatar ?
Il Bahgavan Baba dice che nel'" Krytayuga" camminava
e si sosteneva su quattro piedi, che erano:
" Yajna ", 2. "Yaga", 3. "Yoga", 4. "Tapas". I Rsi
del Krita Yuga seguivano tutti e quattro questi Pada
per armonizzare pensiero, parola ed azione.
La perdita di un Pada nel Treta Yuga in realtà
importò la perdita di uno, il Tapas. Poi nel Dvapara
Yuga era possibile raggiungere il Dharma con l'aiuto
solo di due Pada: il Yoga e il Yajna. Nel Kaliyuga
il Dharma ha soltanto nu Pada, lo Yoga, cioè il
Bhakti Yoga, lo Yoga della devozione. Così il
significato segreto è che il processo è stato
facilitato. Gli Avatar hanno eliminato i Pada più
difficili, ma il Dharma non è stato cambiato.
Finchè avete un solo anno di età usate quattro gambe
per camminare; poi dopo, più tardi solo tre, e poi
due e cominciate a correre, sempre però usando una
gamba per volta. Il Dharma è imperituro, è
indistruttibile, e gli Avatar sono venuti solo per
facilitare la via per raggiungere il Dharma.

216. Dove va l'Atman dopo la morte del corpo ?
Esiste una sola realtà così come c'è solo un sole; e
questo corpo può essere comparato con un vaso pieno
d'acqua, e in ogni vaso si riflette l'unico e solo
Atman, anche se ogni immagine pare separata. Quando
il vaso si spezza e l'acqua si sparge al suolo, dove
va il sole che fin'ora era stato riflesso
dall'acqua?
Il sole non è venuto e non se ne è andato, ma è
apparso come riflesso perchè c'era il vaso e nel
vaso c'era l'acqua. Il valore del vaso dipende del
materiale di cui è fatto, ma il riflesso ha lo
stesso valore per tutti i vasi. Così pure L'Atma
Svarupa ha ovunque lo stesso valore e tutte le
differenze sono illusorie. L'Atma Tattva è una e
indivisibile ( " Tattva " = quiddità ).

217. Quali sono i tre tipi di Karma ?
Benchè la via del Karma sia difficile, ci offre
diverse esperienze. Ci sono tre specie di Karma:
" Karma ", " Vikarma", e " Akarma ". Il Karma può
essere definito come il dovere prescritto ; sono
Vikarma le azioni vietate; le azioni che sono
compiute per raggiungere la realizzazione di Dio,
divengono santificate. L'Akarma è la pura pigrizia,
l'inerzia.
Il Karma è la responsabilità nostra fin dalla
nascita, e perciò la Gita chiama l'uomo " Karmaja"
( La radice "ja" sta ad indicare ciò che è nato, da
cui " janma " = nascita, eccetera; quindi " karmaja"
è come dire " nato per compiere karma " ).

218. Che cosa dice la Gita a proposito del Karma ?
L'azione comporta sempre la sua ricompensa, il suo
risultato. Il frutto di una azione è una reazione,
un riflesso, un rimbalzo dell'azione stessa. Però la
Gita ci insegna che le azioni che imprendiamo devono
essere fatte senza pensare alla ricompensa o al
risultato.
Molti dicono che l'uomo ha solo il diritto di agire,
ma non di pretendere il frutto della sua azione. Ciò
è errato. La Gita non ha mai detto quello, ma solo
che l'uomo dovrebbe rinunziare volontariamente al
diritto di godere del frutto dell'azione. Non ha
detto " Na Phalesu ", ossia che non c'è frutto, ma
ha detto " Ma Phalesu ", ossia di non desiderare il
frutto dell'azione.

219. Che cos'è la Beatitudine perfetta ?
Tutto ciò che gettiamo nel gran fuoco delle nostre
arie vitali del corpo viene trasformato in qualcosa
di sacro. Il questa dedizione il Jivi si tramuta in
Isvara, e poi portato al livello della gioia
suprema. In tale stato l'uomo è completamente
silente ed assorto nella gioia suprema. E' questa la
perfetta Beatitudine.
Dio, che è Mahakarma Svarupa ha assunto una Karma
Rupa ed apparve come Krsna. Quando Krsna, in una
Karma Rupa, dà il Suo messaggio, Arjuna prega il
Signore che gli tolga il velo che è innato nella
Stula Rupa, e solo dopo che gli è stato tolto può
assimilare la Gita ed avere il Darsan della Visva
Rupa ( La forma universale di Dio ). Non ci aveva
potuto trovare alcun insegnamento finchè lo
ascoltava con la propria Stula Rupa ( la sua forma
grossolana, fisica e mentale ). Per poter
assaporare la Gioia occorre avere una coscienza
risvegliata.

220. Quali sono le parti nelle quali può essere
classificato il nostro godimento ?
Son tre: " Prya ", " Pramoda " e " Moda ". Quando
osserviamo un oggetto che ci piace e ce ne sentiamo
contenti, è " prya ". Quando acquistiamo l'oggetto
che ci piace, è " moda ". " Pramoda " è la gioia che
sentiamo quando la nostra acquisizione è veramente
reale. Per avere la vera gioia dobbiamo cominciare
da Pramoda; non possiamo trovare vera felicità se
cominciamo da Prya e da Moda. Per esempio: tu
desideri avere il Darsan nella forma di Dio. Se ti
accontenti di guardare una Sua statua, ti piace, è
Prya, ma non ti dà molta soddisfazione. Se cerchi di
guadagnartela, e di averla, ti dà una gioia molto
maggiore; e quando la puoi godere del tutto, è
Pramoda.
Solo in quello stato divieni una parte di Lui ed è
la felicità suprema. In piccolo; il fatto di vedere
un bel frutto al mercato è Prya; comprarlo e averlo
è Moda; ma solo quando lo mangi ne senti il gusto, e
lo assimili; quello è Pramoda.

221. Krsna era onnipervadente, eppure Egli fu la causa
della distruzione di milioni di uomini sul campo di
battaglia. Era " Himsa " o " Ahimsa ", violenza o
non violenza ?
Supponiamo che un uomo abbia un cancro alla schiena.
In quella piaga ci sono milioni di batteri. Forse
che il medico sta a pensare " posso uccidere milioni
di germi " ? Non è suo dovere salvare la vita
del paziente ? che cosa importa di più ? Il medico
decide che deve uccidere quei milioni di microbi per
salvare la vita al paziente. Egli valuta più la
qualità della quantità. A quei tempi i Kaurava erano
un cancro per l'umanità, e Sri Krsna si fece
chirurgo, si prese per assistente Arjuna ed eseguì
la grande operazione perchè la protezione del Dharma
era più importante di ogni altra cosa. Quindi in
questo caso, non si può affatto parlare di violenza.

222. Che cos'è il " Ksetra " e lo " Ksetrajna " ?
Il principio immutabile è il Brahmatattva. La vita
umana è composta di diversi stati. Nascita, crescita
invecchiamento, disfacimento e morte sono
altrettanti stati del corpo, che è mutevole. Il
corpo perciò è pieno di " Vikara " ( cambiamenti),
mentre l'Atman è " Nirvikara ". Queste due entità
sono quelle che nella Gita sono chiamate " kestra "
e " Ksetrajana ". Il primo è il corpo, che è il
Ksetra, ( campo), mentre il Kestrajna è il
Paramatman. Noi andiamo a vedere il campo non per
vedere il terreno, ma per vedere il Generale che è
il padrone del campo di battaglia; Egli è Dio.

223. Che differenza c'è tra Ksetra e Ksetrajna ?
Nella Gita Sri Krsna dice di essere tanto il Ksetra
quanto il Ksetrajna . Lo Ksetra è inutile se non c'è
Ksetrajna e viceversa. I due sono interdipendenti, e
Dio li penetra entrambi, ma tra i due c'è una
differenza, che, nelle due parole, è data dalla
sillaba "jna", che sta per "jnana". Siccome lo
Ksetra è il corpo, nel quale risiede Dio, che è
"Jnana Svarupa", Dio vien detto " Ksetrajna ". Se ci
mettiamo in mente che lo Ksetra, inerte, viene
vitalizzato e santificato dall'esserci residente Dio
Ksetrajna e Jinanasvarupa, non faremo mai nulla di
male, nè avremmo mai cattivi pensieri.

224. Che cosa impariamo dal Mahabharata ? Qual'è il suo
significato occulto ?
Impariamo soprattutto che la vera forza è " Dvaita
Bala" e " Dharma Bala", ossia la Forza che viene da
Dio e quella che viene dal Dharma. ll significato
esoterico del Mahabharata è che i Pandava sono come i
cinque Prana del nostro corpo, e che il corpo è
Hastinapura, la città nella quale abitavano. Il corpo
umano deve esser ritenuto la Hastinapura ( se si
toglie l'"H" iniziale, il nome della città ( "Pura")
diventa Astinapura, la 'città delle ossa'), con le
sue nove porte, corripondenti ai 9 orifizi del corpo
umano. I Pandava sono di natura Sattvica. Dalla parte
opposta stanno i Kaurava, che hanno caratteri
tamasici e rajasici.
"Pandu" significa 'pallido',bianco, puro e la
battaglia è il lavoro di purificazione. In realtà la
battaglia avviene tra le qualità buone e le cattive.
Se collochiamo Dio alla guida del carro del nostro
cuore Egli ci condurrà alla vittoria. Dove c'è il
Dharma c'è anche Dio e dove c'è Dio c'è la Vittoria.

225. Hanno un significato allegorico gli oggetti che
offriamo nella Puja ?
Usiamo offrire a Dio oggetti come foglie, fiori e
acqua e frutta. Le offriamo a Dio non perchè Egli
abbia bisogno di quelle cose, e neppure perchè esse
bastino a compiacerLo. In realtà tutto è creato da
Dio, e tutto Gli appartiene. Perciò le cose che Gli
offriamo hanno un significato simbolico. La parola
foglia non allude nè a " Tulsi " nè ad altra foglia
nota; la foglia è il nostro corpo, e, come la foglia
trilobata che Gli offriamo, coi tre lobi indichiamo i
tre Guna di cui siamo pieni. Il fiore che si chiama
" puspa " è il fiore del nostro cuore e non un fiore
terreno, che si appassisce. Così il frutto è la
mente, e ci dice che dobbiamo dedicare a Dio ogni
frutto delle nostre azioni, che devono essere
conosciute senza che ce ne attendiamo ricompensa, e,
se esse sono fatte con questo spirito, divengono un
sacrificio benedetto. L'acqua non è quella che si
tira dal pozzo, ma indica le lacrime di gioia che
sgorgano dalla fonte del cuore per la devozione a
Dio. Dobbiamo offrire tutte queste cose dall'albero
sacro del nostro corpo, e ci sarà concessa la Grazia.

226. Qual'è il significato esoterico dell'offerta a Dio
della noce di cocco ?
La noce è il cuore, ed è coperto dalle fibre dei
desideri. L'acqua che ne esce è Samskara, ossia i
meriti che ci siamo acquisiti. Dobbiamo spogliare il
cuore di tutti i desideri e offrirlo mondo di ogni
fibrosità; allora diviene un'offerta a Dio. Se ne
vogliamo estrarre il gheriglio, per piantarlo, per
quanto lo inaffiamo non, nasce nulla. I nostri
Samskara sono l'acqua dentro la noce. Finchè in noi
rimangono dei Samskara il gheriglio resterà
attaccato alla scorza: il cuore resterà attaccato
alla coscienza del corpo.
Il controllo dei sensi è la via d'oro per liberarsi
delle tendenze cattive. Ogni azione, buona o cattiva
può essere comparata ai semi; per non seminare
dobbiamo fare le azioni senza desiderio. Ogni azione
si deve solo fare per far piacere a Dio.

227. Qual'è la vera natura e significato di " Yagna" ?
E'la superazione di tutte le tendenze cattive che
gettiamo nel fuoco sacrificale come si fa con le
manciate di riso che si gettano sulla fiamma
consacrata. Questo è detto " Bhutabali ", termine
che è stato frainteso come 'sacrifico di un
animale', e a dato origine a pratiche malvagie.
"Bali" vuol dire " imposta, tassa "; se paghiamo a
Dio, come imposta, tutte le nostre tendenze cattive,
riceveremo in grazia tutto ciò che l'uomo più
necessita al mondo.
I saggi erano usi a compiere Yagna e Yaga per
dominare i loro sensi e i loro desideri.

228. La virtù non può essere praticata nel vuoto
spiegamelo.
Se miglioriamo la nostra tendenza sadvica sapremo
acquistare il controllo sulle tendenze tamasiche e
rajasiche. Se siamo adirati con qualcuno cerchiamo
di pensare alle sue buone qualità; allora l'ira
sparirà a poco a poco. Se noi invece pensiamo solo
ai difetti di quella persona la nostra rabbia
crescerà d'un balzo; mentre invece non ci sarà più
posto per l'ira se noi ci abituiamo a considerare
soltanto gli aspetti buoni di ogni persona.
I nostri vecchi ci hanno insegnato la via dello Yoga
e della Dhyana per superare i mali ed acquistare il
controllo sui nostri sensi. Per farlo essi avevano
lasciato i loro villaggi e si erano ritirati nelle
foreste. Però se tu stai in un foresta dove non
trovi motivi per adirarti non hai ottenuto nessuna
vittoria. Oggi non è necessario ritirarsi in una
foresta perchè se vivete in un ambiente carico di
rabbia e siete capaci di controllarla, avrete fatto
veramente qualcosa di meritevole. Per questo il
Bhagavan Baba dice che le virtù non possono essere
praticate nel vuoto.

