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SCHEDA ARTICOLO N. «01226»

CLASSIFICAZIONE: 3
TIPOLOGIA: YOGA
AUTORE: PARAMAHANSA YOGANANDA
TITOLO: RAMA RISUSCITA DA MORTE: DI YOGANANDA
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TESTO ARTICOLO

RAMA RISUSCITA DA MORTE:

> (da "Autobiografia di uno Yoghi" - cap. XXXII - pag. 272)
>
> (omissis..)

> Sri Yukteswar continuo' a leggere la meravigliosa storia della
> resurrezione
> di Lazzaro. Dopo aver terminato, il Maestro piombo' in un profondo
> silenzio,
> con il sacro libro aperto sulle ginocchia.
>
> "Anch'io ho avuto il privilegio di assistere ad un simile miracolo" -
> disse
> alla fine il Guru in tono solenne." Lahiri Mahasaya risuscito' da morte
> uno
> dei miei amici".
>
> I ragazzi che mi stavano accanto sorridevano, interessatissimi. In me vi
> era
> ancora tanto spirito infantile da farmi godere, non solo della filosofia,
> ma
> di qualsiasi storia che potevo indurre Sri Yukteswar a narrare sulle
> mirabili esperienze da lui avute con il suo Guru.
>
> " Il mio amico Rama ed io eravamo inseparabili", comincio' il Maestro."
> Egli
> era timido e schivo, percio' preferiva visitare il nostro Guru Lahiri
> Mahasaya solo durante le ore dalla mezzanotte all'alba, quando la folla
> dei
> discepoli che lo visitavano durante il giorno era assente. Come intimo
> amico
> di Rama, raccoglievo le confidenze riguardo a profonde sue esperienze
> spirituali. La sua ideale amicizia era per me elemento d'ispirazione". Il
> viso del mio Guru si addolci' nei ricordi.
>
> "Rama fu improvvisamente sottoposto a una dura prova: fu colpito dal
> colera
> asiatico. Poiche' il Maestro mai si opponeva a che fosse chiamato un
> medico
> in casi gravi, furono convocati due specialisti. Mentre essi si
> affannavano
> a curare il poveretto, io pregavo ardentemente Lahiri Mahasaya per
> ottenere
> il suo aiuto. Corsi a casa sua e fra i singhiozzi gli raccontai tutto.
>
> "- I dottori curano Rama. Egli guarira', - disse il mio Guru, sorridendo
> giovialmente.
>
> "Ritornai accanto al letto del mio amico col cuore leggero, ma lo trovai
> moribondo.
>
> " Non puo' durare piu' di un'ora o due - mi disse uno dei medici con gesto
> di sconforto. Corsi di nuovo da Lahiri Mahasaya.
>
> " I dottori sono uomini coscienziosi. Sono certo che guarira'. - E il
> Maestro mi congedo' allegramente.
>
> " A casa di Rama trovai che i due medici se n'erano andati. Uno di essi mi
> aveva lasciato questo breve messaggio scritto:" Abbiamo fatto del nostro
> meglio, ma il caso e' disperato".
>
> " Il mio amico offriva veramente il quadro d'un uomo che muore. Non
> comprendevo come le parole di Lahiri Mahasaya potessero non avverarsi,
> eppure la vista di Rama che rapidamente si avvicinava alla fine continuava
> a
> suscitare in me questo pensiero:" Ormai, tutto e' finito".
>
> Dibattuto cosi' fra alterne tempeste di fede e di dubbio angoscioso,
> assistetti il mio amico meglio che potevo. Egli si sollevo' e grido':
>
> " Yukteswar, corri dal Maestro e digli che me ne sono andato. Chiedigli di
> benedire il mio corpo prima degli ultimi riti. - Con queste parole Rama
> esalo' un profondo respiro e rese l'anima a Dio.
> "Piansi per un'ora accanto alla cara spoglia. Aveva sempre amato la quiete
> e
> ora aveva raggiunto la pace assoluta della morte. Un altro discepolo
> entro',
> gli chiesi di rimanere finche' io non fossi tornato. Mezzo intontito, mi
> trascinai dal mio Guru.
>
> "Come sta Rama adesso? - Il viso di Lahiri Mahasaya era tutto un sorriso.
>
> "Maestro, ben presto vedrete come sta, - esclamai tutto agitato. - Fra
> qualche ora vedrete il suo corpo prima che sia trasportato alla
> cremazione.
>
> "Non ressi piu' e scoppiai in lagrime.
>
