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SCHEDA ARTICOLO N. «01926»

CLASSIFICAZIONE: 3
TIPOLOGIA: YOGA
AUTORE: JIDDU KRISHNAMURTI
TITOLO: IL LIBRO DELLA VITA
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TESTO ARTICOLO

Meditazioni quotidiane con Krishnamurti Ascoltare senza schermi Come ascoltate? Ascoltate attraverso le vostre proiezioni, le vostre ambizioni, i desideri, le paure, le angosce? Ascoltate solo quello che volete sentire, solo quello che vi soddisfa o che vi lusinga? Ascoltate solo quello che vi conforta e che attenua momentaneamente la vostra sofferenza? Se ascoltate attraverso lo schermo dei vostri desideri, è ovvio che state ascoltando solo la vostra voce: state ascoltando solo i vostri desideri. Ma esiste un altro modo di ascoltare? Non è forse importante scoprire come si possa ascoltare, non solo quello che dicono gli altri, ma qualunque cosa: il rumore della strada, il cinguettio degli uccelli, lo sferragliare del tram, il fragore delle onde, la voce di vostro marito o di vostra moglie o quella dei vostri amici, il pianto di un bambino? Ascoltare diventa importante quando smettiamo di proiettare i nostri desideri. Possiamo mettere da parte tutti gli schermi che ci impediscono di ascoltare veramente? Il rumore delle parole Ascoltare è un’arte che non è facile acquisire, ma che porta con sé bellezza e comprensione profonda. Ascoltiamo dalle profondità del nostro essere, ma il nostro ascolto è sempre alterato da preconcetti o dai nostri particolari punti di vista. Non siamo capaci di ascoltare direttamente, con semplicità; in noi l’ascolto avviene sempre attraverso lo schermo dei nostri pensieri, delle nostre impressioni, dei nostri pregiudizi... Per poter ascoltare ci deve essere calma dentro di noi, un’attenzione distesa, e non deve esserci il minimo sforzo tendente ad acquisire qualcosa. Questo stato vigile e tuttavia passivo è in grado di ascoltare quello che è al di là dei significati delle parole. Le parole portano confusione; sono solo un mezzo di comunicazione esteriore, ma per trovarsi al di là del rumore delle parole è necessario ascoltare in uno stato di vigile passività. Coloro che amano sono capaci di ascoltare, ma è estremamente raro trovare chi sia capace di farlo. La maggior parte di noi è troppo occupata a raggiungere degli obiettivi, a ottenere dei risultati; stiamo sempre cercando di andare oltre, di conquistare qualcosa, così non siamo in grado di ascoltare. Solo chi ascolta veramente può cogliere la melodia delle parole. Non lasciate spazio al pensiero Avete mai ascoltato il canto di un uccello? Per poter ascoltare, la mente deve essere calma, una calma che non c’entra nulla col misticismo. Io vi parlo e voi, se volete ascoltarmi, dovete stare in silenzio; non potete farvi ronzare nella testa le idee più diverse. Quando guardate un fiore, guardatelo senza dargli un nome, senza classificarlo, senza stabilire a quale specie appartenga; solo così potete guardarlo veramente. Ma farlo è una delle cose più difficili, proprio come è estremamente difficile saper ascoltare: ascoltare un comunista, un socialista, un politico, un capitalista; oppure vostra moglie, i vostri figli, il vostro vicino, il conducente dell’autobus, il canto di un uccello. Potete ascoltare con estrema semplicità solo quando non date spazio a un’idea o a un pensiero: allora può esserci contatto diretto; e quando siete in contatto, capite se quello che vi dicono è vero o falso. Non avete bisogno di discutere. Il vero ascolto porta con sé la liberttà State davvero ascoltando quando vi sforzate di farlo? Il vostro sforzo non è forse una distrazione che impedisce l’ascolto? Dovete forse sforzarvi per ascoltare qualcosa che vi rallegra? Fin che la vostra mente sarà impegnata a fare sforzi, a confrontare, a giustificare, a condannare, non potrete rendervi conto della verità, non potrete vedere il falso per quello che è... L’atto di ascoltare è completo in se stesso; il semplice atto di ascoltare porta con sé la verità. Ma a voi interessa veramente ascoltare? Oppure quello che vi importa è intervenire per tentare di modificare