229. Qual'è il metodo per raggiungere il miglior
atteggiamento nella vita ?
Sri Krsna viene raffigurato con il " Kasturi Tilaka"
( il segno nel mezzo della fronte) e i Kankana
( i due braccialetti segno dei due voti di Krsna ) .
Sri Krsna aveva fatto due voti e due erano i
Kankana. I voti erano l'uno di proteggere il Dharma e
i giusti quando fossero in pericolo, il secondo era
di curarsi del benessere di coloro che si dedicano
esclusivamente a Dio e pensano soltanto a Lui. Il
Signore dice: " Se pensate solo a Me e a nessun altro
e Mi pregate, io mi curerò del vostro bene." Così
dobbiamo pensare a Dio non appena ci svegliamo,
dobbiamo collocare ai Suoi piedi i nostri guai e il
nostro fardello e pregarLo perchè ci guidi nella vita
e ci dia solo buoni pensieri e idee nobili che ci
servano sempre come strumenti di elevazione. Quando
alla sera andiamo a dormire diciamo a noi stessi:
" Oggi ho agito secondo la volontà di Dio ? Se ho
errato perdonami e aiutami a non ripetere l'errore."
Bisogna ricordare il nome di Dio anche facendo il
bagno, pensando che in realtà stiamo facendo il bagno
alla forma di Dio. Se offriamo il cibo al Signore
prima di mangiare, questo diventa un prasad tutte le
impurità vengono eliminate e quel cibo ci farà sani e
puri. Altri mezzi per guadagnarci la Grazia del
Signore è prendere parte attiva nel seva e aiutare i
sofferenti, i poveri e gli indigenti, e fare il Nama
Sankirtan. Qualunque cosa facciamo facciamolo
ricordando a Dio e pensando d farGli piacere. Se
riusciamo a vivere così, raggiungeremo livelli
elevati. Come consiglia il nostro Bhagavan Baba,
cerchiamo di fare bene, di vedere bene e di essere
buoni. Questa è la Via che conduce al Signore.

230. Perchè per il Sadhana spirituale è tanto importante
il nama Sankirtan ? Non basta pensare a Dio con la
nostra mente ?
La bocca è la casa principale per entrare nella casa
del corpo e così se sulla bocca teniamo accesa la
sacra Fiamma del Santo Nome, avremo luce dentro e
fuori. Gli uccelli appollaiti sull'albero della
nostra vita sono le cattive qualità e i cattivi
desideri e così è il Nome " tala " del nama
Sankirtan li faranno volare via; se questi vogliono
tornare continuate a fare il nama Sankirtan, e
perderanno la voglia di tornare. Il più santo degli
strumenti musicali è la bocca dell'uomo perchè può
pronunciare il dolce nome di Dio; non è sufficiente
pensare a Dio per purificare la mente e impedire che
le tendenze cattive entrino nel nostro cuore e nel
nostro pensiero. Il Nome del Signore deve danzare
sempre sulla nostra lingua.

231. Quali sono le cose che bisogna dimenticare e quelle
due da ricordare sempre ?
Le cose da dimenticare sono l'aiuto che avete dato
ad altri, il male che altri vi possono aver fatto.
Se vi ricordaste del male che vi hanno fatto vi
verrebbe voglia di vendicarvi e ciò è male. Se vi
ricordate del bene che avete fatto agli altri vi
verrebbe da pensare ad una ricompensa e questo vi
darebbe solo disappunto e dispiacere. Ci sono invece
due cose da ricordare sempre: una è che Dio è Uno, e
l'altra che la morte è una; queste sono due verità
eterne. L'ultimo viaggio, cioè la morte, non può
essere nè disdetto nè posposto. Quindi ognuno deve
essere preparato ad affrontare la morte e non deve
sprecare questa vita umana che è tanto difficile da
ottenere; deve impiegarla per realizzare Dio e per
condurla degnamente.

232. Quali sono le quattro ruote del carro che conduce
l'uomo al suo destino ?
Esse sono: il carattere, la veracità, il sacrificio
e la tolleranza. Dobbiamo cercare di collocare Dio
nel nostro cuore e pregarlo di guidare il nostro
carro con sicurezza al suo destino. Con la Sua
Grazia il viaggio della nostra vita sarà coronato
dal successo.

233. Quali sono i quattro gradini per raggiungere Dio ?
Baba ci dice che ogni persona deve essere guidata
sul quadruplice sentiero della fiducia in sè stessi,
della contentezza di sè stessi, del sacrificio di sè
stessi e della realizzazione di sè stessi. La prima
viene dalla intensità e dalla serietà dei desideri
che fa sì che si cammini verso la meta incuranti di
ogni difficoltà. La soddisfazione di sè stessi nasce
dal fatto di essere stati capaci di anteporre la
propria meta a tutto e di perseguirla senza pensare
ad altro. Chi ha intrapreso la ricerca trova
piacevole impiegare tutte le sue energie per il
raggiungimento, anche al di là delle sue capacità
normali; in questo modo il ricercatore si fa uno con
la sua meta e il devoto si fa uno con Dio. Dice Baba
che Dio è intessuto con ogni parola e con ogni
pensiero della gente. Cosicchè per raggiungere la
meta della realizzazione divina dobbiamo salire
questi quattro gradini.

234. Che cosa significa l'invocazione : " Asato ma Sad
Gamaya, Tamaso Ma Jyotir Gamaya, Mrtyor Amritam
Gamaya " ?
La dimora finale dell'uomo è Dio la cui infinità è
la meta del finito ( l'uomo). L'esistenza dell'uomo
è limitata da Maya (illusione), da ajnana ( mancanza
di conoscenza) e tamas (tenebra). Noi viviamo in un
mondo di pluralità, di cambiamenti costanti,
soggetti ai mali della vita, dolore, malattia,
sofferenza e morte; dobbiamo trovare l'unità nella
diversità e dobbiamo esser riassorbiti nell'Uno da
cui non c'è più ritorno nè rinascita. La preghiera
di cui sopra contiene l'essenza di tutti i concetti
delle Upanisad. " Conducimi dall'illusione alla
realtà, dalle tenebre alla luce e dalla morte
all'immortalità ".

235. Che cos'è la Bhakti, e quali sono i suoi diversi
tipi ?
La Bhakti è l devozione a Dio, l'amore supremo per
Lui. Il Gran Bhakta Narada disse: " Satvasmin
parama prema rupa ". La Bhakti si esprime
diversamente a seconda dei Guna; si parla di una
Bhakti che si esprime in modo " sattvico " ( per il
quale si offrono a Dio buone azioni, amore e
rinuncia ); In modo "tamasico" ( quando si
sacrificano gli animali e si compiono gli altri atti
crudeli ) e in modo "rajasico" ( il quale ha sempre
qualcosa di violento ).
Nelle sue forme più elevata la Bhakti, o para-Bhakti
può essere: " Santa-Bhakti " nella quale il devoto
vive in pace assoluta, sempre immerso del suo amore
per Dio. Egli non ha altro desiderio, e vive libero
da ogni turbamento. Esempi di tale Bhakti sono
Abarisa, Bhisma ecc.
" Samkhya Bhakti ", nella quale il devoto è pieno di
amicizia per Dio, e vi è un mutuo legame d'amore e
di fiducia; Dio guida e protegge il devoto come un
vero amico, come fu per Arjuna e per Kucala.
" Dasya Bhakti ", che v'è quando il devoto si
considera assoluto servo, schiavo di Dio, sempre
pronto a servirLo in ogni Suo comando. Esempi di
tale Bhakti furono Sabari, Guha e Hanuman.
Vatsalya Bhakti, che è unica. E' il profondo senso
d'amore della madre per il figlio. Iddio supremo
accorcia la Sua " distanza " e si avvicina al devoto
come fa il figlio verso la mammma. E' amore puro,
come l'amore di madre, senza confini e senza
desiderio di compenso alcuno. Esempi di questa
Bhakti sono Dasaratha, Kausalya, Nanda e Yasoda.
" Madhura Bhakti, la dolce Bhakti. Il devoto va in
estasi alla presenza di Dio Supremo, l'Amante
Divino. In questa Bhakti il devoto non può più
sopportare la separazione del Signore, e la
vicinanza e gioia è Ananda travolgente. Così è
l'amore delle Gopi, il Radha, di Mira. Non è un
amore fatto solo di concupiscienza, ma è la
dedizione di tutta la vita al servizio del Signore.
Quale che sia il tipo di Bhakti che uno possiede,
se è devoto a Dio e lo ricordi sempre e dovunque, e
non permette alla sua mente di vagare, gli è facile
raggiungere Dio ed ottenerne la Sua Grazia, che è
Gioia suprema.
La Bhakti porta alla Sakti, e la Sakti conduce a
Yukti. La Yukti ti aiuta a fissare la tua Rakti
( attaccamento ) sull'oggetto giusto, e il risultato
finale sarà Mukti.


GUIDA ALLA CULTURA E ALLA SPIRITUALITA' INDIANA: BASATA SUGLI INSEGNAMENTI DI SRI SATHYA SAI BABA

BASATA SUGLI INSEGNAMENTI DI SRI SATHYA SAI BABA

(parte quarta e fine)



(compilata da smt. Kausalyarani Rhagavan - 1980

-

LE DIVERSE GRANDI RELIGIONI DEL MONDO
E LA LORO UNITA'

236. Che cos'è la religione ? Danne una definizione.
La Religione può essere definita il sistema
prevalente di fede in un potere sovrumano.

237. Perchè conduciamo una vita religiosa ?
Condurre una vita religiosa vuol dire sottometterci
alla Volontà Divina agendo in modo da ottenere la
Grazia di Dio. Ogni religione ha la sua filosofia,
ma la religione appartiene al regno del cuore,
mentre la filosofia appartiene al regno della testa:
entrambe devono andare a braccetto. La religione è
una componente essenziale nella formazione dell'uomo

238. Qual'è la base della religone ? Quante religioni
esistono ? Come vengono classificate ?
La religione è qualcosa di essenziale perchè l'uomo
conduca una vita buona. La sua base è la fede. Oggi
le religioni prncipali sono undici: classificate in
Ariane, Semitiche e Mongoliche. Al gruppo Ariano
appartengono l'Induismo, il Giainismo, Il
Buddhismo, la religione di Zoroastro e quella dei
Sikh. Appartengono al gruppo Semitico l'Ebraismo il
Cristianesimo e l'Islam; sono Mongoliche il Taoismo,
il Confucianesimo e lo Scintoismo.

239. Qual'è la Verità centrale di tutte le religioni?
La verità centrale di tutte è che Dio è la perfetta
personificazione dell'Amore, della Grazia, e della
Misericordia; Egli è Perfezione assoluta; è il padre
di tutto il Creato, e tutte le creature sono figli
suoi.

240. " Ekam sad vipra bahuda vadanti ": " Dio è Uno,
anche se i saggi parlano di Lui in molti modi "
Cosicchè ogni religione è una rivelazione a suo
modo di questa grande verità: Dio non è monopolio
dell'una e dell'altra religione.

241. Quali sono i nomi che gli Indù danno a Dio?
Lo chiamano con molti nomi: Isvara, Rama, Krsna...
Paramatman, Brahman.

242. Qual'è il concetto di Dio dei Gianisti ?
Essi non parlano mai di Dio bensì del principio
divino della perfezione. Quando esso si incarna in
una persona lo chiamano " Aranat ". La meta suprema
è il Regno Divino, nel quale scompare ogni vincolo
col Samsara e con le sue sofferenze, e in cui
l'individuo raggiunge la gioia eterna.
Lo stato in cui tutti i desideri e tutti gli
attaccamenti sono distrutti è chiamato " Nirvana "
o " Moksa ".

242 a. Qual'è il concetto Buddhista di Dio ?
Essi, come i Giainisti, non postulano l'esistenza
di Dio in modo diretto e specifico. Essi credono
che lo stato più alto che l'uomo possa raggiungere
è il 'Buddha ' (risvegliato ), che non è molto
diverso dal "Dio" dei cosiddetti 'teisti'. Egli è
divino; il "Kavalin", o "Mukta", o il "Buddha" è
la personificazione dell'Amore e di " Prajna."

243. Che nome danno a Dio i seguaci di Zoroastro ?
Lo chiamano " Ahura Mazda ", il Dio che è
Verità, Sapienza, e Luce.

244. E i Mussulmani ?
Essi lo chiamano "Allah", il Misericordioso, il
pietoso, il solo Signore del Creato.

245. Come chiamano Dio gli ebrei ?
Lo chiamano Geova.

246. Qual'è il nome che i Sikh danno a Dio ?
Per essi è " Sat " o " Akal "; il vero e l'Eterno.

247. Le varie religioni sono altrettante vie verso Dio.
Spiegamelo.
Fin dai primi tempi l'uomo è stato conscio di una
Potenza trascendentale che governa e sostiene
l'Universo. Quest'idea si sviluppò attraverso i
secoli, e diede luogo a molti credi. Se esaminiamo
le varie religioni del mondo troviamo che hanno
tutte all'incirca la stessa idea di Dio, anche se Lo
chiamano con nomi differenti.
Fin da quei tempi l'uomo ha avuto fame di Dio ed ha
desiderato conoscere le sue Vie. Tutte le religioni
accettano in coro le tre carattersitiche
fondamentali di Dio: l'Onnipotenza, l'Onniscienza, e
l'Onnipresenza. Nessuno può vivere senza l'amore di
Dio, e nulla può essere fatto nel Creato senza il
suo potere. Quindi le diverse religioni sono
altrettante vie che conducono all'unica e stessa
Meta, che è Dio.