> "- Yukteswar, controllati. Siedi in tutta calma e medita."
>
> " Il mio Guru si ritiro' nel samadhi. Quel pomeriggio e quella notte
> passarono in silenzio ininterrotto. Lottavo invano per ritrovare la mia
> tranquillita' interiore.
>
> " All'alba Lahiri Mahasaya mi fisso' con uno sguardo consolante.
>
> " Mi avvedo che sei ancora turbato. Perche' ieri non mi hai spiegato che
> desideravi ch'io dessi a Rama un aiuto tangibile, sotto forma di
> medicina?"
>
> "" E il Maestro indico' una lampada a forma di coppa che conteneva puro
> olio
> di ricino:
>
> " Riempi una bottiglietta con l'olio della lampada e mettine sette gocce
> nella bocca di Rama."
>
> " Maestro, - protestai, - e' morto ieri a mezzogiorno. A che cosa può
> servire quest'olio?"
>
> " Non preoccuparti. Fai quello che ti dico."
>
> " L'allegria del mio Guru era per me incomprensibile. Soffrivo ancora l'
> insostenibile angoscia della separazione. Prendendo con me un po' d'olio,
> tornai alla casa di Rama.
>
> " Trovai il corpo del mio amico irrigidito nella morte. Non facendo caso
> alla sua spaventosa condizione, gli aprii le labbra con l'indice destro, e
> con la mano sinistra e l'aiuto del tappo riuscii a far cadere l'olio a
> goccia a goccia tra i suoi denti serrati. Quando la settima goccia tocco'
> le
> sue gelide labbra, Rama fu scosso da un brivido violento, i suoi muscoli
> vibrarono dalla testa ai piedi, mentre, stupito, si alzava a sedere sul
> letto.
>
> " Ho visto Lahiri Mahasaya in un fulgore di luce, - mi disse. - Brillava
> come il sole. " Alzati. Abbandona il tuo sonno", mi comando'. Vieni con
> Yukteswar a vedermi".
>
> Quasi non potevo credere ai miei occhi quando Rama si vesti', e dopo
> quella
> malattia fatale trovo' la forza sufficiente per camminare fino alla casa
> del
> nostro Guru. La' si getto' ai piedi di Lahiri Mahasaya, versando lagrime
> di
> gratitudine.
>
> " Il maestro impazziva d'ilarità; i suoi occhi scintillavano
> maliziosamente.
>
> " Yukteswar - disse - certamente d'ora in poi non mancherai di portare con
> te una bottiglietta d'olio di ricino. Dovunque vedrai un cadavere darai l'
> olio. E che! Sette gocce d'olio devono ben distruggere il potere di Yama
> (nota: Dio della Morte)."
>
> " - Guruji, vi prendete gioco di me! Non comprendo! Per piacere,
> chiaritemi
> la natura del mio errore."
>
> " Ti dissi due volte che Rama sarebbe guarito; eppure, non mi hai creduto.
> Non intendevo dire che i dottori lo avrebbero potuto risanare; dissi solo
> che lo assistevano. Non vi era nessun rapporto causale fra le mie due
> dichiarazioni. Non volevo intralciare i dottori; anch'essi hanno il
> diritto
> di vivere."
>
> E con una nota che vibrava di gioia il mio Guru aggiunse:
>
> " Ricordati sempre che l'inesauribile Paramatman puo' guarire chiunque,
> con
> o senza dottori."
>
> " Vedo il mio errore - riconobbi, pieno di rimorsi. - So adesso che la
> vostra semplice parola impegna il cosmo intero."
>
> Quando Sri Yukteswar termino' questa storia straordinaria, uno dei ragazzi
> di Ranchi oso' fare una domanda che, da parte di un bambino, era
> doppiamente
> comprensibile:
>
> " Maestro, perche' mai il vostro Guru fece uso dell'olio di ricino?"
>
> " Ragazzo mio, l'olio non aveva altro significato che quello di darmi,
> come
> desideravo, un mezzo materiale, e Lahiri Mahasaya scelse l'olio che gli
> era
> vicino, come simbolo per risvegliare in me una fede piu' forte. Il Maestro
> permise a Rama di morire perche' io avevo parzialmente dubitato. Ma il mio
> Guru divino sapeva che, avendo detto che il suo discepolo sarebbe guarito,
> cio' sarebbe avvenuto anche se avesse dovuto guarire Rama dalla morte; un
> male, questo, di solito, definitivo!"

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