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SCHEDA ARTICOLO N. «01311»

CLASSIFICAZIONE: 3
TIPOLOGIA: YOGA
AUTORE: PARAMAHANSA YOGANANDA
TITOLO: LA STORIA DELLA CREAZIONE: QUINTA PARTE E FINE
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TESTO ARTICOLO

LA STORIA DELLA CREAZIONE

(Quinta parte e fine)

- di Parahamansa Yogananda -

ADAMO ED EVA

L'uomo e la donna furono creati ad immagine di Dio. Lo Spirito
individualizzato, cioè l'anima, manteneva i corpi dell'uomo e della donna
originali. Uomo e donna sono le nature di Dio, la ragione e il sentimento
espressi in due corpi diversi.Lo Spirito è Conoscenza più Sentimento. Quando
Egli si scisse in Dio e Natura, uomo e donna, Egli vide che le due
espressioni manifestavano le stesse qualità; perciò formò un piano
intelligente: nell'uomo fece predominare la ragione e mantenne nascosto il
sentimento; nella donna diede la supremazia al sentimento e rese la ragione
meno manifesta.

La ragione ci rivela il tipo del fiore, il colore , la forma e così via; ma
il sentimento esprime l'amore per il fiore. Vedete? Dio è Saggezza e gode
della Sua Saggezza. Dio è sentimento e raziocinio insieme, maschio e femmina
in uno. La donna esprime soprattutto il sentimento nel suo comportamento,
nel suo aspetto e nei suoi interessi, mentre l'uomo esprime in valenza il
suo raziocinio. D'altro canto mentre l'uomo è il polo positivo e la donna il
polo negativo, in confronto a Dio siamo tutti negativi e Dio è l'unica Forza
positiva.

Noi pssiamo equilibrare le tendenze positive e negative in noi mediante il
contatto con Dio. Tale equilibrio può venirci soltanto da Dio.

Dio creò i due sessi mediante la divisione della monade e le relative
differenze delle due suddette qualità e del sesso mantennero l'uomo e la
donna separati e diversi; ma Dio diede loro il potere di comunicare con Lui
malgrado questa coscienza differenziata. Egli li pose in Paradiso. Nel piano
originale della creazione l'uomo e la donna , compagni ideali nell''anima,
dovevano vivere una vita celestiale mantenendo la propria mente fissa nella
regione della Volontà Beata, nella fronte.

Il matrimonio spirituale consisteva nell'unione della donna ( sentimento)
con l'uomo creato da Dio ( ossia la forza mascolina della conoscenza ), che
li avrebbe resi uniti in Dio.

GENESI 2/8. " Il Signore piantò un giardino in Eden, dall'Oriente e pose
quivi l'uomo che aveva formato. " L'Oriente" si riferisce al punto fra le
sopracciglia dove si rivela il sole dell'occhio spirituale. In origine
l'uomo permaneva dimorante in quel centro, che è "l'Oriente" ( ossia il lato
anteriore dell'uomo). L'"Albero della vita" nel mezzo del giardino si
riferisce al sistema nervoso, simile alle ramificazioni d'un albero,
attraverso il quale la linfa vitale fluisce in modo che i fiori dei sensi e
dei pensieri possono sbocciare per essere raccolti.

Un essere umano è un albero rovesciato; i capelli ed i nervi del capo sono
le radici, il midollo spinale è il tronco, ed i nervi afferenti ed efferenti
che si ripartono in ramificazioni da esso sono i rami.

GENESI 2/18. " E il Signore Dio disse:- Non è bene che l'uomo sia solo. Io
gli darò un aiuto convenevole. " Il primo periodo significa che non era
conforme ai piani di Dio che l'uomo fosse solo. " Aiuto" significa
completamento dell'anima, ossia l'altra metà dell'uomo, che lo avrebbe
aiutato a liberarsi dallo stato di esistenza umana per ascendere a quella
divina. Un matrimonio ideale porta verso la liberazione.

GENESI 2/21.3 . " E il Signore Iddio fece cadere Adamo in un sonno profondo,
ed egli dormì, e Dio prese una delle sue costole e saldò la carne nel luogo
di quella; " Egli dormì" vuol dire che Adamo, per potere di Avidya (
l'illusione individuale, distinata da Maya, l'inganno universale) si trovò
separato in uomo e donna. Uomo significa Dio, donna Natura. Entrambi sono
uguali nel potere e nell'espressione del divino.
Costola, significa vibrazione. La donna fu creata dalla vibrazione, o
costola, dell'uomo,ossia dalla forza di Dio; cioè prima la sapienza di Dio
creò l'uomo, poi il suo sentimento proveniente dalla Sua vibrazione -
sapienza - natura ( ossia, costola dell'uomo), creò la donna.

Ritorniamo alla Genesi: I.27 " A immagine di Dio Egli li creò , maschio e
femmina li creò". Questo passo dimostra che in precedenza Dio aveva creato
maschio e femmina simultaneamente . Perciò possiamo concludere senza
sbagliare che la Genesi 2: 21 descrive nei particolari. la creazione
dell'uomo e specialmente della donna.

