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SCHEDA ARTICOLO N. «01582»

CLASSIFICAZIONE: 1
TIPOLOGIA: ESOTERISMO
AUTORE: HELENA PETROVNA BLAVATSKY
TITOLO: LA MISSIONE DI HELENA PETROVNA BLAVATSKY, FONDATRICE DELLA SOCIETÀ TEOSOFICA (MONOGRAFIA LUNGA)
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TESTO ARTICOLO

Teosofica, in una sintesi di W. Q. Judge>

(Note biografiche di Emma Cusani)

--

Il simbolo del LOTO sembra 'animarsi e diventare operante anche negli eventi
salienti della vita di H.P.Blavatsky, che già potrebbe essere una
rivelazione della misura e della natura della sua missione, una
testimonianza - e forse una premonizione' - di quella che sarebbe stata
l'opera sua.

H.P.Blavatsky nacque ad Ekatérinoslaw, un paese della Russia meridionale,
nella notte dal 30 al 31 luglio del 1831 da Héléne Fadaeef, figlia della
principessa Dolgorougy, e dal Colonnello Van Hahn, ufficiale dell'esercito
russo e discendente da una nobile famiglia germanica.

La piccola neonata sembrava così debole e delicata da non poter vivere,
tanto che fu deciso di battezzarla in fretta prima che morisse. Secondo il
rito greco, tutti i presenti alla cerimonia tenevano in mano un cero acceso;
una bambina si assopì, ed avendo lasciato reclinare il suo cero verso i
ricchi paramenti del prete officiante, si levò una fiammata che avvolse il
venerabile sacerdote e gli cagionò gravi ustioni: così con un pronostico di
fuoco quanto mai significativo, ebbe inizio la vita di colei che avrebbe
denunciato il settarismo delle Religioni e proclamato l'universalità della
Religione - Saggezza.

Essa imparò ben presto, fin dalla prima infanzia, a conoscere i propri
poteri psichici; in lei si mescolavano una sensibilità meravigliosa che ne
faceva un facile strumento di tutte le forze superfisiche ed una volontà
ferrea, ardente, che risolutamente domandava la conoscenza dell'occulto. Era
una bambina strana, turbolenta, ribelle, di una volontà indomita che fece
dire ai suoi familiari che era posseduta dai sette spiriti della
ribellione... Il suo corpo, così debole alla nascita, in seguito si
irrobustì, tanto che a quindici anni cavalcava gli indomiti cavalli
cosacchi, impavida fisicamente come lo era moralmente.

A 17 anni sposò il vecchio Colonnello Blavatsky ma le conseguenze del
matrimonio, a quanto risulta, non andarono oltre il cambiamento di nome.
Dopo tre mesi dal matrimonio fuggì a cavallo dal castello dove era andata a
vivere con il marito e attraverso vicende romanzesche riuscì a raggiungere
prima Costantinopoli e poi l'Egitto, dove fece amicizia con un vecchio copto
che le insegnò qualcosa dell'arte magica.

Dopo aver viaggiato qualche tempo, H.P. Blavatsky raggiunse il padre a
Londra e un giorno, mentre passeggiava con lui ad Hyde Park, vide un
maestoso Raiput dell'India. Subito lo riconobbe come il personaggio che
tante volte le era apparso nelle sue visioni infantili e che spesso l'aveva
protetta. Il suo primo impulso fu di slanciarsi verso di lui e parlargli, ma
ad un suo cenno si trattenne e rimase immobile, come incantata, mentre egli
passava.

Il giorno seguente ritornò nel parco da sola e, a un certo punto scorse
innanzi a sé la figura veduta il giorno prima, che seppe poi essere il suo
"Maestro".
Questi le disse che aveva desiderato incontrarla personalmente perché aveva
bisogno della sua cooperazione in un lavoro che stava per intraprendere; le
spiegò come doveva essere fondata una società per la diffusione della
dottrina teosofica e come desiderasse che lei ne fosse la fondatrice. Non le
nascose le difficoltà che avrebbe incontrato, e le disse che avrebbe dovuto
passare tre anni nel Tibet per prepararsi all'importante compito.

