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SCHEDA ARTICOLO N. «00479»

CLASSIFICAZIONE: 4
TIPOLOGIA: CONGENERE
AUTORE: GUIDO DA TODI
TITOLO: IL LIBRO DEI MUTAMENTI: I KING
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TESTO ARTICOLO

IL LIBRO DEI MUTAMENTI: I KING

(La pietra angolare della filosofia cinese)

di Guido Da Todi

-Appare un attimo di instabilità mentale in coloro che percorrono il
sentiero, quando essi giungono a
contatto con certe affermazioni spirituali, lette e studiate nei
testi-guida storici dell’uomo, quali:

"Tutto è fugace! Tutto è in movimento perenne. Nulla può fissarsi a
lungo nel tempo e nello spazio.
Di conseguenza, non affezionarti alle tue esperienze esistenziali:
esse non sono fini a sé stesse…"
Noi riteniamo che sia necessario un chiarimento a proposito.

Per iniziare, quindi, affrontiamo i concetti basilari di quello che
rappresenta uno dei Monumenti al
Pensiero umano: il Libro dei Mutamenti.

Esistono due Scuole di pensiero, in riferimento al Testo. Alcuni, pur
riconoscendone la vetusta
antichità di circa 5.000 anni, affermano che i concetti che sono
contenuti in esso vennero, mano a
mano, a stratificarsi, lungo i secoli, grazie all’intervento di
pensatori diversi. Altri si attengono alla
tradizione cinese, che sostiene l’esistenza di un leggendario
imperatore celeste, Fu-Hi, compagno di
Ni-Kua, la Madre Santa dei Cieli, il quale regnò tra gli uomini appena
essi si sparsero sulla terra.
55

Egli formò con la Madre Santa la prima coppia primordiale della
mitologia cinese. Fu-Hi ricavò il
metodo dei trigrammi, cinquemila anni fa e la relativa divinazione con
i gambi di achillea.
Sotto la dinastia degli Hia (verso il 2.000 a.C.) e sotto quella dei
Chang (1.750-1.150 a. C) i
trigrammi vennero uniti due a due, per ottenere sistemi più complessi
e, forse, furono, proprio
allora, associati per formare le sessantaquattro combinazioni possibili.

La tradizione riconosce al re Wen, appartenente alla dinastia del
Tcheu, il collegamento di questi
sessantaquattro segni così come sono giunti a noi. Egli avrebbe
realizzato ciò nel 1092-1090 a. C.,
quando era prigioniero del tiranno Chu-Hsin; e sarebbe anche l’autore
dei brevi "giudizi" che
accompagnano ogni esagramma.

Il testo relativo al significato divinatorio dei tratti viene
attribuito a suo figlio, il duca di Tcheu.
Confucio, infine, dopo avere esercitato numerose funzioni
nell’amministrazione di parecchi stati e
dopo avere molto viaggiato, passò il resto della sua vita, circondato
da discepoli, insegnando la sua
dottrina e studiando I King, a cui aggiunse i suoi "Commentari".

Questa, la necessaria sintesi storica che riguarda la nascita e lo
sviluppo del Libro dei Mutamenti.
Ma parliamo della fondamentale importanza dei suoi concetti base; e
descriviamoli.

La prima distinzione che occorre fare è che il Pensiero Cinese
riconosce una sola realtà, composta
da una serie variegata di aspetti; ognuno dei quali ha il medesimo
ritmo ed il medesimo tono di
valore cosmico, sia che si manifesti come pensiero, energia, materia,
situazione, uomo, o altro.
Ciò indica il prevalere, in questa filosofia, di un eterno presente,
ove l’azione ed il risultato siano, in
un certo senso, due aspetti implicitamente connessi di una medesima
espressione..

Comprendere la natura di codesto ragionamento permette di eliminare le
illusioni del passato e del
presente; e mostra il ferreo, matematico legame di ogni causa ad un
relativo, implicito suo
concatenamento.

In effetti, la Cina indica, in tal modo, la padronanza filosofica del
concetto di monismo, tanto
dibattuto nei tempi odierni.

Immaginiamoci, quindi, una ruota in veloce movimento. Il mozzo della
stessa sarà praticamente
immobile; i raggi, quasi invisibili per la velocità impressa dal
centro. Ecco la visualizzazione che la
filosofia cinese ha dell’esistenza.

Il mozzo rappresenta la causa innata della vita manifesta;
l’increazione; il caos primigenio;
l’origine; l’eterno presente, privo di confini. Il Pre-Cielo

I raggi sono, invece, il mondo della manifestazione provocata; gli
effetti di ogni spinta all’azione; la
molteplicità evidente del tempo e dello spazio. Il Post-Cielo.

Tutto è in continuo movimento. Ma, mentre la natura del Post-Cielo
rappresenta, in qualche modo
sottile, una sovrapposizione costante, e sempre cangiante al
Pre-Cielo, quest’ultimo permane la
matrice incausata di tutto.

In natura, nessuno ha provocato l’esistere dei novanta elementi che
compongono ogni cosa tangibile
e visibile. I nuclei e gli elettroni degli atomi si aggregano e, a
seconda del rapporto numerico che
esiste tra di essi, producono uno degli elementi.

Così, nel caos primigenio esiste un ritmo rituale innato che, secondo
il Pensiero Cinese, predispone
la musicalità espressiva e manifesta della vita. Questo mozzo della
ruota esistenziale, nel suo
aspetto di Pre-Cielo, produce un movimento costante, scandito da un
ritmo eterno ed immutabile, da
cui si frammenta una predisposizione di elementi matematici e cosmici,
che costituiscono
l’intelaiatura della molteplicità universale, rappresentata dai raggi
della ruota stessa.