la confusione che vi portate dentro? Se ascoltaste... cioè se vi rendeste conto delle vostre contraddizioni, dei vostri conflitti, senza preoccuparvi di costringerli a entrare in un particolare schema di pensiero, forse questi finirebbero. Vedete, noi stiamo sempre cercando di essere qualcosa, di raggiungere uno stato particolare; vorremmo fare determinate esperienze ed evitarne accuratamente altre. Ma in questo modo la nostra mente rimane sempre occupata, non è mai tranquilla, non è mai in grado di ascoltare il rumore delle sue lotte e delle sue pene. Siate semplici... non cercate di diventare qualcosa o di aggrapparvi a qualche esperienza. Ascoltare senza sforzo In questo momento mi state ascoltando. Non state facendo uno sforzo per stare attenti, state semplicemente ascoltando, e se in quello che udite c’è la verità, sentirete avvenire in voi un cambiamento straordinario, un cambiamento che non può essere né premeditato né desiderato, una trasformazione che è una rivoluzione totale, nella quale il maestro che la dirige è la verità e non una delle tante creazioni della vostra mente. Se posso darvi un suggerimento, è questo il modo in cui dovreste ascoltare qualsiasi cosa, non solo quello che dico io, ma anche quello che dicono gli altri, il canto degli uccelli, il fischio di una locomotiva, il rumore dell’autobus che passa. Allora scoprirete che quanto più ascoltate tutto quello che vi circonda, tanto piu grandee il silenzio, un silenzio che nessun rumore può disturbare. Quando voi opponete resistenza, quando erigete una barriera tra voi e quello che non volete ascoltare, state creando inevitabilmente le condizioni perché ci sia conflitto. Ascoltare se stessi INTERLOCUTORE: Mentre l’ascolto, mi sembra di capire; ma quando vado via, anche se cerco di mettere in pratica quello che lei ha detto, ho la sensazione di non riuscire più a capire. KRISHNAMURTI: Voi non state ascoltando chi vi parla, state ascoltando voi stessi. Se pretendeste di ascoltare chi vi parla, lo fareste diventare la vostra guida, la vostra via alla comprensione, e questo sarebbe orribile, sarebbe un’abominevole assurdità perché avreste creato la gerarchia dell’autorità. Quindi quello che fate qui e ascoltare voi stessi. State osservando il quadro che chi vi parla sta dipingendo e questo quadro siete voi, è il vostro quadro; non è il quadro di chi vi parla. Se vi e chiaro che state guardando voi stessi, potreste dire: 'Bene, mi vedo esattamente come sono e non voglio modificare proprio nulla'. Allora tutto finisce lì. Ma se dite: 'Mi vedo esattamente come sono e qualcosa deve cambiare', allora cominciate a lavorare basandovi sulla vostra comprensione, e questa è una cosa del tutto diversa dal cercare di mettere in pratica quello che dice chi vi parla. Se, mentre ascoltate chi vi parla, vi rendete conto che in realtà state ascoltando voi stessi, da questo ascolto proviene una chiarezza che è sensibilità e la mente diventa forte, vigorosa. Non ha bisogno di obbedire, ne di opporre resistenza, e si riempie di un’intensa vitalità. Solo un essere umano che possiede una mente simile può creare una nuova generazione, un nuovo mondo. Guarda intensamente Ho l’impressione che tanto l’atto di imparare, quanto l’atto di ascoltare ci risultino straordinariamente difficili. Noi non ascoltiamo mai veramente, perché la nostra mente non è libera; le nostre orecchie sono imbottite di tutta la conoscenza che portiamo sempre con noi, così ascoltare diventa straordinariamente difficile. Penso – anzi, è un fatto – che se potessimo ascoltare con tutto il nostro essere, con una vigorosa vitalità, allora l’atto di ascoltare diverrebbe un fattore di liberazione. Ma sfortunatamente voi non ascoltate, perché non avete mai imparato a farlo. In fondo, potete imparare qualcosa solo quando vi impegnate con tutto il vostro essere. Imparate la matematica solo quando vi ci dedicate totalmente; ma se vivete in uno stato di contraddizione, cioè se venite forzati ad imparare mentre non avete alcuna intenzione di farlo, allora l’imparare si riduce ad un vuoto processo di accumulazione. Quando leggete