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SCHEDA ARTICOLO N. «00155»

CLASSIFICAZIONE: 4
TIPOLOGIA: CONGENERE
AUTORE: PARAMAHANSA YOGANANDA
TITOLO: GESÙ PARLA DEI CHAKRAS E DELLA BEATITUDINE
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TESTO ARTICOLO

Tratto da:

Il vangelo di Gesù secondo Paramhansa Yogananda.
Volume terzo.
Edizioni Vidyananda.

Traduzione e disposizione del testo originale inglese a cura delle edizioni
Vidyananda.

-

Rinuncia Interiore

È psicologicamente e metafisicamente impossibile liberarsi da una cattiva
abitudine con la rinuncia materiale. Le cattive abitudini se ne vanno solo
quando sono respinte sia dal dominio del pensiero che da quello delle
azioni.
Poiché il pensiero è la fonte dell'azione, pensare male può essere tanto
pericoloso quanto agire male.

Tutti i devoti devono capire che la rinuncia
mentale è di primaria importanza per la realizzazione di Dio. È meglio
praticare
la rinuncia interiore nel mondo piuttosto che, senza preparazione, fuggire
dal
mondo e andare in una foresta, e vivere là rimuginando sulle gioie terrene
abbandonate. Il sentiero dello yoga - con delle tecniche spirituali -
insegna a
comunicare prima con Dio mentre si vive nel mondo, e non a rinunciare solo
esternamente ad esso e a diventare un parassita sociale, dipendendo
economicamente dai guadagni delle persone del mondo che lavorano duramente.

I grandi maestri che rinunciano al mondo, e offrono un grande servizio
spirituale, sono giustificati a rinunciare ai più piccoli doveri della vita
familiare per il dovere superiore reso alla più grande famiglia umana. Molte
persone che hanno paura di lottare per vivere spesso cercano di rinunciare
alla
vita del mondo per vivere sulle spalle altrui. Queste persone diventano
fisicamente, mentalmente e spiritualmente pigre e non ottengono mai la
Coscienza
Divina.

Solo quelli che lasciano tutto, spinti interiormente dall'amore sincero
per Dio, sono giustificati nella loro rinuncia. Questi rinuncianti non Si
preoccupano se patiscono la fame o muoiono per amore di Dio.

--

- Origine di Satana -

Qui Gesù descrive l'origine di Satana, che all'inizio era un arcangelo o
una
cosciente forza celeste dotata d'energia cosmica per creare solo cose belle.
A
questo arcangelo di Dio fu dato il potere e la libertà di creare tutto ciò
che
voleva, secondo la volontà di Dio.

Quando però tutte le cose create raggiunsero
la perfezione e cominciarono a ritirarsi nuovamente in Dio, l'arcangelo ebbe
paura di perdere i1 suo potere creativo, se tutte le cose si fossero
ritirate in
Dio dopo una perfetta esistenza materiale. Perciò egli si ribellò contro Dio
e
creò cattivi modelli per annullare i buoni modelli creati secondo la volontà
di
Dio. Da allora Satana creò il dolore, i desideri, la morte, la disarmonia e
la
guerra nella natura e negli uomini, perché essi fossero legati al piano
terreno
dall'imperfezione e non potessero ritirarsi in Dio e fondersi in Lui. Questo
è
ciò che Gesù intendeva dicendo che Satana cadeva dal cielo.

Con l'energia cosmica in sintonia col cielo, l'arcangelo creò perfette cose
celesti; ma da quando si ribellò contro Dio, l'arcangelo fu mutato in una
forza
decaduta dalla grazia divina e non guidata dalle vibrazioni celesti di Dio.

L'Intelligente Energia Cosmica che opera in armonia con le vibrazioni della
Coscienza Cosmica, o Volontà di Dio, è chiamata energia che opera in armonia
con
la Coscienza Divina. Mentre ogni energia controllata dalla cosciente forza
cosmica di Satana è chiamata energia satanica caduta dal cielo. Come la
Coscienza Cosmica nello spazio rappresenta il cielo, così quella sfera dello
spazio dove c'è la creazione e la presenza dell'imperfetta creazione
rappresenta
il campo della malvagia forza satanica che cerca d'operare imperfezioni in
tutta
la creazione.