248. Ogni religione intende Dio a modo suo. Parlamene in
dettaglio.
Per gli Ebrei Dio è un Dio di Giustizia, perchè
essi, per una ragione o per un'altra sono sempre
stati una minoranza perseguitata in tutti i paesi
dove si trovavano; I Buddhisti e i Giainisti, che
danno molta importanza agli effetti distruttivi del
desiderio e della concupiscenza, tendono a sognare
un Principio Divino privo di passioni, eppure pieno
di compassione per l'umanità sofferente e oppressa.
Tutte le religioni credono nella preghiera, che è un
mezzo di comunicare intimamente con l'Onnipotente.
La religione Vedica insiste spesso sul "sacrificio"
( 'Yajana' e 'Yaga') e sulla rinuncia, e nel suo
sviluppo più tardo del Vedanta preme sulla necessità
dell'incessante ricerca dell'uomo per la Realtà
Suprema per mezzo dell'introspezione, del Sadhana e
dell'amore del Vero. Cristo insiste sulla
fratellanza degli uomini e sulla Paternità di Dio e
vuole che i suoi seguaci si dedichino a servire il
prossimo.
Gli Indù hanno i loro Avatara, che sono la
manifestazione umana di Dio, venuto di epoca in
epoca a riconfermare il Dharma e il Sathya in questo
Universo. Come Incarnazioni di Dio hanno un'immensa
influenza su tutta la India ed anche nel resto del
mondo.
Maometto è considerato Profeta di Allah, il Suo
portavoce, ed ha combattuto duramente per salvare la
sua gente dal peccato e dalla barbarie.
Mosè fu uno dei massimi profeti ebrei, Buddha per i
Buddhisti, e Mahavira per i Giainisti. Tutti parlano
di Dio, e diedero al mondo in forma di religione ciò
che di Dio avevano capito. Le loro Scritture
conservano i loro insegnamenti.

249. Quali sono le grandi Scritture degli Indù ?
Sono i Veda, le Upanisad, i Purana, e le Dharma
Sastra. In esse sono tracciati con ricchezza di
particolari i valori eterni della vita.

250. Quali sono le Scritture dei Cristiani ?
Sonon contenute nella Bibbia, e specialmente nei
Vangeli del Nuovo Testamento, che parla della storia
di Cristo e dei Suoi Apostoli.

251. Dimmi il nome delle sacre Scritture degli
Zoroastriani, degli Ebrei, dei Sikh, dei Buddhisti
e dell'Islam.
Le Scritture di Zoroastro sono le Zend Avesta;
quelle degli Ebrei sono la Torah e il Talmud. Il
libro sacro dei Sikh è l'Adi Granth; quello dei
Buddhisti è il Pitaka, e la sacra scrittura dei
Mussulmani è il Corano.

252. Che significa il nome "Jina" e chi fu il fondatore
del Giainismo ?
" Jina" significa 'il Vittorioso', ed è un titolo
dato a Vardhamana Mahavira, fondatore del Giainismo
( 'Jainism'); viene anche dato a chi ha saputo
vincere il proprio ego inferiore ed ha raggiunto la
realizzazione del Sé. Jina Vardhamana Mahavira fu
contemporaneo di Buddha, di poco più vecchio di lui,
ed era il secondogenito dello Ksatriya re di Magada.
Alcune leggende invece attribuiscono la nascita del
Giainismo a " Risabha" che si dice sia vissuto molti
secoli prima. Ciò è anche detto nel Bhagavata
Purana. Comunque fu Mahavir a organizzare il
Giainismo in un credo organico e a fare dei
Giainisti una comunità compatta.

253. Quali sono i principi basilari del Giainismo ?
Sono: Ahimsa ( non violenza e soccorso ), Sathya
(veracità); Astheya ( non rubare ); Aparigraha
( accontentarsi e non bramare ); e Brahmacarya
( andare verso il Brahaman, verso Dio ).

254. In che cosa credono i Giainisti ?
Credono che ogni cosa materiale contenga lo Spirito,
ecco da che nasce l'Ahimsa. Essi danno somma
importanza alla purezza, esteriore ed interiore. Per
raggiungere la perfezione è necessario un Sadhana.
Lo stesso "Mahavira" diceva che ci sono due specie
di diciplina spirituale; la 'Vrita' o 'Mahavrita'
per per i Mauni ( monaci) e la " Anu-vrita" per la
gente comune. La religione Jaina non fa molto posto
a Dio, o alla Realtà Trascendente; ma essi credono
nell'anima, la quale diventa vittima di innumerevoli
rinascite a causa dei suoi legami con le impurità
del mondo. Quindi lo scopo supremo della vita è
liberarsi da tutte le impurità.

255. Spiegami in dettaglio Le credenze del Giainismo a
proposito dell'anima e del karma, e chi è colui che
chiamiano "sant'uomo".
L'anima pura è tutta luce, perchè ha"Ananta-Darsana"
"Ananta-Jana","Ananta Virya" e "Ananata Sukha"
( infinita Visione, Sapienza, Forza e Dolcezza). A
causa del suo mescolarsi con le impurità del mondo
le tocca rinascere. Lo stato puro dell'essere è
detto "Jana"; quando il karma viene annullato con
una vita giusta e pura l'anima diviene "Anpasamika",
stato in cui il karma viene neutralizzato, benchè
sia ancora presente come brace sotto la cenere.
Quando il karma è del tutto annullato si dice che
l'anima è nello stato "Ksayika" che porta Moksa o
Kaivalya. C'è un altro stato dell'anima, detto
" Ksayopastramika " in cui è attivo ancora qualche
po' di karma; in questo stato l'uomo e è detto
essere dio. Quando invece l'uomo raggiunge gli stati
di Anapasamika o Ksayika diviene un "Uomo Santo".

256. Quali sono i vari gradi di evoluzione morale e
spirituale nel Giainismo ?
Tutta la sostanza, o materia, secondo Giainismo, può
essere di due tipi: " Asti-kaya" ( estesa ) o
"Anasti- kaya" ( senza estensione ). La prima, che
non è "materia" è spirituale. Per il Giainismo
alcuni Jivi sono "Mukta", liberati, e altri sono
"Buddha", ancora vincolati.I Giainisti, danno molta
importanza alla fede e al lavoro; sono " punya "
( buone ) tutte le azioni umane portano alla pace
della mente; ci sono nove specie di azioni "punya":
dar da mangiare agli affamati, da bere agli
assetati, ecc. Il più grande peccato ( "papa") è
"Himsa", il causare male ad altri. Nel codice Jana
ogni difesa, dall'ingiuria fino all'omicidio,
costituisce un peccato.

257. Che cos'è lo stato " Nirvana " ?
Per I Gianisti non è l'annullamento, ma la rinascita
in uno stato di perfetta purezza e felicità, e non
può essere descritto. E' una liberazione assoluta
dal desiderio e dall'azione; una quiete perfetta.
L'anima esiste, ma è trascendente da tutto.
Il Giainismo non ammette nè un Dio personale nè un
Brahman trascendente, ma crede negli Arhat, che sono
anime piene di sapienza e di purezza, come i grandi
Tirthankara, coloro che hanno raggiunto il Nirvana.

258. Chi ha fondato il Buddhismo ?
Fu Siddharta ( nome che vuol dire " colui che ha
raggiunto la perfezione " ). Il suo nome di famiglia
era Gautama, fu un principe figlio del re Sudhodana
e della regina Maya, il loro regno era quello di
Sakhya, e la capitale era Kapilavastu. Egli nacque
circa il 567 a.C. e divenne " Buddha ", illuminato,
quando era avanti negli anni, e fondò il Buddhismo.

259. In breve cosa insegna il Buddha ?
E' il vangelo delle quattro Nobili Verità ( " aryan
truths "): 1. "la vita è piena di sofferenze; ogni
momento è dolore - nascita, malattia, vecchiaia,
povertà, desideri e così via; 2. L'origine del
dolore è il desiderio; la bramosia ( "Trisna") ci
lega al ciclo interminabile delle nascite e delle
morti; 3. E' possibile arrivare a sopprimere il
desiderio; con la sapienza e con la comprensione e
con la piena coscienza di Sè l'uomo può raggiungere
lo stato di beatitudine, e per farlo deve
risvegliarsi dallo stato di Ajnana e quello di
Jnana; 4. il modo per dar termine alle sofferenze è
di eseguire il nobile ottuplice sentiero; e sempre
occorre evitare tutti gli estremi e attenersi alla
via di mezzo. Non si raggiunge il Nirvana
mortificando il corpo.
Egli insegnava il distacco; e il saggio è il
'Sama-darsi', colui che vede tutto in modo obiettivo
e distaccato; egli è un vero 'Bodhi', un
Illuminato. Solo un cuore puro, diceva, può
raggiungere il Nirvana, la Liberazione. Nei suoi
insegnamenti il Buddha non parla mai di Dio nè
dell'anima. Si riferisce spesso al Manas, alla
mente, che provoca tutte le azioni e le parole.

260. Che cos'è il " Panca-Sil " dei Buddhisti ?
Sono cinque proponimenti che condensano la dottrina
del Buddha; sono: 1. Mi guarderò dall'uccidere
qualunque creatura; 2. Mi guarderà dalla menzogna;
3. Mi guarderò dal rubare; 5....................(?)

261. Chi fu il fondatore del Zoroastrismo ?
Fu il poeta persiano Zarathustra, che visse nel VII°
secolo a.C. Ciò che più lo preoccupò fu sfatare le
superstizioni della sua gente, e perciò la prima
cosa che insegnò fu che " Dio è Uno ": il Sapiente
Signore Ahurama Mazda. Ormuzd, Creatore
dell'universo, che vive nel cuore di ogni uomo come
Rettitudine e la Verità Eterna.

262. Quali sono le credenze caratteristiche dello
Zoroastrismo ?
Anzitutto la santità della Natura, i cui 4 elementi
sono sacri. Quindi non seppelliscono nè cremano i
cadaveri per non inquinare la Natura. I morti
vengono portati nella "Torre del Silenzio" dove
verranno divorati dagli avvoltoi.

262 a. Quali sono le credenze fondamentali dello
Zoroastrismo ?
Credono soprattutto nella santità della Natura, e i
quattro elementi aria, fuoco, acqua e terra sono
sacri. Essi adorano il Fuoco, Agni, che è il simbolo
della purificazione, e il Sole, che è la Luce
( Tejas ), oltre che la purezza. Essi devono
rispettare quattro purezze: di pensiero, di parola,
d'azione, e di castità.

263. Qual'è la religione dei Parsi ?
Gli Zoroastriani che erano emigrati in India sono
chiamati Parsi; e adorano anche il Sole. I loro
templi sono chiamati "Agiyari", e vi è collocato il
fuoco sacro, alimentato da legno di sandalo. E' loro
obbligo seguire il codice morale indcato nel
precedente paragrafo, ultimo a linea.

264. Che cos'è il Giudaismo ?
E' la religione degli Ebrei, ed è pù antica del
Cristianesimo. E' una religione strettamente
monoteistica, ed ha le sue scritture in quello che i
Cristiani chiamano Vecchio Testamento. La loro
credenza centrale è un Dio Universale e
misericordioso.

265. Chi fu il fondatore dell'Islam ?
Fu Maometto, Egli proclamò che non c'è altro Dio che
Allah, onipotente, tutto sapienza e misericordia.
Rivelò queste verità sublimi nel Corano, il Libro
sacro dei Mussulmani.

266. Quali sono gli ideali più importanti dell'Islam ?
In riassunto, dirò che l'Islam poggia su cinque
saldi pilastri, i cinque doveri del fedele: la
Preghiera, la Carità, il Digiuno, il Pellegrinaggio
alla Mecca e la Guerra Santa.

267. E il Cristianesimo, che è ?
E' la religione di coloro che credono in Cristo
quale unica rivelazione di Dio. Sorse circa 2.000
anni fa come setta dell'ebraismo, in Palestina.
Cominciò ad accettare come proprie le Scritture
Ebraiche, ma invece della credenza degli Ebrei che
il Messia debba ancora apparire, esso afferma che il
Messia è già apparso sulla terra nella persona di
Gesù di Nazareth. Quindi il Cristianesimo ha come
asse centrale la vita e il messaggio di Gesù, che
essi chiamano Cristo, o il Messia.

268. Da chi nacque Gesù e dove ?
La sua nascita stessa pare un miracolo. Nacque in
una stalla di Betlemme da Maria, moglie di un
falegname; Guseppe. La sua nascita non fu normale,
perchè sua madre Maria era vergine, e su di lei era
scesa la grazia di Dio.

