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SCHEDA ARTICOLO N. «00248»

CLASSIFICAZIONE: 1
TIPOLOGIA: ESOTERISMO
AUTORE: HELENA PETROWNA BLAVATSKY
TITOLO: LA VOCE DEL SILENZIO: PARTE TERZA
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TESTO ARTICOLO

La voce del Silenzio

- di Helena Petrowna Blavatsky -

(parte terza)

Allora soltanto potrai diventare un «Viandante del Cielo» 25), che cammina
sui venti al di sopra delle onde, senza che i suoi passi tocchino le Acque.

Prima di porre il piede sull'ultimo gradino della scala dei suoni mistici,
devi udire la voce del tuo Dio interno in sette modi *).

Il primo è come la dolce voce dell'usignolo che rivolge alla sua compagna un
canto d'addio.

Il secondo giunge come il suono di un cembalo d'argento dei Dhyàni, che
sveglia le stelle palpitanti.

II seguente è come il lamento melodioso di uno spirito dell'oceano,
imprigionato nella sua conchiglia.

E questo è seguito dal canto della Vinà 26).

Il quinto, come il suono di un flauto di canna, zufola nel tuo orecchio.

Poi si trasforma in uno squillo di tromba.

L'ultimo vibra come il sordo brontolio di una nuvola carica di tuono.

Il settimo copre tutti gli altri suoni. Essi muoiono, né più si odono.

Quando i sei 27) sono distrutti e deposti ai piedi del Maestro, allora il
Discepolo è immerso nell'UNICO 28), diventa quest'UNICO e in Esso vive.

Prima di entrare in quel sentiero, devi distruggere il tuo corpo lunare
29), purificare il tuo corpo mentale 30) e il tuo cuore.

Le pure linfe della vita eterna, chiare e cristalline, non possono
mescolarsi colle correnti fangose delle tempeste del monsone.

La goccia di rugiada celeste, che brilla ai primi raggi del mattino nel seno
del loto, quando cade a terra diventa argilla; ecco, la perla è ora una
stilla di fango.

Lotta con i tuoi pensieri impuri prima ch'essi giungano a dominarti; perché,
se da te risparmiati prendono radice e crescono, sappilo bene, questi
pensieri ti opprimeranno ed uccideranno. Sta' in guardia, o Discepolo, non
tollerare che neppure l'ombra loro ti avvicini. Poiché questa cosa di
tenebre, crescendo in grandezza e in forza, assorbirebbe l'essere tuo, prima
che tu fossi pienamente conscio della presenza del nero ed immondo mostro.

Prima che il mistico Potere 31) possa fare di te un Dio, o Lanu, devi aver
conquistato la facoltà di uccidere a volontà la tua forma lunare.

Il sé della Materia e il Sé dello Spirito non possono mai incontrarsi. Uno
dei due deve sparire; non v'è posto per entrambi.

Prima che la mente della tua Anima possa comprendere, il germe della
personalità dev'essere schiacciato, il tarlo del senso distrutto senza
possibilità di risurrezione.
Tu non potrai percorrere il Sentiero prima di esser diventato il Sentiero
stesso 32)

25) Kechara, «pellegrino» o «viandante del cielo». Come
spiega il sesto Adhvàya del Jhàneshvarì, di questo re dei trattati mistici,
il corpo del Yogi diventa come formato di vento, come «una nuvola dalla
quale siano germogliate delle membra» dopo ciò «egli [il Yogi] scorge le
cose che stanno al di là dei mari e degli astri: ode il linguaggio dei Deva
e lo comprende, e percepisce ciò che avviene nella mente della formica».
*) II Se Superiore.

26) La Vinà è uno strumento indiano a corde, simile al liuto.

27) I sei princìpi, e cioè quando la personalità inferiore
è distrutta e l'individualità interna si è immersa e perduta nel
settimo, nello spirito.

28) II discepolo è uno con Brahman, o Àtmà.

29) La forma astrale prodotta dal principio kàmico, il
Kàma-Rùpa, o corpo del desiderio.

30) Mànasa Rùpa. Il primo si riferisce al Sé astrale o
personale; il secondo all'individualità, o Ego che si rincarna. la cui
coscienza sul nostro piano, cioè il Manas inferiore deve essere paralizzata.

31) Kundalini; il potere serpentino, o fuoco mistico,
chiamato anche anulare a cagione della sua azione e del suo progresso in
forma di spirale per il corpo dell'asceta che sviluppa questo potere in sé.
E' un potere elettrico, igneo, occulto o Fohatico, la grande forza
primitiva, che si cela in tutta la materia organica e inorganica.

32) Di questo Sentiero si parla in tutte le opere mistiche.
Come Krishna dice nel [nàneshvari: «Quando questo Sentiero è scorto... sia
che si cammini verso i fiori dell'oriente, o verso le stanze dell'occidente,
senza movimento, o arciere, è il viaggio per questa via. In questo Sentiero,
da qualunque parte tu voglia andare, questa parte diventa il tuo sé». «Tu
sei il Sentiero», si dice al Guru Adepto, e da questi al discepolo dopo
l'Iniziazione. «Io son la via e il Sentiero», dice un altro Maestro

Tenda la tua Anima l'orecchio ad ogni grido di dolore, come il loto apre il
suo cuore per bere il sole mattutino.

Il sole ardente non asciughi una sola lagrima di dolore prima che tu stesso
non l'abbia tersa dall'occhio del sofferente.

Ma ogni rovente lacrima umana cada sul tuo cuore, e vi resti; né tergerla
mai, finché non sia rimosso il dolore che la produsse.

Queste lacrime, o tu dal cuore pieno di compassione, sono i rivi che
irrigano i campi della carità imperitura. Su questo suolo germoglia e
sboccia a mezzanotte il fiore di Buddha 33), più difficile a trovare, più
raro a vedere che non quello dell'albero Vogay. Esso è il seme della
liberazione dalla rinascita. Esso isola l'Arhat dalla lotta e dal
desiderio, e lo conduce attraverso i campi dell'Essere alla pace e alla
beatitudine, note soltanto nella terra del Silenzio e del Non-Essere.
Uccidi il desiderio; ma se lo uccidi, guarda che non risorga ancora di fra i
morti.

Uccidi l'amore della vita: ma se distruggi Tanhà 34), non sia per sete di
vita eterna, ma per sostituire il fuggevole con l'imperituro.

Nulla desidera. Non opporti al Karma, né alle immutabili leggi della Natura.
Ma lotta soltanto contro il personale, il transitorio, l'evanescente e il
perituro.

Aiuta la Natura, e lavora con lei; e la Natura ti considererà uno dei suoi
creatori e ti renderà obbedienza.

E aprirà dinanzi a te le porte delle sue camere segrete e scoprirà al tuo
sguardo i tesori nascosti nel più profondo del suo puro, virgineo seno.

Incontaminata dalla mano della Materia, essa mostra i suoi tesori soltanto
all'occhio dello Spirito - l'occhio che mai non si chiude, l'occhio per il
quale non ha velo nessuno dei suoi regni.

33) II grado di Adepto, la «fioritura di Bodhisattva.

34) Tanhà, la volontà di vivere, il timore della morte e
l'amore della vita, quella forza o energia che è causa della

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