Nel diario che essa saltuariamente compilava, così accenna a questo
episodio: "Nell'agosto del 1851, in una notte di plenilunio, al di là delle
Serpentine io incontrai il Maestro dei miei sogni".

Dopo questo incontro intraprese, con il consenso del padre, una serie di
viaggi nell'America Settentrionale e nell'Africa Occidentale, fra i
Woodoo[1]; tentò anche di andare nel Tibet ma non vi riuscì, e ritornò in
Inghilterra da dove si recò a New York e di là a S. Francisco, attraverso le
Montagne Rocciose, per tornare ancora in Oriente. Raggiunse Calcutta e sotto
la guida di un monaco tartaro, attraverso il Kashmir, potè penetrare nella
"Terra Proibita" e poi viaggiare attraverso l'India, sotto la direzione del
suo "Maestro Occulto".

Nella notte di Natale del 1858, quando da sette anni la sua famiglia ne
ignorava la sorte, improvvisamente ritornò alla casa paterna, in Russia,
dove rimase per alcuni anni sorprendendo tutti con gli straordinari fenomeni
che accadevano intorno a Lei.

I fenomeni che circondavano H.P.Blavatsky consistevano in quelle
manifestazioni che sono oggi conosciute come medianiche: colpi, movimenti di
oggetti senza causa apparente, trasmissione del pensiero, vista attraverso
corpi opachi, apparizione di fantasmi. Fin dalla sua giovinezza essa aveva
lottato per dominare le forze misteriose che agivano intorno a lei, ma
mentre allora queste sembravano agire intorno a lei piuttosto che essere
prodotte da lei, ora acquistava il potere di provocarle, dirigerle e
produrle per effetto della sua volontà. La vittoria su queste "forze" sembrò
coincidere con una grave malattia che la colpì nel 1863, e da cui si levò
straordinariamente cambiata.

Il periodo dal 1867 al 1872 lo trascorse in Oriente per completare la sua
istruzione occulta. In seguito, nelle prefazioni di Iside Svelata e della
Dottrina Segreta, essa farà cenno alle plaghe leggendarie a cui le fu
permesso di accedere, ai commentari dei testi sacri che le fu possibile
consultare ed, essenzialmente, alle fonti occulte a cui attinse la sua
conoscenza.

Per diversi anni nessuno seppe più nulla di lei e la Signora Fadéef, sua
zia, scrive a questo proposito: "Tutte le ricerche era no fallite e noi la
credevamo morta, quando nel 1870 ricevetti una lettera dell'ESSERE che voi
chiamate KOOT HOOMI, lettera che mi fu recapitata nel modo più
incomprensibile e misterioso, in casa mia, da un messaggero che all'aspetto
sembrava un asiatico, e che svanì dinanzi ai miei occhi. La lettera era
scritta su carta di riso della Cina, e diceva: - I nobili parenti di H.
Petrovna Blavatsky non hanno ragione di essere in cordoglio. La loro figlia
e nipote non si è dipartita da questo mondo. Essa vive, e desidera far
sapere a coloro che ama che sta bene, e che è molto felice nel lontano
sconosciuto ritiro che ha scelto. Le signore della sua famiglia si
consolino. Prima che sorgano 18 lune, essa ritornerà a casa".

La promessa fu mantenuta, e nel 1872 H. P.Blavatsky ritornò ad Odessa,
superstite con pochi altri al naufragio della nave su cui viaggiava.

Era partita dall'Occidente per cercare la sua meta nel 1848, poco più che
bambina, a 17 anni; ritornò dall'Oriente nel 1872, nella maturità dei 41
anni: ed era già il simbolo vivente del LOTO, o dell'ARCA, che portava in sé
i germi della Vita per trapiantarli da un continente all'altro.