269. Dacci un'idea dei sublimi insegnamenti morali di
Cristo:
Un'idea dell'insegnamento di Gesù può esser tratta
dal Sermone sulla montagna, dal quale togliamo i
seguenti punti più indicativi:
1. Beati i puri in ispirito, perchè è loro il Regno
dei Cieli.
2. Beati i dolenti perchè saranno consolati.
3. Beati i mansueti, perchè erediteranno la terra.
4. Beati gli affamati e gli assetati di giustizia,
perchè saranno saziati.
5. Beati i pietosi, perchè riceveranno pietà.
6. Beati i pacifici, perchè saranno chiamati figli
di Dio.
7. Beati i puri di cuore, perchè vedranno Dio.
8. Beati coloro che sono perseguitati per la loro
virtù, perchè sarà loro il Regno dei Cieli.
9. Beati voi, che sarete disprezzati e perseguitati
e calunniati in ogni modo per Causa Mia.

270. Chi è il fondatore del Sikhimo ?
Il Sikhismo è forse la religione più recente del
mondo. Il suo fondatore fu Nanak, e nacque nel 1496
nel villaggio di Talwandi.

271. Come si chiama il libro sacro dei Sikh ?
Il libro sacro dei Sikh si chiama " Grant Sahib ". I
loro templi si chiamano " Gurudwara", non hanno
immagini nè riti complicati, ma sull'altare c'è solo
il " Granth Sahib " che contiene gli inni e i detti
del Guru.

272. Qual'è il principio più importante della religione
Sikh ?
Un concetto importantissimo della religone Sikh è
quello della devozione del discepolo; la parola
"Sikh" significa discepolo. I Sikh venerano
grandemente i loro Maestri. Il loro primo Guru fu
Nanak; e l'ultimo fu Guru Govind Singh.
L'insegnamento del Guru lo chiamano "Guru Vani" e lo
tengono per estremamente sacro. Essi concepiscono
Dio come la loro luce o Jyoti. Essi attribuiscono
una grande santità alla meditazione ( Japa) sulla
divina Jyoti e sui Guru che sono considerati
personificazioni di questa Jyoti.

273. Quali sono i cinque precetti che i Guru hanno
prescritto ai Sikh ?
1. non devono mai tagliarsi i capelli (ksh);
2. devono portare con sè il pettine di ferro
tradizionale ( kanga ); 3. devono portare un
braccialetto di ferro ( kada ); 4. devono portare un
pugnale corto e affilato ( kirpan ); 5. tutti i Sikh
devono indossare il Kachka ( maglietta aderente ).

274. Che cos'è il Taoismo ?
Il Taoismo è una fede di pura origine cinese, basata
sugli insegnamenti di "Lao-Tze" insieme con il
confucianesimo ed il buddhismo, è una delle
religioni principali della cultura cinese. Lo si
potrebbe chiamare "poli-demonismo" ossia adorazione
di molti demoni. In esso la magia nera ha una parte
importante. Il Taoismo proclama la dottrina del
Quietismo - l'uomo potrebbe possedere una forza
interiore chiamata "Te" risvegliata dalla
meditazione e da mezzi occulti. Si attribuiscono
molti miracoli a Lao-Tze e lo si considera una
incarnazione del " Tao", potenze onnipresente ed
eterna, personificazione del Bene Assoluto in
continua guerra contro il Male.

275. Che cos'è il Scinto ?
E' l'antica religione del Giappone, degli spiriti
dei defunti. E' più antica del Confucianesimo e del
Buddhismo, e nelle sue forme più antiche era
soltanto un specie di adorazione della natura, ed in
seguito divenne una specie di adorazione della
natura, ed in seguito una specie di politeismo.
Furono costruiti dei templi in onore dei loro molti
Dei. Non vengono venerate immagini divine ma solo
oggetti ritenuti simboli degli Dei, i quali vengono
chiamati "Shintai" ( corpo buono ) da cui viene il
termine "Shinto". Il Re del Cielo è Amaterasu, che
governa cielo e terra con l'aiuto del fratello
Susanowo Dio del Tuono. Le prime creature furono una
coppia divina, "Izanigi" e "Zanami" che si dice
abbiano creato l'isola del Giappone. Il punto
principale dell'etica Shintoista è che il bene è una
qualità divina assoluta e deve essere sempre
praticata, e un'altra virtù caratteristica è la
carità.

276. Che cos'è il Secolarismo ?
Non significa nulla di antireligioso. E' soltanto
" Sarva Dharma Samabhava " ossia, chi crede nel
secolarismo, pur restando un ardente seguace della
propria religione considera tutte le altre religioni
come altrettante vie per raggiungere la stessa meta,
cioè Dio.

277. In effetti il Secolarismo è solo un termine nuovo
per indicare la tolleranza religiosa, ossia
" Sarmavata sammati ( il simbolo della nostra
organizzazione Bhagavan Sri Sathya Dai Seva è un
eccellente esempio di Secolarismo, perchè ci vediamo
unite armoniosamente le cinque grandi religioni ).
Danne una spiegazione.
Il simbolo di cui alla domanda è quello che si vede
stampato sulla copertina di questo libretto. L'Om in
questo simbolo si riferisce dall'Induismo
ossia all'Omkara Brahman. Il Cakra ( la Ruota) è il
Dharma Cakra del Buddhismo. Il simbolo del Fuoco
indica lo Zoroastrismo, la Mezzaluna con la stella
rappresenta la religione dell'Islam, e la Croce il
Cristianesimo. Nel mezzo abbiamo il Loto, che è il
simbolo di Prasanti. Questo simbolo mette in risalto
gli ideali di Bhagavan Sri Sathya Sai, che sono
Sathya, Dharma, Santi, Prema e Ahimsa. Questo
simbolo insegna il nobile modo di vivere per
raggiungere la meta di Dio. Dice che per raggiungere
l'immortalità occorre sbarrare il sentimento di
" essere l'ego ". Tiriamo una barra sull'I di Io,
facciamo morire il nostro ego sulla croce, avremo
così il simbolo della Cristianità. Distruggiamo i
nostri cattivi pensieri e le tendenze malvage nel
fuoco sacro, purifichiamoci ( come insegna
Zoroastro) nel fuoco sacro, facciamo il bene,
vediamo il bene e siamo buoni. Come la stella che
non abbandona mai la mezzaluna dell'Islam nè mai si
sposta, cerchiamo di essere fissi nella nostra fede
in Dio, senza mai vacillare. Rendiamoci conto che le
cause e gli effetti ruotano sempre come il Cakra
buddhista, e che ogni azione ha la sua reazione e se
noi facciamo il bene e facciamo la via del Dharma,
il nostro stesso Dharma ci farà godere di risultati
buoni e di una vita buona e ci salverà da questo
Bhavasakara ( il fatto di avere un corpo fisico )
sempre mutevole.
Cerchiamo di unire tutto Omkara, il Pranava che è il
suono eterno, che è l'"Aksara-Brahman", Dio, Dio
Onnipresente negli universi ed è presente anche nel
nostro cuore. Cerchiamo di ascoltare questo Omkara e
di seguire la via della spiritualità. Tutte le
religioni, tutte le regole morali quali il Dharma
Shanty, Ahimsa, Prema e Sathya conducono tutte
all'unico e solo traguardo, che è Dio, il quale è
Sathya Svarupa ( la forma stessa della verità ).
Tutte le religioni parlano solo di Dio che è la
Verità Eterna. Il simbolo del Loto di Prasanti posto
nel centro dice che se seguiamo la via spirituale
indicata dal nostro Bhagava Sri Sathya Sai Baba, nel
nostro cuore fiorirà la Akanda Jnana e ci farà
prendere coscienza della unità di tutte le religioni
e della verità eterna che è Sathya Svarupa. Perciò
quello che ci insegna l Bhagavan Baba è Sathya
Svarupa nel vero senso della parola.

278. Descrivici la grandezza della cultura e della
spiritualità indiana ?
Il Bahgavan Sri Sai Sathya Baba dice che la cultura
indiana è nata dal cuore e dalla sapienza intuitiva,
ed è la fonte di tutte le religioni del mondo. Non
è facile afferrare appieno e giustamente la
multiforme cultura indiana. Essa non si lega alle
cose disparate ancorchè fertili del mondo materiale,
ma può esser comparata al " Kalpavriksa ",
all'Albero Divino che ci dà tutto ciò che gli
chiediamo. Solo chi vi si accosta con rispetto e con
uno spirito di seria ricerca ne potrà capire qualche
cosa.
E' buffo che noi, nati in India e che ci diciamo
indiani non sappiamo comprendere il messaggio
occulto e il vero senso della nostra cultura. Come
l'elefante, il quale, ignaro della sua forza,
obbedisce al suo allenatore, noi non conosciamo la
nostra forza ed ubbidiamo ad altri. La nostra
cultura fatta di tante caste, di tanti credi e di
tante usanze è come una bella ghirlanda di fiori,
anche con tutta la nostra varietà di idiomi e di
letterature ma sempre nella nostra unità. Il fattore
unificante è la nostra devozione e la spiritualità
del nostro modo di vivere; unità a livello di
spiritualità che non si ravvisa in nessun altro
paese. Il nostro tesoro sono i Veda; ciò che non si
trova in essi non si trova in nessuna altra parte.
Nel campo spirituale, l'India occupa veramente il
posto di Guru, tanto è grande il patrimonio
spirituale e culturale che abbiamo: e Dio ha scelto
proprio questa terra per proclamare la Sua Verità.
Il fatto stesso che gli Avatara di Dio siano apparsi
in questa sacra contrada dimostra la sua grandezza.
La nostra patria è un Thyaga Bhuni ( la terra del
Sacrificio ) e non un Bhoga Bhumi ( terra di
piacere ) i nostri avi, i grandi Rsi, avevano
realizzato Dio e donarono a tutto l'Universo il
tesoro dei Veda, e i grandi poemi epici del
Ramayama, del Mahabharata, il Bhagavata, oltre i
gioielli delle Upanisad e di tutto il Vedanta.
La nostra cultura e la nostra religione non
appartengono a nessuna setta, ma a tutto l'universo;
e questa è la grandezza dell'India e della sua
cultura.

279. Il Bhagavan Sai Sri Sathya Baba compara la nostra
cultura Indiana e la nostra spiritualità al grande
" Triveni Sangam "? ( la confluenza di Triveni, dei
tre fiumi sacri ).
Il Bhagavan dice che che dobbiamo raffigurarci in
Sathya, Dharma e Ahimsa come tre montagne d'argento.
Il grande Ganghe è considerato sacro e pio, e nasce
in queste montagne. La cultura dell'India è come la
pura acqua del Ganghe, ed essa non perirà mai, così
come il Ganghe non si asciugherà mai. Le azioni che
facciamo posson essere comparate a Yamuna, mentre la
Sarasvati, il misterioso fiume sotterraneo, è la
corrente spirituale che scorre nelle nostre vite
come il sangue nelle nostre vene. Il sangue degli
indiani è come la Sarasvati, le azioni che fanno
sono la Yamuna, e la loro cultura è il Ganghe,
talchè in ogni indiano vediamo la " triveni
Sangamam". Non ci è lecito dire che un Indiano è
solo una combinazione di carne e sangue, ossia di
terra e d'acqua; e gli Indiani che vogliono
scimmiottare altre civiltà sono in errore, perchè
non si accorgono che in queste manca il terzo
elemento, la Sarasvati della Spiritualità, della
Divina Conoscenza. Sarasvati non significa solo
letteratura ( Sarasvati, la Sakti di Brahma, è la
Dea non solo del Suono e del Linguaggio, quindi
della Musica e della Letteratura, ma soprattutto
della Conoscenza Divina, base di tutto ) ma
soprattutto la Dea che dà Ananda, perfetta
beatitudine. Essa è l'arteria che collega l'uomo a
Dio, all'Atman, e il suo lavacro toglie dall'uomo le
impurità e lo rende santo e pio. così la grandezza
della nostra spiritualità e della nostra cultura è
comparata da Sai Baba al grande e sacro
"Trivenisangam" del nostro paese.

280. Chi è un Avatar e perchè scende sulla terra ?
Il vocabolo "avatara" significa "discesa". E' la
discesa di Dio sulla terra in forma umana, e il suo
proposito è quello di ristabilire il Dharma, la
legge suprema della rettitudine, ogni volta che
occorra. Il Natale dell'Avatar ha due aspetti: l'uno
è la " discesa " di Dio in forma umana, l'altro è
l'" ascesa " ossia la nascita dell'uomo nel Divino,
nella consapevolezza dell'uomo dell sua Divinità, la
quale si cela ne cuore di tutti gli esseri, e solo
Yogamaya ce la nasconde.
Una Nascita Divina è differente da quella umana; Dio
assume una nascita per mezzo della sua propria Maya.
Speciale carattere dell'Avatar è che il Divino che è
in Lui e in Lui sta sopra la Natura come Suo Signore
e Padrone. L'Avatar, manifesto in forma fisica, e in
questa Natura, è consapevole della Presenza Divina
in Sé del Signore, dell'Abitatore ( Adhistatri
Devata ). E' quindi un doppio fenomeno di Divinità e
di umanità. Egli viene per avvicinare alla terra il
Regno dei Cieli, e per costruire il Regno dei Cieli
in ogni cuore umano. L'Avatara viene per rivelare
nell'uomo la sua natura Divina sopra alla sua natura
inferiore, e per mostrare quali sono le opere
Divine per cui mezzo il mortale può raggiungere
l'Unità con Dio che dimora entro di Lui.

