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SCHEDA ARTICOLO N. «00099»

CLASSIFICAZIONE: 1
TIPOLOGIA: ESOTERISMO
AUTORE: DIZIONARIO ESOTERICO
TITOLO: ARCHEOMETRO
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TESTO ARTICOLO

ARCHEOMETRO.

'Archeometro' è il nome dato da Saint Yves d'Alveydre alla chiave del sistema di corrispondenze esoteriche tra alfabeti sacri, segni zodiacali, pianeti, note, quattro triangoli elementari e sfera di 360 gradi (1).
E' questo un modello esemplare del procedimento esoterico, centrato sulla conoscenza iniziatica delle analogie delle lingue simboliche, al fine di rendere intellegibile la stessa natura vivente. L'archeometro costituisce in questo senso uno strumento operativo, 'un utensile', suscettibile di molteplici adattamenti. "L'archeometro è uno strumento dotato della qualità particolare di essere il medesimo per tutte le arti; al tempo stesso è la chiave della scala dei suoni del musicista, della gamma dei colori del pittore e delle forme architettoniche." (2) La sua funzione sintetica e adattiva consiste essenzialmente nel mettere in rapporto l'archetipo della creazione con quello dell'espressione, la scienza esoterica con la funzione estetica stessa.
La costruzione dello strumento avviene dunque a due livelli: teologico e cosmologico prima - e si tratta dell'archeometro propriamente detto; tecnico poi - è il 'campione' che conferisce all'archeometro la sua triplice proprietà: aritmologica, morfologica e metrologica (3). L'archeometro consiste in un sistema molto elaborato di corrispondenze, costituito inanzi tutto da una corona di 360 gradi contenente due cerchi concentrici che si sviluppano in senso contrario. A ogni punto della corona corrispondono due numeri, la cui somma da sempre 360 gradi: in tal modo si possono individuare tutte le posizioni delle parti costitutive del cerchio. Su una seconda corona sono segnate dodici lettere, a 30 gradi di intervallo, con il numero attribuito loro dalla Tradizione. Si tratta dello zodiaco della Parola, che associa a ogni lettera un colore, in un rapporto di coppie di opposti. Segue la corona planetaria della Parola, composta da quattro triangoli equilateri che dividono il planisfero in dodici parti uguali. Due di questi triangoli formano la Stella dell'Esagono, denominata 'stella solstiziale del Verbo' (4).
Alle corone precedenti segue una corona musicale, composta da una doppia esade diatonica, in cui ciascuna nota trova riscontro nel colore, numero e lettera degli archi in cerchio corrispondenti. Seguono la corona dei segni zodiacali e quella dei pianeti. Infine, al centro, una doppia stella esagonale rappresenta il mondo e contiene un'ultima corona con dodici raggi bianchi, tracciati a partire dal punto originale centrale e solare di tutto l'archeometro.
L'interesse del 'campione' sta nel permettere l'applicazione della struttura archeometrica 'alle arti e ai mestieri', di farne, appunto, un utensile. Entra in gioco una regola che applica la ragione matematica delle proporzioni alle leggi numeriche dell'armonia musicale, alle linee proporzionali e alle forme. Il 'campione' permette il calcolo numerico delle proporzioni estetiche: è 'completamente aritmologico'. E' 'morfologico' per quanto riguarda i suoi intervalli, e 'metrologico', "con un rapporto razionale e parlante con il sistema metrico decimale: il metro" (5). E' archeologico e archeometrico, perché in rapporto con l'archeometro della creazione.
L'originalità tecnica dell'invenzione consiste nell'individuazione di una regola che renda effettivamente conto del rapporto tra musica e sistema metrico, anche se la regola dei fisici e quella del sistema temperato non sono isomorfe.
Saint Yves d'Alveydre offre dunque con il suo 'campione' uno strumento di conversione operativa del suono e del metro, base della 'sonometria' stessa. La traduzione metrica del suono permette allora la conversione delle forme e delle linee in suoni. La conversione dei colori in rapporti numerici espressi in gradi è l'oggetto della costruzione di un 'rapportatore' (6), il cui uso dovrebbe verificare le proprietà morfologiche tanto per quest'ultimo strumento quanto per il 'campione' sonometrico. Se esistono esempi che verificano la pertinenza del 'campione' (la trascrizione musicale degli edifici e inversamente), solo il modello della cristallizzazione della goccia d'acqua permette di comprendere le proprietà morfologiche del rapportatore, anche se qui ci troviamo di fronte più a un'immagine, una tipica analogia, che a un'applicazione reale dello strumento (7).
Comunque l'impresa rivela la vocazione regolatrice di ogni struttura esoterica del sacro, per quanto riguarda sia il mondo sia la creazione analogica da parte dell'uomo di opere d'arte. E' un'impresa che fornisce al tempo stesso lo strumento concreto di un'ermeneutica dell'architettura sacra e una chiave di lettura delle corrispondenze e della 'profonda unità' che regolano i livelli del linguaggio della natura, quel 'tempio' in cui, per il poeta Charles Baudelaire come per Saint Yves, "i profumi, i colori e i suoni si rispondono" (8).

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