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SCHEDA ARTICOLO N. «01173»

CLASSIFICAZIONE: 4
TIPOLOGIA: CONGENERE
AUTORE: FONTE: BRAHMA KUMARIS WORLD SPIRITUAL UNIVERSITY
TITOLO: L'UNICO VERO NEMICO
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TESTO ARTICOLO



(Brahma Kumaris World Spiritual University)

C'è un solo nemico nella vita, è il nostro vecchio amico ego!

Può essere stimolante vedere e capire come l'ego si forma, come noi lo
sosteniamo e l'effetto preciso che ha su tutto ciò che pensiamo, sentiamo e
facciamo.

Molte scuole di psicologia insegnano ancora che l'ego è un elemento
trainante nella nostra vita. Dal punto di vista spirituale è sempre la causa
di tutte le separazioni, i conflitti (interni ed esterni) e perciò di tutte
le sofferenze.

L'errore che permette all'ego di formarsi è quello di credere che noi siamo
la mente. La mente è uno strumento dell'anima, il sé, per creare pensieri
sotto forma di idee, concetti, ecc. E' come una tela su cui creiamo molte
forme di pensiero. Ma è facile cadere in errore quando si perde il senso del
sé identificandosi in ciò che si crea.

Per esempio, è naturale che ogni tanto ci ricordiamo della nostra auto e
quindi portiamo l'immagine dell'auto nella nostra coscienza e la mettiamo
sullo schermo della nostra mente. Ma se perdiamo il nostro 'senso del sé'
nell'immagine dell'auto, quando qualcuno la danneggia è come se danneggiasse
noi; tu mi graffi l'auto e io provo dolore, come se tu graffiassi me. In
quel momento penso di essere un'auto. Ho perso il senso di me nell'immagine
dell'auto nella mia mente. Ecco perché l'ego si può definire come "un
attaccamento all'immagine errata di me stesso o di ciò che credo di essere".

L'ego è attaccamento e qualsiasi cosa a cui ci attacchiamo diventa la base
della nostra identità, da pochi secondi a una vita intera. Tutti impariamo a
creare questo genere di identificazioni sbagliate, centinaia di volte al
giorno, dal momento che ci attacchiamo alle immagini mentali di cose esterne
come i nostri averi, la posizione e altre persone. Ci attacchiamo anche a
cose interne, sia coscientemente che in maniera subconscia, come i ricordi e
le credenze.

L'abitudine all'errore di identità è l'origine di tutta la sofferenza che, a
livello emotivo viene 'percepito' come tristezza, rabbia e paura. Queste
emozioni, poi, danno forma ai nostri pensieri e comportamenti. Può accadere
nello spazio di mezzo secondo, ma prosciuga la nostra energia e nel tempo
influenza anche la nostra salute fisica. La consapevolezza di sé diventa un
esercizio vitale e costante. Ogni giorno ci attaccheremo a qualcosa o a
qualcuno creandoci sofferenza emotiva, ma, nel momento in cui diventiamo
consapevoli di ciò che stiamo facendo ci apriamo a nuove scelte.

Ecco perché il distacco diventa importante. Distacco non vuol dire perdere
qualcosa, o provare disinteresse. Non significa smettere di interagire con
gli altri. Distacco significa solo smettere di perdere il senso di sé, la
propria identità, nell'immagine di qualcosa che è altro da sé.
Paradossalmente, la pratica del distacco ti permette di rapportarsi agli
altri e al mondo con maggiore chiarezza e comprensione.

--

Domanda - Che tipo di attaccamento tende a causare conflitti tra colleghi di
lavoro, tra i membri della famiglia, tra le nazioni, tra le società e tra
religioni?

Riflessione - Tutti i tuoi attaccamenti hanno origine nella mente.

Azioni - Tra tutte le cose a cui ti sei attaccato, osserva interiormente e
vedi: qual è la più facile da lasciar andare, quale la più difficile e quale
la più sottile da cogliere?

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