Fu infatti nel 1872 che essa - proprio come il bianco fiore del loto che
emette da sé miriadi di pianticelle - cominciò a irradiare dalla sua stessa
Anima miriadi di raggi della Sapienza Divina - o Theosophia - per illuminare
con essi un mondo immerso nel buio del più profondo materialismo; e la
portata dell'impresa cui mise mano può essere valutata soltanto considerando
le difficoltà che dovette affrontare e superare! Era russa, e dovette poi
parlare e scrivere in diverse lingue; i suoi insegnamenti, interamente
contrari alla maggior parte delle opinioni religiose, filosofiche e
scientifiche del tempo, sollevarono lo scherno e le accanite opposizioni
della maggioranza; non c'era ancora una Società organizzata, né un giornale,
una rivista o una casa editrice, che l'aiutassero a propagare le idee
sovvertitrici della Scienza dello Spirito. Era sola contro tutto il mondo
del pensiero ufficiale; da sola, dovette cercare nelle diverse parti del
mondo le persone disposte ad ascoltarla. Benché fosse allieva di uno dei più
grandi Maestri, nessuno aiuto poteva esserle dato per risolvere le
difficoltà o suggerirle i particolari organizzativi del lavoro che doveva
svolgere, perché tutto doveva essere affidato a lei, al suo coraggio, alla
sua iniziativa.

Nel 1873 si diresse verso l'America, dove il "Maestro" la mandava ad
incontrare il suo futuro collaboratore. Alla fattoria dei fratelli Eddy, a
Chittenden, succedevano a quel tempo strani fenomeni medianici che
richiamavano una folla di curiosi e di studiosi, e là H.P.Blavatsky incontrò
il Colonnello H.S.Olcott. Un incontro in apparenza casuale, ma che doveva
avere, conseguenze di grande importanza se due anni dopo, si concluse con la
realizzazione dell'incarico che H.P.Blavatsky aveva ricevuto dal suo
"Maestro" 24 anni prima,. "in una notte di plenilunio dell'agosto 1851".

Essa trovò infatti nel Colonnello Henry Still Olcott un valido collaboratore
ed un esperto organizzatore che l'aiutò efficacemente a fondare la Società
che - nelle intenzioni dei Fondatori Occulti - doveva diffondere nel mondo
la Dottrina Teosofica: e il 17 novembre 1875, con soli 17 Membri fondatori,
sorse a New York il primo nucleo della Società Teosofica.

Il Colonnello Olcott ne assunse la presidenza e la mantenne fino alla sua
morte, dedicandosi per 32 anni all'organizzazione e all'espansione della
Società nel mondo; mentre H.P.Blavatsky dedicò il resto della sua vita alla
diffusione della Dottrina Teosofica e alla stesura delle sue Opere
fondamentali, che dovevano riproporre al mondo quella Sapienza Divina - o
Teosofia - che non rimane mai a lungo senza "Testimoni" in mezzo agli
uomini.

Nel 1878, quando la Società Teosofica cominciava a diffondersi in America e
si era formato un gruppo anche a Londra, H.P.Blavatsky e il Colonnello
Olcott si trasferirono in India, prima a Bombay e poi, nel 1882, ad Adyar,
dove stabilirono quella che è ancora oggi la Sede Centrale della Società
Teosofica.
Ma nel 1885 H.P.Blavatsky lasciò definitivamente l'India, sopraffatta dalle
tempeste che senza posa addensavano su di lei gli intrighi del clero
cristiano e degli spiritisti, ma più ancora, forse, sopraffatta
dall'amarezza
per il prudente pilatismo dei suoi diretti collaboratori nel sostenerla e
difenderla in quel vergognoso processo a cui i coniugi Coulomb prestarono il
loro nome [2]

Da allora e fino alla sua morte, H.P.Blavatsky sostenne l'urto di tutte le
reazioni, esterne e interne.

Ad essa stava principalmente a cuore il Movimento Teosofico quale potere
vivente effettivo nei cuori umani, mentre il Colonnello Olcott era quasi
fanaticamente devoto alla Società quale istituzione ed infatti, come
organizzazione, essa raggiunse in vari campi risultati assai soddisfacenti.
Ma su di un punto la Società fallì, per il fatto che i dirigenti ufficiali
di essa non erano propensi a riconoscere la guida diretta dei Maestri i
quali nel 1882

- nel primo ciclo settennale della Società Teosofica - si ritirarono
alquanto nell'ombra per quanto concerneva gli affari esterni, dando le loro
istruzioni e direzioni soltanto a pochi individui selezionati.