Similmente, nel corpo umano ci sono due regioni distinte: la regione
celeste e
quella satanica. La regione celeste nel corpo umano s'estende dal plesso
dorsale
e dal centro del cuore fino al plesso cerebrale. La regione satanica e il
ricettacolo degli istinti più bassi s'estendono dal cuore in giù, attraverso
i
plessi lombare, sacrale e coccigeo.

Quando con la meditazione tutta l'energia
viene concentrata dai sensi nel cervello, si dice che il devoto ha ottenuto
il
cielo. Però molte persone che non meditano trovano che le loro coscienze
scendono in basso insieme alla folgore satanica, o forza vitale, che dalla
regione celeste del cervello cade giù fino alla regione dei sensi



- Evitare l'Illusione dei Sensi -

La forza satanica dentro ogni essere umano fa cadere continuamente la forza
vitale simile alla folgore dalla regione celeste verso i sensi. Per questo i
riflettori dei sensi ci rivelano soltanto l'attrazione degli oggetti dei
sensi.

Questo è ciò che anche Gesù trovò nei corpi dei suoi discepoli: la forza
vitale
cadeva dal cervello verso il basso; ma Gesù insegnò loro a rivoltare la
forza
vitale verso il cervello con la meditazione e la forza di volontà. Questo
permise ai discepoli di godere della coscienza celeste nel cervello e di
liberarsi dalle torturanti forze sessuali.

La forza vitale ritirata nel cervello rivela la beatitudine celeste e le
forze
celesti, e impedisce alle sensazioni inferiori che pervadono i plessi
lombare,
sacrale e coccigeo di raggiungere il cervello. Per questo Gesù disse ai suoi
discepoli che dovevano rallegrarsi non solo perché erano liberi dai demoni o
dalle cattive passioni alla base della spina dorsale, ma perché avevano il
potere di ritirare l'energia dall'attorcigliato passaggio serpentino alla
base
della spina dorsale e potevano quindi stabilire le loro coscienze nella
regione
celeste nel cervello.

Quando Gesù disse 'I vostri nomi sono scritti nei cieli', voleva dire che
con
l'obbedienza e la meditazione i discepoli avevano acquisito abbastanza
spiritualità da poter essere richiamati nella dimora del Padre Celeste.

"In quello stesso istante Gesù esultò nello Spirito Santo e disse: 'Ti
rendo
lode Padre, Signore del cielo e della terra, che hai nascosto queste cose ai
dotti e ai sapienti e le hai rivelate ai piccoli. Sì, Padre, perché così a
Te è
piaciuto. Ogni cosa mi è stata affidata dal Padre mio e nessuno sa chi è il
Figlio se non il Padre, né chi è il Padre se non il Figlio e colui al quale
il
Figlio lo voglia rivelare'". (Luca 10: 21-22).

"Ti ringrazio, Padre Celeste - che come Coscienza Cosmica permei la regione
senza vibrazioni al di là della creazione (cielo), e come Coscienza Cristica
sei
manifesto nella regione vibratoria (terra) - perché hai nascosto la saggezza
interiore agli individui egotisticamente saggi e teoricamente prudenti, e
hai
rivelato il mistero della verità ai Tuoi figli semplici e innocenti, che in
saggezza sono solo dei piccoli paragonati alla Tua saggezza.

Sì, Padre Celeste,
perché questo modo di rivelare Te stesso ai Tuoi figli pieni di semplicità e
sincerità spirituale è sembrato giusto al Tuo giudizio. "La verità e la
saggezza
della Coscienza Cosmica sono trasmesse alla Coscienza Cristica perché la
creazione sia intelligentemente governata da essa. Nessun uomo materialista
sa
cos'è la Coscienza Cristica (Figlio) eccetto la Coscienza Cosmica, che è il
Padre della Coscienza Cristica; e nessuno può conoscere la Coscienza Cosmica
se
non mediante la Coscienza Cristica (Figlio).

I devoti possono raggiungere la
Coscienza Cosmica soltanto percependo prima la Coscienza Cristica in
meditazione".

