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SCHEDA ARTICOLO N. «01373»

CLASSIFICAZIONE: 4
TIPOLOGIA: CONGENERE
AUTORE: GIAMPIERO CARA
TITOLO: IL POTERE DELLA VISUALIZZAZIONE (MONOGRAFIA LUNGA)
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TESTO ARTICOLO



(di Giampiero Cara)

Chi conosce e pratica regolarmente la meditazione sa che in tale stato
accade qualcosa di meraviglioso: ci si sente pervasi da una calma infinita,
e più ci si cala nella profondità dell'essere, più si diviene padroni della
propria pace interiore. La mente si acquieta ed il corpo -- che dalla mente
viene sempre diretto, anche quando non ne siamo consapevoli -- trae enormi
benefici a livello di salute, perché vengono neutralizzate le attività
mentali che provocano malattie fisiche, come le preoccupazioni o i sensi di
colpa.

Si tratta di un'esperienza senza dubbio emozionante - sempre più tale man
mano che si raggiungono livelli più profondi - che però comporta un
atteggiamento ricettivo, e dunque passivo. E' magnifico sentirsi un canale
aperto al fluire dell'energia dell'universo; tuttavia, l'essere umano non è
in grado soltanto di ricevere l'energia, ma anche e soprattutto di
trasformarla, materializzandola in opere tangibili.

REALIZZARE I PROPRI SOGNI CON L'IMMAGINAZIONE

E' dunque possibile integrare lo stato di meditazione passiva allenando la
mente rilassata ad attività dinamiche per risolvere problemi concreti. In
questo senso, la meditazione passiva rappresenta il primo stadio del
processo, quello durante il quale ci si libera delle interferenze esterne e
si raccoglie l'energia, ma poi si può proseguire trasformando quest'energia
con una potentissima (e spesso sottovalutata) attività dinamica della mente
chiamata immaginazione.

E' questo il fondamento di una pratica meditativa molto efficace: la
visualizzazione creativa, ovvero la capacità di usare l'immaginazione
durante la meditazione per materializzare i nostri sogni. Definita in questo
modo, sembra davvero qualcosa di magico.

E in effetti, secondo una celebre guida spirituale New Age, l'americana
Shakti Gawain, "la visualizzazione creativa è magia nel senso più autentico
ed elevato del termine", poiché richiede di "comprendere i principi naturali
che regolano il funzionamento dell'universo e di entrare in sintonia con
essi". Secondo la Gawain, autrice di un libro intitolato proprio
"Visualizzazione creativa" (Jackson/Futura, £ [TROVARE PREZZO]), questa
tecnica consiste nell'usare "la vostra immaginazione per creare un'immagine
chiara di qualcosa che desiderate realizzare; poi dovete continuare a
concentrarvi regolarmente su tale immagine, fornendole energia positiva,
finché otterrete realmente ciò che avete visualizzato. Il vostro obiettivo
può essere a qualsiasi livello: fisico, emozionale, mentale o spirituale".

Insomma, una nuova casa, un nuovo lavoro, un miglior rapporto con qualcuno,
più memoria, più salute, maggiori facoltà di apprendimento. O ancora,
un'immagine di sé come "essere radioso, colmo di luce e di amore". I
risultati, assicura la Gawain, "verranno sempre".

All'inizio, è possibile che, di fronte a tanta sicurezza, siamo indotti a
proiettare mentalmente una barriera di scetticismo. Ma, per Shakti Gawain,
se non siamo felici è proprio perché creiamo dentro di noi barriere
immaginarie di questo tipo alla nostra naturale armonia ed alla nostra
inevitabile autorealizzazione. E in questo senso la visualizzazione creativa
serve proprio a dissolvere le barriere interiori, permettendo a ciascuno di
manifestarsi nel suo aspetto più positivo.

IN PRINCIPIO ERA IL VERBO

Naturalmente, la visualizzazione creativa agisce attraverso il potere del
pensiero di forgiare la realtà, che ha come fondamento una verità
relativamente nuova per la scienza, ma nota da secoli ai maestri spirituali
di ogni parte del mondo: tutto quel che esiste nell'universo, anche ciò che
chiamiamo materia, è in realtà energia. Dunque il pensiero, in quanto forma
di energia sottile, può modificare la "materia", che è energia più densa.

