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SCHEDA ARTICOLO N. «00554»

CLASSIFICAZIONE: 3
TIPOLOGIA: YOGA
AUTORE: PARAMAHANSA YOGANANDA
TITOLO: MIA INDIA. IL TESTO CHE YOGANANDA CANTAVA MENTRE ENTRAVA NEL MAHASAMADHI
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TESTO ARTICOLO

Mia India>: il poema che Yoganandaji cantava, mentre entrava nel mahasamadhi

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(di Paramahansa Yogananda)

Non dove alita il profumo della gioia,
non nel paese ove tenebre e timori non hanno accesso,
non nelle dimore degli eterni sorrisi,
nè in un paradiso di prosperità io vorrei nascere,
dovendo rivestire un altro abito umano.
Mille carestie stiano in agguato per dilaniare la mia carne,
eppure io amerei tornare ancora nella mia India.

Milioni di ladri e malattie,
potran cercare di sottrarmi la effimera salute della carne,
e dalle nubi del fato potran piovere scottanti gocce del dolore,
eppure amerei ancora in India ritornare.

E' questo mio amore un sentimento cieco,
che sfugge alle vie della ragione.

Ah no! Io amo l'india,
perché e' la che imparai ad amare Iddio e tutte le cose belle.
Alcuni insegnano ad afferrare l'effimera goccia di rugiada,
vita che scivola giù lungo la foglia del loto tempo.

Altri costruisco irriducibili speranze
intorno a questa effimera dorata bolla del loro corpo.
Ma l'India mi insegnò ad amare l'anima dall'immortale bellezza
nella rugiada o bolla e non la loro fragile forma.

I suoi saggi m'appresero a trovare
il Se' sepolto sotto ceneri ammucchiate di incarnazioni e di ignoranza,
attraversando molte lande di potere abbondanza e sapere,
la mia anima paludata da orientale a occidentale viaggiò a lungo,
e lontano alla ricerca del Se per trovare in India al fin se stessa.

Fuochi mortali potranno ardere le sue case e
tutte e le risaie d'oro, ma per riposare sulle sue ceneri
e sognare l'immortalità'... O India io sarò la!

Le armi della scienza e della materia
hanno cannoneggiato le sue rive,
ma essa e' invitta poiché eternamente libera e' l'anima sua;
i suoi santi guerrieri sono in via per sgominare
quei raggi della realizzazione, i banditi di nome odio,
pregiudizio ed egoismo nazionale,
e per bruciare le pareti oscure delle separazioni
che dividono fra loro, i figli dell'Uno, Unico Padre.

Fratelli d'occidente han conquistato
con il potere della materia il mio paese;
suonate, suonate forte le conchiglie,
l'India ora invade d'amore le loro anime per conquistarle tutte.

Più del Paradiso, o dell'Arcadia,
io ti amo, O mia Madre India!

E il tuo amore io darò ad ogni nazione sorella ora vivente.

Iddio fece la terra, l'uomo le sue frontiere
e i limiti di pensiero condensato;
ma, nel mio nuovo amore, io vedo
le frontiere dell'India mia allargarsi al mondo intero.

Salve, O Madre di legioni, loti, bellezze e saggi,
le larghe porte tue son spalancate ad accogliere
i veri figli di Dio in tutti i tempi, dove il Gange, i boschi,
le grotte Himalaiane e gli uomini,
sognano Iddio, io fui consacrato:
il mio corpo toccò quel suolo!

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