281. Perchè diciamo che il nostro Bhagavan è un Avatar
Purusa ( un uomo Avatar ) ?
Bhagavan Sri Sathya Sai Baba è davvero Sathya
Svarupa ( La Verità in persona ). Egli è davvero
Sathyam, Sivam e Sundaram, ossia Sat, Cit e Ananda.
Egli è in realtà Siva Sakti Svarupa, ed ha preso
quella Forma umana per riformarci e per ritabilire
l'antico Sanatana Dharma. Egli è Prema, Karuna e
Santi ( Divino Amore, Misericordia e Pace ) in
Persona. I Divini Lila e i miracoli che Egli compie
provano che Egli è Dio in forma umana, Signore della
Natura, che è Sua creazione e agente, e perciò Egli,
benchè abbia forma umana, ha controllo completo
sulla Natura, la quale è al Suo servizio per
eseguire tutto ciò che è il Suo Sankalpa ( pensiero
creatore ). I Lila e i Suoi miracoli son ciò che di
solito chiamiamo "Siddhi". Se tali Siddhi (posseduti
da un Yoghi che li ottiene nel processo della sua
ascesi spirituale ) venissero esercitati
sconsideratamente da chi se li è ottenuti in grazia
del proprio Sadhana verrebbero persi. Però nel caso
di Bhagavan i Suoi Siddhi, o Poteri, sono parte
innata della Sua "Svabhava", della Sua natura. Egli
nacque per essi come il Signore e Padrone della
Natura, come supremo Purusottama, e i suoi Poteri
non li ebbe a conquistare per effetto di pratiche
Yoga.
Per questo il Bhagavan non solo li usa ampiamente e
su vasta scala, ma Gli servono di strumento per
raggiungere l'obiettivo che Si è prefisso
nell'incarnarSi su questa terra. Egli ha tutte le
qualità di un Avatar. Lo Swami è Onnipresente e
Onnipotente, come lo mostrano innumerevoli fatti
della Sua vita. I Suoi Lila dimostrano a chiare note
che Egli non è vincolato dallo Spazio nè dal Tempo
nè dai Guna della Natura. Egli trascende tutto, ed è
in tutto dappertutto. E' il Sarvabhutatman e il
Sarvantaryamin, Anima di tutte le cose e Abitatore
Occulto di tutto. Lo ha dichiarato Egli Stesso nei
Suoi Discordi Divini, ha mostrato ai Suoi devoti
molte forme Divine, ed ha dimostrato di essere un
Purnavatar Divino. Vedete quello che Baba dice di Se
Stesso.

282. Che dice il Bhagavan delle Religioni e dei simboli
impiegati a rappresentare Dio ?
Egli dice che tutte le religioni sono altrettante
vie che portano alla stessa destinazione, Dio.
Dobbiamo saper vedere l'unità di tutte le religoni e
rispettarle tutte. Bhagavan Baba dice che che i
grandi pensatori sono come quei ciechi i quali,
esaminando al tatto un elefante, dicevano che
l'elefante è come un tronco d'albero, oppure che è
come un ventaglio, o come una fune, a seconda se gli
avevano palpato la proboscide, o l'orecchio o la
coda. Così ciascuno vede della religione ciò che vi
sente. Ma tutte le religioni insegnano la via che
porta a Dio, e perciò sono identiche, e cadono tutte
sotto il Sanatana Dharma. La società e la religione
sono molto importanti, e nella diversità occorre
vedere l'unità. Noi crediamo che Sri Siva abbia il
mano il "Damuraka" ( tamburo) e il "Trisula" ( il
tridente); che Sri Visnu brandisca il "Cakra"
(disco, ruota ) e il Sankha; ma che cosa significa
questo, in realtà ? " Damaruka"e "Sanka" sono
entrambi simboli del suono, e il " Trisula", il
tridente rappresenta il tempo, nelle sue tre forme
di passato, presente e futuro; anche "Cakra" sta a
indicare la 'ruota' del tempo. La "Gadha" ( mazza) è
simbolo di potenza, la quale sta solo nelle mani di
Dio. Il " Puspa ", il fiore sta nelle Loro mani ed è
il simbolo del cuore nostro, il nostro
" Hrudayapuapam "; noi dobbiamo offrire a Dio il
nostro cuore, ed Egli lo accetterà nelle Sue Mani.
Ecco che ogni religione ha il suo modo di adorare
Dio, ed i suoi codici morali, che dobbiamo
rispettare in ogni caso. Non dimentichiamo che Dio è
Uno, e solo Uno senza secondo; in questa convinzione
dobbiamo vedere ovunque questa Unità e quindi la
"Samabhava" verso tutte le religioni, e riconoscere
la verità Eterna, che è Dio.

283. Quali sono i quattro pilastri della filosofia di
Baba ?
Essi sono Sathya, Dharma, Santi, e Prema; se ci
atteniamo ad essi ci sarà possibile giungere a Dio.
Il Bhagavan ci dice: " Svegliatevi, alzatevi;
ristabilte il Sanatana Dharma e il Sai Ram Rajya
( un segno di Sai Ram ), basato su quelle quattro
solide colonne.

284. Che cos'è Sathya ?
La spinta, il sentimento che sgorga dal cuore si
chiama " Ruta ", parola che significa 'sentimento' e
'idea'. La loro importanza è somma, perchè danno le
direttive per l'azione e la determinano. Quando Ruta
si manifesta in forma di linguaggio è Verità,
Sathya.

285. E il Dharma cos'è ?
E' la messa in pratica del Sathya. E' quello che
nasce dal cuore, che viene espresso come Sathya e
che, tradotto in azione, è il Dharma ( forse convien
ricordare che il Cuore Spirituale, sorgente dei
nostri sentimenti più autentici, della 'voce della
coscienza', non è altro che il Sè, ossia Dio in noi,
e quindi "Ruta" la voce di Dio, che espressa in
parola è Sathya, Verità, e tradotta in azione è
Dharma, Dovere). Il Dharma non è qualcosa che ognuno
possa stabilire a capriccio, ma proviene dal cuore;
non da quello fisico, ma dal cuore spirituale, che è
l'Atma Tattva. La parola Io si riferisce all'Atman e
giammai al corpo. Il " Vyavaharika Dharma ", il
'dovere' della routine giornaliera può variare di
volta in volta ma non il vero Dharma, che non muta
mai, che è eterno, che è Sathya. Per "Svadharma" si
intende il Dharma di ciascuno, dove "Sva" indica il
Sè: quindi per prima cosa lo Svadharma è il dovere
che abbiamo verso il nostro Sé, che è il Sé
cosmico, il Brahman, Dio.

286. Che cosa vuol dire Prema ?
L'amore privo di egoismo, diretto verso Dio si
chiama Prema. E'un amore che nulla aspetta in
compenso; fluisce dal cuore ed è vera devozione. E'
l'olio che fa ardere la divina fiamma di Santi.

287. Che cos'è allora Santi ?
Shanti vuol dire Pace, che nel suo aspetto meno alto
è quello stato uguale dell'animo che non si lascia
influenzare nè dalla gioia, nè dal dolore, nè da
altre coppie di opposti: bene-male, successo-smacco,
ecc.. Nel suo aspetto più elevato e positivo essa
non è esattamente Ananda, ma Madhuara Ananda ("Dolce
Ananada") quando sentiamo la presenza di Dio
ovunque, tutta la manifestazione appare proiezione
di Dio.

288. Come si può coltivare Prema ?
Considerando che gli errori altrui, per grossi che
siano, sono sempre insignificanti e trascurabili,
mentre per i nostri per piccoli che siano sono
grossi, e che ce ne dobbiamo pentire. Rendiamoci
conto che nel cuore di tutte le creature risiede lo
stesso Dio Uno, e cerchiamo di amarle tutte.
Cerchiamo di sentire la paternità di Dio e la
fratellanza di tutte le creature. Seguiamo il
consiglio di Sai Baba, di cominciare il giorno con
amore, di riempirlo d'amore e di terminarlo con
amore: questa è la strada che porta a Dio.
Rendiamoci conto che Dio è puro Amore, Prema, e
che Egli è " Premasvarupa" . Per questa ragione
diciamo che " Dio è amore "; se realizziamo queste
cose potremo seguire la via dell'amore.

289. Mi vorresti citare qualcuno dei grandi detti della
Saggezza Indiana ?
Eccone alcuni : " Sathyam vada, Dharmam cara" :
" Di' il vero e segui il Dharma". La grandezza della
cultura indiana sta nella nostra regola: " Mathru
devi bhava, Pitru devi bhava ": " venera la Madre
come Dio, venera il Padre come Dio"; ed ancora
" Acaryo devi bhava, " ossia " " venera il maestro
come Dio " e " Asthiti devi bhava " : 'onora
l'ospite come Dio'. Questi precetti li dobbiamo
conservare nello scrigno del cuore come gemme
preziose, e dobbiamo metterli in pratica se
desideriamo la Grazia del Signore.

290. Quali furono i maggiori riformatori religiosi nel
nostro paese ?
Gli Alwar e i Nayanmar diffusero la fede Induista
nell'India del Sud. I Primi devoti a Sri Visnu, e i
secondi a Sri Siva. Gli Alwar erano in dieci, e i
Nayanmar erano in sessantatre. Il grande
Sankaracarya diffuse in India le idee
dell'Advaistismo; Madvacarya quelle del Dvaita, e
Ramanugiacarya quelle del Visistadvaita.
Questa grande e sacra Bharat è famosa per il suo
attaccamento a Dio, e vi nacque una grande quantità
di saggi e di veggenti della Verità Vedantica, quali
Valmiki, Vyasa, e Agasthyar. Essi proclamarono a
tutto il mondo la Verità dei Veda. In seguito
apparvero dei Mahapurusa (Grandi Spiriti) e
Siddhapurusa ( Spiriti Perfetti) quali Ramana
Maharsi, Ramakrsna Paramahamsa, Vivekananda,
Aurobindo e altri, i quali con la loro vita e il
loro insegnamento diffusero la cultura e la
spiritualità indiana. Dei grandi Bhakta come Buddha,
Mahavir, Guru Nanak, nacquero in questa sacra terra
e illuminarono tutto il mondo proclamando le Grandi
Verità. Grandi Bhakta come Mira Bai, Kabir,
Tulsidas, Ramdas, Surdas, Andl, Jayadeva e tanti
altri nati in questo Paese hanno insegnato
la Devozione. Perfino Dio ha preso corpo umano tante
volte, qui, come " Avatara "; vedi Rama, Krsna,
Shirdi Sai e Sathya Sai Baba. Essi sono venuti per
proteggere il Dharma Eterno, e la loro vita e i loro
insegnamenti hanno illuminato l'universo intero.

291. Qual'è la vera Vidya o educazione ?
E' la Vidya arricchita da " Vinaya", dell'Umiltà. La
si giudica dalla bontà del carattere che ha formato
e dalla condotta, e non solo dai bei voti ottenuti
scuola. Il sommo della Vidya, dell'Istruzione è la
'Bramavidya', quella Conoscenza pratica, di fatto,
di cui è detto, " Brahamavidya Brahamaiva Bhavati":
" Quis Deum scit, Desu fit = Colui che giunge a
conoscere Dio diventa Dio. Colui che giunge a
sperimentare l'Essere Supremo si accorge di esser
Dio stesso. Colui che giunge a sperimentare l'Essere
Supremo si accorge di esser Dio stesso; l'Atman è il
Paramatman. La vera Educazione è quella che insegna
l'Atman, il Brahman. Sicchè la vera Vidya è la
BRAHAMAVIDYA; la suprema Sapienza Jnana.

292. Qual'è il traguardo di tutta quest'educazione, di
questa Sapienza ?
Il traguardo dell'Educazione è il Carattere, e
quello della sapienza è la liberazione.

293. Qual'è il traguardo di ogni cultura ?
La perfezione.

294. E quello della Conoscenza ?
E' l'amore.

295. Qual'è lo scopo di tutta questa informazione ?
Lo scopo di quest'informazione è la"trasformazione";
la trasformazione del nostro carattere.

296. Dove è nato Sri Bhagavan Sathya Baba ?
Il nostro Avatar ha avuto i suoi natali il
''' novembre 1926, in un giorno di Karthikai
Somawaram, nel villaggio che ha nome Puttaparti,
nell'Andhra Pradesh.

297. Chi sono i santi genitori che misero al mondo
Bhagavan ?
Nel villaggio di Puttaparti viveva un santo
centenario, Kondamaraju, della famiglia Ratnakaram
Raju. Egli costruì un tempio per Sathya Bhama,moglie
di Sri Krsna. Egli diede al figlio primogenito il
nome di un famoso asceta che ornava la famiglia
Venkavadhuta ( " Vemka" vuol dire ' uno che ha
abbandonato ogni attaccamento alle cose del mondo'),
chiamandolo Venkappa Raju. Questo figlio prese in
moglie una lontana cugina, di nome Isvaramba perchè
era nata dopo che suo padre aveva costruito un
tempio dedicato a Siva. Questa coppia devota e pia
ebbe un figlio e due figlie; infine nacque loro
Colui che ricevette il nome di Satyanarayana Raju, e
che è l'Avatar Sri Bhagavan Swami Sathya Sai Baba,
il quale ben presto mostrò di essere unico nella Sua
Natura Divina e nelle Sue azioni.

298. Perchè gli fu dato il nome di Sathya Narayana ?
Perchè Egli fu concepito dopo che sua madre ebbe
compiuto una Sathya Narayana puja, un pratica
devozionale a Narayana, Padre degli Uomini.