Anzi, in realtà, il pensiero è all'origine della materia. Chi non ricorda
l'inizio del Vangelo di Giovanni? "In principio era il Verbo", ovvero la
parola, che nasce dall'idea, dal pensiero creativo di Dio. Ma anche ad un
livello più "secolare", è ovvio che ogni cosa che facciamo viene concepita
all'inizio sotto forma di pensiero. Se, per esempio, pensiamo "voglio
preparare una torta" e poi lo facciamo, possiamo constatare come sia sempre
l'idea a precedere la realizzazione consapevole di qualsiasi cosa. Ma anche
quando facciamo qualcosa che non vorremmo, o ci accade qualcosa d'inatteso,
è stato in realtà un nostro pensiero inconscio a creare o ad attirare questo
qualcosa.

Il pensiero, quindi, è creativo, e la possibilità di dar vita con esso a
cose che ci rendano felici dipende dalla nostra capacità d'indirizzarlo
consapevolmente nella direzione voluta. A dimostrazione di questo, esiste
un'altra legge fondamentale dell'energia: l'energia di un certo tipo, cioè
che vibra ad una certa frequenza, attira energie dotate di qualità e
vibrazione analoghe. Perciò i pensieri -- e i sentimenti, che rispetto ai
pensieri rappresentano, per così dire, l'altra faccia di una stessa
medaglia -- posseggono una forza magnetica che attrae l'energia di natura
simile. Ciò vuol dire, in pratica, che noi tutti richiamiamo nella nostra
vita, di solito in maniera inconsapevole, le cose a cui più pensiamo, o in
cui maggiormente crediamo, oppure che ci aspettiamo di più ai livelli più
profondi della nostra coscienza. E quindi - perché no? - quelle che,
attraverso la visualizzazione, immaginiamo in maniera più vivida.

PROGRAMMARE IL SUBCONSCIO PER AVERE CIO' CHE VUOI

In effetti, immaginare significa concepire immagini, e la visualizzazione
creativa utilizza queste ultime più delle parole perché si rivolge
principalmente al nostro subconscio che, come dimostra lo studio dei sogni,
si esprime attraverso un linguaggio figurato. E perché proprio al
subconscio? Perché il subconscio, secondo l'ipnositerapeuta tedesco Erhard
Freitag, opera come trasformatore.

"Un pensiero", scrive Freitag nel libro L'energia dei tuoi pensieri (Ed.
Meb, £ [AGGIUNGERE PREZZO]), "è una grandezza spirituale, nella quale non
esistono né spazio né tempo", e il subconscio trasforma quest'immaginazione
spirituale in fatti concreti. Pertanto, sostiene Freitag, se ti accadono
cose spiacevoli, "non Dio né un'altra potenza ti puniscono, ma tu hai
incaricato il tuo subconscio di realizzare i tuoi pensieri negativi". Per
realizzare ciò che vuoi coscientemente, invece, devi informare
figurativamente il subconscio dei tuoi desideri, e al resto penserà lui,
magari indicandoti la strada da percorrere attraverso i sogni.

Infatti, un'interessante applicazione della visualizzazione creativa
consiste proprio nel "programmare i sogni". Esistono vari modi per farlo, ma
questo è uno dei più semplici: la sera, prima di addormentarvi, visualizzate
un problema che vi angustia ed immaginate di averlo risolto, anche se non
sapete come. Durante il sonno il subconscio, se saprete interpretarne i
messaggi onirici, riempirà il vuoto tra un problema e la sua risoluzione
indicandovi cosa fare.

Un'altra esperta di visualizzazione creativa, Julia Hastings, scrive nel suo
libro Puoi avere ciò che vuoi (Ed. Armenia) che, dopo aver deciso cosa si
vuole ed aver rilassato mente e corpo, è necessario immaginare le cose che
si desiderano come se già si avessero, sentendo davvero le emozioni
collegate al fatto di averle ottenute (provare queste emozioni, come pure
coinvolgere nella visualizzazione il maggior numero possibile di sensi oltre
alla vista, è molto importante perché l'esperienza risulti realistica e
completa), per poi uscire dalla visualizzazione affermando esplicitamente di
aver ottenuto ciò che si vuole. Dopodiché, è opportuno continuare il
processo con le azioni concrete che permetteranno di raggiungere l'obiettivo
desiderato.

Anche se sulle prime ciò può apparire assurdo, è fondamentale credere
profondamente di aver già centrato un obiettivo prima ancora di averlo fatto
nella dimensione materiale perché, come si è già detto, l'idea di qualcosa
ne precede sempre l'effettiva realizzazione. E quando si cominciano a
constatare dei risultati concreti è importantissimo, raccomanda la Hastings,
non pensare ad una semplice coincidenza, altrimenti la nostra mente
riprenderà la vecchia programmazione negativa. E' bene invece consolidare i
risultati ottenuti continuando a visualizzare in modo positivo.