Nel 1889, quando il secondo ciclo settennale stava avvicinandosi al suo
termine, H.P.Blavatsky - che aveva stabilito la sua residenza a Londra - era
estremamente ansiosa di fare un ulteriore sforzo per fortificare i legami
occulti fra la Società Teosofica ed i Maestri, poiché la S.T. perdeva
gradatamente ed in maniera sempre più accentuata la sua vitalità originaria.
La Società non cercava affatto di sviluppare l'idea della Fratellanza ed il
suo organo ufficiale, The Theosophist, sotto la direzione del Colonnello
Olcott si dedicava unicamente allo studio comparato delle religioni ed
evitava di proposito qualsiasi riferimento ai Maestri e alla Loro
connessione con la Società, nel timore che l'Organizzazione potesse
risentirne negativamente se fosse apparsa pubblicamente collegata con l'idea
dei Maestri.

Da una lettera del Maestro Koot-Hoomi, appare evidente quale fosse il
pensiero dei Maestri stessi intorno alla situazione creatasi nella Società
Teosofica in India: "...la Società si è liberata dalla nostra influenza e
noi l'abbiamo lasciata andare - non vogliamo degli schiavi. Egli (il
Col..Olcott) dice di averla salvata? Egli ne ha salvato il corpo, ma ha
permesso, per puro timore, che la sua- anima se ne involasse; essa è adesso
un cadavere senz'anima, una macchia che per il momento funziona abbastanza
bene, ma che andrà in pezzi alla sua morte. Dei tre scopi della Società,
solo il secondo viene perseguito, ma essa non è più né una fratellanza, né
un organismo su cui alita lo Spirito proveniente dalle Grandi Montagne
dell'Himalaya.
La sua benevolenza ed il suo amore di pace sono grandi e veramente Gautamici
nel loro spirito; ma egli ha applicato male tale benevolenza... Questa sua
politica ha arrecato maggior danno allo spirito della Società ed al suo
sviluppo, di quello che non avrebbero potuto fare diversi Coulomb..."[3] .

Probabilmente queste osservazioni del Maestro K.H. costituirono una delle
ragioni determinanti per cui H.P.Blavatsky insistette nel suo proposito di.
costituire la Sezione Esoterica della Società Teosofica; o, nel caso che
Olcott opponesse un rifiuto, di costituire una Divisione Teosofica Europea
sotto la di lei direzione, separata e indipendente dalla Società Teosofica
di Adyar. Fortunatamente l'opposizione di Olcott fu vinta anche per
l'intervento
diretto del Maestro K.H. mediante una sua lettera precipitata e da lui
ricevuta sul piroscafo Shannon mentre si recava dall'India in Inghilterra
per fronteggiare quello che considerava un tentativo d'insurrezione contro
la sua autorità.

In questa lettera, che segna un momento cruciale nella vita di H.P.
Blavatsky e nell'orientamento del Movimento Teosofico, il Maestro K.H. dice
fra l'altro: nell'avvicinarsi a Londra, ho di nuovo una o due parole da
dirvi... Malintesi ed incomprensioni sono sorti fra i Membri tanto a Londra
che a Parigi, che espongono a dei pericoli gli interessi del movimento. Vi
verrà detto che chi ha causato la maggior parte se non tutti questi
perturbamenti è H.P.B.. Ciò non è vero; per quanto la sua presenza in
Inghilterra vi abbia naturalmente contribuito. Ma la maggior parte ricade
sugli altri, la cui serena incoscienza dei loro propri difetti è molto
marcata e molto da biasimarsi.

"Uno degli effetti di maggior valore della missione di Upasika è quello di
spingere gli uomini all'esame di se stessi e di distruggere in essi la cieca
servilità per le persone. Osservate, per esempio, il vostro caso. Ma la
vostra ribellione, buon amico, contro la di lei infallibilità - come un
tempo voi pensavate - si è spinta troppo oltre e voi siete stato ingiusto
verso di lei...

