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SCHEDA ARTICOLO N. «00416»

CLASSIFICAZIONE: 3
TIPOLOGIA: YOGA
AUTORE: SWAMI SIVANANDA
TITOLO: LA FEDE PUO' OPERARE MIRACOLI
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TESTO ARTICOLO

(DAGLI SCRITTI DI SWAMI SIVANANDA DI RISHIKESH, INDIA)

- UN DISCEPOLO: LA FEDE PUO' OPERARE MIRACOLI -

Un grande Guru, che viveva sulle rive di un grande fiume e che aveva molte centinaia di discepoli sparsi dovunque, una volta li convoco' tutti, dicendo
di volerli vedere prima della sua morte, che sarebbe avvenuta presto. I discepoli favoriti del grande Guru, che vivevano sempre con lui, si fecero ansiosi
e gli si tennero vicini giorno e notte, perche' pensavano che potesse rivelare loro finalmente il segreto che lo rendeva tanto grande; temendo tutti di
poter perdere una simile occasione, attendevano con attenzione il momento in cui il mistero sarebbe stato rivelato.

Anche se il Guru aveva insegnato loro molti Mantra segreti, non avevano acquisito poteri e credevano, quindi, che il Guru avesse tenuto per se' il metodo
che lo rendeva grande. A ogni ora altri discepoli arrivavano da ogni parte e cominciavano ad attendere con grande aspettativa. Fra gli altri, venne anche
un umile discepolo, il quale viveva lontano, sulla riva opposta del fiume, che era in piena ed era troppo turbolento per permettere a una barca di attraversarlo.
L'umile discepolo non poteva aspettare, perche', nel frattempo, il Guru sarebbe potuto morire, ma che poteva fare?

Sapeva che il Mantra insegnatogli dal suo Guru era onnipotente e capace di realizzare qualsiasi cosa, e la sua fede era tale che, cantando il suo Mantra
con fede e con devozione, pote' camminare sul fiume. Tutti i discepoli che assistettero all'evento rimasero sorpresi dei suoi poteri e, quando riconobbero
in quel discepolo una persona che era venuta, molto tempo prima, dal loro Guru, era rimasta per un solo giorno e se n'era andata dopo essere stata istruita
in qualcosa, tutti pensarono che il Guru avesse rivelato a lui il segreto.

In tono severo chiesero al loro Guru perche' li avesse ingannati in quel modo, anche se lo avevano sempre servito umilmente per anni e perche' avesse ceduto
quel segreto a uno straniero che era rimasto li' soltanto per un giorno, molto tempo prima. Con un sorriso il Guru li invito' alla calma, poi convoco'
alla sua presenza il discepolo umile e gli ordino' di dire agli altri discepoli cosa gli avesse insegnato molto tempo prima.

L'ansioso gruppo di ascoltatori rimase sconcertato per lo stupore quando gli senti' borbottare, con reverenziale timore, con venerazione e con devozione
il nome di "Kudu-Kudu". A quel punto il Guru disse:

"Sentite, lui ha creduto in esso e ha pensato di aver ricevuto l'indizio che portava al tutto, ed e' stato ricompensato per la sua fede, la sua concentrazione
e la sua devozione. Voi, pero', avete sempre dubitato, pensando che rimanesse ancora qualcosa da scoprire, anche se vi ho rivelato Mantra di grande potere.
Questo ha distratto la vostra concentrazione e nella vostra mente ha messo radice l'idea di un grande segreto.

Stavate pensando costantemente all'imperfezione del Mantra e questa concentrazione non intenzionale e inosservata sull'imperfezione vi ha resi imperfetti."

IL DISCEPOLO E IL TEMPIO

C'era una volta un tempio, in una piccola citta' montana, vicino a un fiume sacro. Il tempio aveva una porta chiusa molto saldamente e priva di maniglia,
che poteva essere aperta soltanto cantando il nome del Signore. A intervalli di qualche anno tutti i santoni e i sadhus venivano invitati al tempio e a
sedere e a cantare, a turno, uno dei nomi di Dio, davanti alle porte del luogo di culto: se avesse accettato le loro offerte, Dio stesso ne avrebbe aperto
i battenti.