Va ricordato, inoltre, che la tecnica della visualizzazione creativa viene
usata da medium e guaritori per guarire dei soggetti lontani, o sui quali,
per vari motivi, non è possibile imporre le mani. La consiglia, tra gli
altri, Rosemary Altea, la grande medium inglese emergente, che ne illustra i
principi base nei suoi video destinati al pubblico.

IL "LIVELLO ALFA"

Abbiamo già detto che, per consentire alla visualizzazione di esprimere al
massimo la sua efficacia, è necessario trovarsi nello stato meditativo più
profondo possibile, perché è dimostrato scientificamente che, quando corpo e
mente sono profondamente rilassati, le onde elettriche emesse dal cervello
(misurabili con l'elettroencefalogramma) rallentano. Si passa cioè dalla
frequenza di circa venti cicli al secondo del comune stato di veglia -- onde
beta -- a circa 10 cicli al secondo -- onde alfa -- ossia un valore
comunemente associato, oltre che alla meditazione, agli stati di sonno
leggero o di dormiveglia, e quindi di attività onirica (esistono anche le
onde Theta e Delta, ma sono collegate a stati di sonno più profondi e
pertanto risultano più difficili da raggiungere con la meditazione).

Tutto ciò è molto importante perché si è scoperto che il livello alfa, se ci
si arriva coscientemente da svegli, è molto più efficace del livello beta al
fine di creare dei cambiamenti reali nel mondo oggettivo attraverso la
visualizzazione. Chi già pratica la meditazione sa che questo livello è
raggiungibile in vari modi: concentrandosi su un'immagine visiva (un
mandala, per esempio), oppure su un punto di energia del corpo, su un suono
(tipo Om, Aum o Amen) emesso a voce alta o mentalmente, sul ritmo del
proprio respiro o su un rullo monotono di tamburi, nonché sull'ascolto di un
canto gregoriano o di una musica New Age.

Insomma, di modi per entrare in contatto con una parte più profonda del
nostro essere ce ne sono tanti. E' importante, però, cominciare ad usarli
davvero. Attualmente lo fa forse un 10% dell'umanità. Riuscite ad
immaginarvi come sarebbe il mondo se tutti ne fossimo capaci, se tutti,
cioè, imparassimo di nuovo ad usare la nostra energia creativa? E' come se
al momento ci accontentassimo di camminare su una gamba sola. Possiamo
andare avanti a stento, ma non correre incontro alla nuova era che ci
attende. Dentro di noi, dove è sempre stata e sarà sempre.

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UN ESERCIZIO PER RAGGIUNGERE IL "LIVELLO ALFA"

Il livello alfa permette un grande potenziamento della tecnica di
visualizzazione creativa. La tecnica base per raggiungerlo, suggerita da
José Silva, il creatore del Silva Mind Control Method è facile da usare;
richiede solo un po' di costanza.

Ecco come fare: la mattina, subito dopo esservi svegliati, rimanete a letto,
chiudete nuovamente gli occhi, cercando di non riaddormentarvi, ed alzateli,
dietro le palpebre, ad un angolo di circa venti gradi (per ragioni non
ancora chiarite, spesso questa posizione degli occhi è sufficiente a
stimolare l'emissione di onde cerebrali alfa).

Poi, contate alla rovescia da 100 ad 1, ad intervalli di circa due secondi
tra un numero e l'altro, concentrando la mente solo sul conteggio, e
probabilmente -- se vi sentirete bene, profondamente rilassati e
tranquilli -- sarete entrati in alfa sin dal primo tentativo. E potrete
farlo sempre più in fretta, poiché il conteggio alla rovescia si abbrevia
progressivamente: da 100 a 1 per le prime dieci mattine, poi da 50 a 1,
quindi da 25 a 1, da 10 a 1 e finalmente da 5 a 1, sempre per dieci mattine
ogni volta.

Alla fine della visualizzazione, per uscire volontariamente dal livello che
avete raggiunto, ripetetevi mentalmente qualcosa come: "Mi preparo ad uscire
contando da 1 a 5, e al 5 mi sentirò completamente sveglio e meglio di
prima". E sarà proprio così, perché avrete cominciato ad usare
consapevolmente entrambi gli emisferi cerebrali.

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Manina indica Giù Spaziatore Manina indica Giù
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