-

- Duplice Dovere dell'Uomo -

"Se puoi amare Dio con l'effettiva meditazione e comunione quotidiana, e
mostrare con le tue azioni che ami il tuo prossimo (il fratello divino) come
ami
te stesso, allora t'innalzerai sopra la coscienza del mutamento illusorio e
vedrai dappertutto lo Spirito immutabile".

Una delle più ardenti preghiere contenute in Sussurri dall'Eternità dice:
"Padre Celeste, possa il Tuo amore splendere per sempre nel santuario della
mia
devozione e possa io riuscire a risvegliare il Tuo amore in tutti i cuori".
Questa preghiera indica il supremo dovere dell'uomo: amare Dio e dare lo
stesso
amore ai propri fratelli.

Uno dovrebbe dividere la propria realizzazione divina col suo prossimo,
perché
il prossimo è fuori della propria famiglia e tuttavia più vicino del mondo
in
genere. Di solito le persone danno tutto per istinto alle loro famiglie, ma
non
agli estranei. La gente non si cura del mondo, pensando che sia lontano e
distante.

Quando una persona vive solo per se stessa, dal punto di vista
spirituale non vive affatto, perché impedisce l'espansione della propria
vita.
Mentre quando uno estende la propria simpatia dalla sua famiglia al prossimo
e
al mondo intero, espande la sua piccola vita nell'immensa vita di Dio; e
questo
connette la vita dell'uomo alla sua sorgente, la Vita Eterna.

Molte persone vivono in una piccola pozzanghera d'egoismo, senza mai
percepire
l'immensa vita di Dio. Chi vive senza sapere che la sua vita proviene dalla
vita
eterna, non vive affatto. Le anime di coloro che conducono una vita
materiale
muoiono e si reincarnano, e dimenticano le loro vite passate; e quindi si
può
dire che non vivono affatto.

Ogni devoto che grazie alla meditazione percepisce
la vita eterna dietro la sua esistenza mortale, vive per sempre - Cioé è
cosciente della sua esistenza anche dopo la sua morte, o anche se dovesse
passare ancora attraverso parecchie incarnazioni sulla terra.

"Ma quegli, volendo giustificarsi, disse a Gesù: 'E chi è il mio
prossimo?'.
Gesù rispose: 'Un uomo scendeva da Gerusalemme a Gerico e incappò nei
briganti,
che lo spogliarono, lo percossero e poi se ne andarono, lasciandolo mezzo
morto.

Per caso, un sacerdote scendeva per la medesima strada e quando lo vide
passò
oltre dall'altra parte. Anche un levita, giunto in quel luogo, lo vide e
passò
oltre. Invece un Samaritano, che era in viaggio, passandogli accanto lo vide
e
n'ebbe compassione.

Gli si accostò e gli fasciò le ferite, versandovi olio e
vino; poi, caricatolo sopra il suo giumento, lo portò in una locanda e si
prese
cura di lui. Il giorno dopo prese due denari e li diede all'albergatore,
dicendo:

Abbi cura di lui e ciò che spenderai in più te lo rifonderò al mio
ritorno. Chi di questi tre ti sembra sia stato il prossimo di colui che
s'imbatté nei briganti'. Quegli rispose: 'Chi ha avuto compassione di lui'.
E
Gesù gli disse: 'Và e anche tu fà lo stesso'". (Luca 10:
29-37).

Qui Gesù descrive meravigliosamente il significato di prossimo e il dovere
di
ogni uomo verso i suoi simili. Gesù realizzò che nessun uomo si può occupare
di
tutti i suoi doveri e anche di quelli delle persone afflitte del mondo. La
vita
umana è breve e si può fare solo fino a un certo punto. Anche Gesù disse che
era
venuto principalmente per il bisogno di certe persone.

Anche se Gesù e i maestri programmano il loro tempo per aiutare i veri
devoti,
tuttavia i loro insegnamenti possono essere seguiti universalmente in tutti
i
tempi. Con questo esempio Gesù vuol dire che anche se uno non può occuparsi
di
tutte le persone sofferenti del mondo, dovrebbe però aiutare quelle persone
afflitte che capitano inequivocabilmente lungo il suo sentiero.

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