GENESI 3:2-3. " E la donna disse al serpente . Noi possiamo mangiare dei
frutti degli alberi del giardino, ma dell'albero che sta nel mezzo del
giardino Dio ha detto: " Non mangiatene e non toccatelo, affinchè non ne
moriate. In questi versetti il serpente sta per la corrente fuoriuscente
dell'energia vitale che stimola la manifestazione sessuale.

Il giardino è il corpo umano, particolarmente il centro di coscienza. Gli
alberi sono i vari sistemi nervosi. Il frutto è la sensazione. Il frutto
dell'albero che sta nel mezzo del giardino raffigura perciò la sessualità
localizzata nel mezzo del corpo umano e dipendente dalle ramificazioni
nervose sacrale. Qui, per morire significa perdere la coscienza divina
decadendo dalla propria celestiale consapevolezza alla coscienza del sesso,
nel giardino in cui l'uomo sperimentò l'unione fisica, disertando così la
divina unione tra la sapienza e il sentimento nel divino matrimonio
spirituale, che era all'origine del piano creativo di Dio.

GENESI 3:7. " Allora gli occhi d'entrambi si aprirono e conobbero che erano
ignudi" significa che Adamo ed Eva si concentrarono sul loro lato fisico e
dovettero perciò dipendere dai loro due occhi materiali, anzichè dall'occhio
singolo spirituale.

Questo corpo umano è il giardino dell'Eden in cui vi sono vari alberi e
sistemi nervosi, che portano varie specie di frutti dei sensi; si tratta dei
centri nervosi, ottico, uditivo, olfattivo, gustativo e tattile, che
producono i frutti delle dolci sensazioni corrispondente. Dio desidera che
l'uomo goda di tutti i frutti sensori, eccettuato quello dell'albero nervino
dell'energia creativa situato nel mezzo del giardino corporeo.
Di queste cose parla anche la suprema scrittura Indù, la Bhagavad-Gita, dove
la Cap. 15,V.I: vi è un accenno all'albero con le radici in sù ed i rami in
basso

L' ORIGINE DELLA CREAZIONE
__________________________________

Questo frutto della sensazione tattile momentaneamente seducente , è
chiamato mela.

Il serpente è l'energia di vita che stimola i nervi della forza creativa. E'
queste energia arrotolata come un serpente, situata alla base della spina
dorsale che risveglia l'istinto femminile negativo, o sentimento (Eva),
nell'uomo, per vivere l'esperienza della creazione coniugale ( mangiare la
mela). Questo sentimento femmineo o Eva costituisce per la ragione ( Adamo)
nell'uomo la tentazione di precipitarsi sull'esperienza sessuale. L'istinto
creativo viene primariamente stimolato dalla forza vitale; poi il
sentimento, od emozione, si desta o sopraffà la ragione. Questa forza
nervosa creativa che scorre attraverso un passaggio a chiocciola nel
coccige, è chiamata nei libri indù, la Kundalini.

Così cominciò la creazione sessuale. Come Iddio ebbe a creare le prime
creature, così Adamo ed Eva ( per creazione speciale e non per la legge di
causa ed effetto risalente ai genitori) ebbero conferito il potere di creare
dei figli con il desiderio del cuore materializzando la forza vitale in un
corpo col metodo immacolato, proprio come Dio. Non potevano nascere figli se
prima non fossero esistiti i genitori, perciò i primi genitori furono creati
da Dio.
Quando anzichè conservare la propria coscienza del Paradiso, ossia nella
regione del pensiero puro nel cervello e nel punto fra le sopracciglia (
Centro Cristico) l'uomo permise alla propria mente di livellarsi al piano
sessuale, egli cadde: ossia decadde dalla facoltà della creazione immacolata
mediante la volontà, alla degradante schiavitù della legge fisica di
propagazione della specie.

Tutti i figli nascono e sono allevati nel Paradiso della pace, della purezza
e della beatitudine, fino al momento in cui cominciamo a vivere sul piano
procreativo e sono tentati dalla forza creativa serpentina. Allora hanno
inizio l'angoscia, la debolezza, la gelosia, la noia e un'infinita varietà
di mali. Il concetto è questo: se l'istinto sessuale non viene controllato e
moderato, i giovani saranno scacciati dal paradiso di felicità in cui si
svolge una vita moderata di autocontrollo.

L'amore, l'amore puro deve predominare. Se uomini e donne sapessero rimanere
nella sfera del pensiero e degli alti ideali, costantemente vivendo nel
mondo della idealità, godendo di buona musica, pittura, cibi delicati e
fiori fragranti e riuscissero a non lasciarsi travolgere dal senso tattile
che governa la procreazione materiale, essi sarebbero realmente nel
paradiso.

Porta questo messagio nel tuo cuore e trasmettilo ai giovani Adami ed Eve
che sono ancora nel loro giovanile paradiso e che possono essere indotti a
rimanervi salvandosi dalla miserevole esperienza dell'essere cacciati entro
i fuochi liquidi della sazietà e dell'auto-creata follia.

OM! OM!

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