Non lontano dalla citta' c'era una grotta in cui vivevano un cantore di Mantra molto famoso e un giovane, che condividevano la loro pratica del Mantra,
dormivano per lo stesso periodo di tempo, mangiavano insieme e meditavano insieme. La grotta era molto piccola, quindi era necessario che coordinassero
le loro attivita', in modo da non disturbarsi a vicenda e, dal momento che adoravano entrambi lo stesso aspetto di Dio, fra loro esisteva un'armonia che
era quanto di piu' perfetto puo' esservi fra due persone dedite allo spirito. Secondo la tradizione, i due si recarono al tempio e l'opportunita' di sedersi
a cantare davanti alle porte del tempio venne data prima all'uomo piu' anziano.

Questi sedette davanti ai battenti e levo' con il canto il cuore e l'anima a Dio. Dopo due settimane le porte si aprirono con un rumore violento. Giunse
quindi il turno dell'uomo piu' giovane, che sedette a sua volta davanti alle porte del tempio e prese a cantare. Passo' una settimana, ne passarono due
e poi tre. Secondo la tradizione nessuno rifiutava di sedere davanti alle porte del tempio e cantare, non importava quanto tempo questo potesse richiedere,
quindi il giovane prosegui' il canto per un mese, due mesi, poi addirittura tre mesi. All'improvviso ci fu un grande scoppio di tuono e le porte del tempio
si aprirono con una forza tale da scagliare a terra tutti i presenti per lo spostamento d'aria.

Il giovane torno' a casa, sedette sotto un albero e si mise a piangere, dicendo:

"Signore, sono cosi' lontano, cosi' tanto lontano da te che mi ci e' voluto tutto questo tempo per aprire le porte del tempio? Cosa ho fatto? Dimmelo, ti
prego."

Il Signore gli concesse allora una visione e replico':

"Accantona le tue preoccupazioni, figlio mio. Ero cosi' deliziato dal tuo canto che mi sono dimenticato di aprire la porta."!

UN VERO GURU

Queste sono le caratteristiche di un vero Guru: ha la completa conoscenza dell'Io e dei Veda, sa rimuovere i dubbi degli aspiranti, ha una visione equanime
delle cose e una mente equilibrata. E' libero da egoismo, ira, lussuria, avidita' e dall'orgoglio. Alla sua presenza una persona ottiene Santi e l'elevazione
della mente. In India, la terra sacra della filosofia Advaita, la terra che ha generato Sri Sankar, Dattatreya, Vam Dev e altri che predicavano l'unita'
della vita e della consapevolezza, e' adesso diffuso il settarismo, tanto che e' difficile contare il numero di sette che oggi vi prevalgono...

Una discordia senza speranza e la disarmonia regnano dovunque, i discepoli di un Guru lottano contro i discepoli di un altro Guru. Lord Chaitanya, Sri Guru
Nanak, Swami Dayananda erano tutti cattolici, anime elevate. Tutti i loro insegnamenti erano sublimi e universali, non hanno mai voluto stabilire sette
o culti individuali; e, se fossero vissuti adesso, si sarebbero rammaricati per le azioni dei loro seguaci... Un maestro spirituale non dovrebbe mai creare
una sua setta, in quanto fondare una setta significa creare un centro ispiratore di lotta che disturba la pace del mondo...

Un insegnante puo' fondare una scuola che diffonda ampi principi universali e dottrine che non entrano in conflitto con i principi di altri e che possono
essere universalmente accettati e seguiti da tutti. Alcuni [insegnanti spirituali]... non hanno creato un Ashram... non hanno tenuto conferenze... non
hanno avuto discepoli, e tuttavia i loro nomi sono stati trasmessi come quelli di celebri maestri. Essi hanno creato un'impressione indelebile nella mente
delle persone con la loro vita esemplare... Le vibrazioni di un'anima realizzata purificano tutto il mondo, anche se quell'anima rimane isolata in una
remota grotta sull'Himalaya...