un romanzo nel quale si muovono innumerevoli personaggi, se volete seguirne le vicende, dovete impegnare tutta la vostra attenzione; non potete pensare ad altre cose. È di un’attenzione simile che avete bisogno per imparare. Se volete sapere come è fatta una foglia, una foglia di primavera o una foglia d’estate, dovete guardarla per vederne la simmetria, l’intessersi delle fibre, per sentirne la qualità. Una foglia è viva. In ogni foglia c’è bellezza, vigore, vitalità. Se volete imparare qualcosa che riguardi una foglia, un sasso, una nuvola, un tramonto o un essere umano, dovete guardarli con tutta l’intensità del vostro cuore. Se vuole imparare, la mente deve essere calma Se volete scoprire qualcosa di nuovo, dovete cominciare da voi stessi. Dovete mettervi in viaggio abbandonando soprattutto la vostra conoscenza, perché questa conoscenza, unita a quello in cui credete, vi porterebbe facilmente ad avere esperienze di vario genere; ma queste esperienze sarebbero il frutto della vostra immaginazione e quindi sarebbero del tutto false, lontane dalla realtà. Se volete scoprire per conto vostro come è il nuovo, non è bene che vi portiate dietro il carico del passato, soprattutto il carico della conoscenza che altri hanno acquisito, anche se questi possono essere grandi personaggi. Voi usate la conoscenza per darvi importanza, per sentirvi al sicuro. Volete essere certi di avere le stesse esperienze del Buddha, del Cristo o del signor X. Ma chi usa costantemente la conoscenza per proteggersi non è affatto un cercatore della verità. Non ci sono sentieri che conducono alla scoperta della verità. Quando volete scoprire qualcosa di nuovo, quando siete alle prese con un esperimento delicato e difficile, la vostra mente deve essere calma, vi pare? La mente affollata, che si riempie di fatti e di conoscenza, non è in contatto col nuovo. Per la maggior parte di noi la mente e diventata molto importante, è diventata un fattore predominante che interferisce di continuo con quello che potrebbe essere nuovo, con qualcosa che potrebbe esistere contemporaneamente al conosciuto. Così la conoscenza e quell’apprendimento che è accumulo di conoscenza ostacolano coloro che cercano e vorrebbero capire l’eterno. Imparare non vuol dire fare esperienza La parola 'imparare' ha un grande significato. Ci sono due modi di imparare. Per la maggioranza di noi imparare significa accumulare conoscenza, esperienza, capacità tecniche. Impariamo un mestiere o una lingua. E c’è anche un imparare a livello psicologico, che ci proviene dalle esperienze della vita che lasciano un segno dentro di noi, oppure dal nostro appartenere a una tradizione, a una razza, alla società. Ci sono questi due modi di imparare ad affrontare la vita: uno a livello psicologico, l’altro è a livello fisiologico. C’è l’esperienza interiore e l’esperienza esteriore; effettivamente non c’è alcuna linea di demarcazione che le separa, perché in realtà si sovrappongono sempre. Ora, lasciamo per un momento da parte l’imparare che ha a che fare con lo studio e la pratica legata alle applicazioni tecniche e interessiamoci invece di tutto quello che abbiamo imparato a livello psicologico, cioè di tutta la conoscenza e l’esperienza, acquisite attraverso i secoli, che ci sono state trasmesse sotto forma di tradizione. Secondo me, tutto questo non ha nulla a che fare con l’imparare e mi chiedo se la mente abbia davvero qualcosa da imparare a livello psicologico. Basandosi su quello che ha imparato, la mente affronta la sfida della vita; ma questo significa che interpreta la vita e la sua sfida, che è sempre nuova, basandosi su quanto ha imparato finora. È così che noi ci comportiamo. Ma questo e imparare? Imparare non significa forse affrontare il nuovo, affrontare qualcosa che non conosco? Aggiungere altra conoscenza a quella che gia possiedo non è affatto imparare. Titolo originale dell’opera: THE BOOK OF LIFE – DAILY MEDITATIONS WITH KRISHNAMURTI La traduzione italiana è di Giovanni Turchi (c) 1997 Krishnamurti Foundation of America, Ojai, CA, U.S.A. Fine.

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