"Cercate di rimuovere le idee errate che troverete, mediante una benevola
persuasione e facendo appello ai sentimenti di lealtà verso la Causa della
verità, se non verso di noi. Fate capire a tutte queste persone che noi non
abbiamo favoritismi né affezioni per le persone, ma soltanto per le loro
buone azioni e per l'umanità come un tutto. Ma noi adoperiamo degli agenti -
i migliori disponibili. Di questi, per i passati trent'anni, il principale è
stato la personalità conosciuta dal mondo come H.P.Blavatsky (ma
diversamente da noi). Senza dubbio, ad alcuni, essa appare imperfetta ed
assai tormentosa; tuttavia non vi è nessuna probabilità di poterne trovare
una migliore per gli anni a venire - e ciò dovreste farlo capire ai vostri
teosofi. ...La sua fedeltà al nostro lavoro essendo costante, e le sue
sofferenze una diretta conseguenza di esso, né io né il mio Fratello
associato nel comune lavoro l'abbandoneremo né la soppianteremo. Come ho
fatto osservare già altre volte, l'ingratitudine non è fra i nostri vizi...

"Per aiutarvi nelle vostre presenti perplessità precisiamo che i dettagli
amministrativi non riguardano gran che H.P.Blavatsky ed essa dovrebbe
tenersene lontano, per quanto la sua forte natura può essere controllata. Ma
questo dovete dirlo a tutti. Per quanto si riferisce agli argomenti occulti
essi spettano a lei. Noi non l'abbiamo abbandonata; essa non è stata
sostituita da dei chela". Essa è il nostro agente diretto. Non permettete
che i vostri sospetti e risentimenti contro "le sue molte follie"
influiscano sulla vostra intuitiva lealtà e fedeltà nei di lei confronti.
Nel comportamento di questo affare europeo, dovete prendere in
considerazione due cose - il lato esteriore amministrativo, e quello
interiore e psichico. Tenete il primo sotto il vostro controllo, e di quello
dei vostri più prudenti associati, congiuntamente; il secondo lasciatelo a
lei.

Sta a voi designare i dettagli pratici con la vostra consueta ingegnosità.
Soltanto siate prudente e cercate di distinguere con attenzione, quando vi
vengono riferite eventuali interferenze da parte di lei in affari pratici,
fra ciò che è puramente essoterico in origine e nei suoi effetti, e ciò che
avendo inizio sul piano pratico tende a generare conseguenze sul piano
spirituale. Per quanto concerne i primi voi siete il migliore giudice; per i
secondi, essa.[4]
A seguito di questa lettera, l'incontro fra i due Fondatori fu fraternamente
amichevole ed H.P.Blavatsky, nel 1888, fondò a Londra la Sezione Esoterica
della Società -Teosofica e la Blavatsky Lodge che doveva servire a
diffondere gli Insegnamenti a largo raggio e ad aprire un colloquio diretto
fra la Teosofia e tutti gli strati del pensiero e degli interessi umani;
mentre la Sezione Esoterica - come si legge nel suo Memorandum preliminare -
avrebbe raccolto "un gruppo scelto di anime coraggiose, un pugno di
individui risoluti, assetati di sviluppo spirituale, genuino, e desiderosi
di acquistare la saggezza spirituale con la quale è possibile riportare la
Società Teosofica, nel suo insieme, alle sue linee generali"....

Questo importantissimo documento apre uno spiraglio che lascia intravedere i
capisaldi del Lavoro Esoterico - e quindi segreto - cui pose mano
H.P.Blavatsky. In esso vengono fatte delle dichiarazioni - alcune delle
quali di una attualità sconcertante - che possono essere raggruppate in
quattro punti fondamentali:

a) L'acquisizione della Conoscenza e l'altruismo nella ricerca di essa,
quale basi dì ogni possibile realizzazione spirituale. A tal proposito si
legge: "Il valore del lavoro 'di questa sezione per il singolo membro
dipenderà interamente:

1 - sul potere dell'individuo di assimilare gli insegnamenti e farne una
parte del suo essere;

2 - sull'altruismo e sui motivi per cui egli ricerca tali conoscenze; cioè
se egli è entrato in questa Sezione con la determinazione di lavorare per
l'umanità
o solo col desiderio di trarne un beneficio o di acquistare qualche cosa
unicamente per sé".