299. Come fu che Egli prese il nome di Sai Baba ?
Fu a Puttaparti, quando, il 23 maggio 1940 Egli
quattordicenne mentre stava spargendo doni nelle
mani di tutti coloro che venivano da Lui, dichiarò
di essere Sai Baba di Shirdi, ritornato per salvare
dalla catastrofe il genere umano. Prescrisse che lo
adorassero ogni giovedì, come primo passo della
disciplina spirituale. Da allora Egli fu venerato
come Sai Baba di Shirdi tornato fra noi, secondo
quanto aveva promesso a Shirdi, prima di morire.
Sathya Sai Baba ha dimostrato senza ombra di dubbio
di essere la reincarnazione di Baba di Shirdi a
molti fedeli, coi suoi Lila e con molti miracoli.
Egli dona i suoi devoti cenere sacra e medicine,
come pure lembi della veste di gherua che indossava
Baba a Shirdi, prima di morire nel 1918.

300. Qual'è il primo canto che Sathya Sai Baba insegnò
alla gente ?
E' un invito ad abbandonarsi ai piedi del Guru che è
apparso con tanta misericordia per salvare
l'umanità. Il Bhajan dice: Manasa Bhajarè Guru
caranam; dustara bhava sagara taranam. O gente,
abbandonatevi con tutta la mente in adorazione ai
Piedi del Maestro: potrete così attraversare il mare
del dolore e delle rinascite e delle morti ".

301. Qual'è il vero significato del vocabolo Guru ?
La sillaba "Gu" vuol dire anche " Gunathita", ossia
Colui che ha superato il livello dei Guna, delle
qualità, di Tamas, di Rajas, e perfino di Sattva e
la sillaba "Ru" sta per "Rupavarjita", ossia Colui
che ha afferrato l'aspetto informale del Divino e'
ovvio che il Guru dev'esser giunto a tale livello e
solo avendo sublimato le qualità inferiori in quelle
più alte, e con la costante e conscia cancellazione
dalla parte giocata dal solo nome e dalla forma. Il
Guru distrugge l'ignoranza e dà luce, e la Sua
presenza è un conforto che rinfresca. Chi vuole
realizzare Dio deve cercarsi un Guru che conosca la
Verità per esperienza e che nelle sue attività
d'ogni giorno, nelle sue parole e nel suo pensiero
rifletta tale sua realizzazione. Se non riusciamo
a trovare un tale Guru, preghiamo Dio che Egli
Stesso ci indichi la via; Dio verrà certamente a
salvarci.
Il Guru ci aiuta a valicare codesto " Bhavasagara"
se ci abbandoniamo a lui con tutto il cuore,
pienamente. Egli è il medico che ci guarisce dalla
malattia delle morti e delle rinascite con tutte le
relative sofferenze.

302. Che cosa significa " Baba", e perchè si è chiamato
Sathya Sai; Chi è in verità ?
Il Bhagavan Sri Sathya Sai Baba in realtà è Dio, ed
è Sat-Cit-Ananda. E' venuto in quella forma umana
come " Avatara " per salvare questa Umanità e
ristabilire la via del Dharma, del glorioso
Sanathana Dharma in questo Universo. Egli Stesso ha
proclamato al mondo di essere Sathya Sai Baba, e che
" Sai Baba " significa " Padre e Madre Divini ". La
parola SATHYA significa verità, quella che non
cambia mai nei tempi.
La parola Sai ha tre suoni : "sa", "a" e "ii". La
sillaba "Sa" sta per sacro, divino, e "AI" sta per
Madre. Come AI significa Madre, BABA significa
PAdre, e perciò SAIBABA significa Pdre e Madre del
Creato.
Analogamente, se con la lettera SA ( si noti che in
Sanscrito qualunque lettera, vocale o consonante, è
sempre accompagnata da suono "a" , così "ta" , "pa"
ecc..) indichiamo Dio, e per dire Madre diciamo AMBA
per Padre possiamo dire Siva, col che diciamo
SAIAMBASIVA o SAIBABA diciamo assolutamente la
stessa cosa.
Si rende così evidente che il Bhagavan Sri Sathya
Sai Baba è in realtà:

SIVA SAKTI ATMAKA SVARUPA

Prendiamo la parola BABA : la prima Ba sta per
"being" ( essere ), la seconda sta per " awarness "
( consapevolezza ), la terza per per " bliss "
( beatitudine) e la quarta per " atman " ( anima ):
ossia Sat ( consapevolezza cosmica ); Ananda
( beatitudine ) e Atman. Ciò significa che
Sat-Cit-Ananda è Atman. Ecco che il Nome stesso dello
Swami ci dice qual'è la Sua Vera Natura, e non ci
possono essere dubbi, al vedere la Sua Vita e il Suo
Messaggio.
Il Bhagavan Sri Sai Sathya Baba è in realtà " SIVA
SAKTI ATMAKA SVARUPA" cioè Dio. Egli è l'abitatore
interiore di tutti gli esseri, Dio Onnipotente
Onnipresente e Onnisciente venuto in forma umana. Ha
assunto quella Sua Forma a causa della Sua
Misericordia e del Suo Prema per questa nostra
Umanità martoriata per causa propria. Egli è il Loka
Guru, il Maestro del Mondo e il Sadguru, il Vero
Maestro, e per noi è somma fortuna avere Dio, il
Bhagavan, proprio in mezzo a noi !

OM SRI SAI BHAGAVAN BABAJI JEY !
MANASA BHAJARE GURU CARANAM DUSTARA BHAVA
SAGARA TARAIAM.

La redattrice di questo manualetto rende omaggio ai Piedi di Loto del
Guru, il Guru che Si è annunciato, che è tornato a prendere su di sè il
fardello di coloro che si rifugiano in Lui, solo modo di sfuggire
all'interminabile ciclo delle rinascite, e delle morti, e di raggiungere
Dio.

Mi sento grandemente beneficata per avere ricevuto il Divino permesso e la
benedizione di Bhagavan Sri Sri Sri Sathya Sai Baba a pubblicare questo
libretto, e anche di aggiungervi i testi dei Suoi Insegnamenti, basati sulle
lettere dell'alfabeto, le rappresentazioni numeriche e le 108 massime
morali, a cominciare da questa seconda edizione in poi.
La parola di Dio è che se tu hai devozione a Lui, Egli si occuperà del tuo
bene come le palpebre proteggono gli occhi. Ma quando avviene ? Egli ci dice
che ciò avviene solo se il devoto passa tutto il suo tempo nel pensiero di
Dio, e accetta Dio come Onnipervadente e presente in ogni cosa.
Perciò, per creare in noi questo atteggiamento cerchiamo di praticare il
consiglio divino che ci dà il Bhagavan, e teniamo presenti queste
interpretazioni perchè ci facciano ricordare sempre i suoi consigli divini.
Con la Grazia del Bhagavan la scrivente ha raccolto 108 preziose e semplici
morali da praticare ogni giorno, poichè Egli dice cha la sapienza, la
Realizzazione del Sé può essere ottenuta solo col praticare e non con le
letture o con le prediche. Accettiamo questi 108 detti del Bhagavan Sathya
Sai Baba come il " Jamapala" più prezioso, nobile e divino ( o meglio
ancora, " Tamapala". perchè il Sadhana è Tapas) che Egli ci dona per il
nostro bene, per salvarci da quel Bhava Sagar, quel Mare delle nascite e
dellemorti, fonte di tutte le sofferenze , per il bne nostro e di tutta
l'umanità. Se lo indossiamo come un 'kankan', un braccialetto votivo, decisi
a praticare ed a portare a Dio nel nostro cuore Dio verrà a collocarcisi e
se ci farà capaci di raggiungerlo. Tutta questa informazione è fatta allo
scopo della trsformazione. Così come leggiamo le Astotra e le preghiere di
ogni giorno, leggiamo anche queste regole morali pregando il Bhagavan
affinchè ci pacifichi mente e cuore, e ci renda capaci di mettere in pratica
i Suoi preziosi comandamenti al fine di ottenere la Sua Grazia e di arrivare
ai Piedi di Loto del nostro amato Signore con il nostro servizio, la nostra
devozione e il nostro amore.
O Bhagavan, Te ne preghiamo ! Concedici la fragranza di Prema Bhakti e la
bellezza di una retta condotta, e di un carattere fiorito della sapienza di
Janana, senza macchie nè cattive qualità, cattive azioni ne cattivi penseri,
in modo che le Tue Divine Mani accettino noi come fiore di Loto, scelto
appositamente per offrirlo a Te; e spandi la Tua Divina Grazia e le Tue
Benedizioni su di noi, perchè possiamo godere del Tuo Prema e raggiungere i
Tuoi Piedi di Loto.

AUM ... SANTI SANTI SANTI !!!



CHE COSA CI SUGGERISCE LO SWAMI MEDIANTE LE LETTERE DELL'ALFABETO.

Ogni lettera dll'alfabeto ci ricorda qualcuno dei detti del Bhagavan:
A. - Alzati! Svegliati dal sonno dell'ignoranza e raggiungi lo stato della
Realizzazione dell'Atman !
L'Atman è qualcosa di infinitamente piccino eppure ravvolge tutto ciò che è
infinitamente grande, è presente dovunque e si manifesta in ogni
circostanza. L'Atman è Brahman.

B. - Brahman è la sola verità e risplende in tutte le forme degli esseri
come Atman. Ciò che è Verità Eterna, ciò che è immutabile, ciò che è pura
Conoscenza e che non può essere descritto con le parole è il Brahman.
La Conoscenza del Brahman è la Brahmavidya; essa è la vera reale Vidya. Il
Brahman è l'Uno senza secondo.

C. - Il Carattere è la nostra ricchezza e la buona condotta è il nostro
tesoro. Il fondamento di entrambi è Dio che è in noi. La Voce di Dio, della
Coscienza nostra maestra e nostra guida.

D. - Il Dovere è Dio. Il lavoro è preghiera. Disciplina, devozione e dovere
sono le tre D necessarie per il nostro bene. Non temiate la morte, non
dimenticate Dio, non fatevi coinvolgere troppo in questo mondo.
" Dil me Ram, hath me Kam" : "pensa a Ram (DIO) e fai Kam ( lavoro), abbi
nel tuo cuore Ram e abbi Kam nelle tue mani.

E.- L'Educazione ha il suo risultato solo se siamo capaci di controllare i
sensi, di mettere le ideee sulla giusta via, e di mantenere pulita la mente.
La vera educazione richiede che si impari l'umiltà ed è quella che porta
pace nel cuore e nella mente, e la felicità nella vita. L'educazione deve
risultare nello sviluppo di " Viveka " e di " Vinaya " ( discernimento ed
umiltà ).

F- Perchè sia felice il nostro futuro dobbiamo fin da adesso esser buoni,
fare il bene, e vedere il bene. Seguire il Mestro, ossia la nosta Coscienza.
Fronteggia le cattive tendenze (il diavolo)
Combatti fino alla fine ( finchè si realizza l'Uno ).
Finisci la partita ( immergiti in Dio ).

G.- Il Guru non è altri che Dio.
La visione di Dio, il quale risiede nel cuore, si può ottenere per mezzo di
una incrollabile devozione ai Piedi di Loto del Guru e seguendo i suoi
Consigli.

H.- Humility: l'umiltà ottenuta per mezzo della conoscenza ci porterà al
merito; e il merito ci darà la prosperità; questa ci farà rispettosi del
Dharma e capaci di servire e di salvarci. Questo è il modo di ottenere la
grazia del Signore.

I.- L'"Io" è in tutto e dovunque quindi chi sa capire questo Io che è
dappertutto può facilmente realizzarlo e vedere che è l'Atman.

J. - Jiva è Brahman sono come i due cotiledoni di un seme dal quale sorge la
vita. Dio è Mahasakti e il Jivi è Mahasakti. Dio è reale, e il Jivi è
l'ombra, l'apparenza.

K. - " Kama" ( desiderio ) e Krodha ( ira ) sono l'origine di tutti i
peccati e la causa di tutti i guai. Quando Rama entra nel nostro cuore, Kama
viene distrutto

L.- Leggeri occorre viaggiare, perchè il viaggio sia comodo. La nostra vita
è un lungo viaggio e noi staimo accumulando un mucchio di bagagli in forma
di tanti desideri, di ansie e di guai. Allegerite il bagaglio, ossia
abbandonando i desideri è Vairagya.

M.- " Matru Devo Bhava, Pitru Devo Bhava, Acarya Devo Bhava, Atiti Devo
Bhava ".
La Madre come Dio, il Padre come Dio, il Maestro come Dio, l'Ospite come
Dio. Questi sono i comandamenti che ci danno le Scritture, e Dio è contento
solo se noi compiamo bene codesti doveri. La mMdre e il Padre sono per noi
Dio invisibile perchè ci hanno dato la vita e hanno sofferto tanti sacrifici
per noi. Se oggi voi rispettate i vostri genitori i vostri figli
rispetteranno voi e vi faranno contenti in futuro.

N.- Nobili pensieri, nobili azioni e nobili parole ci fanno nobili e
purificano il nostro cuore in modo che il Para Brahman possa rilfettervisi.
Nara deve cercare di diventare Narayana.

O.- One and the only reality; Iddio Onnipresente, Onnipotente, ed
Onnisciente è la sola unica Realtà.
Om, l'Omkar, rappresenta il Brahman.

