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SCHEDA ARTICOLO N. «00056»

CLASSIFICAZIONE: 3
TIPOLOGIA: YOGA
AUTORE: JIDDU KRISHNAMURTI
TITOLO: NON LIMITATEVI A RENDERE PIÙ OSPITALE LA VOSTRA PRIGIONE
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TESTO ARTICOLO

Non limitatevi a rendere più ospitale la vostra prigione: di Krishnamurty
Tratto da:
Jiddu Krishnamurti.
LA RICERCA DELLA FELICITA'.

Traduzione di VINCENZO VERGIANI

Avete mai provato a star seduti a occhi chiusi, nella calma più assoluta, a
osservare il movimento del vostro pensiero? Avete mai osservato la vostra
mente all'opera - o meglio, la vostra mente ha mai osservato se stessa
all'opera, giusto per vedere quali sono i vostri pensieri e sentimenti, come
guardate gli alberi, i fiori, gli uccelli, la gente, come rispondete ai
suggerimenti o reagite alle nuove idee?

Lo avete mai fatto? Se la risposta è negativa, vi siete persi un'esperienza
notevole.

Sapere come funziona la propria mente è un fine essenziale dell'educazione.

Se non sapete come
reagisce la vostra mente, se la vostra mente non è consapevole delle proprie
attività, non potete effettivamente comprendere che cos'è la società, poiché
la mente è parte della società, anzi, è la società. Le vostre reazioni, le
vostre credenze, la vostra frequentazione del tempio, gli abiti che
indossate,
le cose che fate e non fate, ciò che pensate - la società è fatta di tutto
ciò, è la replica di quello che accade nella vostra mente. Dunque la vostra
mente non è separata dalla società, non si distingue dalla vostra cultura,
dalla vostra religione, dalle varie divisioni di classe, dalle ambizioni e
dai
conflitti della maggioranza della gente. Tutto questo è la società e voi ne
siete parte. Non esiste un "voi" separato dalla società.

Orbene, la società cerca sempre di controllare, forgiare, plasmare il modo
di
pensare dei giovani. Dal momento in cui nascete e cominciate a recepire
impressioni del mondo, vostro padre e vostra madre sono costantemente
occupati
a dirvi cosa fare e cosa non fare, in cosa credere e in cosa non credere; vi
dicono che Dio esiste, oppure che Dio non esiste ma esiste lo Stato e che un
dittatore ne è il profeta.

A partire dall'infanzia vi instillano dentro queste
cose, il che significa che la vostra mente - che è molto giovane,
impressionabile, indagatrice, curiosa di conoscere, desiderosa di scoprire -
viene poco a poco imbrigliata, condizionata, plasmata, in maniera tale da
farvi inserire nello schema di una determinata società ed evitare che
diventiate dei rivoluzionari. Dal momento che l'abitudine a pensare in
maniera
schematizzata è già stata instillata in voi, anche se vi "ribellate", è
sempre
all'interno di quel determinato schema sociale. E' come quando i carcerati
protestano per avere cibo e servizi migliori - ma pur sempre all'interno
della
prigione.

Quando cercate Dio o provate a capire quale può essere un governo
giusto, ciò si situa comunque all'interno dello schema della società, che
dice: "Questo è vero e quello è falso, questo è bene e quello è male, questo
è
il leader giusto, queste persone sono dei santi". Così la vostra rivolta,
proprio come la cosiddetta rivoluzione fatta da persone ambiziose e
intelligenti, è sempre vincolata al passato. Quella non è una rivolta, non è
vera rivoluzione: è semplicemente una forma più elevata di attività, una
lotta
più valorosa all'interno dello schema sociale. Ma la vera rivolta, la vera
rivoluzione, consiste nel distaccarsi dallo schema e indagare al di fuori di
esso.

Vedete, tutti i riformatori - non importa chi siano - si preoccupano
soltanto
di migliorare le condizioni all'interno della prigione. Non vi dicono mai di
non adeguarvi, non vi dicono mai: "Aprite un varco nelle mura della
tradizione
e dell'autorità, scrollatevi di dosso i condizionamenti che limitano la
mente".

Quella è vera educazione: non semplicemente chiedervi di superare
esami per i quali vi siete riempiti la testa di nozioni, o mettere per
iscritto
cose che avete imparato a memoria, bensì aiutarvi a vedere le mura di questa
prigione in cui è rinchiusa la mente. La società ci influenza tutti, plasma
costantemente il nostro pensiero, e poco a poco la pressione esterna
esercitata dalla società si traduce in pressione interiore; ma, per quanto
penetri in profondità, resta comunque esterna, e non esiste in effetti una
vera interiorità fin quando non si spezza tale condizionamento. Dovete
conoscere ciò che pensate e sapere se pensate da indù, da musulmano o da
cristiano, ossia nei termini della religione a cui il caso vuole che
apparteniate. Dovete essere consapevoli di ciò in cui credete o non credete.
Tutto ciò costituisce lo schema della società e, a meno che non diventiate
consapevoli di tale schema e ve ne distacchiate, continuate a esserne
prigionieri, anche se pensate di essere liberi.

Ma, vedete, la maggior parte di noi non vuole altro che una rivolta
all'interno della prigione: cibo migliore, un po' più di luce, una finestra
più grande che ci consenta di vedere una fetta maggiore di cielo. Discutiamo
se sia giusto o meno che il fuoricasta entri nel tempio; vogliamo abolire il
predominio di una certa casta, e così facendo ne creiamo un'altra, una casta
"superiore"; in tal modo restiamo prigionieri, e in prigione non esiste
libertà. La libertà si trova fuori dalle mura, fuori dallo schema della
società; ma per essere liberi da quello schema dovete comprenderne
interamente
i contenuti, ossia comprendere la vostra stessa mente. E' la mente che ha
creato la civiltà attuale, questa cultura o società legata alla tradizione;
se
non avete tale comprensione della vostra mente, il semplice fatto di
ribellarvi, in quanto comunisti, socialisti o quel che sia, non significa
molto. Ecco perché è Così importante conoscere se stessi, avere
consapevolezza
delle proprie attività, dei propri pensieri e sentimenti; e questa è la vera
educazione, non è così? Solo quando si è pienamente consapevoli di sé, la
mente diventa realmente sensibile e vigile.

Provateci: non prima o poi, in un futuro vago e remoto, ma domani, o magari
oggi stesso. Se ci sono troppe persone nella vostra stanza, se la vostra
casa
è piena di gente, allora andate da qualche parte da soli, sedetevi sotto un
albero o sulla riva di un fiume e osservate con calma come funziona la
vostra
mente. Non correggetela, non dite "Questo è giusto, questo è sbagliato", ma
limitatevi a guardarla come si guarda un film. Quando andate al cinema, non
prendete parte al film; gli attori e le attrici recitano, voi guardate
soltanto. Allo stesso modo, guardate come lavora la vostra mente. E' davvero
molto interessante, molto più interessante di qualunque film, poiché la
mente
è il precipitato del mondo intero e contiene tutto ciò che gli esseri umani
hanno vissuto.

Capite? La vostra mente è l'umanità intera, e quando percepirete questo,
proverete un'immensa compassione. Da tale comprensione deriva una grande
capacità d'amare; e allora, vedendo cose belle, saprete davvero cos'è la
bellezza.

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