Puo' un paziente valutare i meriti di un medico non appena entra nel suo studio? I discepoli ignoranti, che non hanno esperienza riguardo al sentiero dello
spirito, cominciano immediatamente a mettere alla prova e a esaminare il loro Guru, arrivano a conclusioni affrettate e a deduzioni basate sulle apparenze
esteriori e sul modo di vivere... Anche se si vive insieme [ad anime realizzate] non si puo' capire a fondo il loro cuore e la profondita' del loro sapere.
L'Jnana e le esperienze spirituali sono condizioni interiori. Un giovane con poco addestramento... si atteggia a Guru... le persone superficiali e ignoranti
vengono ingannate... le donne sono facilmente raggirate, vengono attratte dalla musica dolce e dalla melodia...

Questi Guru le influenzano facilmente, ne fanno i loro strumenti... le sfruttano. Aprite gli occhi... usate la ragione... state attenti ai Guru fasulli...
alcuni si creano dei discepoli per farsi servire quando diventano vecchi.

DEVOZIONE AL GURU Il Guru e' Brahma stesso... una sua parola e' una parola di Dio. Perfino la sua presenza, o compagnia, e' esaltante, ispira e incita...
Vivere insieme a lui e' educazione spirituale. Lui conosce il sentiero dello spirito, conosce le trappole e le insidie lungo la strada e avverte per tempo
gli studenti. E' lui quello che rivede i vecchi, sbagliati, perniciosi Samskara degli aspiranti, che rimuove il velo dell'Avidya, tutti i dubbi, Moha,
le paure ecc., desta la Kundalini e apre l'occhio interiore dell'intuito. Un aspirante assetato di verita', che ha profonda fede nel suo Guru e che e'
molto impaziente di assorbirne gli insegnamenti puo' bere il nettare soltanto da lui e puo' attingere dal suo Guru in proporzione all'intensita' e al grado
della fede che ha nei suoi confronti. Il Guru mette alla prova i discepoli in diversi modi.

Alcuni di essi lo fraintendono e perdono la fede in lui, con la conseguenza di non trarre beneficio dai suoi insegnamenti. Lo studente e l'insegnante dovrebbero
vivere insieme come un padre e un figlio affezionato, con estrema sincerita' e devozione; l'aspirante dovrebbe avere un atteggiamento di estrema ricettivita',
in modo da assorbire gli insegnamenti del maestro, perche' soltanto in questo caso trarra' da essi beneficio spirituale. Nelle fasi iniziali, il discepolo
si trovera' a dover affrontare molte difficolta' e dubbi lungo il suo sentiero, quindi dovra' avere qualcuno a cui potersi rivolgere per chiarire tali
perplessita'. Si dovrebbe essere attenti nella scelta del Guru e non lasciarsi trasportare dalla convinzione che qualcuno possegga un grande Mahatma...

Non si dovrebbe cambiare Guru dopo averne scelto uno... E' bene vivere con [il Guru e i suoi discepoli] o frequentarli per qualche tempo... Se il Guru esprime
un punto di vista contrario e' necessario ascoltarlo, ma non cambiare il proprio principio centrale e basilare... E' soltanto il Guru colui che puo' scoprire
i vostri difetti. La natura dell'egoismo e' tale che non sarete in grado di vedere da soli le vostre mancanze... Sul sentiero dello spirito dovrete estrarre
le vostre stesse ossa, ridurle in polvere, ricavarne olio e far ardere lo stoppino con tale olio per parecchi anni. Soltanto allora Dio apparira' davanti
a voi...

Qual' e' la natura della vostra meta? E' l'immortalita'. Non vi pare che per ottenerla sia giusto impegnarsi con fatica? Il Karma Yoga e' estremamente necessario
per l'evoluzione dell'uomo... La perfezione etica puo' essere ottenuta soltanto seguendo le istruzioni del vostro Guru e praticando il sacrificio dell'altruismo...
Per un Karma Yogin l'impegno e' adorazione... questo e' il modo per annullare orgoglio, vanita' e una falsa idea di superiorita'. L'energia e' indistruttibile.
Cio' che ho detto non sara' vano. Quando viene emesso, un suono non va mai perduto e tutti coloro che sono in sintonia con le mie vibrazioni trarranno
beneficio dal mio discorso. IL GURU E IL DISCEPOLO Dal momento che e' sotto l'influenza di un'ignoranza senza inizio, l'uomo ha bisogno dell'aiuto di un
Precettore per arrivare all'Autorealizzazione. Come non puo' vedere la propria schiena, cosi' un uomo non puo' vedere i propri errori.