A differenza, quindi, del buon senso comune occidentale, il Libro dei
Mutamenti vede nel caos
primigenio l’ unico ordinamento armonico delle cose; mentre, nel
successivo ordine costituito del
manifesto riconosce un’instabilità essenziale.

La "fugacità delle cose" , di conseguenza, riflette – secondo I King –
l’aspetto non permanente della
natura; quello che nasce e muore, che ha un’origine ed una fine. Non
sicuramente l’archetipo delle
armoniche innate interiori, che fa parte dell’essenza assoluta delle cose.

Esiste, quindi, il Tao (il "mozzo della ruota"). Di Esso viene detto:

"Chi parla (del Tao) non (lo) conosce e colui che (lo) conosce non (ne) parla"
"Il Tao (via) che può venire espresso in parole non è il vero Tao"

Un’altra illusione è, perciò, il continuo tentativo di confrontare la
nostra natura divina (Tao) con
quella relativa. Sarebbe come se conoscessimo (o potessimo, in futuro,
conoscere) il Tao medesimo.
Vivere pienamente il dharma (dovere dell’immanente) è quanto provoca
la gioia eterna e lo
sviluppo della vera musicalità di ogni possibile perfezione formale.

La mutazione (i raggi della ruota) è la prima espressione del Tao.
Ogni singola cosa, o sta per
entrare nell’esistenza, nello sviluppo, nella decadenza, o sta per uscirne.

La divinazione dei I King – come si comprenderà meglio tra poco – non
è, quindi, magia, ma il
calcolo della tendenza generale delle cose e del loro evento.

La mutazione (il movimento eterno) sorge dall’interazione degli
aspetti complementari di T’ai Chi:
Yang e Yinn. Yang: cielo, attivo, positivo, mascolino, fermo, solido,
forte, chiaro, ecc.. Yinn: terra,
passiva, negativa, femminile, debole, scura, ecc..

Parallelamente a T’ai Chi, il centro delle cose, vi è un principio non
infinito e quindi senza centro: il
Tao, la strada.

Ed ecco il momento di paragonare la scala dei nostri 90 elementi
innati in natura a quelli che si
manifestano dal caos primigenio, e sui quali è basato tutto il sistema
del calcolo generale delle cose
e degli eventi che deriva dai I King.

Dall’Uno (intraducibile in essenza, ma esistente numericamente) emana
il Due (la polarità eterna
delle cose): il primo trigramma.

I trigrammi sono otto: questo è il numero massimo che può essere
formato con due soli tipi di linea
(Yinn e Yang).

Il raddoppio dei trigrammi, con i rapporti tra di essi, tra le linee,
tra le posizioni delle linee; con
l’analisi dei cosiddetti trigrammi nucleari porta al dispiego di un
risultato geometrico e matematico
in cui sono compresi tutti i possibili intrecci e tutte le situazioni
di base dell’espressione vitale.

Ogni cosa esiste nell’eterno presente. Ogni sviluppo è celato in un
"gomitolo" potenziale, non certo
futuro, ma ancora estraneo alla coscienza dell’ente che agisce. Ed
ogni aspetto del tutto, per quanto
minimo possa apparire, fa parte –come dicemmo all’inizio dell’articolo
– della rete di vita (uno dei
significati dei termini di I King).

Qualsiasi atto, per quanto apparentemente casuale e banale, da una
parte si immerge in una natura
solare ed assoluta (il mozzo della ruota) dell’essere; dall’altra si
sincronizza con le leggi e regole
della rete di vita di cui fa parte, proponendosi come il rivelatore di
un più ampio aspetto di sé stesso.
Il famoso psicanalista C.G. Jung (che scrisse la prefazione al testo
dei I King di Wilhelm) affermò,
in proposito che "..Qualsiasi cosa accada in un dato momento è legata
all’intera situazione
universale prevalente in quel momento stesso". E chiamò tale
principio: sincronicità.

Non nascondiamo ai lettori (come è esplicitamente affermato da molti
illuminati studiosi) che il
metodo delle monetine, o quello degli steli di millefoglie, adoperati
nel calcolo delle previsioni, è
semplicemente uno stabile binario utile a ricavare una lista di linee
spezzate, o intere, che
comporranno l’esagramma finale della consultazione. Non esiste
alcunché di magico in tutto ciò.
Tuttavia, con ciò verrà creata un’azione che inserirà l’attore, in
piena consapevolezza, nell’analisi
cosciente della sua rete di vita universale, cogliendone un attimo preciso.

Sarà grazie all’aiuto del Libro dei Mutamenti che il consultante potrà
risalire ai significati viventi
della risposta, chiarendo a sé medesimo in quale punto esatto di
sincronia con un’azione positiva o
negativa egli si trovi.

La natura stessa del meccanismo cosmico, che è movimento costante ed
assoluto, permette, inoltre,
ai I King di indicare quali vie si mostrino a colui che è prigioniero
di una situazione errata e
problematica.

Il Libro dei Mutamenti appartiene al ristretto numero dei testi sacri
planetari che contengono "in
nuce" l’intera verità delle cose. Si dice che Confucio avesse consunto
i legacci di cuoio che ne
proteggevano la copia, a forza di aprirlo e richiuderlo, per i suoi
studi. Egli affermò che se avesse
potuto aggiungere 50 anni alla sua vita, li avrebbe dedicati
esclusivamente all’approfondimento
dell’Illuminato volume.

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