P.- Il percorso la via del karma, dell'opera, è come il percorsoche fai a
piedi La via della Bhakti, devozione, è come la strada che fai in macchina,
e la via dello Yoga, della concentrazione è come la strada che fai in
ferrovia. La via di Jnana, della sapienza, è quella che fai in aereo. Tutte
le strade conducono al Dio vivente, a Puttaparti.

Q.- Qual'è la porta della "Sapienza"? La ricerca della Conoscenza è la porta
della sapienza; la ricerca del proprio vero Sè è l'Atma Vudya, o
Brahmavudya, per mezzo dela quale conosci la Verità.

R.- Ricorda! Finchè hai in te dei Samskalpa, dei desideri, non puoi fuggire
alla rinascita.
Vita+ desiderio = Umano
Vita- desiderio = Divino

S.- Solo la soddisfazione che viene dalla fiducia in sè stessi è sicura.
Quando avrai la soddisfazione di te stesso, saprai praticare la grande virtù
del sacrificio di te stesso, che solo ti permetterà di raggiungere la
Realizzazione di te stesso.
E' molto è possibile comprendere lo Spirito Divino mentre sei giovane e la
tua mente ed il corpo sono forti e sani. Qundi incomincia subito queste
buone pratiche e sii costante mentre sei ancora giovane: parti di buon ora
vai piano e arriva sicuro.

T. - Tacere invece di dire cose cattive. La lingua è due volte sacra e si
dovrebbe impiegare solo per pronunciare il nome di Dio al fine di
trasformare il Manava ( uomo) in Madhava ( Dio).
Se invece abusate della lingua e parlate male degli altri divenatte un
animale. Se vi sciola un piede e cadete vi potete curare, ma se la lingua
sbaglia la ferita che prodcete nel cuore di un altro non guarirà più. Essa
può compiere quattro torti: dire il falso, seminare scandalo, cercare gli
errori degli altri, ed eccedere nel parlare. Parlate sempre con dolcezza.

U.- Ultimo passo della tua carriera spirituale sarà l'unione con Dio;
intanto pronuncia sempre il nome di Dio, medita continuamente su di Lui,
passa il tuo tempo in compagnia di giusti. Dona i tuoi averi ai deboli e ai
bisognosi. Finirai così a raggiungere l'unione con l'Onnipotente e così
l'immortalità.

V.- La virtù non può essere praticata nel vuoto. Non occorre ritirarsi nella
foresta per liberarsi dell'ira dell'odio e delle altre cattive qualità.
Resta l'ambiente del monodo dove c'è la possibiilità che insorgano emozioni
e molte occasioni di imparare a controllarle. Questo sarà un risultato
meritorio.

W.- I tre W cui devi aspirare per avere la Grazia di Dio sono: "work"
(lavoro), "Workship" (preghiera), "wisdom"
( saggezza ).Il lavoro deve essere quello che giova alla prosperità e alla
felicità di tutti, e così è il lavoro sacro. Devi pregare con la mente pura
e aspirare alla saggezza.
I tre W da evitare sono: "whealth" ( ricchezza), "women" (donne), "wine" (
alcolici e droghe )

X.- X-mas ( il Natale) e tutte le altre festività religiose del calendario
non sono veramente giorni santi. E' veramente santo il giorno nel quale
cominceremo a vedere Dio in tutto ciò che ci circonda.

Y.- Yearn ( abbi brama del - ) la grazia è di Dio e procuratela con Prema,
Bhakti e un Seva ( servizio sincero ). Chiunque venga a chiederci un
servizio è la migliore delle persone in quel momento. Qualnque aiuto tu le
possa dare lo devi fare come il maggiore dei tuoi doveri, e sarà la miglior
opera che tu possa fare per guadagnare la grazia di Dio.

Z. Lo zoo è il luogo dove gli animali stanno in gabbia e vengono allevati.
Non permettete che il vostro cuore diventi uno zoo in cui degli animali come
l'ira, la gelosia, e l'odio possano moltiplicarsi. Sopprimete queste
tendenze per mezzo del Namasmarana e cercate di farvi delle qualità
sattviche per mezzo del Sadhana. Se ti metti in cuore delle qualità divine
Dio stesso vi verrà ad abitare e con la Sua Grazia farà divino anche te.

* * *



RAPPRESENTAZIONI NUMERICHE

Anche i numeri ci ricordano gli insegnamenti del Bhagavan:

0. - Lo Zero rappresenta il mondo, e la cifra
significativa che lo può accompagnare indica Dio:
senza di questa lo Zero non ha valore.
Senza Dio cioè, che è l'Uno, il mondo, zero, non
significa nulla.

1. - L'Uno è l'unica Realtà è Dio. C'è solo una
religione, la religione dell'amore.
Una sola casta: l'umanità; un solo linguaggio; il
linguaggio del cuore; un solo Dio,che è Onnipotente.

2. - Due cose devi ricordare sempre: l'esistenza di Dio e
l'inevitabilità della morte.
Due cose devi dimenticare: ogni aiuto che hai dato
agli altri, e ogni offesa che da altri hai ricevuto.
Due sono i doveri che hai: seguire la Dharma Marga
( la via della giustizia ) nei confronti del mondo,
e seguire la Brahma Marga ( la via di Dio ) per la
tua liberazione.

3. - Tre persone tu sei, e non una; quella che credi di
essere, quella che gli altri credono che tu sia, e
quella che veramente sei. Se saprai condurre la tua
vita tenendo in mente questo ti sarà possibile
giungere all'Atmatattva mentre sei ancora in vita.
Tre cose devi tener sempre in mente e fare, e sono:
Non pensare ad altro che a Dio, non far nulla senza
il permesso di Dio; Tener sempre l'attenzione fissa
in Dio.

4. - Quattro sono le Purusartha, le mete della vita:
Atma, Dharma, Kama, Moksa. Guadagna Artha (beni,
soldi) nel rispetto del Dharma e per servire il
Dharma; fa' che il tuo Kama, il tuo desiderio sia
solo per Moksa, per la Liberazione.
Quattro debiti dobbiamo pagare in questo mondo:
debito verso i genitori, verso i maestri, verso la
Natura e verso Dio.
Quattro soli sono i giorni da tenere per santi: il
giorno in cui i Bhakta si adunano per cantare e
glorie dl Signore; quello in cui diamo da mangiare
agli affamati; quello in cui ci incontriamo con un
grande saggio, e quello in cui albeggia in noi la
Viveka, il Discernimento.

5. - Cinque sono gli involucri che racchiudonon l'Atman e
impediscono che si riveli il suo splendore. Fa' che
ognuno di essi sia puro e luminoso.
I° L'Annamayakosa dev'essre purificato per mezzo di
cibo puro e sano;
II° Il Pranamayakosa si fa puro con un respiro sano e
con un animo tranquillo;
III° Il Manomayakosa si fa purocon pensieri santi
ed emozioni immuni da attaccamenti ai sensi e
dall'effetto del piacere e del dolore;
III° Il Vijnamayakosa si fa puro con pensieri santi ed
emozioni immuni da attaccamenti ai sensi e
dall'effetto del piacere e del dolore;
IV° Il Vijnanamayakosa si fa puro con la
contemplazione della Realtà; e
V° L'Ananadamayakosa si fa puro immergendosi
nell'estasi della Realizzazione di Dio.

6. - Sei sono le brutte qualità che degradano l'essere
umano a un livello peggiore di quello animalesco. Sono
Kama ( bramosia ), Krodha ( ira ), Lobha
( ingordigia), Moha ( attaccamento, errore ), Mada
( superbia ), Matsarya ( invidia ). Sei
caratteristiche Divine possiede il Bhagavan, e sono
Aisvarya, Kirti, Jnana, Vairagya, Srsti-sthiti e Laya
( Divino Splendore, Gloria, Sapienza, Distacco, Potere
di creare e conservare, Potere di distruggere. Puoi
ritenere Divino chiunque possieda questi sei
requisiti, propri degli Avatara della Mahasakti, i
quali per mezzo di Mayasakti ( potere di illudere
della Maya ) si vestono di forma umana. ( "Mahasakti"=
potenza di Dio ).

7. - Sette cose devono essere alimentate e protette per
il bene del mondo; la vacca, Colui che aspira al
Brahman ( il Brahmino), i Veda, la Castità, la Verità,
il Distacco e il Dharma. Quando questo declina Dio
viene come Avatar e lo rimetta al pristino splendore.

8. - Otto stadi ha lo Yoga, e perciò si chiama Asthanga
Yoga : Yama, Niyama, Asana, Pranayama, Prathyahara,
Dharana, Dhyana, Samadhi: la culminazione è l'Unione
( Yoga ) con l'Assoluto.

9. - Nove diverse forme ha la Bhakti: Sravana, Kirtana,
Smarana, Vandana, Pade Seva, Arcana, Dasya, Sakhya e
Atmaniveda ( ascoltare le parole del Maestro, Cantare
le lodi di Dio, amare la Natura, servizio ai Piedi del
Signore, culto rituale, elemosina, amicizia e
coscienza continua dell'Atman ).
In tutte questa forma la componente principale è il
Prema, l'Amore sacro, ed è proprio questo Prema che
riempie di gioia e di speranza.

10. - I dieci sensi ( 5 jnanandriya e 5 karmendrriya,
cinque sensi di cognizione e cinque d'azione ) devono
esser sotto controllo. Chi ci riesce è veramente un
'Dasaratha' ( nome storico del re Mitila, padre
adottivo di Sita e suocero di Rama, letteralmente il
nome significa 'quello dai dieci carri', e
simboleggia ogni 'carro' rappresenta un senso, che ci
può trasportare effettivamente verso gli oggetti del
mondo sensibile ). Fate un mazzo dei dieci Indriya,
e fondete il Jivatman con il Paramatman. Questo è il
significato del saluto tradizionale Indiano, fatto
giungendo le mani e portandole all'altezza del cuore.

* * *



108 MASSIME MORALI ( ASTHOTRA )

Sono questi 108 precetti che dà Sri Bhagavan Swami Sathya Sai Baba, affinchè
siano da noi messi in pratica nella nostra vita d'ogni giorno.

1. - svegliati, sorgi e aiuta a stabilire il Sai Samrajya ( Il Regno
Universale dei Sai ), basato sui pilastri di Sathya, Dharma, Santi, Prema.

2. - Tutti e tutto siamo Uno; ritieniti uguale agli altri. Il mondo è uno:
sii buono con tutti.

3. Sii buono, vedi solo il bene e fa' solo il bene. Questa è la via del
Signore.

4. La nostra vita è perfetta se viviamo nella moralità.

5. I soldi vanno e vengono, ma la moralità viene e cresce!

6. - Kala, il Tempo consuma tutto e tutti, non sprecate il tempo ! Sciupare
tempo è sciupare vita.

7. - Il passato è irricuperabile, e il futuro non è certo. Il tempo giusto è
adesso; non indugiare, e fa ciò che è giusto.

8. - Il silenzio è il solo linguaggio del realizzato. Solo nella profondità
del silenzio si può udire la voce di Dio. Il silenzio calma le onde del
cuore.

9. - La vita si perde sognando e l'essere si perde nel divenire.

10. " Brahmavid Brahmiva Bhavanti": chi conosce l'Essere Supremo, il Brahman
Dio, diviene Dio.

11. Non farti traviare da questo mondo illusorio. Realizza l'eterno Atman,
la Realtà ultima e Assoluta, immutabile ed eterna, senza principio nè fine.

12. - L'uomo non è nato per andare in cerca di Anna
( cibo, beni materiali ), ma per andare in cerca dell'Atman.

13. - Renditi conto che il Divino è presente in ogni essere vivente come
l'Atman che in esso risiede.

14. Dà gioia e felicità realizzare l'Unità che sta dietro la diversità.

15. - Tutte le religioni sono strade che conducono all'una e unica meta,
Dio. Le divei considerare tutte con lo stesso rispetto: tutte insegnano che
dobbiamo purificare la mente, conoscere qual'è il nostro Sè e sentire Prema.

16. - La verità sei solo tu stesso; ciò che vedi da sveglio è solo un sogno
diurno, e ciò che sogni dormendo è sogno notturno.

17. - Il Brahman eè sempre nel tuo cuore, e funziona sempre come Testimone
consapevole. Quindi non possiamo nasconder nulla, come se Dio fosse altrove.

18. - L'uomo senza Dio non è un uomo. Dio senza l'uomo è sempre Dio.

19. - Poichè Dio è l'Atman che risiede in ogni essere, rende servizio o far
del bene ad una persona è in realtà un atto di adorazione a Dio, mentre lo
sparlare e far del male ad un altro essere è sparlare di Dio e volerGli far
del male.

20. - Il bene e il male, il piacere e il dolore, che sembrano differenti e
contrari, si originano tutti entro l'uomo e non fuori di lui.

21. - Rivolgi la tua mente all'interno, verso l'Atman, e godrai pace e
gioia. Rimani immerso in quella Gioia.

22. - Ogni opposto non è altro che l'altra faccia della medaglia rispetto l
suo contrario: il bene e il male, gioia e dolore sono due faccie della
stessa moneta.

23. - La sola causa della felicità come del dispiacere, della schiavitù e
della libertà non è altro che la mente.

24. - Se non ci fossero duri periodi di dolore, non sapresti che cos'è il
piacere. La gioia il solo intervallo tra due dolori.

25. - Dobbiamo far del bene agli altri e tenere per noi soli i nostri
dolori; solo così potremo affermare che Dio è dentro di noi.