b) Quello che era lo status-quo della Società Teosofica già nel 1888, e la
fiducia che H.P.Blavatsky riponeva nel lavoro della Sezione Esoterica per
riportarla "nella sua vera direzione":

"La Società Teosofica è appena entrata nel XIV anno della sua esistenza; ma
se ha fatto molto, se ha compiuto, si può quasi dire, delle cose stupende
riguardo ai risultati sul piano essoterico ed utilitario, è risultata un
completo fallimento riguardo a tutti quei punti che si trovano fra gli scopi
principali per cui ebbe origine. Così come una "Fratellanza Universale" o
perfino come una Fraternità, una fra le tante, è discesa al livello di tutte
quelle Società di grandi pretensioni, ma i cui nomi sono semplicemente delle
maschere - anzi perfino delle imposture... Ed è soltanto attraverso una
Sezione Esoterica... che la Grande Società essoterica può essere redenta e
portata a realizzare il fatto che solo nell'unione e nell'armonia si trova
la forza del potere. Lo scopo di questa Sezione è quindi di cooperare alla
futura crescita della Società Teosofica come un tutto, nella sua vera
direzione"...

c) Quale deve essere l'atteggiamento interiore di chi aspira a "comunicare"
con i Maestri, e il modo in cui ciò è possibile:

"...Tuttavia è giusto che ogni membro, che ormai crede nell'esistenza dei
Maestri, faccia il possibile per capire quale è la Loro natura, e quali sono
i Loro poteri, Li veneri nel proprio cuore, si avvicini a Loro il più
possibile e cerchi di comunicare personalmente e coscientemente col Maestro
ai cui ordini ha dedicato la propria vita. CIO' PUO' ESSERE FATTO SOLTANTO
INNALZANDOSI AL PIANO SPIRITUALE SUL QUALE SI TROVANO I MAESTRI E NON
TENTANDO DI ATTIRARLI IN BASSO SUI NOSTRI PIANI".

d) E, per finire, l'esclusione categorica della possibilità di "insegnare
come produrre fenomeni psichici", e la chiara denuncia (quanto attuale!) sui
pericoli connessi alla ricerca sconsiderata dei "poteri anormali":

"...Salvo casi eccezionali, non sarà insegnato come produrre fenomeni
fisici, e non sarà permesso di sviluppare nessun potere magico; e neppure
gli sarà permesso, dato che egli possegga naturalmente tali poteri, di
esercitarli prima dì aver completamente dominato la conoscenza del SE', dei
processi psicofisiologici (che hanno luogo sul piano occulto) nel corpo
umano in generale, e finché egli non abbia sottomesso tutte le sue passioni
più basse ed il suo SE' PERSONALE...
"Coloro che sono entrati in questa Sezione allo scopo di imparare le "arti
della magia" o di acquistare "ammaestramenti occulti" per loro stessi,
saranno certamente disillusi. I poteri anormali, sviluppati
artificialmente - eccettuato quelli che. Finiscono .per coronare gli sforzi
di un Mago Nero - sono soltanto il culmine, la ricompensa, di un lavoro
dedicato altruisticamente all'umanità, agli uomini tutti, buoni e cattivi.
L'oblio
del Sé personale e l'altruismo sincero sono i primi- ed indispensabili
requisiti per l'allenamento di coloro che dovranno divenire "Adepti Bianchi"
'in questa oppure in una futura incarnazione".

Il lavoro occulto di H.P.Blavatsky nella Sezione Esoterica dove essa
impartiva Istruzioni per lo studio dell'Occultismo pratico o Raya-Yoga, e la
sua attività pubblica nella Blavatsky Lodge dove settimanalmente dissertava
sui più svariati argomenti, fecero di Londra il fulcro non solo
dell'Insegnamento
Teosofico, ma anche del suo Lavoro.