Quando si vive con il proprio Guru si deve essere preparati a svolgere con disponibilita' qualsiasi lavoro venga da lui assegnato. Un aspirante che si prodiga
per il suo Guru, con grande devozione, nei servizi personali, purifica in fretta il proprio cuore, e questo e' il modo piu' sicuro e piu' facile per arrivare
all'autopurificazione. L'intensa dedizione nei confronti del proprio Guru e il fedele rispetto dei suoi insegnamenti sono le qualita' essenziali per essere
un vero discepolo... Guru bhakti attinge alla grazia del Precettore e concede in ultima istanza illuminazione e benedizione...

La grazia del Guru fluisce verso il discepolo, se questi ha un atteggiamento di effettiva ricettivita' e ha fede sincera nei confronti del suo Guru. L'ego
individuale, le idee preconcette, i pensieri meschini, i pregiudizi e gli interessi personali dovrebbero essere abbandonati, in quanto ostacoli alla messa
in pratica degli insegnamenti e delle istruzioni del Guru... E' necessario abbandonarsi completamente per ottenere la Grazia del Guru... L'amore per il
Guru dovrebbe generare amore per tutto l'universo, perche' si dovrebbe vedere lui in tutto. Il sentiero spirituale non e' come la stesura di una tesi di
laurea, e' una cosa del tutto diversa, in cui l'aiuto di un insegnante e' necessario in ogni momento. Al giorno d'oggi, i giovani aspiranti diventano autosufficienti,
arroganti e assertivi, a loro non importa di adempiere agli ordini di un Guru... Vogliono l'indipendenza fin dall'inizio. Applicano in maniera assurda
e con intelletto pervertito la Dottrina Neti-Neti.

Se non si riesce ad avere un Guru ideale, si puo' accettare anche un uomo che ha percorso per alcuni anni il sentiero della realizzazione, che e' retto
e onesto, privo di egoismo e di orgoglio, che ha un buon carattere e una buona conoscenza dei Sastra. Guardatevi dagli pseudo-Guru... [che] esibiranno
trucchi, o espedienti mirabolanti per attirare la gente... non vi lasciate ingannare dalle belle parole. Guru e discepolo dovrebbero conoscere, a fondo,
ciascuno la natura dell'altro. Lo studente dovrebbe essere in grado di esplorare le idee e i principi del suo Guru e, a sua volta, questi dovrebbe essere
in condizione di individuare i difetti e le imperfezioni dello studente. Al Guru dovrebbe essere permesso di effettuare uno studio completo della natura
interiore dell'aspirante... Il discepolo dovrebbe mettere a nudo ogni difetto e debolezza... permettere di essere messo alla prova dal suo Guru in modo
che questi abbia assoluta fiducia in lui.

GURU E INIZIAZIONE

E' meglio se si riesce a ricevere il Mantra dal proprio Guru, in quanto migliore e' l'effetto sul discepolo. Il maestro impartisce il suo Shakti insieme
al Mantra. Se non si riesce a trovare un Guru, si puo' scegliere un Mantra, a seconda dei propri gusti e delle proprie esigenze e ripeterlo quotidianamente
con il pensiero, con Shraddha e Bhava.

Anche in questo modo si persegue la purificazione e si ottiene la realizzazione di Dio. Non e' necessario che il metodo dell'iniziazione.... sia lo stesso
per ogni devoto. A seconda delle esigenze dell'aspirante il Signore predisporra' per lui una guida adatta al temperamento del Sadhak. Iniziazione, ispirazione
e conseguimento del sapere dipendono dagli sforzi personali dell'aspirante e dalla sua serieta'. La grazia del Signore discende su di lui, a tempo debito,
quando la sua lotta continua e paziente per la realizzazione non e' piu' necessaria. Alcuni, come Yogi Milarepa, devono servire duramente il loro maestro
per un lungo periodo di tempo, mentre altri ottengono immediatamente l'iniziazione.