26. - La vera vita spirituale è quella che ci insegna l'unità e ci rende
privi di egoismi e pieni d'amore.

27. - La filosofia è il burro estratto dal latte della Conoscenza. La Brahma
Vidya è quella Vidya conosciuta la quale conosciamo tutto, e la Verità
Ultima.

28. - Ogni nostra azione, ogni nostro pensiero produce una reazione, un
riflesso, un'eco.

29. - Tutto ciò che facciamo, di bene e di male, coscientemente o meno,
genera sempre un risultato e perciò occorre fare solo il bene, affinchè
buone siano le conseguenze.

30. - La vita non è una strada a senso unico: dobbiamo esser pronti a dare,
e non solo a prendere.

31. - L'amore vive dando e perdonando; l'ego vive prendendo e dimenticando.

32. - Il pensiero che viene dalla tua mente deve essere puro; le paorle che
dici devon esser veraci e dolci, e il lavoro che fai dev'esser sacro.

3. - Una vita buona dev'esser un viaggio dalla posizione di "io" a quella di
"noi".

34. - Se porit gli occhiali di Prema vedi Prema dappertutto e vedrai la
Prema-sva rupa del Bhagavan.

35. - Qualunque cosa tu faccia, se la fai sicuro che la faresti anche a te
stesso non farai mai nulla di male.

36. - Se noncominci con l'aver fatto il servo, non potrai mai diventare un
capo.

37. - Il riconoscere il proprio errore è il principio della saggezza.

38. - Nel momento che tu punti il dito contro qualcuno, le altre dita
puntano contro di te. Ciò vuol dire che, quando tu segnali un errore altrui,
devi aver esaminato per tre volte i tuoi errori.

39. - Prima di predicare, metti in pratica quello che vuoi insegnare; non
far tu l'errore che critichi negli altri.

40. - Ringrazia chi ti fa notare un tuo errore, perchè non l'hai saputo
vedere tu stesso, dato che tu guardi al di fuori, e i tuoi occhi vedno solo
gli errori degli altri.

41. - Il Satsang, la buona compagnia è molto importante, perchè giova
coltivare le buone qualità.

42. - Iddio ti dà una ghirlanda fatta di tuto quello che hai fatto di bene e
di male nelle tue vite anteriori. Ce l'hai al collo fin dalla nascita.

43. - Una cattiva azione non dà buoni risultati; una buona azione non ne dà
cattivi. Sei tu che scegli e pianti il seme; la pianta verrà come è il seme.

44. - Noi siamo nati per non rinascere; dobbiamo ritornare laddove siamo
venuti, al Brahman: raggiungere questa fonte è il vero scopo della nostra
vita.

45. - Il Brahman, Dio non è qualcosa di estero a te: è presente in te, è il
tuo Sé. Renditene conto.

46. - Poco importa che tu viva nel mondo; fa' solo che il mondo non viva in
te.

47. - Colloca Dio nel tuo cuore e offriGli le frutta dei tuoi buoni
sentimenti, le lacrime di gioia sulla foglia del corpo che Gli sacrifichi.

48. - Prega il Signore Dio tuo nella tua mente e offrigli qualcosa di tuo,
di pulito e profumato di virtù e d'innocenza, e lavato nelle lacrime del
pentimento.

49. - La via al successo spirituale è la fede assoluta in Dio.

50. - Ricorda che il Signore non ama il Baktha, ma la sua Bhakti.

51. - La più alta forma di Bhakti è Saranagati, l'abbandono totale al
Signore. Accetta tutto ciò che ti accade come Suo dono, siia gioia o dolore,
successo o sconfitta: la tua fede sia incrollabile,; abbandona tutto al
Volere del Signore.

52. - Dio è un oceano di misericordia, e la Bhakti è il modo più facile per
ottenere la sua Grazia, che è come la luce del sole: sol lucet omnibus, per
tutti.

53. - Sraddha e Bhakti sono i due remi che ti aiutano a spingere la barca
della vita attraverso il fiume del Samsara.

54. - Non ci è possibile entrare nella Casa di Dio se non abbiamo Sama (
controllo dei sensi ) e Dama
( controllo della mente ).

55. - Se la nostra mente è sempre immersa nel Divino possiamo raggiungere
Moksa anchhe facendo la vita del mondo. Offriamo a Dio ogni lavoro che
facciamo.

56. - Se ci comportimo come bestie, pur avendo avuto questa sacra occasione
di avere un'esistenza umana - sì difficile da avere - sciupiamo la nostra
vita e non giustifichiamo questo dono di Dio.

57. - La mente che si volge all'interno vede solo l'ìAtman e ne gode
l'Ananada. A questo momento non notate più alcuna differenza tra piacere e
dolore, bene e male,. Vedrete solo l'Unità in ogni cosa, e diverrete Uno con
Dio. Questo è il vero Samadhi, che vuol dire " sama " (uguaglianza) di "
buddhi " (d'animo).

58. - Noi dobbimao condurre la vita in modo disciplinato con " Papa Bhiti" e
"Daiva Prithi", timor del peccato e amor di Dio: avremo così la vera
felicità.

59. - Per quanta forza abbiamo, essa è inutile se non c'è la forza del
Dharma, che è " Daivabala" (forza Divina ), e la forza che viene dal Dharma
è "Dharmabala".

60. - " Sathya Vada": di' il vero; " Dharmam cara": procedi secondo il
Dharma; questo sia il nostro motto per il bene e la prosperità di tutta
l'umanità.

61. - Dove c'è il Dharma c'è Dio, e dove c'è Dio c'è la vittoria. Senza la
Grazia di Dio non può esservi il successo.

62. - Se c'è l'Anugraha, la grazia di Dio, non può agire nessuna "graha" (
influenza astrologica). Cerca di guadagnarti questa Anugraha con la
preghiera e col Prema.

63. - Come la madre accorre all'udire il pianto del suo piccino ( senza
stare ad analizzare il 'tala' -ritmo- o la '0raga' - melodia - del suo
pianto), Iddio accorre se ode l'uomo piangere dal profondo del cuore, e lo
aiuta ovunque sia.

64. - L'Avatar non fa nulla senza una profonda ragione. Dio non dice mai
parole prive di significato. Tutto ciò che egli fa e dice o vede ha un suo
significato spirituale occulto.

65. - Puoi adorare un ritratto come Dio, m non Dio come un ritratto. Puoi
elevare una cosa a livello di Dio, ma non abbassare Dio a livello di una
cosa.

66. Solo il Nome di Dio Lo può commuovere, e solo la Bhakti e con Prema
sinceri li puoi far venire a te: non con doni di denaro o d'altro.

67. - Grosso errore è cercare pace e felicità fuori di te. Le dobbiamo
cercare entro di noi, e sarà vera gioia se le cerchiamo con la mente pura.

68. - Attenti alle vostre parole, alle azioni, ai pensieri, al carattere e
al cuore. La mente è come una scimmia pazzerella, e non ci dobbiamo
abbandonare ad essa. La dobbiamo sorvegliare con attenzione e dobbiamo
controllarla.

69. - E' ingnoranza identificare il corpo con noi stessi. Nessuno è isolato
dalla grande corrente della vita; ognuno è una cellula della società.

70. - L'amicizia non dev'essere basata su considerazioni di timore o di
favore. L'unico amico che sarà sempre con te è l'Amico Divino: il Signore.

71. - " Upavasa " vuol dire essere vicini a Dio, e
" Upasana " star seduti vicino a Lui. Il beneficio delle due cose è che il
Satcitananada di Dio scorre in noi.

72. - Tu sei vicino a Dio esattamente quanto Egli è vicino a te. Chi si dà
conto che Dio è Onnipresente si accorge che Egli è vicinissimo, e che egli
stesso non è altri che Dio Stesso.

73. - Perchè il risultato venga occorre che ci siano inseimen la Grazia di
Dio e lo sforzo umano; cerchiamo di vincere la Grazia di Dio con le nostre
Sraddha e Bhakti.

74. - Vuota il vaso del tuo cuore da tutta l'acqua dei desideri, e rimepilo
con l'olio del Namasmarana di Dio
( la ripetizione del Nome di Dio). Prendi il lucignolo di Jivi e asciugalo
al sole di Vairagya, e l'Amarjyoti; la fiamma immortale della Sapienza
arderà diritta e ferma.

75. - La pigrizia è come la polevre e la ruggine, mentre il lavoro alacre e
altruistico è come pulitura e la crematura.

76. - La fretta porta allo sciupio; lo sciupio fa' dispoiacere. Non vi
affrettate, dunque. chi va piano va sano a va lontano .... e voince la
corsa.

77. - Il peggior nemico è l'ira, mentre la calma è la miglior corrazza. La
nostra Gioia è il più bello dei paradisi, e il nostro dolore il peggiore
degli inferni.

78. - Perfino l'Avatar rispetta disciplinato gli anziani; i capi devono
innanzitutto praticare la loro disciplina prima di predicarla agli altri.
Neanche Dio viola le norme e le leggi che Egli stesso ha posto.

79. - Vivi nella fratellanza con gli uomini, e nella paterntià di Dio. Servi
tutti con Prema e con il tuo lavoro disinteressato, e cerca di vedere
l'Unità di tutto.

80. - Può darsi che sbagliamo, ma non dobbiamo ripetere l'errore, quando lo
abbiamo riconosciuto. Errare humanum est, in errore perseverare autam
diabolicum.

81. - Siano coerenti i tuoi pensieri, le tue parole e le tue azioni.

82. - Il vero punteggio cui dobbiamo aspirare nella scuola e nella vita
dev'essere di " non avere " alcun pnteggio.

83. La tua patria devi vederla come tua madre; e dobbiamo servire questa
madre divina. Segui la nostra sacra cultura, che la madre ci ha conservato.
Imitare lo straniero è prova di debolzza.

84. - Chi vuol correggere il monodo e rimetterlo sulla giusta strada deve
cominciare a correggere se stesso, e la propria condotta col controllo dei
suoi sensi e dei suoi desideri.

85. - La Verità è Dio; per raggiungerla, ci dobbiamo attenere ad Essa.

86. - " Nadigam Sagaro Gatih "; tutti i fuimi vanno al mare, così come il
creato tutto e ogni corrente di vita tornerà a confluire nella sua fonte,
nel Brahman. Aspira a questa felice conclusione.

87. - Veniamo al mondo piangenti; non dobbiamo morire nel pianto ma col
sorriso.

88. - Dio ci concede la vita affinchè Lo cerchiamo e Lo raggiungiamo.

89. - Gli occhi ci sono dati affinchè ci servano a vedere ed a raggiungere
Dio Supremo e Onnipotente.

90. - Le gambe ci sono state date affinchè possiamo viitare i templi di Dio.

91. - Le mani ci sono state date affinchè facciamo buone azioni e porgiamo
Pujia ( doni rituali ) al Signore.

92. - L'intelligenza ci è stata data affinchè possiamo comprendere che tutto
ciò che vediamo nel mondo è effimero e che DIO SOLO è la Realtà eterna.

93. - La lingua ci è stata data affinchè possiamo cantare le Glorie del
Signore e fare Namasarana.

94. Le orecchie ci sono state date affinchè possiamo udire i canti di lode
del Signore.

95. - Questo corpo ci è stato dato affinchè ci serva ad aiutare il prossimo.

96. - La base di tutto il mondo è il Prema del Signore. Per quanto uno sia
intelligente e istruito, è una persona inutile se non ha amore nel suo
cuore.

97. - Dio è Amore; Comincia il giorno con l'amore, riempi il giorno d'amore,
finiscilo nell'amore: questa è la strada che conduce a Dio.

98. - Ama e rispetta i tuoi genitori, come devi amare e rispettare Dio; così
la Grazia di Dio verrà a te anche se non la chiedi.

99. - E' imutile riempirvi la testa con la pura informazione e scienza;
riempite invece di Prema il vostro cuore. A nulla serve imparare a memoria i
Veda e le Sastra, se lo studio non vi serve a raggiungere i Pedi del
Signore.

100. - L'essenza di tutti i Purana e dei Veda è questa: fa' del bene agli
altri, ed astieniti da far del male agli altri. Far del male agli altri è il
più grande
" papa " ( peccato ) .

101. - Se non sei in grado di far del bene agli altri, cerca almeno di non
fare loro del male e di non dar loro sofferenza morale.

102. Non dimenticate Dio e non temere la morte. Stai in attesa del gioioso
momento della tua riunione a Dio: questa è l'immortalità.

103. - La Vidya viene arricchita da Vinaya, dall'umiltà. Sii umile e nobile.

104. - Se non raccogliamo informazione non ci è possibile avere la
trasformazione.

105. - Quei segnali indicatori che sono i libri non fanno altro che dirci la
strada, o la direzione per arrivare a destino; ma il viaggio bisogna farlo e
sperimentare la gioia della vittoria.

106. La sapienza si acquista con l'esperienza. Se hai sperimentato la Gioia
Divina cerca di trasmetterla ad altri per farli felici.

107. - Solo se fai quello che ti dice il Guru ne potrai sentire la presenza
vitale nel cuore; allora egli sarà in te una presenza vivificante.

108. - Colloca " SAI " sull'altare del tuo cuore ( sul tuo Hrdhayastay ) e
sarai " hai ", ossia felice e tranquillo sempre.

OM SRI BHAGAVAN BABAJI SAY JAY !
OM
OM OM

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