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SCHEDA ARTICOLO N. «00428»

CLASSIFICAZIONE: 5
TIPOLOGIA: AFFINE
AUTORE: FABIO GABRIELLI
TITOLO: LA FRANCHEZZA...
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TESTO ARTICOLO

(La franchezza>

(di Fabio Gabrielli)

Per recuperare un autentico rapporto con l'altro, occorre interrompere la
perversa dialettica della menzogna e del malinteso che sovènte caratterizza
il nostro agire comune, e recuperare la franchezza come farmaco che
guarisce.

"La franchezza vera, propria dell'amico, agisce sugli errori, causando un
dolore che però salva e guarisce, come il miele che brucia e disinfetta le
ferite, utile e dolce per il resto...

L'adulatore, invece, in primo luogo si dimostra aspro, violento e
inesorabile nei rapporti con gli altri... e in secondo luogo finge di
ignorare e di non riconoscere gli errori autentici e gravi, mentre attacca
prontamente le mancanze esteriori e di poco conto, scagliandosi contro di
esse con estrema violenza: se vede merci sparse qua e là senza ordine,
oppure uno che abita in una casa troppo modesta, o un altro che non si cura
come dovrebbe dei capelli, dell'abbigliamento, del cane o del cavallo; ma il
non curarsi dei genitori e dei figli, l'insultare la moglie, il disprezzare
i familiari, lo sperperare il patrimonio non contano nulla per lui.

Anzi, in questi casi se ne sta zitto, senza il coraggio di intervenire nella
discussione, come un allenatore che permettesse al suo atleta di ubriacarsi
e darsi alla pazza gioia, diventando invece inflessibile quando si tratta
della spugna e dell'ampolla dell'olio, o come un maestro che rimproverasse
l'allievo per la tavoletta e lo stilo e non rilevasse, ascoltandolo parlare,
gli errori di grammatica e di pronuncia... Come se si tagliassero con un
bisturi da chirurgo i capelli e le unghie di un uomo che soffre di tumori e
di ascessi, così gli adulatori applicano la franchezza a quelle parti
dell'anima che non soffrono né provano dolore".(Plutarco, 'Della vera
amicizia')

Per recuperare un autentico rapporto con l'altro, occorre interrompere la
perversa dialettica della menzogna e del malinteso, che sovènte caratterizza
il nostro agire comune, e recuperare, come ricorda Plutarco, la franchezza
come potente farmaco che guarisce.

L'autenticità del dialogo, la genuinità della parola e dell'ascolto trovano
proprio nella franchezza un continuo e fecondo alimento per una relazione
nella quale il tu sia sempre un fine e mai un mezzo per l'io, ove l'altro,
insomma, sia considerato in tutta la sua portata etica ed esistenziale.

La franchezza è davvero l'antidoto alla menzogna e al malinteso, poiché si
configura come calda, vissuta intransigenza morale.

Un punto, questo, affrontato dal filosofo Vladmir Jankélévitch, che, come
pochi, ha saputo dare dignità concettuale a talune modalità di vivere la
quotidianità: dalla gaffe, al pudore, all'humour e, appunto, alla menzogna e
al malinteso; si tratta di una sorta di "fenomenologia del quotidiano", cioè
di un'attenta, meditata descrizione del nostro modo di abitare il mondo, di
vivere il rapporto quotidiano, talvolta genuino, talvolta distorto, con gli
altri.

Ecco cosa dice il Nostro filosofo: "La possibilità della menzogna è data con
la coscienza stessa, di cui misura insieme la grandezza e la bassezza. E
come la libertà è libera soltanto perché può scegliere il bene o il male,
così la dialettica della menzogna si dispiega internamente in questo abuso
di un potere tipico delle coscienze adulte".

Insomma, la menzogna è sempre legata ad un preciso atto di volontà: "Non si
mente mai senza volerlo".

In questo contesto, il mentitore si delinea come un uomo in costante fuga
interiore, un uomo di superficie, in perenne tensione e solitudine, poiché
solo lui, fino a quando non è smascherato, sa che sta mentendo, che sta
indossando in modo premeditato una maschera.

Per quanto riguarda, invece, il malinteso: " [...] È approssimazione. E per
sventare l'approssimazione non c'è niente di più efficace di una buona
intransigenza e di quel rigore nominalista che si dimostra spietato nei
confronti di tutto ciò che non è la cosa confessabile, precisa, esplicita.
Agisci in modo tale che i tuoi accomodamenti possano essere pensati come
resi pubblici senza scandalo, ossia in modo da poterli professare senza
arrossire: questa è la massima cardinale della franchezza".

Occorre, allora, ritrovare la parola "inopportuna", che smaschera "senza
arrossire", indifferente alle nostre opportunità, ai nostri vantaggi,
finalizzata unicamente alla semplicità del cuore, all'innocenza
dell'intenzione.

È la parola "inopportuna" che squassa tutto ciò che è falso, convenzionale,
opportuno, per ridarci la verginità interiore e la franchezza nei rapporti
interpersonali.

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