A Londra, infatti, essa fondò nel 1887 la Rivista Lucifer, portò a termine
nel 1888 La Dottrina Segreta, pubblicò nel 1889 La Voce del Silenzio e la
Chiave della Teosofia, compilò il The Theosophical Glossary che doveva
essere pubblicato dopo la sua morte, nel 1892; contemporaneamente, trovava
il tempo per mantenere corrispondenza con tutto il mondo, per sostenere
confronti, dibattiti e polemiche con i luminari del tempo su argomenti
religiosi, filosofici, sociali e, inoltre, era sempre a disposizione di
chiunque avesse da porre quesiti, da rivolgere domande, da risolvere dubbi.
Ovviamente, era spesso al lavoro 24 ore al giorno!
La misura non solo del peso che H.P.Blavatsky sopportava ma anche della
fiducia incrollabile che la sosteneva, può essere data da una lettera che
essa scrisse nel 1888 al suo "solo amico", W.Q. Judge; ne riportiamo uno
stralcio perché questa lettera non solo riconferma quale fosse la situazione
del tempo nella Società Teosofica, ma e anche una previsione degli eventi
futuri ed un ammonimento per i teosofi moderni:

"Ebbene, mio solo amico, voi dovreste sapere meglio. Osservate la mia vita e
tentate di comprenderla - almeno nel suo aspetto esteriore, poiché il resto
è nascosto. Io sono condannata a scrivere sempre, come l'Ebreo errante era
condannato a camminare eternamente senza mai fermarsi un momento a
riposarsi. Tre persone molto forti potrebbero adempiere a stento quello che
io debbo fare. Vivo una vita artificiale, sono un automa che corre a tutto
vapore fino a quando il potere generatore del vapore si arresta, e allora,
arrivederci!.

..L'altro ieri notte mi è stato mostrato un prospetto della Società
Teosofica. Vidi alcuni Teosofi seri degni di fiducia alle prese in una lotta
a morte con il mondo in generale, e con degli altri Teosofi - di nome, ma
ambiziosi. I primi sono più numerosi di quanto potete credere ed hanno
trionfato come voi, in America trionferete, se sarete fedeli al programma
del Maestro e sinceri verso voi stessi. E la notte passata ho visto ... e
adesso mi sento forte, per quanto concerne il mio corpo - e pronta a
combattere per la Teosofia e alcuni pochi fedeli, fino al mio ultimo
respiro. Le forze difensive devono essere giudiziosamente ripartite sul
globo - tanto esse sono poco numerose - dovunque la Teosofia lotta contro i
poteri delle tenebre".

Lottò e soffrì "fino all'ultimo respiro" per la Causa dei Suoi Maestri. La
sua vita fu interamente spesa per questo Ideale, con la piena coscienza che
questo "ideale" sarebbe apparso agli occhi del Mondo come una "utopia". Ma
in verità non ci potrebbero essere, per lei, altre credenziali che la
grandezza del Suo Messaggio e la sofferenza, l'ingratitudine, perfino la
persecuzione e la calunnia, con cui fu "ricompensata": poiché il mondo non
ha mai mancato di erigere un monumento della sua cecità, come segnale per le
generazioni future e come prova che uno dei Grandi era passato per quella
via.

Quando l'8 maggio del 1891 abbandonò il suo corpo fisico in una casa di
Avenue Rosad, il suo ultimo pensiero fu certo rivolto a quei pochi che
"sarebbero rimasti fedeli al programma del Maestro" conservando la Teosofia
immutata - non travisata o mutilata - fino a quando il quadrante celeste
segnerà l'ora di un nuovo Ciclo: poiché solo a questi poteva affidare la
continuazione di un nuovo Lavoro che si era identificato con la sua stessa
vita, e rivolgere le ultime parole che pronunciò:

FATE CHE LA MIA ULTIMA REINCARNAZIONE NON SIA UN FALLIMENTO!



[1] Stregoni dell'America Centrale di provenienza africana.
[2] Vedi "Le Origini del Movimento Teosofico", Cap. VII, Vicende di
H.P.Blavatsk l'affare dei Coulomb - R.Hack, Ed. Sirio, Trieste
[3] "Lettere de Maestri" - Lettera n.47, Vol. II - Ed: Sirio.
[4] "Lettere dei Maestri" - Lettera n.19 - Ed.Sirio.

Emma Cusani

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