Questo dipende dal Sadhana spirituale e dall'evoluzione del Sadhak. Lo Yogi Milarepa ha dovuto affrontare una serie di difficolta' quando era al servizio
del suo Guru, ha dovuto compiere atti sovrumani di eroismo e di coraggio prima di essere iniziato. Saggi e rishi antichi hanno sottoposto i loro discepoli
a severe prove, prima di concedere loro la propria fiducia. Intuitivamente sapevano se uno studente era adatto all'iniziazione. Ai neofiti veniva affidato
il compito di custodire le vacche, di procurare nella foresta combustibile per l'Ashram, di lavare gli abiti del Guru e di svolgere altre faccende che
possono apparire molto umili agli occhi dei moderni Sadhaka. Per Sadhaka come Sweataketu, Indra, Satyakama, e altri ancora, ognuno di questi lavori era
un atto di yoga, o di adorazione, nei confronti del Guru. Per loro nulla era umile e dedicavano tutte le loro attivita' al loro maestro, senza motivazioni
egoistiche.

Di conseguenza hanno presto conseguito il Chitta Shuddi, hanno studiato e dominato i Veda e, infine, hanno acquisito la conoscenza dell'Io Supremo. Gutama
scelse quattrocento vacche magre e deboli e chiese a Satyakama Jabala, il suo discepolo, di accudirle e di tornare da lui soltanto dopo che fossero diventate
mille. Prima di desiderare la grazia del suo maestro, l'aspirante la deve meritare. La grazia divina giunge soltanto quando il devoto ne ha un'effettiva
sete e quando e' pronto a riceverla. Se viene accostato da un aspirante che vuole percorrere il sentiero del sapere, un santone Bhakta puo' indirizzarlo
per l'iniziazione a un Guru vero e proprio... ma un santo arrivato alla perfetta realizzazione puo' concedere l'iniziazione lungo qualsiasi sentiero.

E' molto difficile conoscere il particolare yoga mediante il quale il Guru ha raggiunto la perfezione, a meno che lui stesso non lo riveli all'aspirante
per compassione. Nessun Sadhak sara' tanto coraggioso da rivolgere una simile domanda al suo Guru, per timore di essere considerato impertinente. Tranne
che nei casi di Sadhak gia' avanzati, l'iniziazione giunge dopo un periodo di lungo e paziente servizio nei confronti del precettore. Durante tale servizio
il discepolo dovrebbe entrare in stretto contatto con il Guru e cercare di assorbire tutte le sue buone qualita'.

Se nella sua natura e' accentuata la tendenza a trovare difetti negli altri, il discepolo non riuscira' a imparare nulla dal precettore e il suo progresso
spirituale arrivera' a un punto morto. In assenza di un Sad-Guru arrivato alla realizzazione, gli aspiranti anziani che hanno percorso per lungo tempo
il sentiero spirituale, che sono al di sopra dei desideri deteriori, che hanno servito a lungo i loro precettori e che sono Sannyasin, possono anch'essi
aiutare un neofita... Se non e' in grado di trovare un simile aspirante avanzato, un neofita puo' seguire gli insegnamenti contenuti nei libri scritti
da santoni arrivati alla realizzazione... tenendo con se' una foto di un Guru realizzato e adorandola con fede e devozione.

A poco a poco il neofita ne trarra' ispirazione. Il Guru potrebbe addirittura apparire in sogno all'iniziato e dargli ispirazione al momento opportuno.
Il discepolo diventa come il Guru, dopo aver seguito per qualche tempo le sue istruzioni... Un vero discepolo e' colui che segue le istruzioni del Guru
nella lettera e nello spirito, che diffonde fino alla fine della sua vita gli insegnamenti del Guru fra anime meno evolute lungo il sentiero.

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